Dove i sogni prendono forma, perché è qui che ogni richiesta trova una risposta affermativa. In altre parole, si può avere in un solo luogo, tanta multiforme bellezza? Sulle Isole della Malesia questa apparente utopia è possibile. Si tratta infatti di una meta turistica tra le più ambite al mondo e, al tempo stesso, riserva al visitatore innumerevoli angoli incontaminati. Il mare è limpido, trasparente, assomiglia a uno scrigno che mostra tutte le sue meraviglie, i pesci di ogni forma e colore, spettacolo della natura da ammirare in profondità come in superficie. La natura è selvaggia, primordiale, ricchissima. Tutto questo è racchiuso in un viaggio meraviglioso in queste isole. Qualcosa che non si può dimenticare, qualcosa che lascia il segno. E che ti conquista per sempre

Quali sono le isole più belle della Malesia? Penang, Langkawi, Sipadan e molte altre. Scopri le isole più belle della Malesia con una crociera Costa!

Penang

Se è conosciuto come uno dei luoghi più belli e famosi della Malesia, un motivo dovrà pur esserci. In gran parte questa fama è dovuta alle spiagge di notevole fascino, alle acque letteralmente brillanti e all’atmosfera rilassata oltre al fatto che lo stato del Penang occupa parte della costa occidentale della penisola malesiana, nello stretto di Malacca. Indipendente dal 1957, oggi è una meta turistica tra le più apprezzate non solo per la bellezza delle coste ma anche per la cucina tipica.

Una volta che si approda a Penang, all’aeroporto internazionale, non si può non visitare il capoluogo George Town. La città, fondata dalla compagnia britannica delle Indie Orientali alla fine del XVIII secolo, fu dedicata al re Giorgio III. Ora è patrimonio Unesco e ogni anno è visitata da milioni di turisti, in pratica è la vera e propria porta d’ingresso nell’isola.

Vicino al porto si trova il suggestivo Fort Cornwallis, costruzione in legno dove è ancora custodito il cannone Seri Rampai, vecchio di cinque secoli e – secondo la tradizione – beneaugurante per le donne che desiderano avere figli. Nel centro troviamo altri monumenti di grande valore storico e culturale: dal Municipio al Museo di Stato, dalla chiesa di San Giorgio alla Moschea Kapitan Keling, esempio dell’influenza islamica in ambito architettonico. Per le strade ci si imbatte nei tanti graffiti firmati dall’artista lituano Ernest Zacharevic e uscendo dal centro si attraversano i quartieri più caratteristici: Komtar, sede amministrativa e di shopping, Sette Streets Precint che è il quartiere cinese. A Gurney ci sono grattacieli, centri commerciali e ristoranti. Pulau Tikus ospita templi birmani e tailandesi.

Proseguendo poi verso la collina Ayer Itam si incontra il Tempio del Paradiso, ovvero Kek Lok, luogo sacro buddista tra i principali della Malesia. Si tratta di una struttura formata da più templi. Il più visitato è la pagoda dei Diecimila Buddha, incredibile costruzione a sette piani con migliaia di statue. Il momento migliore per visitare questo tempio è sicuramente il periodo del capodanno cinese, quando la festa coinvolge migliaia di persone con riti, luci e lanterne che creano un’atmosfera unica.

A Jalan Teluk Bahang c’è il bellissimo giardino tropicale delle spezie, che sorge dove un tempo si sviluppava una piantagione di gomma. La zona di Batu Ferringhi ospita una delle località balneari più conosciute con una spiaggia lunga oltre quattro chilometri, situata dieci chilometri a nord-ovest rispetto a George Town, con numerosi alberghi e strutture per turisti. Particolarmente favorite le attività sportive, le escursioni in motoscafo oppure le passeggiate a cavallo sulla sabbia. 

Langkawi

L’atmosfera decisamente rilassata rende quest’isola, al largo della costa di Penang, molto diversa da quella di altri luoghi della Malesia. In tanti vengono qui per le bellissime spiagge immerse in uno scenario naturale senza paragoni. Questo comprende anche le vette che nell’interno offrono panorami mozzafiato e un’iconica funivia.

Langkawi è una piccola isola ma è piena di attività: musei interessanti, negozi attraenti e altre esclusive location capaci di svelare storie inaspettate come gli acquari oppure i villaggi artigianali. Inoltre, lo status fiscale duty free dell’isola favorisce decisamente lo shopping. Uno dei luoghi più rappresentativi è sicuramente la piazza centrale di Kuah, ovvero Eagle Square conosciuta anche come Dataran Lang. È famosa per l’enorme statua di un’aquila che sta per spiccare il volo a un’altezza di circa 12 metri. Qualcosa di veramente imponente. Una statua colorata a cui anche il nome fa riferimento: helang significa aquila, mentre kawi è il marrone-rossastro, cioè il colore sulle piume dell’animale rappresentato. Si trova sopra al ponte di cemento a forma di stella che si affaccia sul molo di Kuah. L’aquila accoglie i viaggiatori che arrivano a Langkawi.

