La meraviglia di un arcipelago composto da duecento isole, che anzi contando anche gli isolotti arriva addirittura a contarne più di cinquecento: si estendono da nord a sud nelle acque del Golfo del Bengala e formano un piccolo paradiso naturale, politicamente fanno parte dell’India ma geograficamente sono più vicine al Myanmar (ex Birmania) e a Sumatra. Sono una scheggia di mondo ancora vergine, dove ogni angolo è incontaminato tanto che molti villaggi sono ancora abitati da tribù primitive di aborigeni che vivono di caccia e pesca.

Hanno spiagge di sabbia bianca, una vegetazione tropicale lussureggiante a fare da contorno e le testimonianze storiche di un passato coloniale. Non sono altro che le cime emerse di una catena montuosa sottomarina, piene di spiagge deserte e magnifiche barriere coralline. Nella fitta vegetazione vivono più di 62 mammiferi (la metà dei quali sono endemici) oltre a 250 specie di uccelli. E le paludi sono popolate di coccodrilli. Tutto è bellissimo e assolutamente incontaminato. 

Quali sono le Isole Andamane più belle? South Andaman, Havelok Island, Neil Island e altre.

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South Andaman

Seguiteci in questo viaggio, sarà come scalare una classifica di straordinaria bellezza! Per cominciare, partiamo dall’isola più popolata dell’arcipelago ovvero South Andaman, la base del nostro tour. Approdare a Port Blair (sede dell’unico aeroporto, collegato a Calcutta e Chennai) per cominciare la nostra esplorazione significa immergersi gradatamente nella realtà incontaminata delle isole Andamane.

Per dirne una, non è ancora possibile collegarsi a internet. Ma per il resto, si comincia subito a scoprire l’incanto, magari girando su uno dei tanti tuk-tuk che riempiono le strade, i taxi scoperti che ci permettono di prendere confidenza con questa realtà alternativa. L’unico reperto storico è rappresentato dalla grande prigione di Cellular Jail, oggi National Memorial sede di un museo e di un monumento ai martiri. Questa struttura formata da celle piccolissime racconta una lunga e triste parte di storia locale attraverso fotografie ma anche con uno show di suoni e luci che ogni sera ripropone quella che fu la vita durissima dei prigionieri.

La principale attrazione naturale resta invece quella della barriera corallina, invitante per ogni appassionato di immersioni, ma anche qui ci sono spiagge che meritano di essere esplorate. Per esempio, Chidiya Tapu: il nome significa letteralmente isola degli uccelli ed effettivamente è la casa di numerose e differenti razze di volatili, un vero paradiso per i birdwatcher. Si possono osservare gli spostamenti degli uccelli migratori oppure ammirarne il volo nell’azzurro del cielo. Chidya Tapu è famosa anche per gli straordinari percorsi escursionistici: raggiungere Mundapahad significa, per fare un esempio, camminare sul bordo di alte e scure scogliere a picco sul mare, definite addirittura “punto di suicidio”. Impagabili le viste panoramiche alla sera su tramonti meravigliosi.

Da visitare sicuramente il Parco Biologico, prima di godersi la spiaggia, dove ancora troviamo i resti di alberi portati qui dallo Tsunami del 2004. Ma soprattutto sarà possibile osservare bellissime conchiglie lungo la riva, di tutte le forme e colori. Ricordatevi però che è vietato raccoglierle e portarle via. Corbyn’s Cove Beach si trova invece a 8 chilometri dal centro di Port Blair. La spiaggia, con le sue palme a ridosso dell’invitante mare cristallino, promette ore una grande bellezza ai visitatori.

Le attività di immersione, navigazione e surf sono frequenti e da qui si arriva facilmente all’Isola dei Serpenti che oltre a essere famosa per la presenza di alcune specie di serpenti velenosi e letali, nasconde anche coralli colorati, pesci variopinti e scogliere di grande fascino. Da vedere, a proposito di reperti storici, anche i bunker realizzati sulla costa dai soldati giapponesi durante l’ultima grande guerra.

Ad appena 29 chilometri da Port Blair la riserva marina naturale del Mahatma Gandhi Marine National Park ospita numerose varietà di pesci, molluschi, conchiglie, coralli ma anche tartarughe e perfino coccodrilli. Si trova vicino a Wandoor, nella zona meridionale delle Andamane, raggruppa e protegge la preziosa biodiversità di quindici isole di tutto l’ambiente marino circostante. Tra i luoghi più suggestivi dell’area protetta, da segnalare Jolly Buoy Island e Red Skin Island, mete privilegiate per lo snorkeling e le immersioni: ma per arrivarci bisogna imbarcarsi al molo di Wandoor.

