Giava, Praslin, Grande Comore e molte altre isole. L’Oceano Indiano è un tesoro da scoprire. Non solo per il mare, ma soprattutto per la bellezza dei suoi atolli. Alcuni popolari e ricercati, altri insospettabili e sconosciuti. Che vogliate una vacanza all’insegna del surf o dello sport o un romantico viaggio da cartolina, nelle destinazioni che abbiamo scelto per voi, troverete tutto ciò che cercate.

Giava

La più importante isola dell’Indonesia, tra Sumatra e Bali, è un autentico gioiello con diverse bellezze che corrispondono alle sue numerose spiagge. Tra queste, Pangandaran è la più conosciuta e al tempo stesso la più apprezzata dai turisti di tutto il mondo. La sua lunga striscia di spiaggia bagnata dal mare trasparente accoglie generosamente gli appassionati di surf ma anche gli amanti di altre attività sportive, in un contesto ideale per le strutture alberghiere.

Anche a Batu Karas la spiaggia è bianca e il mare cristallino, l’attitudine però è meno turistica e c’è più spazio per il relax. Stesso discorso per Kukup Beach, piccola spiaggia nascosta in un’insenatura naturale protetta da una scogliera e quindi molto tranquilla, con poco vento e mareggiate. Ha invece una connotazione spirituale Parangtritis Beach dove si svolge un’antica cerimonia che riconcilia uomini e spiriti. La sabbia è dorata e ci sono dune e colline di foresta tropicale.

Altra spiaggia straordinaria e incontaminata, Timang Beach conserva un fascino naturale. Anyer Beach è invece il posto giusto per fare snorkeling e pescare, così come Merak Beach mentre Green Canyon è una vera sorpresa con i fiumiciattoli che si insinuano tra le rocce in una moltitudine di colori e con la possibilità di fare rafting nei corsi d’acqua. Nella zona sud-est di Giava, il Ranu Kumbolo è un lago di montagna immerso nella foresta. Infine il tempio buddista: Borobudur è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità e risale all’anno 800 D.C. 

Praslin

Se cercate un paradiso in terra, qui siete sulla buona strada. La leggenda dice che sia ciò che resta di un antichissimo continente scomparso, Lémuria, simile alla mitica Atlantide, e che ancora oggi tramandi quella straordinaria bellezza perduta. Ma non del tutto. Praslin è la perla di un arcipelago meraviglioso, le isole Seychelles.

Un migliaio di chilometri dal Madagascar, 115 isolette di cui 36 disabitate. La vegetazione tropicale è lussureggiante, l’acqua ha le tonalità dello smeraldo ed è caldissima, i massi di granito sulle spiagge sono caratteristici anche perché cambiano sfumature di colore in base alla luce e al sole.

Le spiagge di Praslin, in particolare, sono da sogno e – come si dice – davvero iconiche perché illustrano spesso l’idea di destinazioni da favola. Tra queste è molto gettonata Anse Georgette, bellissima spiaggetta con sabbia bianchissima e calde acque ora turchesi, ora verdi. Tutto intorno, le rocce di granito. Un ambiente straordinario ma anche delicato, un ecosistema che si regge su equilibri che le Seychelles cercano di garantire puntando su materiali bio e regole rigide. Da maggio a ottobre il periodo migliore per concedersi questa vacanza da sogno. 

Koh Phi Phi Don

Incantevole approdo per chi arriva nelle Phi Phi Island, arcipelago della Thailandia del sud. Koh Phi Phi Don – assieme a Koh Phi Phi Leh – è ancora l’unica ad essere abitata. Resa famosa in tutto il mondo dal film “The Beach” con Leonardo Di Caprio, offre uno spettacolo senza eguali con le sue scogliere che si immergono nel mare verde smeraldo. Le spiagge hanno una sabbia chiarissima e la barriera corallina è assolutamente unica così come i fondali.

Koh Phi Phi Don è costituita da due isole unite da una striscia di sabbia e palme. Bellissima è quindi la doppia baia che le separa, perfettamente simmetrica: Ao Ton Sai verso sud e Ao Loh Dalum verso nord. Un luogo magico che resiste anche alla crescita esponenziale del turismo mantenendo intatto tutto il suo fascino.

