L’isola del divertimento ha mille volti a cominciare dalla pittoresca cittadina composta da piccole case bianche con persiane blu arrampicate sul dolce crinale di una collina. Vicoli che si incrociano come in un labirinto, angoli nascosti ricchi di fascino, intervallati da chiesette e boutique, il tutto sormontato da mulini a vento antichissimi.

Questa è Mykonos, l’isola che piace a tutti: le famiglie in cerca di serenità, i vip – o aspiranti tali - in cerca di locali esclusivi, i giovani in cerca di sfrenato divertimento e naturalmente gli appassionati di spiagge dorate con mare cristallino. Tutta la magia delle Isole greche concentrata in pochi chilometri di territorio.

Cosa vedere a Mykonos? Il centro storico, la Piccola Venezia, i mulini e i villaggi e molto altro. Scopri i luoghi migliori di Mykonos con una crociera Costa!

Centro storico di Mykonos

Chora è il nome con cui viene identificato il centro storico di Mykonos, cittadina di rara bellezza ormai universalmente apprezzata. Le stradine che si accavallano riservano sorprese e attraversarle è un’esperienza speciale che lascia un senso di dolce appagamento. Le casette con il loro colori contraddistinguono il cuore di questa parte più antica e ricca di storia, in gran parte coincidente con Little Venice, la piccola Venezia. Oltre alle ricche tonalità dell’ambiente, potrete restare incantati dalla suggestione del tramonto, quando – viste da qui – le onde del mare si tingono di luce dorata e si infrangono sul lungomare mentre il cielo azzurro diventa giallo e poi rosso.

Gallerie d’arte, angoli di pura bellezza. Luoghi dove gustare bevande stuzzicanti al calare della sera prima di festeggiare nelle discoteche. Oppure, prima del buio della notte, passeggiare alla ricerca di altre attrazioni: la Chiesa di Paraportiani, ad esempio, e lì vicino anche il Museo d’arte popolare che raccoglie una collezione completa di mobili d’epoca stampe, oggetti storici e artistici.

Dalla Piccola Venezia ai mulini di Mykonos potrete imbattervi in una decina di chiese, tra cui la cattedrale di Odos Mitropoleos. Potrete anche fermarvi al Museo nazionale dell’Egeo e quindi alla Casa di Lena. Infine, sulla strada del porto, dare un’occhiata al Museo archeologico. Per poi magari rientrare nel centro storico, il cuore pulsante di Mykonos e della vostra vacanza.

Piccola Venezia

A Mykonos uno dei quartieri più caratteristici e turisticamente apprezzati è sicuramente Little Venice, la Piccola Venezia che – sul lato destro della baia di Alefkandra - raggruppa le casette colorate sulle pendici di una collina che si specchia nell’azzurro del Mar Egeo. In queste vie si concentrano il maggior numero di ristoranti, osterie e negozietti per acquistare souvenir e prodotti artigianali. Passeggiare qui è davvero consigliato, specie di sera, al tramonto, prima di una cenetta speciale sotto la luna e di una serata indimenticabile.

Il nome del quartiere deriva dalla presenza in queste isole dell’antica Repubblica Marinara di Venezia, in particolare dagli edifici storici che si affacciano direttamente sul mare e che un tempo erano residenze di ricchi mercanti, in buona parte provenienti dall’Italia. Oggi quei palazzi sono sedi di boutique, taverne raffinate dove le finestre sono a filo sull’acqua. La luce dell’alba che filtra al mattino conferisce a tutto il quartiere un fascino irresistibile che si sviluppa in varie forme nel corso della giornata e fino a notte fonda.

I mulini a vento sono un’altra peculiarità della Piccola Venezia, sul promontorio a sud ovest del quartiere. Sono stati per oltre 400 anni una delle risorse economiche più redditizie dell’isola, anche e soprattutto grazie ai venti favorevoli che permettevano ai mulini di macinare il grano poi esportato in tutto il mondo. Su tutta l’isola ne sono rimasti sette e, restaurati, rappresentano adesso uno dei simboli più caratteristici di Mykonos.

