Scogliere ricche di fascino, spiagge silenziose bordate da alte palme, cieli blu, verdi colline, tramonti indimenticabili. Da Saint Thomas a Saint John, da Tortola a Virgin Gorda, si possono ammirare un susseguirsi di esclusivi paradisi con un ecosistema protetto da 20 parchi naturali. Le Isole Vergini si trovano a est di Puerto Rico, al confine tra il Mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico, e rappresentano la parte occidentale delle Piccole Antille. Sono suddivise in Isole Vergini Britanniche e Isole Vergini Americane, a seconda della dipendenza politica, e devono il loro nome a Cristoforo Colombo, che vi approdò durante il suo secondo viaggio in America. L’esploratore battezzò l’arcipelago in onore della Santa a cui era devoto, Sant’Orsola e le undicimila vergini, nome oggi ridotto a Isole Vergini. Soprannominate “la terra che il tempo ha dimenticato” rappresentano il sogno di ogni turista, offrendo anche alcuni tra i siti di snorkeling più apprezzati al mondo. Andiamo a scoprirne la storia e quali sono i luoghi assolutamente da non perdere.

  • Isole Vergini Britanniche
  • Tortola
  • Parco Nazionale Sage Mountain
  • Road Town
  • Ridge Road
  • The Baths
  • Isolotti di Peter, Norman e Saint John
  • Isola di Jost Van Dyke
  • Norman Island
  • Isole Vergini Americane
  • Saint Thomas
  • Charlotte Amalie
  • Parco Nazionale di Saint John
  • Saint Croix

Isole Vergini Britanniche

Nel mezzo del Mar dei Caraibi si estende una serie di circa sessanta isole che prendono il nome di Isole Vergini Britanniche. Nel corso dei secoli furono contese per la loro posizione da olandesi, inglesi, spagnoli, francesi e danesi. Le isole poi, con le loro grotte, furono anche rifugio di pirati. Oggi l'arcipelago formato da Tortola, Virgin Gorda, Jost Van Dyke, Anegada e le altre isole minori è una meta amata dai sub e da chi sceglie vacanze in barca grazie al mare cristallino e alle spiagge dorate. Un mondo pieno di storia, bellezza e attrattive.

Tortola

L’isola principale dell’arcipelago ospita la capitale, Road Town e la maggior parte delle attività: è il principale centro finanziario e offre un ambiente naturale di rara bellezza. I chilometri di costa lasciano solo l’imbarazzo della scelta: le spiagge delle Isole Vergini sono meravigliose. Potrete scegliere tra quelle attrezzate dei resort, quelle libere e deserte o quelle più battute dal vento per cavalcare le onde. I venti delle coste a sud creano grandi onde che incoronano le Isole Vergini come regno dei surfisti e dei velisti. È a Tortola che si trova una delle spiagge ritenute tra le più belle del mondo: Cane Garden Bay. Impedibile di giorno per la lunga spiaggia bianca e per l’acqua cristallina, ma anche di sera per le cene e le feste organizzate sulla sabbia. Una tra le più amate è inoltre Long Beach, sulla punta ovest dell’isola. Lunga circa 1,5km, è famosa per la sabbia finissima e le acque cristalline e tranquille, che la rendono un luogo sicuro e adatto a tutti. Gli amanti degli sport acquatici, in particolare i surfisti, si metteranno alla prova ad Apple Bay, considerata uno dei migliori punti dei Caraibi per cavalcare le onde.    

