Scapa Flow è una baia che si trova nel nord della Scozia presso le Isole Orcadi, sede di una delle più famose basi navali britanniche. Scopri la storia
  • Storia della base militare
  • La Marina britannica
  • Le battaglie più famose
  • le due guerre mondiali
  • Curiosità
  • cosa vedere alle isole Orcadi
  • Kirkwall

La storia di Scapa Flow

La Baia di Scapa Flow nasconde il cimitero di navi più grande del pianeta. Scoprirete un luogo storico che è la cornice di eventi fondamentali per la Prima e Seconda Guerra Mondiale. L’emblema della Marina Militare Inglese, la base militare più sicura al mondo, che è stata attaccata in maniera sorprendente e violenta. Affidatevi alle nostre escursioni per scoprire la bellezza silenziosa e luccicante delle Isole Orcadi.

Storia della base militare

Scapa Flow, che si trova nelle Isole Orcadi, nel nord estremo della Scozia, fin dai tempi dei Vichinghi era usato come un sicuro punto di ancoraggio. Era considerata la base navale della Marina Militare Britannica più importante, un punto inattaccabile e impenetrabile: eppure il comando militare nazista riuscì a elaborare un piano per sferrare un attacco che è rimasto nella storia. Nella notte tra il 13 e 14 ottobre 1939 l’area fu violata dal sommergibile tedesco U-47 comandato dal tenente di vascello Prien. Venne colpita la corazzata Royal Oak che era stata rimodernata negli Anni 30. Nell’affondamento morirono oltre 800 persone.

La Marina britannica

La base di Scapa Flow ospitava fino a 20 mila soldati ed era considerata inattaccabile. Le conseguenze determinate dell'attacco furono molto pesanti sulla Marina Britannica. La flotta inglese fu trasferita e dirottata in altri porti in attesa che si completassero tutti i miglioramenti necessari a Scapa Flow. Si puntò sul potenziamento delle difese, aumento delle reti di protezione e sbarramento dei canali. Vennero rafforzati i pattugliamenti e gli ingressi a est e furono chiusi con dighe artificiali per creare una barriera che fosse impenetrabile. Per la realizzazione delle opere vennero impiegati molti prigionieri di guerra italiani.

Le battaglie più famose

Da Scapa Flow partì il 30 maggio 1916 la flotta britannica che il giorno dopo affrontò quella tedesca nella battaglia dello Jutland. Nonostante il predomino inglese, sia in termini di numeri, che di conoscenze (erano in grado di decifrare i messaggi radio) gli inglesi subirono la perdita di tre incrociatori da battaglia (uno solo andò distrutto tra i tedeschi) e videro morire più del doppio degli uomini. Scapa Flow fu anche la cornice dell’autoaffondamento delle navi tedesche: il segnale venne lanciato alle 11.20 circa del 21 giugno 1919. Vennero aperte le valvole, furono rotte le condutture interne, lasciate aperte le paratie stagne e allentati gli oblò. L’ultima nave che si inabissò fu l’incrociatore da battaglia Hindenburg. Nove marinai vennero uccisi e 16 feriti per non aver interrotto l’attività di autoaffondamento. Le operazioni di recupero dei 52 relitti durarono fino al 1939.

Le due guerre mondiali

Proprio a Scapa Flow, infatti, all’alba del 23 novembre 1918, in base ai durissimi termini dell’armistizio l’intera Flotta d’Alto Mare tedesca (un insieme di 74 navi militari) venne suddivisa tra le potenze vincitrici. L’ammiraglio britannico Beatty negò alla flotta tedesca aiuti alimentari, limitando la fornitura di carburante e vietando agli equipaggi di scendere a terra. L’ammiraglio tedesco Ludwig von Reuter iniziò una minuziosa opera per autoaffondare la flotta, ritenuto un gesto più onorevole piuttosto che la resa. L’operazione iniziò il 21 giugno 1919 con l’affondamento di 52 navi tedesche. L’episodio più importante della Seconda Guerra Mondiale fu ovviamente l’affondamento della corazzata Royal Oak nel 1939: uno smacco incredibile per la Marina britannica inglese, che fino all’ultimo non si accorse della gravità dell’attacco in cui morirono 883 marinai.

Curiosità

Gli inglesi non si resero conto di essere sotto attacco. Quando la Royal Oak fu colpita dai siluri, inizialmente si pensò che si fosse trattato di un’esplosione in uno dei magazzini in cui era presente del materiale infiammabile. Non mancarono le leggende che colorarono l’impresa del comandante tedesco Prien: secondo una di queste sarebbe stato aiutato da un agente segreto che viveva nelle Isole Orcadi sotto le mentite spoglie di un orologiaio. I responsabili dell’attacco furono accolti in Germania con omaggi e tributi da eroi ed ebbero il permesso di viaggiare sull’aereo personale di Hitler.

Il comandante Prien fu decorato con la Croce di ferro.

Cosa vedere alle isole Orcadi

Questo arcipelago che si trova nell’estremo nord della Scozia rappresenta un luogo ricco di fascino e di storia, che sfoggia un passato affascinante con i Menhir, i castelli e le fortezze. Troverete anche degli insediamenti neolitici di oltre 4500 anni fa che sono diventati Patrimonio Universale dell’Unesco. Tra le attrazioni da cui partire c’è la cattedrale di San Magno, la chiesa che si trova più a nord di tutto il Regno Unito.

Per chi desidera farsi abbracciare dalla natura non mancano le riserve naturali con grotte, spiagge e siti di rilevanza storica.  Un’altra zona da vedere è la West Mainland, un paesaggio variegato circondato da una baia da cui potrete avere degli scorci indimenticabili. Vi aspettano attrazioni e una natura rigogliosa. Per scoprire cosa vedere alle isole Orcadi non resta che seguirci.

Kirkwall

La capitale delle Isole Orcadi ha un cuore vichingo e strade medievali dominate dalla cattedrale. Kirkwall rappresenta il fulcro commerciale delle isole e vi conquisterà con il suo fascino e i suoi colori. Potrete passeggiare sul lungomare, scoprire angoli pittoreschi dove concedervi una pausa. Molto interessante è il museo delle Orcadi, ricco di reperti vichinghi. Da vedere anche diversi palazzi rinascimentali ed edifici che raccontano la storia centenaria delle isole, come The Bishop’s Palace. Qui morì l’ultimo re di Norvegia che dominava anche sulle isole Ebridi.

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