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Rimozione Costa Concordia

Mercoledì 18 settembre 2013

Grazie

Un grazie personale ad ognuno di voi,cinquecento donne e uomini del consorzio Titan Micoperi che, con ingegno, impegno ed enorme passione, avete permesso un passo decisivo per la rimozione della Concordia dall’Isola del Giglio. Il passo più delicato e complesso di un progetto senza precedenti nella storia navale.
Un’operazione tecnico-ingegneristica unica, che ha richiesto, oltre ad uno sforzo tecnologico enorme, l’invenzione di un nuovo modo di pensare.

Grazie. Di cuore. A tutte le donne e gli uomini di Costa, per l’energia e la dedizione di tutti i giorni. Alle Istituzioni, alle Autorità e ai nostri partner, per la loro preziosa collaborazione. E in particolare al Dipartimento di Protezione Civile e all’Osservatorio per la fiducia e il supporto. Un grazie speciale al Sindaco e a tutti i gigliesi: generosi e pazienti. Tutti avete dato molto più di quanto dovuto.

E anche noi continueremo a fare tutto il possibile affinché il presente e il futuro delle crociere siano sempre migliori, sicuri e sereni.
Per i nostri Ospiti, per tutti coloro che nel mondo lavorano e viaggiano per mare.


Michael Thamm
Amministratore Delegato
Costa Crociere S.p.A.


Giovedì, 8 novembre 2012

Online il nuovo sito informativo sul progetto di rimozione del relitto Concordia

Il nuovo sito web informativo sul progetto di rimozione del relitto Concordia è online: www.theparbucklingproject.com

Il sito bilingue (versioni in italiano e inglese) potrà diventare un punto di riferimento informativo per tutti i media italiani e internazionali, ma anche per chi è interessato a comprendere meglio il progetto e gli aspetti tecnici di un’impresa ingegneristica senza precedenti.

Il nuovo strumento digitale renderà anche più agevole la ricerca delle informazioni e faciliterà le richieste dei media interessati, fornendo regolari aggiornamenti e notizie sull’andamento dei lavori e sulle attività in corso.


Martedì, 3 luglio 2012

Ore 14.00 (CET)

Costa Concordia: Assegnata a Fincantieri commessa per la costruzione dei "Cassoni".
La commessa prevede la costruzione in diversi stabilimenti di Fincantieri di 30 cassoni di acciaio, che serviranno per raddrizzare e portare il relitto in galleggiamento.

Nell’ambito del progetto di rimozione del relitto di Costa Concordia, realizzato dal consorzio italo americano Titan-Micoperi su incarico di Costa Crociere, è stata assegnata a Fincantieri una commessa del valore di alcune decine di milioni di euro per la costruzione di cassoni che serviranno per le operazioni di rimozione.

Si tratta in tutto di 30 cassoni di acciaio, il cui peso complessivo sarà pari a circa 11.500 t, che verranno realizzati in diversi cantieri di Fincantieri.

Il progetto di rimozione del relitto di Costa Concordia prevede l’utilizzo dei cassoni per far raddrizzare la nave e riportarla al galleggiamento.

Una volta messa in sicurezza la nave, i cassoni verranno installati sul lato emerso della nave e riempiti d’acqua gradualmente per agevolare il raddrizzamento della nave, che sarà effettuato tramite un insieme di martinetti chiamati “strand jack” fissati alla piattaforma subacquea di appoggio. Una volta raddrizzata la nave, saranno installati cassoni pieni d’acqua anche sull’altro lato. I cassoni di entrambi i lati saranno quindi svuotati dall’acqua, in modo tale da riportare la nave a galleggiare, e consentirne il traino in un porto italiano.

All’Isola del Giglio prosegue intanto, secondo i tempi previsti, la fase preliminare di preparazione del relitto, che comprende anche semplici lavori di carpenteria e taglio per rimuovere alcuni elementi esterni della nave (antenna OVI SAT, albero fanali di prua, scivolo) per facilitare le successive operazioni. Proseguono anche le ispezioni del fondale marino per verificarne le condizioni attuali in vista del ripristino del sito, che verrà effettuato una volta portata via la nave. Queste attività dovrebbero terminare a fine luglio, per poi procedere con la fase successiva di messa in sicurezza del relitto.


Ore 11.00 (CET)

In relazione all’articolo apparso oggi sul quotidiano Corriere della Sera, la società Costa Crociere specifica quanto segue: la scatola nera (VDR), che si scrive fosse in avaria dal 9 gennaio, aveva segnalato solo un codice d'errore che non significava assolutamente che l'apparecchio non funzionava, come in effetti è dimostrato dal fatto che i dati contenuti nella stessa sono risultati perfettamente in linea con le aspettative dei tecnici. Non vi è norma o convenzione internazionale che prescriva che in una situazione del genere la nave non possa navigare.

