È una delle più piccole isole del Mediterraneo, un vero gioiello in cui sorge la parte più antica della città di Siracusa: stiamo parlando dell’Isola di Ortigia. Questo lembo di terra di appena un chilometro quadrato affiora dal Mar Ionio ed è collegato alla terra ferma da due ponti. Si tratta di una tappa imperdibile per chi decide di visitare la Sicilia.

Una destinazione ricca di storia tra chiese, castelli, tempi che sa offrire anche relax e bellezze naturali. In poco tempo troverete tutto quello di cui avrete bisogno, a cominciare da scorci meravigliosi, localini che vi faranno assaporare la cucina tipica siciliana e angoli mozzafiato che si potranno scoprire grazie ad appositi tour ed escursioni. Gli appassionati delle passeggiate non rimarranno delusi. Si rimarrà affascinati dalle abitazioni chiare di Ortigia, dal sorriso della sua gente e dal mare limpido.

Scopri la bellezza naturale, culturale e storica dell'isola di Ortigia, la parte più antica della città di Siracusa.

  • Tempio di Apollo
  • Castello Maniace
  • Duomo di Ortigia (Tempio di Atena)
  • Fonte Aretusa
  • Piazza Archimede

Tempio di Apollo

Benvenuti nel tempio dorico più antico di tutta la Sicilia. Risale al VI secolo a.C. e la sua storia è stata piuttosto travagliata. Divenne chiesa bizantina, moschea araba, basilica normanna e venne pure inglobato in una caserma spagnola, al tempo di Carlo V. L’edificio religioso fu riscoperto e riportato alla luce casualmente, intorno alla metà del 1800. L’opera è stata commissionata da Cleomenes, tiranno di Siracusa e fu costruita dall’architetto Epicles. Il progetto originario prevedeva sei colonne frontali e 17 laterali con una pianta arcaica e le colonne ricavate direttamente da grandi blocchi monolitici. Era largo 25 metri e lungo circa 58, orientato a est come era prassi per tutti i templi greci.

Come da tradizione il basamento del tempio era dedicato a una divinità e la restante parte a un’altra. Ecco spiegata la dicotomia Apollo-Artemide. La parte superiore della struttura era rivestita da terracotta, mentre frammenti dell’area centrale in pietra sono conservati nel Museo di Siracusa. Si sono conservate diverse parti giunte fino a noi, tra cui il muro della cella sud, due colonne e l’intero stilobate, ossia il basamento delle colonne.

La pietra usata nella sua costruzione è un particolare tipo di calcare chiamato “Giuggulena”. Le cave sono state localizzate nella zona del Plemmirio, da qui sono state a Ortigia, partendo dal porto. Il Tempio di Apollo venne interamente riportato alla luce, grazie ad alcuni scavi che risalgono al periodo tra il 1938 e il 1942.

Castello Maniace

Il suo profilo maestoso domina la punta estrema dell’isola. Il castello Maniace è famoso per essere uno degli esempi meglio conservati del periodo Svevo. Un maniero militare con pianta quadrata e torri circolari, voluto da Federico II. In diversi documenti si fa cenno che sorgesse su resti di edifici precedenti, ma ad oggi gli scavi realizzati non hanno confermato questa ipotesi. È probabile che i lavori nel periodo Svevo per rafforzare le fondamenta abbiano completamente cancellato ogni traccia di edificio precedente. Il castello prende il nome dal condottiero bizantino Giorgio Maniace.

Il maniero ha cambiato destinazione d’uso più volte nel corso dei secoli e per questo la sua struttura risulta un po’ danneggiata. Negli anni è diventata caserma, residenza e anche prigione. Dal XVI secolo sono iniziati dei lavori di potenziamento e ingrandimento della base con la creazione di nuove strutture e luoghi per il deposito della polvere da sparo. Due terremoti (nel 1542 e nel 1693) hanno colpito duramente la città e, di conseguenza, il maniero. Altri gravi danni sono stati causati dallo scoppio della polveriera del castello. La deflagrazione ha colpito tutta la parte Nord-Ovest. È crollata una parte della cinta muraria e il torrione.

Una delle curiosità che potrete ammirare durante la vostra visita riguarda la torre ovest dove si trova quello che viene chiamato “il bagno della Regina”. Ci si accede da una porticina scendendo per una scala intagliata nella roccia. Ci si trova in un ambiente che è stato descritto come “magnifico, con marmi vasche e sedili”. Nella realtà è un piccolo ambiente che sfruttava un corso d’acqua dolce, di cui Ortigia era ricca.