Chiesa di Paraportiani

La chiesa più antica e anche la più famosa di Mykonos è situata nel quartiere del Kastro ed è facilmente raggiungibile dal centro della città capoluogo dell’isola. Panagia Paraportinai, dove Panagia significa Maria Vergine e indica il complesso di cinque chiese realizzate nella tipica architettura cicladica, in calce bianca come molte altre strutture della zona.

La costruzione delle chiese iniziò nel 1475, si concluse nel 1600. Le chiese furono realizzate una accanto all’altra. Quattro funzionarono da base per la quinta che le sovrasta tutte, con tanto di cupola. Paraportiana significa porta interna, perché questa chiesa fu edificata attorno a una delle porte antiche sulla cinta muraria che anticamente doveva proteggere la città e il forte, ormai perduto.

Entrando si resta abbagliati da tanta bellezza. Il candore del bianco che si staglia sull’azzurro del mare e del cielo conquista immediatamente a ogni ora del giorno ma soprattutto all’ora del tramonto. E perfino di notte, quando il chiarore della costruzione è esaltato dalla luce della luna. La chiesa inoltre è attorniata dai mulini a vento e sembra quasi una montagna di neve che si scioglie al sole oppure, come è stata definita, è “il sogno di un pasticcere impazzito”. In ogni caso è un capolavoro di architettura, un’opera d’arte che nel corso dei secoli deve aver colpito in maniera indelebile l’immaginazione degli innumerevoli visitatori.

Mulini a vento

Sono considerati il simbolo dell’Olanda, ma forse non tutti sanno che rappresentano anche una delle maggiori attrazioni di Mykonos. Sono sparsi un po’ ovunque, ma sono famosi soprattutto quelli di Alefkandra. Fin dall’inizio, da quando sono stati costruiti, hanno rappresentato un elemento fondamentale di sviluppo dell’isola anche perché, grazie ai venti molto favorevoli, sono stati utilizzati per la macinazione dei cereali che provenivano dalle isole circostanti. Il grano in particolare era coltivato direttamente a Mykonos e la farina prodotta veniva esportata all’estero.

Con il tempo poi l’economia dell’isola si è incentrata sul turismo e piano piano i mulini hanno perso la loro funzione originale e sono diventati, dopo alcune ristrutturazioni, attrazioni per i turisti, regalando al tempo stesso uno sfondo straordinario sulle cartoline migliori. Uno dei mulini tra l’altro è diventato un museo dove con testi e foto è raccontata la storia di questi simboli dell’isola.

Piazza Manto

Passeggiando per le stradine di Chora, il centro della capitale di Mykonos, incroci inevitabilmente piazza Manto. È la piazza centrale del porto vecchio, la casa di una donna leggendaria. Il cui busto in marmo si trova proprio nel mezzo della stessa piazza. La sua storia risale ai tempi della rivoluzione greca, nel 1821, quando Mykonos ebbe un ruolo chiave. Maddalena Mavrogenous detta “Manto” nacque a Trieste nel 1796 in una benestante famiglia aristocratica e liberale.

Suo padre era un commerciante di successo in Grecia e sua madre una donna poliglotta, molto colta, che era nata a Mykonos e si occupava anche dell’azienda di famiglia. La giovane Manto quindi ricevette un’istruzione di alto livello, influenzata dagli ideali dell’illuminismo. Divenne quindi una donna di larghe vedute, dinamica, in un periodo oscurantista. Ovunque si fece conoscere come “la bella greca”.

Il suo sogno divenne quello di liberare la Grecia occupata per secoli dai turchi. Raccolse fondi e sostegno da tanti amici potenti in Europa, finanziò una propria flotta e inviò centinaia di uomini nel Peloponneso. Conobbe Demetrio Ypsilanti e si fidanzò con lui. Ma finì lontana da lui, senza più soldi. Rientrò a Mykonos per scrivere le sue memorie, morì poi sull’isola di Paros. Una delle più grandi eroine greche della guerra d’indipendenza, onorata a Mykonos con la piazza a lei intitolata per il suo grande coraggio.

