La Sardegna è popolata, da Nord a Sud, dalle Tombe dei Giganti: si tratta di maestosi monumenti sepolcrali risalenti all'epoca nuragica. Oggi, i visitatori possono ammirare i resti di tali colossi funebri, interamente costruiti in pietra. È, senza alcun dubbio, una delle testimonianze più suggestiva e affascinante della gloriosa età dei nuraghi. I siti archeologici che popolano l’intera isola sono davvero tanti e diventa possibile ammirare una delle numerose tombe dei Giganti in qualsiasi zona sarda. Immergiamoci in tale storia e scopriamo tutte le caratteristiche dei monumenti sepolcrali, vedendo:

Storia

Le Tombe dei Giganti hanno origini antichissime e risalgono al III millennio a.C. Nascono come luogo adibito alle sepolture collettiva: i corpi dei defunti venivano seppelliti solo dopo la fase di scarnificazione. Il loro nome deriva da una leggenda che da anni viene tramandata tra la popolazione sarda e che affascina sempre molto i turisti. Si narra che tra i resti siano state trovate delle ossa enormi, di dimensioni non umane e siano state, così, attribuite alla presenza di giganti. La civiltà dei nuraghi, artefice di tali tombe, non ha mai lasciato testimonianze scritte, dunque gli storici negli anni hanno dedotto una serie di accreditate ipotesi per spiegare alcuni dettagli e simboli presenti sulle pietre. Non a caso, tutto questo mistero e gli affascinanti enigmi mantengono viva il mito e la leggenda, ma anche la curiosità e la voglia di scoprire di tutti i visitatori.

Struttura dei monumenti

Le Tombe dei Giganti sono interamente strutturate in pietra. Come anticipato, oggi è possibile visitare e vedere solo alcuni resti dell’originale costruzione. In ogni caso, negli anni, studiosi ed esperti sono riusciti ad intuire e ricostruire l'originale struttura del monumento. Si tratta di una architettura molto particolare: la pianta delle costruzioni ritrae e ricorda il muso di un toro. L’interno, invece, è monocamerale e la facciata esterna è costituita da pietre conficcate in modo verticale nella terra e disposte seguendo un semicerchio, per ritrarre, per l’appunto, le corna del toro. Tale simbolo simboleggia la divinità maschile, quindi forza e potere. In ogni caso, non è possibile avere certezze sul suo significato e ci si può basare solo su ipotesi maturate durante gli anni.

Età nuragica

L’età nuragica si estende, all'incirca, tra l’età del Bronzo e quella del ferro e rappresenta il periodo storico in cui ha vissuto e si è sviluppata la civiltà nuragica. Una caratteristica molto particolare di tale popolazione è quella di aver costruito, in tutta la Sardegna, almeno 8000 torri di pietra. Si tratta, in realtà, di un popolo abbastanza evoluto, civile e potente, ma che per motivi religiosi, militari e abitativi si dedicava alle costruzioni in pietra, che tutt’oggi popolano l’intera Sardegna, da Nord a Sud. Tutte le opere edificate in tale era prendono il nome di Nuraghi e rappresentano costruzioni assolutamente uniche e riconoscibili. Si tratta sempre di monumenti megalitici, che ancora dopo millenni celano misteri e segreti mai scoperti.

Isola dei Nuraghi

La Sardegna è conosciuta anche come l’isola dei Nuraghi. Nei secoli, infatti, tale civiltà ha vissuto nella terra sarda, lasciando numerose testimonianze della loro esistenza. Le Tombe dei Giganti rappresentano la più grande e affascinante prova del loro passaggio. Attraversando l'isola, circa ogni 3 chilometri, ci si imbatte in una costruzione tipica. Probabilmente tali strutture non erano state edificate con scopo abitativo, perché risulta difficile credere che in tutta la Sardegna ci fossero sono 20.000 abitazioni. È più credibile, dunque, l’ipotesi che le vere case dei nuragici fossero le stesse capanne che si trovavano nei dintorni e circondavano le regge nuragiche. Anche in questo caso risulta difficile diffondere affermazioni certe e sicuramente vere, ma ci si basa su ipotesi e attendibili teorie, per interpretare i resti e la storia.

Ritrovamenti

Il mistero maggiore che le Tombe dei Giganti celano è proprio quello che dà origine al nome e alla rispettiva leggenda: la presenza di ossa enormi, non compatibili con la dimensione umana. Quando, infatti, le Tombe sono state scoperte e gli storici hanno effettuato gli scavi, tale presenza ha sorpreso tutti e diffuso un clima misterioso intorno a tutta l’area. Oggi, i turisti, possono ammirare diversi ritrovamenti sparsi in tutta l’Isola. Nella zona della Costa Smeralda, ad esempio, le Tombe dei Giganti ritrovate sono ben tre: quella di Coddu Vecchiu e quelle di Capichera e Li Lolghi. Sempre nella regione storica della Gallura si trovano la tomba dei Giganti di Pascaredda, a soli 3 km dal comune di Calangianus. Proseguendo verso Olbia, poi, c’è la tomba su Mont'e s'Abe. Spostandosi a Sud si possono incontrare ben tre importanti sepolture dei giganti: Su cuaddu 'e Nixias a Lunamatrona, Sa Domu 'e S'Orcu a Siddi e Barrancu Mannu a Santadi.

Le facciate

Come anticipato sopra, tali strutture sepolcrali sono caratterizzate da una struttura decisamente peculiare. La facciata esterna, denominata anche oggi Esedra, è interamente formata da pietra imprese verticalmente del terreno. Tali enormi massi sono ordinati a forma di semicerchio con una Stele verticale molto alta. Tutte le facciate anteriore delle Tombe dei Giganti sono dotate di un orientamento astronomico in direzione Sud-Est, verso la costellazione del Toro. Non si tratta certamente di una casualità, data la forma della pianta che richiama il muso dell’animale.

Come raggiungerle

Le Tombe dei Giganti sono tantissime e popolano l’intera isola sarda, posizionandosi nei pressi di diversi centri abitati. Per raggiungere i siti archeologici, dunque, non esiste un’unica strada. Il percorso dipende dalla città di partenza e dalla Tomba che si desidera visitare. In ogni caso, si tratta sempre di siti ben segnalati e facilmente raggiungibili in macchina. Ad esempio, per visitare la Tomba su Mont’e s’Abe si può partire comodamente dalla città di Olbia e seguire l'itinerario segnalato lungo la strada. Parti alla scoperta della Tomba più vicina e lasciati travolgere dai misteri e dai miti che popolano i tanti monumenti.

Informazioni per la visita

L’isola sarda offre tantissimi luoghi di interesse, oltre, ovviamente, alle meravigliose spiagge in cui rilassarsi durante la stagione estiva. Scopriamo, allora, cosa vedere in Sardegna nella vostra sosta. Durante la visita alle diverse Tombe dei Giganti, è sicuramente consigliato fermarsi nelle città adiacenti per una piacevole pausa pranzo con piatti tipici sardi. Infatti, proprio nelle vicinanze di alcuni siti c’è la fantastica città di Olbia e la meravigliosa Costa Smeralda, meta turistica ricercata e accattivante. Con appositi battelli, inoltre, si raggiungono facilmente anche alcune interessanti isole, tra cui l’Isola di San Pietro e l’Isola di Sant’Antioco.

Parti in crociera per il Mediterraneo

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