Duomo di Ortigia (Tempio di Atena)

Un esempio architettonico di grande pregio in cui si fondono diversi stili, che sorge nel punto più alto dell’Isola. La sua storia è un alternarsi di edifici diversi, a cominciare da un tempio ionico costruito nel VIII secolo a.C. Il tiranno Gelone, intorno al 480, per festeggiare la vittoria dei siracusani sui cartaginesi fece erigere uno dei più ricchi e maestosi templi dell’epoca, che fu dedicato ad Atena. Il progetto originario prevedeva 14 colonne di ordine dorico laterali. Lungo le pareti c’erano degli affreschi con scene di guerra e la storia di tutti i tiranni. Le porte di ingresso erano rinomate, visto che erano caratterizzate da una speciale lavorazione di oro e di argento. Il tetto era abbellito con un’imponente statua della dea Atena, il cui scudo fungeva addirittura faro per le navi in transito.

Da tempio greco, in epoca bizantina divenne una chiesa e accolse il progetto di cattedrale cattolica voluto dal vescovo Zosimo. Sotto la dominazione araba l’edificio fu trasformato in moschea. Con l’arrivo dei normanni fu nuovamente adattato al culto cristiano, con il ripristino dell’Arcivescovado di Siracusa. Dopo il violento terremoto del 1169 i lavori di ricostruzione portarono all’aggiunta di un rosone, di un portale gotico, di un campanile e di un rosone. L’abside fu inoltre arricchito con raffinati mosaici. Un nuovo sisma nel 1693 fece crollare la facciata. Nel 1700 iniziarono i lavori che hanno portato alla fisionomia attuale, impreziosita dallo stile barocco.

Il progetto fu portato avanti dall’architetto trapanese Andrea Palma. Attualmente all’interno del duomo si trovano un soffitto in legno del XVI secolo, un pavimento in marmo del secolo precedente, oltre ai resti di un’abside normanno che ospita la statua della Madonna della neve. Nella navata destra si potrà ammirare la fonte battesimale ricavata da un cratere greco, circondato da otto leoncini di bronzo. Un’altra tappa da non perdere è la cappella di Santa Lucia, che contiene il simulacro in argento della santa, capolavoro di oreficeria siciliana. Il vostro viaggio nell’arte vi riserverà altre cappelle (quella del Sacramento, impreziosita da opere in ferro battuto) affreschi, oltre alle sale del tesoro, dove potrete ammirare dipinti, gioielli e tessuti raffinati.

Fonte Aretusa

In questo specchio d’acqua si mischiano fantasia, storia e bellezza. Una sorgente di acqua dolce che si trova a pochi metri dal mare e che forma un piccolo lago semicircolare pieno di pesci, anatre e verde. La zona è infatti famosa per essere l’unico papireto spontaneo presente in Europa. L’aspetto attuale è frutto degli interventi effettuati nel 1847. Il fascino della Fonte ha da sempre ispirato artisti, poeti e scrittori. La sua magia inizia dal nome che rimanda a uno dei miti più famosi e iconici di Siracusa.

La ninfa Aretusa aveva fatto colpo su Alfeo, figlio di Oceano, ma non ricambiava il suo amore e anzi fuggiva. Stanca di questa situazione si era rivolta alla dea Diana, che l’aveva così trasformata in una fonte sul lido di Ortigia. Zeus ebbe però pietà del suo spasimante e lo trasformò in un fiume perché potesse stare con la sua amata. Al di dà della leggenda la “Funtana re papiri” rappresenta un luogo rilassante e assolutamente da non perdere durante il vostro viaggio in Sicilia. Specialmente durante il tramonto è un luogo ricco di pace e di magia.

Piazza Archimede

La piazza Archimede è uno dei punti più interessanti e ricchi di storia di Siracusa. Al centro svetta la fontana di Diana che narra il mito di Aretusa, di cui abbiamo parlato da poco. La ninfa è raffigurata mentre fugge da Alfeo, che cerca di afferrarla con le braccia protese. La cornice che si svela attorno è ricca di bellezza e anche di design. I palazzi che si affacciano sono il riassunto della storia dell’Isola, partendo dal Medioevo fino ai giorni nostri. Tra quelli più significativi c’è quello del Banco di Sicilia, nato nel 1928 da un progetto di Salvatore Caronia.

Seguono il palazzo Gargallo, costruito nel XVII secolo, il palazzo Pupillo con la sua facciata leggermente convessa. Fu rimaneggiato nel 1800 con l’aggiunta di diversi stucchi. La piazza si chiude con il palazzo della Banca d’Italia, costruzione del 1400. Tra i suoi punti forti l’ampio cancello in ferro battuto, la scala a cielo scoperto con un leone in posizione araldica.

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Dove lo trovate un altro luogo che, in poco più di un chilometro quadrato, riesce a offrire attrazioni culturali, sprazzi di natura incontaminata e anche un fervore culturale che si respira nei vicoletti? Ortigia è un autentico affresco pieno di colori. L’isola fu scelta dai Greci come primo insediamento per la fondazione della colonia. Ancora oggi ospita tutte le tracce dei popoli che si sono succeduti: greci, romani, senza dimenticare gli arabi, gli svevi e gli aragonesi.  Palazzi, testimonianze storiche e monumenti incastonati nelle vie saranno parte del vostro viaggio. Preparatevi a partire e a ritrovarvi in un angolo della Sicilia pieno di fascino e magia.

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