Oggi questa piazza è il luogo centrale da dove salire al punto panoramico dei mulini. Circondata da bar e ristoranti, è punto d’incontro di tutti i turisti e offre una vista panoramica sulla Piccola Venezia, piena di colori abbaglianti e di suggestioni uniche.

Porticciolo di Tourlos

Tourlos è il nuovo porto di Mykonos e serve i collegamenti giornalieri di traghetti e navi da crociera. SI trova sulla costa occidentale dell’isola, a poco più di un chilometro dalla città. Accanto al porticciolo c’è la spiaggia di Agios Stefanos, sempre nelle vicinanze. È soprattutto qui che si trova una vasta offerta di ristoranti e locali. La sabbia è dorata ed è anche il punto d’incontro internazionale per tanti turisti, dove oltre a fare il bagno ci si può cimentare in diversi sport acquatici. Un tempo era una delle zone più tranquille, oggi è diventata di grande moda in conseguenza allo sviluppo del porticciolo e alla presenza di tanti yacht.  

È così che negli anni, dopo l’importante crescita turistica, molte celebrità hanno deciso di trovare qui una sistemazione, costruendo o adattando abitazioni di lusso o splendide ville che hanno contribuito a far crescere l’antico piccolo villaggio di case bianche. Ora è facile, passeggiando, incontrare un attore famoso oppure uno sportivo. Arrivare qui è semplicissimo, l’aeroporto infatti dista appena 4 chilometri. Basta noleggiare un’auto (oppure una moto o una bici) e la vacanza può iniziare. 

Faro di Capo Armenistis

Nel silenzio e nello splendore di questa parte di mare, si erge il Faro di Armenistis, costruito nel 1891 e ancora oggi in funzione. Si trova nella zona di Fanari, a circa 7 chilometri da Chora, sulla strada della costa nord. Si affaccia, come detto, sull’intenso blu del mare nel tratto compreso tra Mykonos e la vicina isola di Tinos.

La sua posizione è strategica e chiaramente ciò le permette di offrire una serie di viste panoramiche sulle aree circostanti. Merita una sosta perché riesce a dare al visitatore un’idea dell’affascinante storia dell’isola, brillando di bellezza. Fu costruito dopo che la nave a vapore britannica Volta colò a picco nel 1887 causando la morte di undici persone. Il faro da quel momento rappresenta una guida sicura, un riferimento essenziale.

La società francese Sauter Lemonier brevettò il sistema di illuminazione ricevendo un premio all’Esposizione internazionale di Parigi, solo nel 1983 è stato sostituito con un nuovo meccanismo elettrico. In ogni caso, per tutti il faro oggi è principalmente un’icona di bellezza da fotografare per raccontare il fascino del viaggio in queste terre. 

Agios Sostis

Incontaminata, rilassante, luminosa, regno del naturismo: così potremmo descrivere la spiaggia di Agios Sostis e il fascino che la contraddistingue già a prima vista. Di fatto, essendo a nord dell’isola, risulta lontana dal centro della movida vacanziera, rimane quindi una delle mete più ambite per chi cerca un luogo più silenzioso, meno frequentato, immerso nel canto degli uccelli e per tutti questi motivi particolarmente amato dai cultori del nudismo. Inutile dire che non ci sono strutture attrezzate e bisogna arrivare su questa spiaggia bene equipaggiati.

Ano Mera

Dopo il capoluogo, questo villaggio è il centro più popoloso di Mykonos. Le attrazioni turistiche non mancano certamente anche se il paese è molto tranquillo, lontano dal caos delle spiagge mondane. Abbondano anche qui le bellezze architettoniche e storiche, si incontrano passeggiando per le vie del centro storico, strette e lastricate. La grande piazza accoglie tutti i turisti e li attrae con l’offerta dei piatti di pesce fresco e della tradizione culinaria greca a prezzi contenuti.

A sovrastare il villaggio ci pensano due antichi mulini a vento, su una collina che negli anni ha mantenuto intatta la sua bellezza. Davanti al paese (dove è d’obbligo una visita al monastero di Panagia Tourliani) si trova invece l’altro monastero di Paleokastro, assieme ai resti di un castello bizantino e ad alcune tombe. Da qui sarà facile raggiungere inoltre le spiagge di Elia e Kalafatis, per tornare ad assaporare pienamente la leggendaria movida di Mykonos.