La baia è protetta dalla difesa naturale della barriera corallina sul lato occidentale, dove inizia anche il percorso della striscia di sabbia ornata dalle palme che porta a Long Beach (Hat Yao in lingua Thai), fantastica spiaggia e oasi tranquilla. Tutta questa zona è anche al riparo dai monsoni estivi, con il mare sempre calmo.

Penang

Siamo in Malesia, l’isola è unita alla costa direttamente dal ponte di Penang che è il più lungo di tutto il Sudest asiatico. Luogo che anticamente fu meta di mercanti cinesi e arabi, poi delle compagnie britanniche e olandesi. Non mancano infatti testimonianze architettoniche delle varie epoche specialmente a Georgetown, la capitale. E poi ci sono i tanti chilometri di spiagge, l’entroterra montuoso e le specialità della cucina locale.

Georgetown è un po’ la sintesi di tutto questo, con la sua ricchezza culturale, artistica e con i tanti colori e sapori. In questa città patrimonio dell’Unesco si incontrano Occidente e Oriente. Bellissime le vie cittadine e i templi buddisti come il Temple of Reclining Buddha con la sua statua lunga 33 metri, la terza più grande al mondo. Oppure come il Kek Lok Si Temple che è a sua volta il più grande della Malesia, costruito su una collina meta di pellegrinaggio. Da visitare, a Teluk Bahang, il Penang National Park, che al suo interno racchiude spiagge solitarie, cascate e foreste. 

Madagascar

Al largo della costa africana di sud ovest, sorge il Madagascar, arcipelago meraviglioso contraddistinto dalle spiagge incontaminate e splendenti, la grande barriera corallina e le foreste naturali con svariate specie animali, di una bellezza così proverbiale da aver ispirato la fortuna serie animata cinematografica.

Nosy Be è l’isola forse più conosciuta, quella che dall’Italia si raggiunge direttamente in aereo. Si arriva e si possono fare escursioni e safari, poi riposare in uno dei tanti alberghi. Si approda invece via mare oppure con i voli dell’Air Madagascar all’Ile Sainte-Marie, molto meno frequentata di Nosy Be e più soggetta alle piogge. Nosy Iranja è in realtà due isole in una, che la bassa marea unisce in una sola striscia di sabbia. Posto ideale per una vacanza tra tartarughe, uccelli e pesci mai visti.

Anche la capitale Antananarivo svela gioielli con i palazzi e le case in legno, con i parchi e le tombe reali oltre al lago Anosy, romanticamente a forma di cuore. Se poi volete viaggiare in auto, prendete la Route Nationale 8 detta anche Baobab Avenue proprio perché si sviluppa su una schiera di baobab ed è sterrata. Oppure visitate i parchi: Tsingy Rouge o Isalo. E altre isole: da Nosy Komba a Isla Lava

Isola di Sainte Anne

I primi colonizzatori delle Seychelles si stabilirono qui, sull’isola di fronte a Port Victoria, circondata dal Parco Nazionale Marino con 6 isole al largo di Mahe e dove vivono oltre 150 specie di pesci. Nelle sue acque tiepide l’attività di snorkeling rivela meraviglie, mentre sull’isola trovano l’ambiente ideale per nidificare le tartarughe Hawksbill. Prende il nome dal giorno del mese di luglio in cui fu scoperta, dedicato a Sant’Anna e ci si arriva facilmente con meno di quattro chilometri di traversata da Victoria.

Rottnest Island

È sufficiente appena un quarto d’ora di volo da Perth, Australia, è il regno di spiagge bellissime e di una natura rigogliosa. Davanti alla spiaggia The Basin, per esempio si può esplorare con maschera e boccaglio quella specie di piscina naturale caratterizzata dall’acqua cristallina. Little Salmon bay è una lunga distesa di spiaggia bianchissima mentre Cathedral Rocks è zona di avvistamento foche a differenza di Parakeet Bay dove in spiaggia si incontrano i quokka, marsupiati molto docili definiti anche “gli animali più felici del mondo”.

Chi ha voglia di fare trekking può seguire il percorso del Wadjemup Bidi vicino alle spiagge più belle e ai laghi che assumono una tipica colorazione rosa a causa dell’alga Dunaliella Salina. Una particolarità che aggiunge ulteriore fascino.  

