Nel tuo soggiorno a Napoli non può mancare una visita alla Galleria Umberto I. Scopri la sua storia e i locali più famosi che la caratterizzano.
  • Storia della Galleria
  • Architettura
  • Il teatro sotterraneo
  • Le facciate
  • La cupola
  • L'interno
  • Curiosità
  • I bar più famosi

Galleria Umberto I a Napoli

Osservando l'eleganza e la maestosità della Galleria Umberto I di Napoli è difficile pensare che sia stata realizzata in soli tre anni. Cominciata nel 1887, fu terminata nel 1890, durante gli stessi anni in cui a Parigi si stava realizzando la famosa Torre Eiffel. In questo viaggio scoprirete i numeri di una costruzione particolare: è lunga 147 m, larga 15 e alta 34,5 con una cupola molto riconoscibile. Scoprirai la storia di questo luogo diventato in poco tempo uno dei centri più mondani della città e nello stesso tempo respirerai l'atmosfera di Napoli, magari grazie all' aiuto delle nostre escursioni.

Storia della Galleria

La Galleria fu realizzata perché nel centro di Napoli ci fosse uno spazio pubblico esteso e che proteggesse dalle intemperie. La struttura non nacque solo con una funzione commerciale e sociale, ma anche con un valore estetico definito: non poteva certo sfigurare con le bellezze artistiche che erano presenti nelle vicinanze come la basilica di San Francesco da Paola, il teatro San Carlo, Palazzo Reale il Maschio Angioino. In poco tempo nell’area si concentrarono studi professionali, botteghe, locali, redazioni di giornali e perfino atelier di moda.  

Architettura

Circondata da una struttura di vetro e ferro, la galleria è stata decorata con maestose statue ed eleganti affreschi, che simboleggiano i continenti, le stagioni dell'anno e varie divinità classiche. Il soffitto a 57 metri da terra venne realizzato dall’architetto Paolo Boubée. È dedicata a Umberto I d’Italia, un omaggio al Re per ricordare la sua presenza durante l’epidemia di colera della città nel 1884. Come vedremo sotto, fu decisa anche la costruzione di un nuovo teatro cittadino proprio di fianco al Teatro San Carlo.

Il teatro sotterraneo

Nella Galleria non c'era solo spazio per il commercio. A pochi passi dall'ingresso di via Santa Brigida fu realizzato un piccolo teatro sotterraneo che doveva accogliere i concerti da camera: il salone Margherita. Il teatro venne inaugurato il 15 novembre del 1890, e legò in maniera indissolubile il suo nome alla Belle Époque napoletana. Però oltre vent'anni il salone Margherita fu la sede principale dello svago notturno dei napoletani.

Al richiamo di questo luogo non rimasero insensibili le menti più brillanti del periodo, tra cui, Gabriele D'Annunzio, Francesco Crispi, Matilde Serao e perfino un giovane principe Vittorio Emanuele, tra gli ospiti del teatro, il 16 maggio del 1891. Una buona parte della struttura fu distrutta nel 1943 dai bombardamenti. Nel 1960 riaprì come locale a luci rosse, per poi essere abbandonato fino agli Anni 80. Oggi una parte dei locali ospita una raffinata sala per eventi.

Le facciate

La Galleria ha 4 ingressi, quello principale si apre su Via San Carlo: gli altri tre sono Via Toledo, Vico Rotto San Carlo e via Santa Brigida. L’ingresso principale si apre su Via San Carlo ed è composto da una facciata a forma di esedra che nella parte è costituita da un porticato sorretto da colonne di travertino e da due archi ciechi. Gli stabili all’interno sono strutturati su 5 piani, ci sono anche diverse abitazioni e un hotel.

La cupola

Nella Cupola possiamo trovare otto pennacchi con figure femminili che sostengono i lampadari, mentre sul tamburo della Cupola si può vedere la stella di Davide. I mosaici del pavimento, al di sotto della cupola, raffigurano i venti e i segni dello zodiaco realizzati nel 1952 per sostituire gli antichi mosaici che erano andati distrutti durante la guerra.

L'interno

La Galleria all'interno è composta da due strade che si incrociano in maniera ortogonale e sono coperte da una vetrata, dalla Cupola e vengono ulteriormente delimitate da quattro edifici.  Tra le particolarità ci sono delle nicchie in cui sono state raffigurale la Chimica e la Fisica, il Genio della Scienza e i Lavoro che si trovano al di sopra delle statue delle stagioniIl gruppo marmoreo si completa con le figure del Commercio e l’Industria che si posizionano ai lati della Ricchezza. Sono tutte opere di Carlo Nicoli, scultore, che fu allievo di Giovanni Duprè.

Curiosità

La costruzione della Galleria sostituì l’intero Rione Santa Brigida, che all’epoca era considerato una zona malfamata. La paternità del progetto è dell’ingegnere Emanuele Rocco, insieme a un nutrito gruppo di lavoro. Fu riorganizzata la locale rete fognaria, creato un ampio soffitto in metallo, realizzate decorazioni per pavimenti e muri e ripensato l’impianto di illuminazione. La Galleria Umberto I è ricordata come il regno per 50 anni degli Sciuscià, i lustrascarpe resi popolari dal film il Vittorio De Sica.

Nel Dopoguerra ebbero la sede prima a Capodimonte e poi nella galleria Umberto dove hanno lustrato le scarpe ai clienti per decine di anni: si trattava di un vero e proprio rito sociale per chi passava a Napoli. I clienti si si sedevano su dei piccoli troni di velluto rosso che erano alti 1 metro e mezzo.

I bar più famosi

Al piano terra della Galleria si trovano bar, negozi, caffetterie e ristoranti, mentre nella parte superiore ci sono uffici e centri commerciali. Tra i bar storici che si ricordano c’erano il Bar Assisi, il Gran Caffè e il Brasiliano. Tra i locali che si sono alternati anche il Bar Smith. Negli Anni 50 e 60 a fianco degli esercizi commerciali veniva anche organizzata la Sagra dell’Uva. La Galleria ospitava anche 4 sedi di redazioni giornalistiche, tra cui il Mattino che lasciò la prestigiosa cornice nel 1962.

Parti in crociera per il Mediterraneo

La Galleria Umberto I rappresenta un po’ il cuore di Napoli e un buon punto di partenza per scoprire l’essenza della città, ma è anche un indizio delle tante scoperte che ti aspettano lungo una nostra crociera sul Mediterraneo. Dopo aver pregustato la bellezza della Campania, affrettati a conoscere il fascino delle altre mete.

Parti con Costa Crociere