Scalare un antico vulcano e visitare al tempo stesso la capitale della Scozia? Grazie all'Arthur’s Seat questo è possibile: scopri la sua storia.
  • Nome
  • Geologia
  • Storia
  • Mitologia
  • Nella cultura popolare
  • The Red Route
  • The Blue Route
  • The Green Route
  • The Purple Route
  • The Queen's Drive

Un paesaggio selvaggio al centro di Edimburgo: Arthur's Seat

Come un gigante che riposa prima di attraversare la città, Arthur's Seat si trova nel cuore di Edimburgo.  È la collina più alta della capitale scozzese, con una vetta che arriva a 251 metri sul livello del mare e offre una meravigliosa vista della città, con uno dei panorami più belli della Gran Bretagna. È anche molto facile da scalare, il che la rende una passeggiata popolare e piacevole e ti darà tutto il tempo di scoprire le cose da vedere a Edimburgo.

Nome

È comune pensare che il suo nome sia una derivazione delle leggende di Re Artù. Tuttavia, è stato anche suggerito che potrebbe essere una di Archer's Seat ("Il sedile dell'arciere"), poiché questa roccia era un punto significativo nella difesa della città.  Un'altra versione suggerisce che il nome derivi dal gaelico "Ard-na Saigheid", che tradotto sarebbe "collina delle frecce". Questa teoria è supportata dai resti di strumenti e armi dell'età del Ferro trovate nella zona.

Geologia

Come la roccia su cui sorge il Castello di Edimburgo, Arthur's Seat si è formato da un sistema di vulcani spenti del periodo Carbonifero (circa 350 milioni di anni fa), eroso durante il Quaternario da un ghiacciaio che si è spostato da ovest a est, esponendo il blocco roccioso ad ovest e depositando i materiali trascinati sul lato est. Così le colline note come “Salisbury Crags”, sono state trasformate in scogliere formate da basalto tra Arthur's Seat e il centro della città. Questo spazio naturale, con un paesaggio simile alle Highlands, si trova a circa un chilometro e mezzo ad est di Castello di Edimburgo.

Storia

Situato a 251 metri sul livello del mare e con splendide viste panoramiche sulla città, Arthur's Seat, il punto più alto del parco naturale Holyrood Park, è un antico vulcano che eruttò 350 milioni di anni fa. Gli strumenti di pietra e selce trovati qui rivelano l'attività umana fin dal 5000 a. C.  Rimangono anche resti di fortezze e piccoli forti, che risalirebbero al 500 d. C

All'inizio del XIX secolo, una misteriosa scoperta sorprese la città di Edimburgo: in una grotta situata molto vicino alla cima di Arthur's Seat, un gruppo di bambini che cacciavano conigli vi trovò 17 bare in miniatura impilate e ricoperte di lastre di ardesia. All'interno di ognuna di esse c'era una figura a forma umana scolpita nel legno.

All'interno del parco è inoltre possibile visitare la Cappella di Sant'Antonio, una cappella medievale del XV secolo, una serie di pareti rocciose (Salisbury Crags) e il Duddingston Loch, un lago d'acqua dolce, un paradiso per la fauna selvatica locale.

Mitologia

Arthur's Seat è spesso menzionato come una delle possibili sedi di Camelot, il leggendario castello e corte di Re Artù. La tradizione vuole che proprio ai piedi della vetta, all’interno della foresta di Drumselch, il re di Scozia del XII secolo David I incontrò un cervo mentre era a caccia. Essendo caduto da cavallo e in procinto di essere incornato, ebbe la visione di una croce che appariva tra le corna dell'animale, prima che inspiegabilmente si voltasse, lasciandolo illeso. Il sovrano, credendo che la sua vita fosse stata risparmiata dall'intervento divino, fondò l'Abbazia di Holyrood sul posto.

Nella cultura popolare

Questo luogo è stato nei secoli fonte di ispirazione per artisti e scrittori. Arthur's Seat svolge un ruolo di primo piano nel romanzo del 1824 dello scrittore scozzese James Hogg, dal titolo “Confessioni di una peccatore impeccabile”.  Nel gennaio 1829, nella sua "Prefazione generale" ai romanzi di Waverley, Sir Walter Scott includeva Arthur's Seat tra i "dintorni solitari e romantici" che aveva attraversato come scolaro con "un amico prescelto", condividendo "racconti interminabili" di cavalieri erranti e battaglie e incantesimi".  Il sito vulcanico ha una menzione di passaggio come una delle attrazioni di Edimburgo nel romanzo “Frankenstein” di Mary Shelley. La cornice naturale è stata protagonista anche di serie tv e film.

The Red Route

È uno dei percorsi che si possono fare a piedi e segue un’antica colata lavica. Questo sentiero sale con un dislivello di 400 metri e costeggia le rovine della Cappella di Sant’Antonio. Si tratta di un tracciato che si snoda per oltre tre chilometri (per due ore buone di cammino). La zona è caratterizzata da un vento forte e bisogna coprirsi bene, ma il panorama che ammirerai ti lascerà senza fiato. Il punto di partenza è il parcheggio dietro Holyrood Palace.

The Blue Route

Per chi vuole una passeggiata tranquilla e rilassata c’è il percorso blu. Il dislivello è poco più di 150 metri, per una passeggiata di circa 2 ore che ti permetterà di ammirare e di gustarti questo balcone naturale aperto sui paesaggi, sulla natura e sui colori delle Salisbury Crags, Il punto di partenza è lo stesso della Red Route.

The Green Route

È chiamato anche il “sentiero dei pigri” ed è dedicato a coloro che vogliono arrivare in cima senza versare una goccia di sudore. È, però, anche quello meno panoramico e divertente: parte in salita e si snoda per poco più di un chilometro. Per terminarlo ci vuole al massimo una mezzoretta. Avrai la possibilità, comunque, di scattare dei bellissimi selfie. Si parte da Dunsapie Loch, un laghetto artificiale.

The Purple Route

È il tipico percorso per le esperienze brevi, ma intense. Preparati a salite ripide, strettoie improvvise e affioramenti rocciosi da tenere d’occhio. La vista è impagabile e anche i diversi tipi di paesaggio che incontrerai renderanno la tua esperienza memorabile. Si sale dritti in cima e ci si ricongiunge alla “Red Route”, un percorso per gambe allenate e anime coraggiose.

The Queen's Drive

Si tratta di un’ultima alternativa, ovvero di un percorso circolare che si può fare anche in auto. Fu il principe Alberto con la regina Vittoria a decidere di costruire questa strada. Per prima cosa fu prosciugata la palude che si trovava ai piedi della collina e vennero creati due stagni artificiali che si trovano nei pressi della strada. All’epoca i terreni circostanti erano fortemente inquinati dai rifiuti.

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