Scopri uno dei più importanti musei di Napoli: la Cappella Sansevero o Chiesa di Santa Maria della Pietà ospita capolavori come il Cristo velato.
  • Storia della Cappella
  • Costruzione
  • Architettura
  • L'esterno
  • Gli interni
  • Statue
  • Il Cristo velato
  • Macchine anatomiche
  • Informazioni per la visita
  • Cosa vedere a Napoli

Curiosità e storia della Cappella Sansevero

Situata nel cuore del centro antico di Napoli la cappella San Severo rappresenta un patrimonio artistico unico. Un insieme di fantasia barocca e orgoglio dinastico, di mistero e di bellezza che creano un'atmosfera fuori dal tempo. Tra i capolavori, c’è il celebre Cristo velato, che ha fatto il giro del mondo per la straordinaria tessitura del suo velo in marmo, ma anche presenze enigmatiche come le macchine anatomiche. Quel che certo è che questo museo rappresenta un viaggio ricco di arte, bellezza e leggende che potrai cogliere con l'aiuto delle nostre escursioni.

Storia della Cappella

Ci sono diverse leggende che ruotano attorno alla storia della cappella: una afferma che la chiesa è stata costruita sopra un tempio dedicato alla dea Iside. Una seconda versione, che risale al diciassettesimo secolo, spiega che un uomo arrestato ingiustamente era in procinto di essere portato in carcere quando, avvicinandosi a una proprietà dei San Severo, fece un voto alla Santa Vergine.

Di colpo una parte del muro si staccò mostrando un dipinto proprio della Vergine, una “Pietà” che battezzerà successivamente la chiesa, intitolata proprio a Santa Maria della Pietà. La fede dell'uomo non rimase inascoltata visto che, dopo non molto tempo, venne riconosciuta la sua innocenza. Una volta scarcerato fece restaurare la Pietà, stabilendo che fosse per sempre illuminata da una lampada in argento.

Costruzione

Un'altra lettura vuole che la cappella fosse stata costruita come voto religioso dopo un omicidio. A prescindere dalla sua origine, i lavori per la realizzazione della piccola chiesa gentilizia cominciarono nel 1593, come si può vedere da alcuni documenti dell’epoca. Già 20 anni dopo, Alessandro di San Severo, arcivescovo di Benevento, decise di effettuare dei lavori di ampliamento della piccola costruzione per fare in modo che accogliesse le spoglie di tutti i membri della famiglia come testimoniato dalla lapide in marmo, datata 1613, e collocata all'ingresso principale dell'edificio.

Architettura

Appartengono al periodo seicentesco della cappella diversi monumenti, tra cui, quello al principe Giovan Francesco di Sangro, che ha la firma di Giacomo Lazzari ed è posto nella seconda cappella laterale nella parte sinistra. L'organizzazione della cappella fu completamente cambiata nel 700, quando il principe Raimondo di Sangro decise di ampliarla e di valorizzarla con numerose opere d'arte per creare un luogo unico che rappresentasse la potenza del suo casato.   

Nel 1889 un'infiltrazione d'acqua fece crollare il ponte che univa il mausoleo dei San Severo con il palazzo di famiglia. Questo evento interessò anche la cappella che fu parzialmente danneggiata. Andarono persi diversi affreschi e i restauratori non poterono intervenire sulla pavimentazione originale e scelsero di ripavimentare la cappella in cotto napoletano mentre lo stemma posto al centro del pavimento fu realizzato con smalti azzurri e gialli che riprendevano i colori del casato.

L'esterno

La facciata della cappella si apre sulla via Francesco De Sanctis: appare sobria e semplice nelle sue linee, caratteristiche tipiche del 1600, epoca in cui è ancora un riferimento importante lo spirito classico. Un grande portale al centro della facciata permette di accedere all'interno. L'ingresso, che è sormontato dallo stemma di famiglia dei Sangro. presenta una lapide in marmo che ricorda i lavori eseguiti da Alessandro di Sangro. La chiesa, tipica espressione di quello che si definisce barocco napoletano, ha una forma rettangolare ed è formata da un'unica navata risalente nel 1593.