Parco Nazionale Sage Mountain

L’ecosistema di queste isole caraibiche è protetto in 20 parchi naturali, che si sviluppano tra i resti dell’antica foresta pluviale, e che sono abitati da uccelli migratori e da specie molto rare. Tra i più importanti c’è il Parco Nazionale Sage Mountain, che percorre Tortola da est a ovest. La sua altitudine va dai 228 metri ai 523 di Mount Sage, il punto più alto di tutte le Isole Vergini, sia britanniche che statunitensi. La zona del parco riceve piogge più abbondanti del resto dell’isola e ha potuto così sviluppare alcune specie tipiche della foresta tropicale, simili, in particolare ad alcune specie endemiche dell’isola di Porto Rico. Una ristretta area di circa 29 acri e mezzo racchiude, piccolo tesoro nel tesoro, un tratto di foresta tropicale completamente intatta. Dal 1964, anno della sua acquisizione da parte del BVI National Park Trust, l’area del parco è stata fatta oggetto anche di un programma mirato di riforestazione. In particolare sono stati piantati numerosi esemplari di mogano delle Indie Occidentali e del cedro bianco, l’albero nazionale dell’arcipelago.

Road Town

Road Town è stata costruito nel 1840 ed è la capitale delle Isole Vergini Britanniche. Si trova al centro dell’isola di Tortola, ed è ricca di spiagge, alberghi, ristoranti e locali notturni. Deve il suo nome al termine “the roads”, che in gergo tecnico si riferisce a un luogo meno protetto di un porto ma nel quale si può facilmente ancorare una nave. La città si sviluppa attorno alla Main Street, la prima via che si incontra dal lungomare, sulla quale si affacciano edifici in legno e mattoni dai colori brillanti. Da vedere senza perdere tempo il J.R. O’Neal Botanic Gardens e il BVI Folk Museum. A ospitare quest’ultimo è una tradizionale casa caraibica, entro la quale trovano posto una breve collezione di reperti precolombiani e un microscopico negozio di souvenir. Tra gli edifici più importanti c’è la Government House, il simbolo del potere imperialista della città. L’edificio, in passato sede della residenza del governatore inglese dell’arcipelago, è un tipico esempio di architettura coloniale britannica e all’interno accoglie una piccola esposizione di mobili e manufatti d’epoca. Più avanti si erge la Chiesa episcopale di St George, una bella cappella anglicana settecentesca ristrutturata all'inizio del XIX secolo a causa dei danni provocati da un uragano. Al suo interno è custodita una copia dell’Emancipation Act (Proclama di Emancipazione), l’editto che nel 1834 concesse la libertà a tutti gli schiavi impiegati nelle piantagioni britanniche delle Indie Occidentali. Per concludere l’itinerario lungo la Main Street restano da vedere la ex prigione HMS Prison, la più antica testimonianza architettonica della città, essendo stata costruita all’inizio del XVIII secolo, e la confinante chiesa metodista del 1924 di cui spiccano le pregevoli finiture in legno. La Promenade è la passeggiata ideale sul lungomare per scoprire i gusti e i sapori dell'arcipelago: un ricco mix di tradizioni che unisce tutte le culture che sono passate da qui, caraibica, africana ed europea. Il porto di Road Town rappresenta anche il luogo perfetto per partire alla scoperta delle altre isole che compongono l'arcipelago. Ci sono poi spiagge e baie meravigliose da scoprire, come la Cane Garden Bay, la Smugglers Cove e Brewers Bay.

Ridge Road

Una strada panoramica della capitale che offre vedute spettacolari dell'isola di Tortola. Si sale percorrendo strade strette, curve tortuose, ma è un modo simbolico e unico per arrivare al cuore, alla vera essenza del luogo. Un posto magico dove si rimane senza fiato e dove numerosi amanti della fotografia vengono per cercare di fermare gli attimi magici. Immaginate di sedervi in silenzio e di avere di fronte nient’altro che l’azzurro del mare che si staglia tra le rocce e le barche in lontananza che si perdono nell’infinito. Al tramonto la sensazione di respirare l’infinito è ancora maggiore.