Tra i musei, uno dei più interessanti è la Galleria Perdana, fondata dall’ex primo ministro Mahatir Mohamad grazie alla mostra dei doni da lui ricevuti durante il suo mandato, doni in massima parte a lui consegnati da vari capi di stato. Nella inconsueta collezione ci sono anche auto di Formula 1 oppure vasi che mostrano l’immagine stessa di Mahatir.

L’isola è ricca di storie e leggende. La più famosa di queste racconta dell’affascinante Mahsuri, condannata a morte per la gelosia di chi la riteneva troppo bella: da qui una maledizione lunga sette generazioni Si può anche visitare la dimora di Mahsuri e la tomba.

Imperdibile una gita sulla cima del monte Mat Cincang, in funivia: il viaggio dura appena 15 minuti ma permette di attraversare paesaggi incredibili tra lussureggianti foreste pluviali e cascate incredibili. In vetta, a 708 metri di altezza, c’è un osservatorio che permette, nelle giornate limpide, di scorgere perfino Sumatra, nella vicina Indonesia. In alternativa, si può visitare il mare. Proprio così: un tunnel sottomarino che si immerge per 15 metri vi consentirà di osservare da vicino alcune delle 500 specie diverse tra cui cavallucci, foche e pinguini. Ma anche tartarughe, razze e squali. L’acquario fa parte dello Zon Shopping Paradise e della Coco Valley, due punti di riferimento per i turisti sull’isola. Non è finita qui: si può effettuare il tour delle mangrovie con un giro in barca di 2-3 ore, oppure rilassarsi nelle acque termali di Air Hangat, si può visitare il Wildlife Park & Bird Paradise e si possono mettere in programma tantissime altre attività!

Sipadan

Esiste un piccolo paradiso ai confini del Borneo Malese e si chiama Sipadan, isoletta tropicale immersa in un mare straordinariamente ricco di vita. Ha origini vulcaniche, con 12 ettari di terra emersa, coperta da una fitta foresta tropicale. Solo un paio di case testimoniano la presenza dell’uomo, null’altro. Ma tutti i sub del mondo conoscono Sipadan, specie da quando il famoso oceanografo Jacques Cousteau ne fece l’oggetto di un suo documentario dal titolo “Lo spettro della tartaruga marina”. Da allora è una meta di immersioni universalmente apprezzata.

In ogni caso vale una visita anche per un semplice tuffo e per gli appassionati di snorkeling. Ci si ritrova circondati da pesci di ogni forma e dimensione, tartarughe marine, squali di barriera e una moltitudine di pesci tropicali. Non esistono stagioni in cui non sia possibile immergersi in questo paradiso, però le condizioni ideali sono in genere quelle che vanno da aprile a dicembre, in particolare tra luglio e agosto. Essendo zona tropicale, può capitarvi di trovare pioggia ogni giorno, ma saranno sempre temporali di breve durata.

Mabul

Siete esperti di macrofotografia subacquea? L’isola di Mabul, circondata da barriere coralline profonde fino a quaranta metri, nelle acque cristalline del Mare di Celebes, è il posto giusto per voi. Le immersioni subacquee sono l’attività principale qui, con otto diverse località da dove avventurarsi in mezzo a cavallucci marini, stelle marine, gozzi di fuoco, pesci coccodrillo, pesci ago e tante altre meraviglie.

L’isola è sempre stata abitata da pescatori, le etnie che fanno capo ai Bajau Laut e Suluk rappresentano una comunità autoctona di religione musulmana. Nel 1990 sono stati costruiti due resort (ma eco-compatibili) che hanno reso questo luogo popolare tra i subacquei per la biodiversità e l’ecosistema di un territorio marino unico.  Ci sono anche spiagge ovviamente bellissime, ma finiscono quasi in secondo piano rispetto a tutto il resto. Sono però basi per il diving. Del resto, qui si incontrano le seppie “flamboyant”, il polpo dagli anelli blu, le murene, i nudibranchi multicolori, gli scrofani del diavolo, i pesci pietra, il pesce mandarino, anguille serpente e altre creature.

Tioman

Consigli per un weekend perfetto: splendidi coralli e spiagge di sabbia bianca, raggiungibili dalla terraferma o da Singapore. Tioman è un’ottima alternativa per chi vuole dedicarsi a destinazioni inedite rispetto a quelle più classiche e frequentate della Malesia. Misura solo 21 chilometri di larghezza e 13 di lunghezza, ma è comunque la più grande delle 64 isole della regione ed è composta da quattro villaggi: Salang, Tekek, Juara e Air Batang. La leggenda vuole che un tempo fosse il corpo di una principessa drago, Sri Gumom, che dopo aver disobbedito agli dei visitando la sorella Gunung Linga, fu maledetta e quindi precipitò dal cielo diventando isola.