Havelok Island

Seconda tappa del nostro viaggio e si sale di livello, eccoci sulla più grande delle isole dell’arcipelago di Ritchie, parte di quell’autentico gruppo di gioielli conosciuto come Isole Andamane, che assieme a Nicobare formano uno dei sette territori della grande India. Sono anche lo stato più remoto della Repubblica. È possibile arrivare ad Havelock con un traghetto statale (ma sono attive anche due compagnie private, con una tariffa più alta) che deve essere prenotato da Port Blair e che assomiglia alle tradotte di una volta.

Anche questo fa parte del fascino. Siamo a circa quaranta chilometri dalla capitale, nel pieno di una natura incontrastata e splendente. L’isola è però anche una delle più attrezzate per i turisti e in particolare una volta arrivato qui è molto semplice e istintivo, con un paio di pinne e una maschera, tuffarsi in acqua per scoprire quasi subito il tesoro del mondo sommerso e della barriera corallina.

Le spiagge sono candide – tenute pulite dall’amministrazione locale - mentre la costa è frastagliata e tutta da esplorare con i tanti lidi sabbiosi e le mangrovie che entrano in mare. La sabbia a volte si estende a vista d’occhio con la bassa marea e pochi attimi dopo è sommersa dalle onde. Al mattino l’acqua è alta, verso mezzogiorno si abbassa notevolmente mostrando le prime rocce coralline. Attraverso le foreste incontaminate si snodano sentieri bellissimi che conducono a spiagge di rara bellezza come ad esempio Elephant Beach. I fondali sono pieni di pesci tropicali e barriera. I coralli sono purtroppo in gran parte morti a causa dell’onda assassina del 2004, anche se si stanno riprendendo nonostante l’innalzamento della temperatura delle acque. Qui comunque si può ancora assistere allo spettacolo degli elefanti adibiti al trasporto di legname che fanno il bagno in mare.  

Radhanagar Beach (oppure seguendo la numerazione locale, riconoscibile come Beach Number 7) è stata definita dalla rivista Time la migliore di tutte le spiagge del continente asiatico. Si può solo immaginare il suo fascino, prima di mettere i piedi sulla sua sabbia fine e chiarissima, passeggiando serenamente lungo i quattro chilometri di estensione tra i bordi della giungla e vicino alla riva di un mare dalle mille sfumature blu.

Non ci sono rocce coralline e quindi, per una volta, non è il caso di immergersi per fare snorkeling ma si può nuotare piacevolmente. La spiaggia è costantemente soleggiata, nella zona di ingresso troviamo tutte le famiglie degli indiani in vacanza, che fanno il bagno sempre vestiti, mentre il resto della spiaggia rimane tutto a disposizione.

Da qui, camminando per un quarto d’ora nella foresta, si raggiunge la magnifica baia di Neil’s Cove, contornata da una magnifica vegetazione con molti spazi d’ombra. Da non perdere anche l’insenatura di Kalapathar Beach, preferita dagli indiani in viaggio di nozze che troverete intenti a scattare tutte le fotografie del caso. Attenzione perché qui il mare è più mosso che in altre spiagge. Merita un “salto” pure Vijaynagar Beach, vicina alla maggior parte delle strutture turistiche e soggetta alle variazioni della marea.

Neil Island

L’atmosfera è decisamente più raccolta rispetto ad Havelok. C’è un piccolissimo villaggio con pochissime auto. Di conseguenza si incontrano anche meno turisti. Nonostante questo, le auto che circolano anche in piena notte sono rumorose e indisciplinate come da abitudini indiane. Ma sono eccezioni, l’ambiente resta in massima parte paradisiaco, ancora più adatto al relax. Considerate le ridotte dimensioni dell’isola (appena 6 chilometri da costa a costa nella massima estensione) è facile addentrarsi anche a piedi nell’entroterra per immergersi completamente nella ricca e colorata vegetazione. Per esempio il mercato di Neil Kendra, nel centro dell’isola, è una meta da raggiungere in bici, pedalando tranquillamente per le stradine tra le case e lasciandosi contagiare dallo spirito locale. Le persone sono dolcissime, risponderanno ai vostri cenni di saluto con larghi sorrisi.