Non ci risulta che i dati presenti nel VDR supportino l’affermazione che le porte stagne fossero aperte per problemi al sistema martec che controlla l’energia elettrica, come verrà chiarito al termine dell'attuale fase procedimentale (Incidente Probatorio).

Infine, in merito alle carte nautiche: la nave era equipaggiata con tutte le carte nautiche, cartacee ed elettroniche, necessarie per l'effettuazione dell'itinerario previsto, come verrà dimostrato al termine dell'Incidente Probatorio. E' compito del comandante in base al piano di viaggio che lui stesso stabilisce, accertarsi che la nave sia dotata di ogni ulteriore carta nautica. Ma ciò che più giova ricordare è che la nave non avrebbe mai dovuto navigare così vicina alla costa.


Venerdì, 18 maggio 2012


Presentato oggi a Roma il progetto per la rimozione del relitto di Costa Concordia
Alla presenza del Commissario Delegato per l’emergenza per il naufragio della Costa Concordia, Costa Crociere e Titan-Micoperi hanno illustrato alla stampa internazionale il progetto che prevede la rimozione intera del relitto, che verrà messo in condizioni di poter galleggiare ed essere trainato.

Alla presenza del Commissario Delegato per l’emergenza per il naufragio della Costa Concordia, Prefetto Franco Gabrielli, Costa Crociere e il consorzio italo americano Titan-Micoperi, vincitore della gara e incaricato dell’esecuzione dei lavori, hanno presentato oggi il progetto per la rimozione del relitto della nave Costa Concordia.

I lavori, in seguito alla Conferenza dei Servizi decisoria convocata il 15 maggio dal Commissario delegato durante la quale le amministrazioni competenti hanno disposto le autorizzazioni necessarie, inizieranno già fra qualche giorno per una durata stimata in circa 12 mesi.

Titan Salvage è una società statunitense, appartenente a Crowley Group, leader mondiale nel settore del recupero di relitti. Micoperi è una società italiana, specializzata nella costruzione e ingegneria subacquea, che vanta una pluriennale esperienza nel settore.

Il progetto, che prevede di rimettere in galleggiamento l’intero scafo, pone la massima attenzione a garantire il minor impatto ambientale possibile, la salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell’Isola del Giglio, la massima sicurezza degli interventi.

La protezione dell’ambiente avrà la massima priorità nel corso di tutta la durata delle operazioni di questa unica, ciclopica impresa di recupero: qualcosa di mai tentato prima al mondo. Una volta completata la rimozione, si provvederà alla pulizia dei fondali e al ripristino della flora marina.

Il piano prevede anche misure per la salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell’isola del Giglio. La presenza del personale che lavorerà alle operazioni di rimozione non avrà conseguenze significative sulla ricettività estiva dell’isola. La base operativa infatti sarà fuori dall’isola, nei pressi di Piombino, dove verranno raccolte apparecchiature e materiali necessari per gli interventi, in modo da evitare qualsiasi impatto sulle attività del porto turistico del Giglio.

Le fasi operative, in estrema sintesi, saranno quattro:
• Stabilizzata la nave, verrà costruita una piattaforma subacquea e al lato emerso della nave saranno applicati cassoni capaci di contenere acqua;
• Due gru, fissate alla piattaforma, raddrizzeranno la nave con l’aiuto del riempimento dei cassoni d’acqua;
• Una volta dritta, alla nave saranno applicati cassoni anche all’altro lato;
• I cassoni di entrambi i lati saranno quindi svuotati dall’acqua, non prima di averla opportunamente trattata e depurata a tutela dell’ambiente marino, e successivamente riempiti di aria.

Una volta riportato nelle condizioni di poter galleggiare, il relitto sarà trainato in un porto italiano. Ogni altra decisione successiva riguardante il relitto sarà presa nel rispetto di quanto richiesto dalle Autorità italiane.

Il piano è stato scelto da un comitato tecnico di valutazione, composto da esperti in rappresentanza di Costa Crociere, Carnival Corporation & plc, London Offshore Consultants e Standard P&I Club, con la collaborazione di RINA e Fincantieri, in accordo con le prescrizioni e raccomandazioni espresse dalle Autorità Italiane, perché risponde maggiormente ai principali requisiti richiesti: rimozione intera del relitto; minor rischio possibile; minor impatto ambientale possibile; salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell’Isola del Giglio; massima sicurezza degli interventi.

“Sin dalle prime fasi dell’incidente, Costa Crociere ha profuso il massimo impegno in termini di risorse, professionisti, strutture, per minimizzare l’impatto del naufragio sull’ambiente e sull’Isola del Giglio in particolare – ha dichiarato Gianni Onorato, Direttore Generale di Costa Crociere S.p.A. – Come già successo per la fase di rimozione del carburante, abbiamo sempre puntato sulla soluzione migliore e più sicura per salvaguardare l’isola e il suo ambiente marino e restituirla al più presto alla sua innata vocazione turistica. Ora diamo il via a un’operazione di recupero mai tentata prima per caratteristiche e complessità tecnica. Nonostante le incognite inevitabili per un’impresa di tale natura, siamo sicuri di aver fatto la scelta giusta e ci impegneremo ancora una volta per dare il meglio, nel rispetto dei tempi”.