Isola vulcanica che ospita i 1038 metri di altezza del monte Kajang, un tempo le navi mercantili la utilizzavano come porto. Ospitò perfino le navi giapponesi e britanniche durante la Seconda guerra mondiale. Oggi è passata dall’economia della pesca a quella del turismo, sempre più popolare tra subacquei e amanti dello snorkeling.  

Gaya

Di fronte alle coste della Malesia, nel Mar Cinese Meridionale, si tratta di un’isola corallina ed è la più estesa delle cinque comprese nel Tunku Abdul Rahman National Park. Il parco fu istituito nel 1974 a Gaya Bay per salvaguardare gli ecosistemi delle isole Gaya e Sapi, delle scogliere coralline e delle acque circostanti al largo di Kota Kinabalu. È immersa in una ricca foresta tropicale, habitat per scimmie, macachi, buceri e rettili e attraversata da 20 chilometri di percorsi escursionistici.

Una tappa che risulterà indimenticabile all’interno del vostro viaggio, sia per la sabbia corallina e sia per il mare stupendo. Ha due baie come Polish Bay e Malohom Bay, dove godere di tutta la bellezza del panorama. Ci si arriva in traghetto dal porto di Kota Kinabalu oppure in due ore e mezza di volo da Kuala Lumpur.

Redang

In lingua Malay è conosciuta come Pulau Redang, al largo della costa orientale della Malesia ed è la più grande dell’arcipelago di nove isole che fanno parte del parco marino nello stato federale di Terengganu. In agosto soprattutto, per questioni di clima, è un luogo che risplende di bellezza e la sua spiaggia bianca colpisce immediatamente il visitatore appena arrivato. E poi i pesci, li puoi ammirare anche senza maschera, passeggiando a riva. Ci sono anche le tartarughe, i piccoli e innocui squali pinna nera, i varani che spuntano dalle frasche all’improvviso: insomma, un vero spettacolo. Quando poi ci si immerge in acqua, l’esperienza di attraversare autentiche muraglie di pesci è davvero indescrivibile.

È un’isola che regala colori abbaglianti ed è adatta praticamente a tutti, famiglie con bambini o giovani coppie. Ovviamente lo snorkeling è una delle attività più gettonate e oltre ai pesci si possono vedere in profondità i relitti di due navi da guerra britanniche affondate dai giapponesi durante la Seconda guerra mondiale.

Sono consigliate anche le escursioni sulle isole altre vicine. Una delle più belle è Pasir Panjang, spiaggia lunga della costa orientale con sabbia finissima e una baia protetta da meravigliose rocce bianche. Da non perdere Teluk Dalam Kecil, baia a nord-est dell’isola che garantisce relax e privacy. Così come Lang Tengah, uno dei migliori siti turistici di tutta la Malesia. Tante occasioni per rimanere incantati, fino a Kecil, piccola isola che è rimasta ancora incontaminata.

Pulau Sibu

Una fuga in un angolo di paradiso? Sembra una delle solite frasi fatte, concetti triti e ritriti, ma nel caso di Pulau Sibu non si cade affatto nella retorica. Un angolo di paradiso non ancora travolto dalla centrifuga del turismo di massa. Si trova al largo della costa della Malesia, nel Mar Cinese Meridionale, circondata da un parco marino dove spicca la bellezza delle barriere coralline. Perfetta per matrimoni e nozze di miele.

Un’isola che in realtà è praticamente composta da quattro isole. Un tempo, almeno, era così. A nord sono situati i migliori resort dell’isola. Per il resto, domina la flora tropicale ma a sud sorge il villaggio di Kampong Duku. Non ci sono negozi o ristoranti, ma il cibo – servito da privati – è ottimo. Non ci sono neanche strade, zero automobili. Ed è per questo che l’atmosfera da paradiso naturale è così diffusa: girare l’isola è possibile solo in barca oppure a piedi. Sulla spiaggia si gioca a calcio, a beach volley e si praticano sport acquatici come banana boat, jet-ski e ovviamente le immersioni. Nel parco marino intorno a Pulau Sibu la bellezza è diffusa su tredici isole e in tutte le coloratissime barriere coralline.

Lang Tengah

Tra le conosciutissime Redang e Perhentian, qui secondo la popolazione locale sostavano e nidificavano le aquile. Ecco perché il nome che significa appunto “centro delle aquile” in lingua malay. Così piccola questa isola che può essere circumnavigata in una ventina di minuti, mentre il perimetro può essere coperto in dieci minuti a piedi.

