Scopri il meraviglioso castello di Sammezzano a pochi passi da Firenze. Lasciati affascinare dai suoi interni dai suoi colori unici e dalla sua storia piena di colpi di scena.
  • Il parco
  • Gli esterni
  • Gli interni
  • Stile
  • L'orologio
  • Le sequoie
  • Leccio
  • Informazioni per la visita

Le meraviglie del Castello di Sammezzano

Una villa castello circondata da un parco storico che si estende 187 ettari. Un edificio che ha avuto una storia iniziata nel 1600 e che negli anni ha cambiato più volte la sua fisionomia. Benvenuti al castello di Sammezzano, che si trova a Leccio, frazione di Regello, a una trentina di chilometri da Firenze. Un patrimonio artistico e culturale che negli anni ha fatto anche da scenografia per il cinema e per gli spot pubblicitari: nel 2016 è stato girato “Il racconto dei racconti” dal regista Matteo Garrone.

Storia e costruzione

Fu una tenuta di caccia durante il periodo mediceo, fino al 1605 quando l’edificio venne comprato

dagli Ximenes D’Aragona.  Fino al 1850 fu concepita come una classica villa Toscana. Da quel momento il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona diede al maniero con un lavoro che è durato oltre quarant'anni. Personaggio ricercato, pieno di interessi, protagonista della vita sociale, culturale e politica di Firenze, il marchese disegnò e diresse in prima persona i lavori che fecero diventare la struttura un castello con uno stile eclettico, in prevalenza orientalista. Il maniero è stato poi protagonista di un lento declino. Nel Dopoguerra per diversi anni è stato trasformato in un hotel di lusso ed è diventato set di diverse produzioni cinematografiche. Negli anni è caduto in rovina anche per il fallimento della società che lo aveva in gestione.

Il parco

Il parco, che è uno tra i più vasti in tutta la Toscana, venne realizzato a metà dell’Ottocento  

dal marchese Ferdinando Panciatichi, che decise di sfruttare dei terreni agricoli lungo la sua proprietà e un gruppo di lecci. Egli decise di piantare diverse specie arboree esotiche tra cui alcuni tipi di sequoie.  Il castello, insieme al parco, rappresenta un patrimonio di grande valore architettonico. In origine erano oltre 100 le specie arboree esotiche, un unicum di grande ricchezza non solo per le piante introdotte, ma anche per quelle indigene.  Nel parco sono presenti pini, cipressi, palme, querce, cedri del Libano e dell’Atlante, acacie, tigli e ginepri.

Gli esterni

Anche l'arredamento architettonico degli esterni fu realizzato in maniera creativa: nacquero così un ponte, una grotta artificiale, una statua di Venere, fontane, vasche e diverse creazioni decorative. L’estro della facciata e degli elementi usati si deve alla vasta cultura del marchese e alle sue ingenti risorse economiche che gli permisero di realizzare un edificio unico, l’esempio più importante di arte Orientalistica in Italia ed in Europa. Continui i riferimenti non solo al mondo orientale ma anche al periodo classico.

Gli interni

Gli interni sono caratterizzati da dettagli che rimandano all'Oriente e spaziano dai pregevoli e raffinati mosaici in ceramica ai motivi vegetali e geometrici fino ad arrivare bassorilievi. Le stanze sono sormontate da cupole ad archi intrecciati e da archi a ferro di cavallo. Tra le 65 sale del palazzo, quelle più variegate e caratteristiche sono quelle volute dal marchese d’Aragona. Sarai sorpreso dai colori, dalla raffinatezza degli elementi in stucco, dalle stalattiti del corridoio, dalle linee delle porte e dalle frasi in spagnolo e latino che parlano di Ferdinando e del periodo in cui visse.

Stile

Lo stile orientalistico richiama due grandi capolavori architettonici di arte moresca come il Taj Mahal in India e l’Alahambra di Granada.  Oltre alle decorazioni che richiamano gli elementi vegetali, a colpire è soprattutto l’esplosione di colore. L’emblema è la Stanza dei Pavoni che ripropone la variegata coda dell’animale nella volta. Non mancano lo stile e la personalità anche nel caso della mancanza di tonalità, come nella Sala Bianca, un complesso sistema di bassorilievi crea uno sfasamento di piani, un chiaro scuro che regala profondità allo spazio.

L'orologio

L’orologio sorge all’interno di una torre alta 27 metri e si ispira al Tah Mahal. Risale al 1889, quando fu commissionato dal marchese Panciatichi al marmista Baldassarre Marucelli. Nello stesso anno secondo un documento storico venne pagata la doratura delle lancette dell’orologio a un pittore Rossi.

Le sequoie

Leccio

Tra le particolarità del parco il fatto che custodisce il gruppo più numeroso di sequoie giganti in Italia, con 57 esemplari adulti che superano i 35 metri. A svettare fra questi c'è quella che chiamata “sequoia gemella”, alta più di 53 metri, con una circonferenza di 8,4 metri che le permette di essere nella ristretta cerchia del 150 alberi che rivestono “un eccezionale valore monumentale o ambientale”.
La piccola frazione del Comune di Reggello, negli anni ha ottenuto una grande popolarità per la presenza del castello che sovrasta la collina. In passato c’è stata una forte mobilitazione dei cittadini per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di recuperare e valorizzare il maniero. Leccio, negli ultimi anni, ha conosciuto anche un considerevole sviluppo commerciale grazie alla costruzione nel 2001 di un outlet di grandi marche di abbigliamento particolarmente frequentato che ha permesso lo sviluppo di una vasta area commerciale.

Informazioni per la visita

Attualmente il castello e il parco sono chiusi al pubblico. A causa di problemi di liquidità della società proprietaria già nel 2015 il maniero era stato messo all’asta. Nel corso degli anni ha cambiato diverse proprietà senza che venisse messo in atto nessun progetto di valorizzazione. Nel 2016 ha ottenuto il primo posto nel censimento del Fai (Fondo Ambientale Italiano) dei “luoghi del cuore” ottenendo oltre 50 mila voti. A oggi sono stati avviati lavori conservativi e non ci sono le condizioni di sicurezza che permettano di organizzare delle visite guidate.

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