Isola dei Canguri

Riserva naturale, piccola oasi e terza isola dell’Australia per estensione, offre paesaggi magnifici. Il nome di Kangaroo Island risale al 1802 quando lo scopritore Matthew Flinders rimase colpito dalla notevole quantità di canguri presenti sull’isola. Però non si tratta dell’unica specie di animali presente sull’isola. Ci sono anche i Koala e le Echidne, i Wallabies e i leoni marini assieme ai pinguini. Tutti gli animali simbolo dell’Australia sono qui rappresentati.

Nias

Conosciuta come l’isola megalitica per i monumenti di grandi dimensioni che conserva, al largo della costa occidentale di Sumatra, è popolata dai batacchi, popolazione di origini antichissime e sconosciute. Montuosa e paludosa, ricoperta da una fitta giungla tropicale, conserva abitudini lontane nel tempo. La gente di qui curiosamente odia il mare e preferisce coltivare la terra. In ogni caso, oltre ai villaggi Nias presenta spiagge bellissime e assolutamente incontaminate come Teluk Dalam, insenatura paradisiaca ancora poco battuta dalle vie del turismo. 

Diego Garcia

L’atollo si trova nel bel mezzo dell’Oceano indiano, a sud delle Maldive e nell’arcipelago Chagos, esattamente fra Africa e Indonesia. Una strada asfaltata lo percorre interamente e vi conduce a una serie di servizi che non vi aspettereste di trovare: ospedale, parrucchiere (che non si paga), ristoranti di pesce. E c’è anche una base navale britannica: gli inglesi hanno acquistato questa isola nel 1965 e in seguito l’hanno “affittata” agli americani. Intanto la zona è stata dichiarata riserva marina. La temperatura sfiora costantemente i 30 gradi e c’è sempre una gradevole brezza.

Pemba

L’arcipelago di Zanzibar presenta questa meraviglia, l’isola verde. Durante il colonialismo era tappa della rotta delle spezie. Ha colline verdi che la abbelliscono oltre ai suggestivi tratti di sabbia. Manta Point è la cima di una montagna sottomarina con formazioni coralline, l’Isola di Misali è un parco marino con pareti a picco sul mare. In acqua si possono avvistare le mante. Le spiagge sono ovviamente straordinarie, durante la bassa marea si aprono fino quasi alla barriera corallina concedendo ai visitatori la possibilità di memorabili esperienze di snorkeling. 

Isola di North Sentinel

La più difficile da visitare è l’isola abitata dai Sentinelesi che sono la tribù più inavvicinabile al mondo, pronti ad accogliere i visitatori tirando le loro lance. Si ricorderà, nel 2004, l’attacco con lance verso l’elicottero in perlustrazione per offrire aiuti dopo lo tsunami, documentato da immagini televisive diffuse in tutto il mondo. Una scena davvero inconsueta. Il governo indiano ha scelto di non avvicinare più gli abitanti dell’isola: sono privi di difese immunitarie e a contatto con viaggiatori stranieri rischierebbero contagi ed estinzione, resta il fatto che l’isola offre bellezze naturali davvero notevoli.  

Grande Comore

Fa parte di un arcipelago molto simile a quello delle Seychelles per lo scenario della natura. Ancora più incontaminata, quasi priva di turisti. Sono chiamate “isole della luna” oppure anche “isole dei profumi”. Ci sono infatti piante profumate come il caprifoglio, l’orchidea e la gardenia a diffondere effluvi dolcissimi inoltre nell’aria dominano i profumi di vaniglia e noce di cocco. Un contesto incantato. L’isola Grande Comore è un crogiolo di diverse culture con l’architettura araba che si mescola all’eleganza francese. Un passaggio da queste parti richiede quindi anche una visita nei centri abitati e non solo sulle spiagge. L’esperienza può risultare nel complesso indimenticabile.

Isole Kerguelen

Sembra di essere nello scenario di una narrazione fantasy: quasi sconosciute, battute da un vento costante, immerse in un mare spesso in tempesta, sono lontanissime dal continente africano come dall’Australia. Il clima è oceanico e freddo, le precipitazioni abbondanti. E se proprio vogliamo dirla tutta, si capisce perché l’esploratore John Cook le chiamasse Isole della Desolazione. Ma l’opportunità di visitarle è attraente proprio per le esclusive caratteristiche che l’hanno resa primordiale, immutata o quasi nel tempo.

