Belle, bellissime e anche profumatissime. Appena scendi dall’aereo ti rendi conto del perché da secoli questo arcipelago abbia consolidato la sua nomea legata a certe fragranze speciali. Si avverte immediatamente l’odore balsamico dell’ylang ylang, del caffè, del cacao e della vaniglia. Del resto questa è una delle zone più incontaminate del Madagascar, ideale per chi ama la natura nel suo stato originario. Isole fantastiche, alcune disabitate, con spiagge meravigliose. La più grande è Nosy Be, turistica e dotata di aeroporto. Poi ci sono tutte le altre perle.

Nosy Be, come le altre isole dell’arcipelago, gode delle acque tiepide del Canale di Mozambico e del riparo del massiccio di Tsaratanana. A questo aggiungete il clima tropicale, con la temperatura che tocca i 20-30 gradi per tutto l’anno, e avrete idea dello scenario da favola. La pioggia? Interessa solo la parte est del Madagascar e tra dicembre e febbraio, la stagione cosiddetta “dei cicloni”. Il sole sarà un vostro fedele compagno.

Da Nosy Be, inoltre, con un paio d’ore di traghetto o mezz’ora di barca veloce si raggiunge la costa nord ovest del Madagascar e da qui ci si può muovere per visitare la stupenda zona di Diego Suarez con tutte le baie che la circondano (le baie du Currier, de Sakalava, des Dunes e des Pigeons) e i bellissimi parchi naturali come la Montagne d’Ambre e l’Ankarana.

Quali sono le isole più belle del Madagascar? Nosy Be, Nosy Komba e molte altre. Scopri le isole migliori del Madagascar con una crociera Costa!

Nosy Be

Una grande-piccola isola al largo della costa nord del Madagascar, una delle schegge che si staccarono dall’isola madre 150 milioni di anni fa, la maggiore dell’arcipelago nel canale di Mozambico. È uno scrigno di biodiversità, in un paese che ha il cinque per cento delle specie animali e vegetali al mondo, l’80 per cento di queste sono endemiche: ad esempio i lemuri oppure i baobab. E ancora, i camaleonti oppure le circa 12 mila varietà di piante. Fa parte della riserva naturale di Lokobe, che protegge quanto resta della foresta pluviale tropicale che un tempo ricopriva interamente l’isola.

Nosy Be rappresenta al meglio questa variegata bellezza. Nosy Manitra è l’altro appellativo, significa “isola profumata”. Sono numerosi i laghi incontaminati che conservano intatte le fragranze sorprendenti a cominciare da quella di vaniglia. Il Madagascar è il primo produttore al mondo con una quota di mercato pari all’ottanta per cento. Ma sulle pendici del Monte Passot, al centro dell’isola, si trovano anche alberi di mango, banano, tamarindo, papaya e teak. E poi ovviamente, ci sono i lemuri, simpatiche protoscimmie che esistono solo in Madagascar con lo sguardo fisso, occhi dorati e pelo folto. Ne esistono una sessantina di specie. Dalla cima del monte si ammirano splendidi tramonti e l’intera baia di Nosy Mantra oltre a tutte le isolette che formano l’arcipelago.

È anche chiamata Ambariobe, ovvero la grande isola dagli abitanti della regione. Punto di partenza per il giro dell’arcipelago oppure verso la costa ovest che abbonda di villaggi di pescatori. Nosy Be racchiude in sé molte anime, nella foresta densa disseminata di laghi vulcanici, di una fauna e una flora eccezionali. E poi c’è la luce: a Nosy Be è speciale così come i tramonti sul mare. Per tutta questa serie di motivi, si tratta di una destinazione da consigliare assolutamente alle famiglie con bambini, perché la natura è la protagonista assoluta e per i più piccoli è una presenza capace di sorprendere continuamente.

Inutile dire che anche gli appassionati di snorkeling saranno più che soddisfatti dopo un’immersione in queste acque. I fondali regalano un’incredibile varietà di fauna marina. Di grande suggestione le spiagge di Ambatoloaca, Madirokely e Andilana, a nord dell’isola. Nosy Be, con la sua origine vulcanica, ha una conformazione diversa da quella del resto del continente africano e delle altre isole dell’Oceano indiano con scorci davvero unici che sa riservare anche a chi decide di avventurarsi nell’entroterra e vedere gli undici laghi vulcanici popolati da coccodrilli.