Monastero di Panagia Tourliani

Siamo in un luogo mistico, da visitare magari dopo una giornata in spiaggia o prima di una passeggiata nelle stradine di Chora. La chiesa è dedicata alla protettrice dell’isola e fu fondata nel 1542 dai monaci del monastero di Katapoliani a Paros. Un tempo sotto alle sue fondamenta sorgeva un’altra antica chiesa, la “Eisodia tis Panaghias”. E nella seconda metà del 1700 fu realizzata l’ultima ristrutturazione, così come ancora oggi la possiamo osservare.

Una bella torre campanaria domina tutta la struttura, sopra al cortile con la fontana di marmo ricca di sculture. Artisti fiorentini firmarono alcune piccole icone incastonate nel legno decorato da foglie e fiori dorati. E Panagia Tourlani è proprio il nome di un’icona raffigurante la Vergine Maria che per una serie di avvenimenti tramandati viene ritenuta miracolosa. Per questo motivo la chiesa attrae da sempre un gran numero di fedeli.    

Marathi

Seguendo la strada che porta alla spiaggia di Panormos, si può rimanere spiazzati scoprendo all’improvviso la vista di un lago. Si tratta in realtà di un vasto bacino artificiale, creato nel 1992 per raccogliere l’acqua piovana con l’idea di rifornire l’isola specialmente negli aridi mesi estivi. Protetto da ogni eventuale forma di inquinamento, raccoglie l’acqua dalle colline circostanti. Ancora oggi è un serbatoio d’acqua decisamente prezioso per tutta l’isola.

Paleokastro

Per arrivare al monastero, costruito intorno al dodicesimo secolo, bisogna salire su una collina dal villaggio di Ano Mera, in una delle zone più verdi dell’isola. Si tratta di un convento femminile che risale al diciottesimo secolo. L’architettura è quella tipica delle Cicladi e prende il nome dai resti del castello Gizi, meglio conosciuto come Paleokastro ovvero “greco antico”. È uno dei due monasteri situati in questa zona, l’altro è quello di Panagia Tourliani, molto più accessibile perché a fianco della piazzetta centrale di Ano Mera.

In questo caso invece si devono seguire indicazioni quasi nascoste tra antiche costruzioni. Per entrare sarà sufficiente bussare alla porta principale, potrebbe aprirvi una suora che vi farà da guida accompagnandovi all’interno. A pochi metri da questa struttura c’è anche la chiesa dedicata a San Vlasis con antiche stoffe e immagini votive, secondo il rito ortodosso, oltre alle numerose stanze che un tempo servivano per ospitare gli ospiti del convento. Nei paraggi c’è anche una rara tomba preistorica composta da una gigantesca roccia di granito.

Isola di Delo

Considerata la perla delle Cicladi, appare incontaminata e suggestiva al visitatore. Un luogo dove anche il vento contribuisce a rafforzare questa atmosfera, mentre tutto il paesaggio ha un qualcosa di onirico forse perché è soprattutto la natura selvaggia a dettare i ritmi. Si trova al centro dell’arcipelago ed è considerata l’isola sacra, uno tra i più importanti siti archeologici dell’intera Grecia.

Patrimonio Unesco dell’Umanità, a Delo ovviamente non ci sono i divertimenti tipici della vicina Mykonos ma si gode dello straordinario museo a cielo aperto. Proprio da Mykonos in traghetto si arriva con una traversata di 45 minuti e in una giornata (tre ore il tempo consentito) è possibile visitarlo, con l’aiuto degli archeologi che sono gli unici a cui è permesso restare sull’isola per brevi soggiorni.

La tradizione dice che è proibito nascere o morire sull’isola, questo perché a Delo la mitologia attribuisce proprio la nascita di due tra le divinità più importanti come Apollo e Diana, gemelli partoriti da Latona sulle sponde del lago sacro. Qui anticamente si narra che nuotassero i cigni consacrati proprio ad Apollo. Nel 1925, dopo un’epidemia di malaria tra gli archeologi, il lago fu prosciugato.