Ribattezzata recentemente Shaheed Dweep, l’isola ha spiagge che non saranno lussuriose come altre nei paraggi, ma la serenità che si apprezza qui è incomparabile. I coralli sono tra i più rigogliosi della zona, le spiagge sono molto pulite e l’acqua è davvero di un blu intenso e speciale. È molto bello restare distesi per ore ad ammirare il panorama fino a tardi, quando sarà ancora più speciale ammirare le stelle nel cielo ascoltando il dolce flusso delle onde. La spiaggia di Laxmanpur, la più conosciuta, rappresenta una destinazione inevitabile. Una lunga striscia di sabbia invariabilmente bianca che in acqua nasconde rocce ma è ideale per romantiche camminate sotto la luce soffusa del tramonto.

Long Island

Andiamo su di un’altra posizione in graduatoria: siamo a Long island. Se cercate un posto realmente esclusivo, qui avete trovato la vostra meta. A circa 90 chilometri dalla capitale Port Blair, vive perennemente in un’atmosfera tranquilla. Non esiste, innanzitutto, una vera strada ma solo sentieri da percorrere a piedi, attraversando paesaggi dominati dal verde e dai dolcissimi suoni della giungla.

La spiaggia da cartolina è quella di Lalaji Bay, a quattro chilometri di distanza dal porto, dove ci si ritrova attorniati dalle palme da cocco e a un tuffo dalle straordinarie bellezze sottomarine. Ci si arriva sia a piedi passando nel verde più rigoglioso, sia grazie a un breve tragitto in barca. Il traghetto parte da Port Blair e prosegue, dopo la tappa a Long island, fino a Rangat. Dove – tra l’altro – si trova il Cuthbert Bay Wildlife Sanctuary, luogo preferito dalle tartarughe che lo scelgono per depositare le uova.

Baratang Island

E siamo arrivati all’ultima tappa del meraviglioso viaggio nelle Andamane. Siamo giunti alla località che occupa il primo posto in classifica del nostro speciale gioco turistico. Sì, perché Baratang Island incarna davvero qualcosa di molto vicino al concetto di Paradiso in terra. Potremmo definirlo un luogo esotico e lussureggiante, una splendida cornice per quella che potrebbe essere la miglior vacanza della vostra vita. Dal mese di ottobre a quello di maggio esprime la sua meravigliosa bellezza ai più alti livelli, senza il rischio dei monsoni e le piogge torrenziali.

È famosa per le sue grotte calcaree, chiamate Limestone Caves, dove si possono ammirare le gigantesche stalattiti e stalagmiti che si sono formate nel corso di migliaia di anni. Spettacolare è anche il cammino che porta alle grotte stesse. Comincia dal porto, in barca, e passa per un canale che è interamente ricoperto di mangrovie, così fitto che ci si infila in autentico tunnel verdeggiante, intricato e magico, così bello da lasciare attonito qualunque visitatore.

Se questa escursione viene effettuata al mattino, nel pomeriggio una volta rientrati al porto, si può prendere un’altra barca stavolta diretta a Parrot Island e in mezz’ora si approda in un altro luogo incantato, giusto in tempo per assistere allo spettacolo del tramonto in un’isoletta suggestiva arricchita dalla presenza di centinaia di pappagalli coloratissimi.   

Altra visita alla portata è quella che conduce ai piccoli crateri del Vulcano Mud. Una camminata davvero fuori dall’ordinario, per una misteriosa creazione della natura avvenuta tantissimi anni fa. Sono molto più piccoli dei crateri che forse avete già visto in qualche video, l’aspetto positivo è che questi non eruttano, quindi non correte il rischio di essere travolti dalla lava bollente. Emettono invece minime esplosioni di gas naturale simile al metano.

Le spiagge di quest’isola premiano una visita con il loro aspetto incontaminato e con la possibilità di osservare uccelli rari e colorati. E non solo, camminando sul bagnasciuga si possono vedere i pesciolini che vengono a salutarvi. Proprio così: l’acqua è limpida e ricca di fauna. E per finire, anche la cucina indiana si esprime ai più alti livelli grazie ad alcuni ristoranti piccoli ma capaci di servire portate abbondanti e piatti tipici della zona sud-indiana e bengalese.

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Che cosa resterà dell’incredibile vacanza alle Andamane? Una piacevole sensazione di serenità pervaderà la vostra anima. Aver vissuto per qualche giorno a contatto con la natura, godendo del sole e dell’acqua di un mare sorprendente, vi permetterà di apprezzare ogni singola manifestazione di una natura tanto selvaggia quanto autentica. E allora che cosa aspettate? Cogliete al volo questa grande opportunità con Costa Crociere.

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