La capitale si chiama Hellville e non significa certo che sia la città dell’inferno. Il nome deriva dall’ammiraglio francese Anne Chretien Louis de Hell all’epoca del colonialismo. Con oltre 30 mila abitanti si tratta della città più grande dell’isola. Entrare nel Bazar Be, il grande mercato coperto, aiuta a conoscere direttamente le abitudini dei cittadini del luogo. Si mescolano i profumi di frutta, verdura, spezie di ogni tipo, carne e pesce. Potete trovare salse di mango vendute nelle bottiglie di bibite riciclate. La via principale della città ospita costruzioni in stile coloniale francese e tanti negozi di artigianato malgascio. Molto interessante anche Lemuria Land, il parco privato dove in ogni angolo troviamo lemuri.  Qui è ospitata anche una distilleria di ylang-ylang. Per un litro di olio essenziale occorrono dai 40 ai 60 chilogrammi di fiori.

Nosy Sakatia

A poca distanza da Nosy Be, si approda all’isola delle orchidee. Una magia fatta di tanti momenti di bellezza indescrivibile. Come il panorama che si scorge dalla vetta più alta all’ora del tramonto. O come l’acqua trasparente delle piscine naturali sotto la montagna sacra, piene di tartarughe giganti. Altra meraviglia: di notte si sente il rumore delle balene che saltano nel mare.

L’isola è protetta come Riserva Naturale dal governo malgascio, ha una conformazione collinare di origine vulcanica, tra rocce e terreni fertili in appena sei chilometri di lunghezza e 2 di larghezza. Ospita poche centinaia di abitanti in tre villaggi (Antanabe, Ampasindava e Ampasimena).

Nel giardino esotico sono contenute piante di caffè, pepe, vaniglia, alberi del viaggiatore, cocco, ananas, banane, jack fruit, avocado, anacardi, manghi, papaya, goyaves, eucalipti, rafia, cotone, orchidee, cotone, manioca e sulla montagna sacra, Ambohibe, vive il camaleonte più piccolo al mondo, lungo appena un centimetro. Tante attrazioni per chi arriva da fuori da risultare quasi insostenibili al primo impatto.

Nosy Komba

Praticamente una grossa montagna rivestita da una fitta foresta tropicale, simile a una gigantesca tartaruga circondata da rocce vulcaniche. Una montagna appoggiata sul mare con tante piccole spiagge e un mare che ha i toni dello smeraldo. Non ci sono strade ma solo sentieri nella foresta, la popolazione vive come una volta in capanne di legno e foglie di palma, dove la frutta cresce rigogliosa e spontaneamente. La natura è generosa e sfama sena alcuno sforzo. Anche il mare è ricco di pesce, a inquinamento zero. Un ecosistema perfetto. Gli abitanti sono poco più di 5 mila. Uno dei pochi posti al mondo dove ci si può permettere di non avere niente e di avere al tempo stesso tutto, di vivere realmente felici. Il clima e la terra sono preziosi alleati. Il mare è una riserva pescosa. La gente ti guarda e ti sorride, i bambini si spaventano un po’ quando vedono l’uomo bianco e spesso scoppiano a piangere. Ma poi li conquisti.  

La vegetazione qui pullula di lemuri detti macaco (dal richiamo maki maki) che spuntano, tutt’altro che intimoriti, lungo i tanti sentieri che salgono verso la montagna.

Non sono aggressivi ma solo incuriositi, il maschio è di un nero purissimo, la femmina ha un pelo più marrone e occhi contornati di bianco. E a un certo punto c’è il villaggio di pescatori di Ampangorina che è un po’ il paradiso dell’artigianato con figure di animali o di donne sinuose scolpiti nel legno di palissandro, di rosa o di teak. Qui si sbarca e si viene accolti da palme, tovaglie ricamate e bambini che giocano sulla spiaggia.

L’isola offre inoltre stupende escursioni. I più coraggiosi, in grado di camminare anche per cinque o sei ore, potranno avventurarsi sulle pendici dell’Antaninaomby che promette, una volta arrivati sulla sua sommità, una vista a 360 gradi davvero difficile da immaginare, su tutto l’arcipelago oltre che su 300 chilometri di costa malgascia.