“Siamo molto contenti per essere stati scelti per realizzare questa incredibile opera di recupero della Costa Concordia. Le nostre qualità ingegneristiche e l'esperienza che abbiamo maturato in questo ambito ci hanno consentito di presentare un progetto all'altezza delle aspettative – ha dichiarato Richard Habib Presidente di Titan Salvage. – Da oggi lavoreremo nell'ottica del rispetto dell'ambiente e della salvaguardia dell'habitat naturale.”

“Abbiamo creduto fin dall'inizio che la professionalità della nostra azienda e la comprovata esperienza nelle attività di salvataggio e recupero sottomarine potessero essere messe a disposizione di questa impresa - ha dichiarato Silvio Bartolotti General Manager di Micoperi. – L'essere stati scelti, inoltre, rappresenta un segnale forte per la qualità e la capacità delle imprese italiane nel gestire progetti delicati e senza precedenti come questo.”

Conferenza stampa di presentazione del progetto di rimozione della Costa Concordia - Roma 18.05.12

Costa Concordia - Il piano di rimozione


Sabato, 21 aprile 2012


Assegnato a "Titan Salvage/Micoperi" il Progetto per la rimozione del relitto di Costa Concordia.
Il piano prevede la rimozione intera del relitto, che verrà messo in condizioni di poter galleggiare ed essere trainato.

Costa Crociere e la struttura del Commissario delegato per l’emergenza per il naufragio della Costa Concordia, informano che la gara d’appalto per la rimozione del relitto della nave dall’isola del Giglio è stata vinta dalla società Titan Salvage, in collaborazione con la società italiana Micoperi. I lavori, soggetti ancora all’approvazione finale da parte delle Autorità italiane, inizieranno a maggio 2012, con una durata precauzionalmente stimata in circa 12 mesi.

Titan Salvage è una società statunitense, appartenente al gruppo Crowley Group, leader mondiale nel settore del recupero di relitti. Micoperi è una società italiana specializzata, che vanta una lunga esperienza nella costruzione e ingegneria subacquea.

La protezione dell’ambiente avrà la massima priorità nel corso di tutta la durata delle operazioni. Una volta completata la rimozione, si provvederà alla pulizia dei fondali e al ripristino della flora marina.

Il piano prevede anche misure per la salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell’isola del Giglio. La presenza del personale che lavorerà alle operazioni di rimozione non avrà conseguenze significative sulla ricettività estiva dell’isola. La base operativa sarà fuori dall’isola, nei pressi di Civitavecchia, dove verranno raccolte apparecchiature e materiali necessari per gli interventi, in modo da evitare qualsiasi impatto sulle attività del porto turistico del Giglio.

Una volta riportato nelle condizioni di poter galleggiare, il relitto sarà trainato in un porto italiano. Ogni altra decisione successiva riguardante il relitto sarà presa nel rispetto di quanto richiesto dalle Autorità italiane.

Il piano è stato scelto da un comitato tecnico di valutazione, composto da esperti in rappresentanza di Costa Crociere, Carnival Corporation & plc, London Offshore Consultants e Standard P&I Club. Nonostante tutti i 6 piani, giunti entro la scadenza del 3 marzo 2012, fossero di elevata qualità, il comitato tecnico di valutazione ha preferito quello di Titan Salvage/Micoperi perché risponde maggiormente ai principali requisiti richiesti: rimozione intera del relitto; minor rischio possibile; minor impatto ambientale possibile; salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell’Isola del Giglio; massima sicurezza degli interventi.

“Siamo molto soddisfatti di poter annunciare un altro passo importante nelle operazioni di recupero del relitto dall’Isola del Giglio – ha dichiarato Pier Luigi Foschi, Presidente e Amministratore Delegato di Costa Crociere S.p.A. – Come già successo per la rimozione del carburante, abbiamo cercato di individuare la soluzione migliore per salvaguardare l’isola e il suo ambiente marino e restituirla al più presto alla sua innata vocazione turistica. Vogliamo inoltre ringraziare le società Smit Salvage e Tito Neri per il successo nelle operazioni di defueling e caretaking.”

La rimozione sarà l’ultima fase delle operazioni di recupero del relitto. Il “defueling”, ovvero l’estrazione del carburante dai serbatoi, è terminato con successo lo scorso 24 marzo; il “caretaking”, che prevede la pulizia del fondale marino e il recupero di materiali e detriti usciti dalla nave in seguito all’incidente, continuerà sino a quando Titan Salvage e Micoperi non inizieranno i loro lavori.