The Baths

The Baths è la “star” tra le spiagge delle isole vergini britanniche. Mare turchese, spiaggia bianca, palme e tanto stupore da regalare con i suoi enormi tondeggianti massi di granito che racchiudono grotte e piscine naturali da sogno dove fare snorkeling, tra colori e sfumature che scivolano via tra le dita. Si trova sull’isola di Virgin Gorda, la terza per grandezza dell’arcipelago caraibico. Ci si arriva con un battello da Tortola e una volta scesi lo spettacolo è servito. Il nome dell’Isola (“vergine grassa”) pare sia stato dato da Cristoforo Colombo per via della sua particolare conformazione. Metà montuosa e metà pianeggiante, conta poco meno di tremila abitanti, concentrati a Spanish Town, dove si trova il porto turistico. Spiagge tranquille e resort di lusso sono il suo punto di forza.  Ma non mancano altre sorprese. A Devil’s Bay e sulle isole di Mosquito e Prickly Pear troveranno pace gli amanti del relax. Little Fort National Park è invece una riserva naturale al cui interno si trovano i resti di un antico fortino spagnolo.

Isolotti di Peter, Norman e Saint John

Le Isole Vergini britanniche regalano bellezza, relax e anche un pizzico di avventura. Sulle coste meridionali dell'isola di Tortola è possibile ammirare i circostanti isolotti corallini quasi disabitati di Saint John, Peter e Norman, celebri per essere stati il rifugio di leggendari pirati e filibustieri. In questi luoghi paradisiaci vale anche la pena scoprire cosa si nasconde nei fondali marini. Armati di maschera, pinne e boccaglio, ad attendervi ci sono vere e proprie foreste di coralli, banchi di pesci coloratissimi e aragoste. Si comincia esplorando la zona sabbiosa, tra il bagnasciuga e la barriera corallina. Una sensazione di libertà che si potrà respirare anche a Peter Island, che è disabitata. Sorge a sud di Tortola e ha una curiosa forma a “L” rovesciata. Può essere raggiunta esclusivamente via mare, percorrendo le 5 miglia che la separano dal porto della capitale. Oltre alla possibilità di godersi la spiaggia in completa libertà, in queste acque cristalline si possono fare tante altre attività, dallo snorkeling al diving, dal kayak allo sci d’acqua, dal windsurf alla pesca. Ci sono sentieri sterrati per passeggiare o andare in bicicletta e scoprire la flora e la fauna tropicale

Isola di Jost Van Dyke

L’isola deve il suo nome al famigerato pirata olandese, che lo scelse come rifugio e base d’attacco per le sue scorrerie (XVII secolo). Oggi, Jost Van Dyke ha conservato intatta l’atmosfera del passato: un’oasi remota e tranquilla, senza troppe tecnologie, per viaggiatori in fuga dalla civiltà. Di origine vulcanica, l’isola è più selvaggia e ventosa lungo la scoscesa costa settentrionale sferzata dalle forti ondate dell’Oceano Atlantico che appassionano i velisti. La località principale è Great Harbour, uno dei porti turistici sul mar dei Caraibi più trafficati nell’arcipelago delle Isole Vergini Britanniche. Primo villaggio fondato sull’isola, Great Harbour è protetto da verdi colline e caratterizzato da una spiaggia di sabbia bianca di forma incurvata a ferro di cavallo attrezzata per sport acquatici. A est la spiaggia di Little Harbour è molto tranquilla e punto di partenza di un sentiero per piacevoli escursioni. White Bay è considerata, invece, una delle spiagge più incantevoli delle Isole Vergini Britanniche e al mondo. Offre una vista stupenda e, in stagione, è raggiunta dalle tartarughe marine per deporre le uova.    