Delo è stato luogo di culti anche delle divinità egizie, come testimonia il tempio dedicato a Iside, dea della fortuna e protettrice dei marinai raffigurata con un mezzobusto. Un luogo speciale è la Terrazza dei Leoni: le statue furono donate da Naxos in segno di protezione per Delo, in origine erano dodici ma ne restano solo cinque. Uno dei leoni fu trafugato durante il dominio veneziano e si trova attualmente all’ingresso dell’Arsenale di Venezia.

I resti delle dimore di epoca ellenistica sono meravigliosi con i loro pavimenti a mosaico: la Casa dei Delfini, la Casa delle Maschere e la Casa di Dionisio dove la divinità è rappresentata mentre cavalca una pantera. Da non perdere anche la Stoà di Filippo e l’Agorà dei Deli (una piazza del mercato a forma quadrata). Da ammirare anche le rovine del teatro che risale al 300 a.C. con tanto di antica cisterna annessa. Altri monumenti degni di nota sono il portico dei Nassi, i resti della statua di Apollo e il tempio di Artemide (una delle sette meraviglie del mondo antico).

Le spiagge di Mykonos

Le feste e le trasgressioni hanno reso famosa in tutto il mondo Mykonos che però, prima di tutto, resta una splendida destinazione per le sue tante spiagge. Tutte molto belle e varie, adatte alle diverse esigenze dei visitatori. Quasi tutte sono concentrate sulla costa meridionale, la più riparata dai venti, mentre a nord troviamo le spiagge più selvagge. Paradise Beach è forse la più famosa, quella presa letteralmente d’assalto dai più giovani: qui ci sono i club più modaioli dove suonano i migliori deejay della scena internazionale, qui si fa festa a ogni ora del giorno.

Psarou è invece la spiaggia più chic, affollata di vip e dotata di bar di lusso. Agrari, di sabbia e ciottoli, è decisamente più tranquilla, gay friendly e amata dai naturisti, vicinissima alla famosa spiaggia di Elia che si raggiunge a piedi. Vicina ad Ano Mera troviamo Kalo Livadi e la sua sabbia dorata, ai piedi delle casette bianche (e degli hotel). La spiaggia di Ornos è particolarmente adatta alle famiglie, dotata anche di un piccolo porto per imbarcazioni da pesca e anche per yacht. Agia Anna offre un paesaggio splendido con pareti rocciose sul mare. Kalafatis è meta di surfisti, Lia è una piccola e tranquilla baia.

Tra le spiagge a nord, Agios Sostis è una piccola caletta ideale per ammirare l’alba. Panormos ha sabbia fine bianca con piccole dune e zone poco profonde come piscinette. Merisini è meno conosciuta, se non dai surfisti. Fokos è immersa in un ambiente selvaggio vicino al lago di Marathi. Anche a Ftelia è garantito un po’ di relax sulla sabbia fine. Ad ovest ecco Houlakia, protetta dalle case alle sue spalle. Agios Ioannis è popolarissima, sabbia chiara e colline che la circondano, con acqua poco profonda adatta ai bambini.

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Agios Stefanos

La spiaggia più vicina al centro di Mykonos, si trova a un chilometro a nord del nuovo porto di Tourlos, ed è una bella e fascinosa spiaggia protetta dai venti, molto frequentata, con un arenile di sabbia chiara e il mare turchese, divisa in zone che sono sia attrezzate e sia libere. Il panorama anche qui presenta le casette bianche sullo sfondo delle verdi colline. Il villaggio prende il nome dalla cappella che incombe proprio sulla spiaggia, ai margini della baia. Ci sono nei dintorni diverse antiche chiese che vale la pena visitare, da Santa Gioras di Michalovitis a Santa Gioras Spilianos. 

Platys Gialos

Qualcosa di più che una semplice spiaggia: si tratta di un luogo dove passare tutto il giorno al mare godendo degli ottimi beach bar. Una bellissima valle che scende a grandi sbalzi tra ulivi e terrazze verso un mare decisamente spettacolare, in mezzo a effluvi di mirto e ginepro. Il turista è al centro di tutto e in pochi metri trova ogni servizio immaginabile. Dall’hotel alla taverna alla piscina, fino alla battigia favolosa. Tutto il resto rimane in secondo piano, non si può fare a meno di lasciarsi andare e abbandonarsi alla bellezza.

