Ci sono delle parole che sono praticamente intraducibili: ogni lingua, se si scava, ne ha e se ne nutre. Racchiudono un gesto, un frammento di bellezza, uno stato d’animo, un’emozione che deve essere colta. Seguiteci in questo viaggio di suggestioni e rimandi.

Il fascino lusitano

Questo viaggio nelle emozioni inizia dal Portogallo. Abbiamo scelto “cafuné” che indica il gesto del passare affettuosamente le dita tra i capelli di una persona a cui si vuole bene. Il portoghese è una lingua molto musicale e immaginifica, e lo dimostra lo stesso termine “saudade”. Una parola intraducibile, che mischia nostalgia, mancanza, un pizzico di rimpianto e anche il romanticismo implicito nella solitudine.

Il bello di sentirsi a casa

Ora ci spostiamo nel Regno Unito. Quante volte ci siamo trovati in un posto così bene da sentirci a casa, anche a molti chilometri di distanza? In gallese c’è una singola parola che vuol dire tutto questo: “cynefin”. E ancora la parola tedesca “feierabend”, ovvero la piacevole sensazione di arrivare al termine di una giornata in cui si è lavorato. Ancora più bella la parola fernweh, che simboleggia la nostalgia per posti in cui non si è mai stati.

La delicatezza dei dettagli

Le sensazioni suscitate da certe parole non hanno confini e ci portano in Grecia, riempiendoci di poesia con la parola “psithirisma”: il suono che fa il vento quando passa fra le foglie. Un senso di bellezza e che troviamo anche nel termine turco “gumusservi”, che indica il riflesso della luna sull'acqua di un lago o del mare. Emozioni, dettagli, sensazioni: manca l’amore. E allora andiamo fino in Spagna dove ci innamoreremo a prima vista, al primo sguardo con una scintilla immediata: quando capiterà sarà grazie a un “flechazo”.

Le parole, come abbiamo visto, esprimono emozioni, gesti profondi e sfumature che arricchiscono. Noi vogliamo che le sensazioni non restino solo sulla carta e siamo pronti a viverne di nuove con voi. Scrivete con noi nuovi viaggi.