Mafia

Il nome non inganni, si tratta di un’isola della Tanzania nell’Oceano indiano. È una meta distante dalle solite rotte turistiche ma raggiungerla porta a scoprire bellezze assolute: una barriera corallina incontaminata, lo Squalo Balena che ogni tanto si lascia avvistare nelle acque circostanti, la gente desiderosa di trovare un contatto umano e disponibile a regalare sorrisi ed esperienze. Si può girare utilizzando i corsi d’acqua locali in kajak (un’opzione in più per una visita anche veloce) fino ad arrivare ai banchi di sabbia che si aprono tra acqua e territorio lussureggiante formando oasi bellissime. Oppure si può usare una jeep dal villaggio di Utende al villaggio di Kilindoni arrampicandosi sulle strade sterrate.

Isola Tromelin

La storia narra che la nave francese Utile nel 1760, con a bordo un carico di 150 schiavi si incagliò nella barriera corallina e si inabissò velocemente. Qualche membro dell’equipaggio assieme a una sessantina di schiavi si salvò. In mezzo all’Oceano. Difficile immaginare una soluzione più complicata per la sopravvivenza. Marinai e schiavi collaborarono mettendo da parte le gerarchie costituite, almeno finché i marinai decisero di salire sulla piccola imbarcazione che erano riusciti a costruire abbandonando gli schiavi al loro destino, dopo aver promesso che sarebbero tornati. Non lo avrebbero fatto. Ma gli schiavi riuscirono a sopravvivere, mentre i marinai naufragarono. E sull’isola crearono una nuova generazione che colonizzò quella terra per un lungo periodo. Il carico della storia pesa quindi sul visitatore che si avventura qui. 

Isola di Havelock

Un punto dell’Oceano nel Golfo del Bengala, con spiagge di una bellezza inaspettata e foreste ancora inesplorate. Ecco il paradiso delle Andamane tra India, Birmania e Thailandia. L’unica, tra queste isole, ad essere attrezzata per accogliere il turismo occidentale. Un paradiso naturale che fino al 1992 era chiuso al turismo. Nella giungla è possibile fare trekking per osservare 218 diversi tipi di volatili oltre a 62 mammiferi, 300 farfalle e 2200 tipi di piante. Non mancano i ristoranti per gustare ottimo pesce sotto il cielo blu.  

Koh Phi Phi Leh

Avevamo lasciato l’altra isola dell’arcipelago Phi Phi Island in Thailandia ma anche Koh Phi Phi Leh è descritta dai visitatori come un posto straordinariamente affascinante, saturo di colori molto tropicali, vividi e pieni di contrasti. Un luogo dove il verde della vegetazione incontra il blu intenso del mare. Assolutamente da non perdere.

Bazaruto

Spostiamoci ora nell’arcipelago delle quattro isole che rappresentano un rifugio lontanissimo ma accessibile, ci si arriva da Vilanculos sulla costa ed è possibile avvistare delfini e balene. Quella delle immersioni è l’attività più consigliata da queste parti perché può svelare bellezze diffuse e inimmaginabili. Le spiagge sono decisamente attraenti con intorno tanti boschi e alcuni villaggi da visitare. Sempre nel segno della massima serenità. Un altro paradiso terrestre.

Lamu

In Kenia esiste un arcipelago letteralmente fuori dal tempo. Oltre a Lamu, sono Manda e Pate le isole più grandi. Ma Lamu è il vero centro culturale e politico, nella zona antica le vie sono strette e i palazzi in tipico stile arabo. Al tramonto è impagabile poter fare un giro in barca lasciandosi cullare dalle onde fino alle mangrovie mentre arriva la notte, da passare in città tra un ristorante sulla costa a un albergo a buon prezzo nel centro della città.

Pulau Weh

L’isola più bella dell’Indonesia? Qualcuno la definisce così. E non ha tutti i torti, nonostante la vasta scelta che Sumatra può proporre. Ma più che le spiagge, sono i fondali marini a rappresentare l’attrazione principale di Palau Weh. Le barriere coralline la circondano con la loro brillantezza. Bisogna però conoscere le correnti che sono molto forti in questo mare. Il riscaldamento dell’acqua negli ultimi anni ha causato qualche problema ma l’ambiente dei coralli si sta lentamente riprendendo. 

