La vostra vacanza sarà come una caccia al tesoro alla ricerca delle meraviglie. Le spiagge più belle della Nuova Zelanda saranno la prima tappa di avvicinamento. Un viaggio all’interno di tradizioni lontane e di città che sanno unire una dimensione intima ad aspirazioni moderne e tecnologiche. I porti della Nuova Zelanda vi daranno anche l’occasione per scoprire le isole che la circondano.

Paradisi naturali, scrigni di flora e fauna in cui la natura sarà l’assoluta protagonista. Preparatevi a raggiungere spiagge estese e isolate, parchi che alterneranno angoli vulcanici, foreste, boschi o alture da esplorare: da sentieri semplici a percorsi tortuosi ma ricchi di scorci, troverete quello che fa per voi. A questo aggiungete anche baie, piscine naturali, cascate e tante escursioni che vi permetteranno di addentrarvi in luoghi ricchi di pace e serenità.

Da isole vulcaniche a piccoli paradisi disabitati: scopri le isole grandi e piccole più belle da visitare in Nuova Zelanda

  • Stewart Island
  • Rangitoto
  • Isola della Grande Barriera
  • Isola della Piccola Barriera
  • Waiheke
  • Isola Matakana
  • Campbell Island
  • Arcipelago Poor Knights

Stewart Island

È la terza isola della Nuova Zelanda ed è una delle più affascinanti. Fu chiamata Stewart Island dai primi coloni, mentre i Maori la soprannominarono “Rakiura” (Cieli splendenti). Avrete tutti gli elementi per sentirvi in un paradiso terrestre: l’isola è scarsamente popolata, è attraversata da poche strade e vi permetterà di scorgere diversi animali allo stato brado, a cominciare dai kiwi, i pittoreschi uccelli simbolo del Paese. La natura, come è facile intuire, è la protagonista assoluta. La maggior parte dell’isola è, infatti, protetta da un parco nazionale che si estende per oltre 1400 chilometri quadrati.

Non sarà difficile immaginare come si svolgeva la vita prima dell’arrivo dell’uomo e dell’avvento della tecnologia. Potrete rilassarvi ed esplorare spiagge silenziose, trovarvi ad ammirare foreste traboccanti di felci, strette insenature e paludi fangose. In questo alternarsi di paesaggi potrete sorprendere un kiwi che si muove liberamente tra queste colline. Il litorale che attraverserete vi porterà a perdervi in distese di mare infinite e deserte. Sarà un’occasione per ricaricarvi e per arrivare fino all’Antartide, guidati dalle luci dell’Aurora australe.

Vi sentirete liberi, immersi nella natura e proverete la sensazione dei primi pescatori che arrivarono in queste zone nel corso dei secoli. Per tornare alla normalità e modernità potrete sempre bere una birra al South Sea Hotel, ovvero il pub più meridionale della Nuova Zelanda.

Rangitoto

Rangitoto è l'isola più iconica di Auckland, con il suo caratteristico cono simmetrico e la sua splendida posizione, appena al largo della costa. Si può arrivare tranquillamente in traghetto dal porto di Auckland. Si tratta di una meta perfetta per gli escursionisti e per gli amanti del trekking. Sull’isola domina la presenza del vulcano più giovane e più grande della zona, emerso inaspettatamente 600 anni fa. Ci sono tanti modi per visitare e per scoprire le bellezze di Rangitoto, dalla visita guidata sul trenino alla camminata sulla cima del vulcano.

Un’altra bellissima esperienza da fare insieme magari ai bambini è quella di visitare le grotte di lava nera, attrezzati con una torcia. I panorami che vi troverete di fronte sulla vetta sono spettacolari: da questo belvedere naturale si potrà spingere lo sguardo fino alle isole color smeraldo del Golfo di Hauraki o concentrarsi sugli aspri orizzonti dei Waitakere Ranges a ovest e Hunua Ranges a est.

Gli amanti dell'acqua possono fare una gita guidata in kayak: i più avventurosi possono persino provare a fare lo stesso percorso in notturna, uscendo la sera per ammirare uno spettacolare tramonto dalla cima prima di remare al buio sotto le stelle verso le luci della città.