Nosy Iranja

Due isole sorelle collegate da una lunga striscia di sabbia bianca con sfumature rosate, che emerge quando arriva la bassa marea. Sono l’isola di Nosy Iranja Be (la più grande) e Nosy Iranja Kely (la piccola). Si tratta di una riserva naturale dove nidificano le tartarughe marine e i granchi da cocco. Un autentico paradiso che pone il visitatore davanti a un dubbio amletico: è meglio nuotare con le tartarughe nelle acque smeraldo della baia a ovest oppure riposarsi all’ombra delle palme sulla spiaggia a est? In ogni caso, vi sembrerà di attraversare un sogno, specialmente sotto la luce della luna.

Secondo la leggenda, comunque, le due isolette sarebbero nate da un sortilegio capace di tenere separati per sempre due giovani amanti. Un’altra immagine suggestiva avvicina i contorni delle due isole alle sagome di una mamma e del suo bambino, legati dalla striscia di sabbia come da un cordone ombelicale.

Nosy Fanihy

Atollo più che isola, attorniata dai coralli. Una spiaggia deserta, popolata solo da una colonia di rare aquile pescatrici. I fondali qui intorno possono essere perlustrati in snorkeling, specialmente per ammirare i coralli dalle punte azzurre che colpiscono per i loro colori vivaci, oltre a una fitta popolazione di pesci. Chi vorrà esplorare la parte rocciosa dell’isola, lungo la costa potrà ammirare gli scogli di origine vulcanica dalle forme insolite e assolutamente suggestive. L’isola è anche frequentata dalle sterne, piccoli uccelli simili ai gabbiani ma dal piumaggio nero e grigio.

Si dice che sia questa la vera isola di Robinson Crusoe, quella da cui avrebbe preso spunto Daniel Defoe per narrare la disavventura del più famoso naufrago della letteratura internazionale. Un’isola che appare proprio come il libro che ha appassionato generazioni di lettori la descrive. Selvaggia ma ammaliante. In realtà, la trama del romanzo dice che la nave su cui viaggia Robinson affonda al largo del Venezuela. Ma il contesto dell’isola suggerisce che una vicenda simile a quella del navigatore inglese possa essersi davvero verificata.

Del resto in quel periodo, dal 1600 fino al 1800, queste acque erano molto frequentate dai commercianti europei e, purtroppo, per la tratta degli schiavi portati qui dall’Africa. Quel che è certo è che la popolazione malgascia considera sacra Nosy Famihy, riconosciuta come ultima leggendaria dimora del re Sakalava, regnante della più grande Nosy Be. Inoltre Fanihy significa volpe volante, testimonianza della presenza di grandi pipistrelli sull’isola fin dai tempi antichi.

Nosy Tanikely

I lemuri rappresentano i custodi della foresta che circonda il faro. Anche se in realtà il tesoro più grande si avrà andando in fondo al mare. Il parco marino è protetto e le acque che lo incastonano, rappresentano una meta ideale per lo snorkeling e per gli appassionati di immersioni: un acquario naturale in cui potrete trovare pesci variegati e colorati, da quello pagliaccio, napoleone, farfalla, scorpione che si alternano a spugne e anemoni. La spiaggia si sporge su una bellissima laguna con la spiaggia bianca. A proposito, la luce è così brillante che qui sarà possibile vedere flora e fauna in acqua senza la necessità di indossare una maschera. Nel caso non lo abbiate mai fatto prima, questa è l’occasione giusta, quasi imperdibile. per provare un’immersione. 

Nosy Vorona

Altro atollo corallino dalle dimensioni ridottissime, cinquanta metri per cinquanta che ospita un minuscolo resort e un faro del ‘900 tuttora funzionante. La chiamano anche l’isola degli uccelli. È immerso in acque trasparenti dove nuotano pesci variopinti in grande quantità. Luogo ideale dove lasciarsi andare per riposare al sole, sotto la brezza che arriva dal mare e con il rumore delle onde in sottofondo. Da qui, in assoluto relax, si possono però organizzare alcune escursioni. Ottimo punto di partenza per arrivare a Nosy Komba e alla riserva naturale di Lokobè. Oppure per una visita guidata a Hell-Ville, la città più importante dell’arcipelago oltre che capitale di Nosy be.

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Le isole dell’arcipelago, con tutte le loro inaspettate e differenti meraviglie, non sono che l’antipasto da assaporare sulla strada del Madagascar. L’isola principale infatti può regalarvi molto altro: bellezza e storia, tradizioni e misteriosa magia. Saranno ricordi impagabili. E quando sentirete l’odore di vaniglia, ripenserete a questo splendido viaggio con Costa Crociere. Forza, si parte!

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