È immersa nel parco marino e in un’acqua normalmente calma e cristallina. Idonea quindi alle immersioni e all’attività di snorkeling, ma anche kaiaking e trekking. Al centro dell’isola si sviluppa la vegetazione tropicale e non ci sono abitanti.

Pangkor

Un altro paradiso. Del resto sono gli stessi turisti che, quando approdano sull’isola, la definiscono così. Sabbia chiarissima e fine, cielo azzurro brillante, acqua cristallina, una barriera corallina meravigliosa oltre alla flora e la fauna. Ecco come si spiega la magia che ogni volta si ripete. E che del resto scaturì già all’inizio: il nome Pangkor Island deriva infatti, in lingua thai, dal termine “Pang Koh” che vuole dire “isola bella”.

Si trova al largo della costa di Perak, tra Penang e Kuala Lumpur. La circondano altre isole: Pangkor Laut, Pulau Mentagor e Pulau Giam oltre a Pulau Pelandok. Protetta dai monsoni, gode di un clima che non è né troppo freddo né troppo caldo. E anche per questo motivo è diventata uno dei posti più popolari tra i turisti in Malesia.   

Perhentian

Il significato di questo nome corrisponde a “punto di sosta”. In origine infatti non era altro che una zona in cui fermarsi nei lungi viaggi tra Bangkok e la Malesia. Ma in origine la vocazione di queste isole era orientata alla pesca, mentre adesso che fanno parte del parco marino nazionale di Pulau Redang, la pesca è un’attività severamente vietata. Oggi è il turismo la principale fonte di reddito. La bellezza sbalorditiva delle spiagge ha creato un vero e proprio boom di visite da un po’ di anni a questa parte.

Besar è l’isola grande, Kecil la piccola. La prima presenta un centro che assomiglia a un labirinto, un po’ foresta e un po’ rocce frastagliate. I resort sono particolarmente chic, molto richiesti da coppie o sposi. Le due spiagge principali di Kecil, invece, sono perfette per i viaggiatori con zaino e sacco a pelo, in particolare la tranquilla Coral Bay è un luogo romanticissimo con i suoi tramonti mentre Long Beach è rinomata per le feste. Le immersioni sono naturalmente fantastiche sia a Kecil e sia a Besar. Sono inoltre interessanti le escursioni attraverso la giungla e intorno a Kecil.

Layang Layang

Nell’arcipelago sterminato delle Spratly Islands (territorio conteso da Malesia, Filippine, Vietnam, Taiwan e Cina) sorge il piccolo atollo di Layang-Layang. Il nome indica una specie di rondine marina, che nidifica sull’isola, di solito in grandi gruppi in mancanza di terraferma e vegetazione nel mare circostante. L’atollo poggia su una formazione rocciosa profonda quasi 2000 metri e come tante altre isole in quest’area, è disabitato. A parte una ex base militare con piccolo aeroporto annesso, davvero insolito. Tutto intorno ci sono coralli, in mezzo a banchi di pesci anche grandi, squali martello, mante, razze, cavallucci marini, seppie esotiche e pesci ago. Si vedono anche squali leopardo, squali volpe, squali dalle punte argentee, raramente anche squali balena e peponacefali.

Lankayan

Vicina alla città di Sandokan, nella parte orientale di Sabah, è una piccola ma bellissima isola tropicale nel Mare di Sulu. Molto popolare tra gli appassionati di immersioni subacquee, è al centro in un parco naturale, creato per preservare il ricco valore dell’ecoturismo.

Tra giugno e settembre le tartarughe arrivano a riva per deporre le uova. Ai visitatori è concesso il rarissimo spettacolo dei piccoli cuccioli che si fanno strada verso il mare. Tra le tartarughe più comuni ci sono la tartaruga verde e la tartaruga di Hawksbill.  

Rawa

Minuscola isola corallina che fa parte del sultanato di Johor. Raggiungerla è tutt’altro che semplice ma ne vale assolutamente la pena. La sua lussureggiante foresta pluviale tropicale rappresenta la parte più misteriosa e al tempo stesso attraente. Il mare, certo, è straordinario. Un ambiente incontaminato, dove l’acqua è limpidissima, l’aria è leggera e pulita, al riparo da palme ombreggianti con amache irresistibili. 

Parti per la Malesia con Costa Crociere

Spiagge che moltiplicano la magia, sfidandosi ogni volta in bellezza. Perché ad ogni isola spiaggia corrisponde un mare che ti lascia a bocca aperta. Ma non solo, anche una vegetazione ricchissima, qualcosa che descrivere è inspiegabile se non con la ricorrente e quasi inevitabile definizione di paradiso. E questa è la tua grande occasione per visitarlo da vicino: Costa ti dà un passaggio.

Parti con Costa Crociere