Isola della Grande Barriera

È la quarta isola più grande della Nuova Zelanda con i suoi 285 chilometri quadrati. È molto popolare per le sue spiagge infinite e bianche, ma non è solo la meta ideale per chi vuole godersi la sabbia e le onde. I suoi paesaggi sono perfetti per gli amanti delle escursioni e per le gite grazie a un massiccio montuoso (il monte Hobson di 621 metri) caratterizzato da una vegetazione rigogliosa. L’isola ospita una riserva naturale che si estende per 80 mila ettari e che viene attraversata da sorgente di acqua calda, foreste e sentieri panoramici.

È anche un luogo molto amato dagli appassionati di surf, in particolar modo sulla costa orientale dove le onde non mancano mai. L’isola è, insomma, lo scenario ideale per tutti quelli che cercano tranquillità, visto che ci sono poche strade, solo alcune delle quali asfaltate. Si possono trovare alcuni bar e ristoranti. Ci troviamo a due ore di traghetto da Auckland, nel golfo di Hauraki. All’inizio della sua storia la zona fu sfruttata per i suoi alberi di Agathis, una specie endemica e per i suoi minerali. Le poche centinaia di abitanti che vi risiedono stabilmente vivono di agricoltura e in parte di turismo.

Isola della Piccola Barriera

Ci troviamo in un piccolo scrigno di appena 28 chilometri quadrati. Insieme alla sua “sorella” l’isola Grande protegge il golfo di Hauraki dalla maggior parte delle tempeste. Si tratta di un’isola vulcanica, che si trova a un’ottantina di chilometri da Auckland. L’isola rappresenta uno degli ecosistemi più importanti al mondo. È diventato l’habitat naturale di 40 specie di uccelli rari o in via di estinzione, 14 specie di rettili e 2 specie di pipistrelli e più di 400 piante autoctone. Per visitare l’isola bisogna avere un permesso speciale.

L’isola è disabitata ad eccezione del personale del parco e rappresenta uno dei santuari biologici maggiori della Terra. La natura sarà la protagonista assoluta e vi stupirà per la sua varietà: dalle lunghe spiagge bianche per il surf e le alte scogliere della costa orientale ai profondi porti riparati e alle calme baie sabbiose della costa occidentale. E proprio in tutta l'isola si trova una vegetazione endemica e incontaminata, che va dalle valli alle cime delle montagne. Tutta la zona è ideale per chi ama camminare in mezzo alla natura. Si spazia dai sentieri più facili ai percorsi più impegnativi, come quello di Aotea, che è lungo 25 chilometri.

Un’attrazione da non perdere è quella delle piscine naturali che si trovano sulla costa orientale dell’Isola. Sono spazi in cui nuotare sarà molto rilassante, ma rappresentano anche l’occasione per fare delle attività, come la pesca o le immersioni. Il panorama è magico, e anche solo camminare sul pelo dell’acqua vi regalerà sensazioni uniche.

Waiheke

Benvenuti in una spiaggia che è lunga appena 19 chilometri, ma vi stupirà soprattutto per la sua anima artistica. Basti pensare che ci vivono oltre 100 artisti che poi espongono i loro lavori presso diversi atelier sparsi e nella galleria di Oneroa, che si trova proprio vicino alla partenza dei traghetti. Alcuni cottage, ristoranti e pure un ex deposito di legno sono diventati sede di mostre artistiche, fotografiche e di tessuti. Sull’isola c’è anche un Museo della musica che permette di suonare ai visitatori anche strumenti antichissimi. L’isola è ovviamente popolare anche per le sue spiagge rilassanti e ricche di scenari da favola.

Un’altra particolarità di Waiheke risiede nei suoi vigneti che destano molta curiosità. Negli oltre 30 vigneti potete gustare Chardonnay, Syrah e Bordeaux. In alcuni appezzamenti si possono provare anche delle olive che vengono poi servite nei ristoranti locali. Molti locali offrono una cucina creativa con menù gourmet che strizzano l’occhio alle tradizioni più internazionali. L’isola è un ottimo punto di partenza per fare un tour guidato in barca alla scoperta della fauna marina. Non è raro sorprendere un’orca, mentre per scovare anche i tipici uccelli neozelandesi ci si può spostare nell’omonimo parco regionale dove potrete trovare anche l’unico campeggio dell’isola.

Isola Matakana

L’isola di Matakana è una striscia di terra lunga e sottile che si estende per 20 chilometri: si tratta della più grande delle isole costiere nella regione di Bay of Plenty. L’area è divisa tra frutteti riparati, terreni agricoli e una fitta pineta sul lato dell'Oceano Pacifico. Abitata da una piccola popolazione di locali (per secoli ci hanno vissuto le tribù maori), l'isola offre diversi paesaggi e anche molte attrattive per chi vuole sperimentare. Il lato settentrionale è popolare tra i surfisti appassionati che, spesso, viaggiano in barca o in moto d'acqua per ottenere l'onda perfetta, soprattutto nella parte nord-est. Questa zona rappresenta anche l’habitat naturale di numerose specie di uccelli marini.