Norman Island

Siamo su Norman Island, nell'estremo sud dell'arcipelago, un’isola riconoscibile dalle formazioni rocciose The Indians, i cui profili sembrano disegnare le sagome di un capo indiano. L’altra attrazione sono The Caves, sulla punta di Treasure Point, grotte scavate dal mare e dal vento che con uno snorkeling a pelo d’acqua offrono la sensazione di nuotare in un acquario naturale. Questa perla delle Isole Vergini britanniche è divenuta famosa per essere "L'isola del tesoro" del romanzo di Louis Stevenson del 1883. E la leggenda vuole che da qualche parte siano ancora sepolti alcuni tesori. Anche il nome dell'isola si deve ad un pirata, tale Normand, che si stabilì in questo luogo e vi nascose le sue ricchezze, senza che queste a oggi fossero mai rinvenute. Oltre alle leggende, l'altra buona occasione per visitare Norman Island sono gli splendidi punti d'immersione, come ad esempio the Pelican Island. Presso l'ancoraggio di The Bight, un antico veliero mercantile, il William Thornton è invece ormeggiato e trasformato in bar galleggiante.

Isole Vergini Americane

L’arcipelago delle Isole Vergini americane comprende le oltre 60 isole vulcaniche situate nel Mar dei Caraibi e facenti parte delle Piccole Antille. Dopo averle acquistate nel 1917 dalla Danimarca, gli Stati Uniti trasformarono quasi immediatamente l’arcipelago in una delle mete turistiche più gettonate dei Caraibi, mente le “sorelle” Isole Vergini Britanniche furono tenute isolate per anni dal resto del mondo per volere dello stesso governo britannico. Un tempo rifugio per pirati e avventurieri, oggi le isole rappresentano il paradiso dei velisti, che qui possono contare sulla costante presenza di venti tropicali e su porti naturali e punti d’ancoraggio ben protetti. Verdi colline, tramonti straordinari e spiagge silenziose intervallate da alte palme sono solo un esempio della straordinaria natura che troverete nelle Isole Vergini. Molte delle spiagge, inoltre, sono meta delle tartarughe marine che vi tornano regolarmente a deporre le uova. La fauna e la flora locali sono tenute in grande considerazione dalla popolazione locale, come dimostra la grande quantità di parchi naturali presenti sulle isole. 

Saint Thomas

Saint Thomas è la perla delle Isole Vergini americane, un luogo ricco di leggende di marinai di altre epoche, come testimonia il castello di Barbanera. La bellezza di questi luoghi ha stregato navigatori, pirati e pittori. L’isola è rinomata per la sua vivacità, il suo carattere internazionale e la sua natura tropicale. Acque turchesi che accarezzano sabbie candide che invitano a godere la spiaggia e praticare sport. Uno dei luoghi più famosi di questa meraviglia delle Isole Vergini Americane è Magens Bay, nota per la sua forma a cuore e lo scenario dei rilievi montuosi di origine vulcanica sullo sfondo. La storia di questa spiaggia è curiosa. Le leggende locali, narrano che Sir Francis Drake usava Magens Bay per ancorare le sue navi, mentre osservava i vascelli da assalire da un promontorio. Resta una strada utilizzata nel passato dai coltivatori di canna da zucchero e per il trasporto di rum, zucchero e melassa. Sui versanti nord e sud ci sono formazioni rocciose in acqua che creano piccole insenature per gli amanti dello snorkeling.

Charlotte Amalie

È l’affascinante capitale, che sa sedurre con la sua architettura coloniale e i suoi negozi adibiti allo shopping di lusso. Deve il suo nome a Carlotta Amalia d’Assia-Kassel, moglie del re danese Chrisitan V, e si presenta come una città vivace e dinamica, famosa per il suo porto, un tempo protagonista delle scorrerie dei pirati e oggi luogo di sosta di numerose navi da crociera. È lunga circa 21 chilometri e larga solo 8: in sostanza la sua dimensione è paragonabile a quella di Manhattan. Viuzze strette, pavimentate a ciottolato, con antichi nomi danesi, magazzini coloniali d’antica terra cotta e pietra corallina che hanno saputo resistere ai venti ed agli uragani, nonché all’erosione dei secoli e del salmastro. Viali attraversati dalle brezze dolci dei tropici, vecchie mura, antichi mattoni e scalinate di pietra.