Può essere anche la meta di una sola giornata, da qui ci si può spostare facilmente verso altre spiagge famose a Mykonos: la celebre Paradise Beach, come anche Psarou e Paraga, raggiungibili a piedi. Platys Gialos è il meglio per chi intende praticare gli sport acquatici, l’offerta è molto ampia. E poi c’è lo scenario straordinario, a cominciare dal colore smeraldino del mare, quasi caraibico, con un fondale che digrada dolcemente. Certo, lo spazio di spiaggia libera è limitatissimo ma per il resto ogni comodità risulta davvero a portata di mano. 

Casa di Lena

Un piccolo e inusuale museo nel centro di Mykonos. Non è altro che un’abitazione del ‘700, tre stanze ancora arredate con mobili d’epoca e oggetti originali. Letti, vestiti e una macchina da cucire.  E la signora Lena che all’entrata ti accoglie con grande gentilezza e ospitalità, raccontando in italiano la storia e i retroscena di ogni stanza. Questa abitazione ha anche il pregio di essere un ottimo punto di osservazione per lo spettacolo serale del sole che tramonta sulle case bianche e su quelle colorate del vicino quartiere di Little Venice.

Museo Marittimo dell'Egeo

È ospitato in un caratteristico palazzotto del XIX secolo a Chora, la città di Mykonos, nella zona di Tria Pigadia. Il tema principale del museo – fondato nel 1983 - riguarda la vita marina e la navigazione, specie mercantile, della cui storia è ricca tutta l’isola. In origine era l’abitazione di uno dei più importanti capitani di navi mercantili greche, Nikolaos Sourmelis che si era distinto durante la lotta per l’indipendenza dall’impero ottomano.

Già muovendo i vostri primi passi nel giardino, potrete osservare da vicino l’autentico meccanismo che era originariamente installato al Faro di Armenistis, macchinario che fu premiato all’Esposizione Universale di Parigi. Solo in questo museo, inoltre, sono ospitate due navi museo che illustrano direttamente i progressi della tecnica in tale settore. La barca a vela del Mar Egeo Evanghelistria (risale al 1940) e il piroscafo Thalis o Milissios (costruito nel 1909) sono stati messi in salvo e restaurati, nuovamente rimessi in funzione con la tecnologia dell’epoca

Isola di Dragonisi

Un altro angolo di paradiso, fuori da Mykonos, conosciuto anche con il nome di Nisida Tragonisi. Un isolotto incantato a sei chilometri dalla baia di Kalafatis, caratterizzato da formazioni rocciose, plasmate dal vento e dall’acqua, oggi completamente disabitato. Se siete amanti della natura selvaggia, questa è una tappa da non perdere, fuori dal turismo di massa.

È ideale per le immersioni nelle sue acque limpide che svelano fondali stupendi (visibili anche dalla superficie) oltre alle grotte marine ricche di scorci sorprendenti. Alcune sono accessibili solo a esperti speleologi, come la famosa Sigillo Cave. Ma in molte altre gallerie ci si può immergere liberamente magari per incontrare gli anemoni gialli di mare (li trovate solo qui) oppure i pesci vetro. Un ambiente protetto dall’Unione Europea per garantire la conservazione dell’habitat migliore per ogni specie animale e vegetale a rischio. Da sottolineare che qui infatti trova rifugio anche la foca monaca. Oltre alle alte scogliere, ci si può fermare su una piccola spiaggetta di sabbia bianca baciata dal sole.

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Quali altri luoghi al mondo riescono a conciliare con tanta qualità le meraviglie naturalistiche e il divertimento sfrenato dei locali notturni? Mykonos sa bene di poter rivaleggiare con le isole spagnole e lo fa mettendo in mostra tutti i suoi gioielli. Ve ne abbiamo raccontati alcuni fornendo solo un’anticipazione, ora sta a voi realizzare il sogno salendo su una delle nostre navi!

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