L’intera isola rappresenta un sito di importanza nazionale per la biodiversità con una vasta gamma di specie autoctone di uccelli, piante e fauna selvatica. Si stima che ci siano oltre 100 specie di piante che crescano in questo piccolo spazio. Ci si può arrivare grazie alle tradizionali barche neozelandesi (i Kewpie) che organizzano anche delle minicrociere o eseguono una sorta di servizio taxi. Camminare in mezzo alla natura e ai profumi, poi sarà un’esperienza davvero piacevole, potendo scegliere tra diversi percorsi e sentieri da attraversare.

Campbell Island

Le Isole Campbell sono il gruppo di isole più meridionali della Nuova Zelanda. Comprendono appunto l'isola principale e più grande, Campbell Island, con le isole Dent e Jacquemart. Campbell Island è stata scoperta il 4 gennaio 1810 da Frederick Hasselburgh, capitano della Perseverance. L’area è stata dichiarata riserva naturale nel 1954. I fiori all’occhiello sono la flora e la fauna che sono endemiche (in particolare uccelli). I suoi ruscelli e i laghetti ospitano una comunità moderatamente diversificata di invertebrati d'acqua dolce, molti dei quali sono endemici dell'isola.

L’isola, che si trova a 700 chilometri a sud della Nuova Zelanda, è ripida e aspra e ospita diverse alture, come il Mount Honey, che raggiunge i 569 metri a sud. La maggior parte dell'isola è circondata da scogliere che si innalzano per oltre 300 metri in alcuni punti sui lati sud e ovest. Secondo il botanico inglese Joseph Hooker " ospita una flora che non è seconda a nessuno al di fuori dei tropici". Campbell Island ospita 128 piante, che includono diverse erbe endemiche, dai colori molto variegati e dalle foglie enormi. Una sorta di difesa alle dure condizioni climatiche. Fare un viaggio fin qui sarà come fare un viaggio all’interno di una delle più grandi enciclopedie sulla natura.

Arcipelago Poor Knights

Il nostro viaggio si conclude con un altro arcipelago di isole disabitate, che si trovano nella regione di Northland. L’arcipelago (formato da due isole principali e tutta una serie di isolotti) porta il nome di un massacro che riguardò le popolazioni indigene che un tempo l’abitavano. Anche questa meta è un inno alla biodiversità. Le isole sono, per esempio, il sito di nidificazione della berta di Burrell. Rappresentano un vero e proprio paradiso per gli appassionati snorkeling e di immersioni. I fondali vi regaleranno numerose sorprese, a cominciare dall’alga bruna kelp per arrivare ai colori sgargianti di anemoni e spugne.

La riserva marina di quest’isola fu istituita nel 1981 per custodire e proteggere rare specie. Incontrerete inoltre diversi tipi di mollusco e almeno 125 specie di pesci, tra cui il grongo, lo scorfano rosso, le mante, il pesce luna e le murene. Il tempo migliore per scoprire le meraviglie dei fondali è di solito il periodo estivo nell’emisfero australe: le temperature raggiungono i 20 gradi e c’è un‘ottima visibilità. È, invece, da evitare la cosiddetta stagione delle piogge, che inizia a luglio e termina a ottobre. Le Isole sono facilmente accessibili dalla cittadina di Tutukaka, non troppo lontana dal distretto di Whangarei.

Parti per la Nuova Zelanda con Costa Crociere

Vi aspetta un viaggio da sogno, lontano da tutti, con un ritmo ancora da trovare. Una vacanza a propria misura, circondati dal silenzio e dalla natura in una dimensione sospesa che avvicina al passato. Le isole della Nuova Zelanda hanno un’anima poetica e quasi cinematografica, sanno essere rilassanti o regalare adrenalina. Basterà trovare la propria dimensione, scegliere se rilassarsi in spiaggia o muoversi verso i luoghi più selvaggi e veri, in cui la civiltà non sembra essere mai passata. Villaggi di pescatori, strade abbozzate, pochi accenni alla modernità, tramonti da sogno e scenari da condividere con gli sguardi. Un’esperienza da sognare e poi da costruire e vivere insieme a noi.

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