Gli interni

Dall'ingresso principale si arriva all'unica navata, alla fine della quale si apre l’abside insieme all'altare maggiore. Le due pareti laterali sono caratterizzate da quattro archi a tutto sesto, ognuno dei quali ospita un monumento sepolcrale ad eccezione del terzo arco sulla sinistra e del terzo arco sulla destra che immette in un passetto dove è presente la tomba di Raimondo di Sangro. I mausolei, che sono ospitati nelle cappelle laterali, sono stati intitolati agli avi famosi della famiglia di Sangro, mentre le sculture addossate ai pilastri che dividono gli archi sono un omaggio alle donne passate e presenti che hanno fatto parte della vita del casato. Dopo che fu trasformata in polo museale nel corso dell’800 la cappella, oltre ad ospitare ogni giorno un importante numero di turisti, iniziò a essere usata come spazio per concerti ed eventi.

Statue

Fu Raimondo di Sangro a commissionare quasi tutte le opere d'arte che si trovano all'interno della struttura, e a lui si doveva pure la pavimentazione settecentesca, che era costituita da un intarsio di marmo bianco e nero che simboleggiava un labirinto. Tra gli autori che hanno contribuito alla realizzazione di questi capolavori ci sono Antonio Corradini, Francesco Celebrano, Giuseppe Sanmartino e Francesco Queirolo. Il principe chiamò per primo lo scultore Antonio Corradini che riuscì solamente a finire le statue della Pudicizia (dedicata alla madre), del Decoro e il monumento che omaggiava Paolo di Sangro oltre a lasciare alcune bozze.

Il Cristo velato

È una delle opere più conosciute al mondo: si trova al centro della navata della cappella San Severo. La statua era stata affidata ad Antonio Corradini, che aveva già realizzato la Pudicizia, ma l'artista a morì nel 1752. Raimondo di Sangro diede l'incarico a un artista napoletano, il giovane Giuseppe Sanmartino. Il suo compito era quello di creare una statua marmorea, scolpita a grandezza naturale che rappresentasse la morte di Gesù Cristo. La statua doveva essere coperta da un sudario trasparente.

 La scultura è celebre per la sua tensione drammatica. A colpire sono i dettagli, tra cui i ritmi delle pieghe del velo, la vena gonfia sulla fronte, i segni dei chiodi sulle mani sottili e sui piedi, il costato scavato. La scultura lascia da parte i preziosismi e si sofferma sulla sofferenza e sulla plasticità delle emozioni.

Macchine anatomiche

Oltre alle sculture, agli affreschi e alle opere d'arte, la cappella offre anche due “creature particolari”, ideate da Raimondo di Sangro insieme al medico palermitano Giuseppe Salerno: sono chiamate le Macchine anatomiche, e sono due scheletri di uomo di donna in posizione eretta che presentano il sistema artero-venoso quasi completamente integro. Alcuni documenti rinvenuti nella struttura datano queste creazioni al 1763. A distanza di molti anni non si sa ancora quali tecniche e materiali siano stati usati per ottenere una tale conservazione dell’apparato circolatorio.

Informazioni per la visita

Generalmente la cappella di San Severo è aperta al pubblico dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 19. È vivamente consigliato di acquistare il biglietto online per evitare le per evitare le file all’ingresso. Sono disponibili anche visite scolastiche e serali. Il percorso può essere arricchito con l’acquisto di un’audioguida.

Cosa vedere a Napoli

Napoli è una città che nasconde infiniti tesori, quartieri ricchi di storia e strade affascinanti. Si può partire visitando il Duomo con le sue cappelle raffinate e il Tesoro di San Gennaro. Piazza del Plebiscito, il Palazzo Reale e il Museo di Capodimonte sono altre tappe da segnare.  L’arte contemporanea si può anche ammirare nelle linee della metro. Nei dintorni, poi, si può visitare la Reggia di Caserta e dedicare una giornata a visitare il sito archeologico di Pompei.

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