Visita le Grotte di Elephanta in India. Scopri le grotte principali e a chi sono state dedicate. Lasciati meravigliare dalla tradizione indiana.
  • Come raggiungere le grotte di Elephanta
  • La visita alle grotte
  • La storia delle grotte
  • I monumenti
  • Grotta di Shiva
  • Cosa sapere prima di visitare le grotte di Elephanta
  • Altri itinerari imperdibili a Mumbai

Le Grotte di Elephanta

Queste grotte scolpite raccontano un tesoro di decorazioni, pitture e culture. Da un lato si svela il simbolismo religioso indù, dall’altro quello buddista. Ad accrescere il mistero, la difficoltà degli storici di datare la loro costruzione, e anche tutti i miti e le leggende che ci stanno intorno. Le grotte hanno subito diversi restauri e sono entrate a far parte del Patrimonio Unesco, a partire dal 1987. Visitarle sarà un’esperienza incredibile, ma vi darà anche la possibilità di dedicarvi a scoprire Mumbai.

Come raggiungere le grotte di Elephanta

Le grotte di Elephanta si trovano sull’omonima Isola, che dista una decina di chilometri da Mumbai ed è facilmente raggiungibile in traghetto, dal molo di Apollo. Alle grotte si può arrivare con una passeggiata di una ventina di minuti o grazie a un pittoresco trenino elettrico. Prima di giungere all’ingresso del sito bisogna salire 120 gradini.

La visita alle grotte

La visita alle grotte può avvenire anche grazie all’aiuto di una guida che cercherà di spiegarvi i simboli che troverai all’interno e la storia che sta dietro questi templi scavati. Il percorso per arrivare ai templi non è sempre agevole, perché bisogna affrontare terreni dissestati e salire numerosi gradini. Una piccola curiosità: le cave dell’isola sono abitate dalle scimmie che scorrazzano liberamente. Durante la tua passeggiata ti accorgerai della presenza di numerose bancarelle ai lati della strada, dove sarà possibile acquistare gioielli, anelli o diverse tipologie di sculture.

La storia delle grotte

L'antica storia dell'isola non appare nemmeno nei documenti indù o buddisti. Secondo diversi studi archeologici la zona avrebbe un ricco passato culturale, con diversi insediamenti, a partire già dal II secolo a. C. Il completamento dei templi sarebbe avvenuto nel VI secolo durante il periodo di fioritura artistica nell'era dell'Impero Gupta, uno dei maggiori dell’antica India.

Sull’isola troverai due gruppi di grotte, il primo formato da cinque grotte indù, il secondo da due buddiste. L’isola fu luogo di culto indù fino al 1534. Furono i portoghesi a usare il nome di Elephanta, a causa dell’enorme statua posta all’imbarco principale e ora inserita nella parte esterna del giardino zoologico.

I monumenti

Le grotte di Elephanta contengono sculture in pietra, per lo più in alto rilievo, che mostrano contaminazioni di iconografia e idee indù e buddiste. Sono tutte scavate nella roccia basaltica e anche se sono state dipinte, della pittura non rimane molta traccia. La Trimurti è considerata un capolavoro e la scultura più importante delle grotte. L'immagine, alta 6 metri, raffigura uno Shiva a tre teste.  Dall'altra parte della collina ci sono due grotte buddiste, insieme ai resti di un tempio e serbatoi d'acqua. Sembra che i buddisti furono i primi occupanti dell'isola.

Grotta di Shiva

È chiamata anche Grotta 1 o Grotta Grande, è lunga 27 metri ed è formata da una grande sala con una pianta quadrangolare. L’ingresso principale è sorretto da 4 pilastri, con tre portici aperti e una navata in fondo. All’interno della grotta c’è un tempio che è considerato la dimora di Shiva che viene raffigurato con sculture che rivelano le diverse azioni e le sue differenti forme. La grotta è formata da una camera principale, due locali laterali, cortili, reliquari. Ciascuno dei quattro ingressi del santuario è fiancheggiato da maestose figure di guardiani alti quanto il santuario. Alcune di queste sono accompagnate da assistenti più piccoli e la scala gerarchica è impiegata per indicare l'importanza relativa delle sculture più grandi.

Cosa sapere prima di visitare le grotte di Elephanta

Le grotte di Elephanta ruotano intorno alla figura di Shiva, una delle principali divinità indù. Gli attributi iconografici di Shiva sono generalmente il serpente al collo, la falce di luna adorna, il fiume sacro Ganga che scorre dai suoi capelli, il terzo occhio sulla fronte, il tridente e il tamburo. Gli studiosi hanno suggerito che la grotta principale potrebbe essere stata sponsorizzata da Krishnaraja, un noto devoto di Shiva e sovrano del regno di Kalachuri attivo nella regione nel VI e VII secolo.

Diverse monete di Krishnaraja sono state trovate nel sito, ma l'entità del coinvolgimento diretto dei Kalachuri con la grotta rimane da dimostrare. Secondo diversi studiosi gli artisti hanno intenzionalmente intrecciato un'esplorazione degli stati d'animo di Shiva nel programma scultoreo dei bassorilievi della grotta.

Altri itinerari imperdibili a Mumbai

Mumbai è la porta dell’India e saranno tante le cose da scoprire anche grazie alle nostre escursioni.  Qui spicca una delle chiese cattoliche più importanti: la basilica di Santa Maria del Monte. Un edifico che sorge su una collina a 80 metri di altezza e regala una vista magnifica. Un altro degli edifici più iconici è il Taj Mahal Palace: questo hotel, costruito nel 1903, gode di un panorama magnifico e si trova nei pressi della Porta dell’India.  Un’altra chicca è la moschea di Haji Ali. Per entrare nell’anima della città, bisogna visitare il mercato di Mahatma Jyotibha Phule. Sei ancora curioso? Scopri le 8 cose da vedere a Mumbai.

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