 

Il lungomare si estende per circa 2 chilometri, composto di un’unica strada a quattro corsie, sempre e comunque trafficata sia di giorno sia di notte. È l’unica sull’isola che serve sia da bacino per gli yacht su di un lato, sia da passeggiata coi caffè ed i ristoranti, le banche, i negozi, allineati l’uno dopo l’altro sul lato opposto. Non a caso St.Thomas vanta una delle maggior flotte di yacht e barche del mondo. Il punto più panoramico della città è, invece, il Blackbeard Castle, che si trova sulla cima della Government Hill. Il simbolo della storia cittadina è però Fort Christian, piccolo edificio rosso che venne costruito nel 1670 e usato, nel corso degli anni, per assolvere a funzioni differenti: postazione difensiva, palazzo governativo, chiesa, sala comunale e prigione. Oggi, Fort Christian ospita un museo dedicato al patrimonio naturale della regione e all’arte locale. Sempre affollata, Market Square è la piazza dove tutti i giorni si tiene il mercato locale di frutta e verdura, ma in passato era il luogo della compravendita degli schiavi africani.

Parco Nazionale di Saint John

Il Virgin Islands National Park dell’isola di Saint John è conosciuto in tutto il mondo per la sua bellezza mozzafiato. Del suo territorio fanno parte baie protette d’acqua chiara e cristallina, di tonalità che spaziano tra il blu ed il verde e sono ricche di vita marina grazie alla barriera corallina. Non mancano spiagge bianche ombreggiate dagli alberi, palme da cocco e dalla foresta tropicale, habitat ideale per oltre 800 specie di piante. A queste idilliache risorse naturali si aggiungono i resti delle civilizzazioni pre-Colombiana degli Amerindi, le rovine delle piantagioni coloniali danesi di canna da zucchero e le reminiscenze della schiavitù africana e della cultura che si è sviluppata durante i 100 anni successivi all’Emancipazione. Tutto ciò costituisce il ricco patrimonio culturale del Parco e dell’isola di St. John, che ne ospita la gran parte.

 

L’importanza delle sue risorse naturali è tale che il parco è stato inserito in un network internazionale di biosfere protette creato dall’Unesco. Attualmente l’impegno del parco e dell’intera comunità isolana è quello di adoperarsi per la preservazione di quest’angolo di paradiso, che è anche una ottima location per lo snorkeling e le immersioni.

Saint Croix

È la più grande delle Isole Vergini Americane, 44 chilometri di lunghezza e 16 di larghezza, ed è in un certo senso anche la più romantica. Il segreto sta nella sua diversità. Le montagne, la foresta pluviale, le colline con le fattorie ed i campi coltivati, le spiagge, le due cittadine coloniali patrimonio storico e culturale protetto. Un mix di “tranquillità” e vivacità caraibica, l’unione tra semplicità del Vecchio Mondo e convenienza, confort moderno: è il posto giusto ove trovare relax e dimenticare lo stress della vita urbana. St.Croix è un luogo ideale per coppie d’ innamorati e per persone che vogliono pace e tranquillità. Tra le spiagge più belle di St Croix c’è Buck Island, che permette di effettuare uno snorkeling spettacolare attraverso percorsi subacquei e spiagge bianchissime.

Le Isole Vergini sono un paradiso naturale e un’oasi di pace dal caos cittadino. Meta di punta per amanti di sub, surf, windsurf e vela, in quanto paradiso ancora incontaminato e ricco di bellezze paesaggistiche, sono una meta ideale per chi cerca il totale relax sia in mare sia su una meravigliosa spiaggi tropicale.  Le acque cristalline e i panorami mozzafiato sono uno scenario perfetto per una regata, per una giornata all’insegna dello sport o per una romantica dichiarazione d’amore. Britanniche o Americane ogni isola ha la sua identità e i suoi tratti comuni. Le tracce del passato, di una storia ricca di contaminazioni, si intersecano nei paesaggi, nei rituali, nei lasciti, nelle società. Si tratta di due mondi diversi che vale pena di scoprire e di svelare. Basta sceglierle e fidarsi della bellezza.