Prison Island

Torniamo a Zanzibar per un’escursione a Prison Island ovvero Changuu, isola delle tartarughe. Che su alcuni libri è nominata anche come isola delle quarantene. Comunque le tartarughe sono presenti in massa all’interno del parco e sono della colonia di tartarughe giganti che provengono dalle Seychelles. In tutto sono un centinaio di esemplari e le più vecchie sfiorano addirittura i duecento anni. Per quanto riguarda la quarantena, veniva fatta trascorrere in una sorta di prigione che oggi è la sede di un ristorante che propone cucina italiana.

Isola di Cerf

Il paradiso delle Seychelles propone anche quest’isola dove è facile entrare a contatto con le tante varietà di pesci. Pace e tranquillità regnano sovrane qui dove non ci sono strade ma solo spiagge poco battute con le palme e l’acqua di un blu intenso. Colori meravigliosi che dipingono la vostra vacanza con tante pennellate di magia in mezzo a storie di pirati passati da queste parti e magari anche di tesori nascosti.

Banguerra Island

La seconda isola in termini di grandezza dopo Bazaruto, in Mozambico. Gli esploratori portoghesi le diedero il nome di San Antonio. Oltre trenta chilometri di sabbia sulla costa africana dell’Oceano. Tra le particolarità anche quella di un lodge ha ospitato Nicole Kidman, evidentemente attratta dalla bellezza primordiale di questi luoghi. Una bellezza nella bellezza.

Inhaca Island

Sempre in Mozambico, un pezzo di costa staccata dal litorale e sperduta a quaranta chilometri di distanza in mezzo al mare. È anche un importante centro di ricerca marina, conosciuto per gli studi sulla barriera corallina, designata fin dal 1976 come riserva naturale e quindi protetta. Più di trecento specie di uccelli sono state catalogate in questa area.  

Isola Barren

Altro luogo paradisiaco, nato su un vulcano nel mare delle Andemane. L’isola è la parte emersa del gigante alto 2500 metri. Questi territori fino a poco tempo fa erano disabitati ma nell’ultimo periodo le isole sono state popolate da nomadi provenienti dal sud-ovest che vivono in case fatte di palme e pezzi di legno. A breve anche queste isole verranno nominate area protetta. 

Mirihi

Cuore romantico delle Maldive, una delle isole più piccole raggiungibile in trenta minuti da Malè. È il luogo ideale per coppie in cerca di una vacanza indimenticabile. L’isola fa da contorno ai vostri sentimenti, reef meraviglioso e spiagge da cartolina. Anche le famiglie con i bambini troveranno tutti gli ingredienti giusti per vivere momenti di straordinaria bellezza. 

Isola Neil

Un mondo vergine, spiagge deserte abbellite dalle frange delle palme da cocco e dalla foresta impenetrabile. Piroghe in legno, tuk tuk gialli: lo stress del mondo occidentale appare davvero lontanissimo. Una lingua di sabbia bianca che si estende a perdita d’occhio prima che incontri la marea che sale veloce. In realtà i tratti balneabili non sono molti. Si può anche assistere a uno spettacolo unico: un elefante adibito al trasporto di legname che si bagna nelle calde acque del mare. Davvero eccezionale.

Mnemba

Altro isolotto di fronte a Zanzibar, circondato da una colorazione dell’acqua sorprendente, con mille sfumature, che si fa notare anche quando si arriva in aereo e lo si scorge dall’oblò. Sabbia finissima, pulita dalle maree, all’interno non ci sono rilievi ma una fitta vegetazione, il tutto immerso nel solito mare trasparente e tiepido. 

Isola di Ross

Nell’arcipelago delle isole Andemane, dove il turismo è ancora poco sviluppato, le meravigliose isole di Ross & Smith durante le ore di bassa marea sono collegate da una lingua di sabbia, spiagge deserte e fragili habitat di mangrovie. E ci sono alberghi spartani. Ma i più coraggiosi saranno premiati incontrando ambienti naturali molto interessanti come i canali navigabili nell’area di Baratang

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Questo è stato solo un assaggio di quello che potrebbe regalarti la tua vacanza tra spiagge incontaminate, bellezze naturali, attività rilassanti e un turismo culturale che allarga la mente e ha radici nella storia e nelle religioni. Non resta che scegliere un viaggio che attraversi l’Oceano Indiano e le sue meraviglie pronte per essere svelate.

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