Con i loro 452 metri d’altezza, le Torri Petronas si ergono sopra lo skyline di Kuala Lumpur, confermandosi una delle opere ingegneristiche più all’avanguardia nella storia dell’uomo, nonché il simbolo del progresso economico e urbanistico della città e dell’intera Malaysia. Il Paese, infatti, ha cavalcato l’onda del successo dell’economia malese costruendo alcuni tra i grattacieli più alti al mondo, la maggior parte dei quali si trova nella capitale.

Le due torri gemelle furono inaugurate nel 1996, sotto il nome della compagnia petrolifera che ne ha finanziato la costruzione, catalizzando rapidamente l’attenzione mondiale, insieme a centinaia di turisti. Esse sono state nella classifica degli edifici più alti sul pianeta dal 1998 al 2004, mantenendo il primato in Malaysia fino al 2017, quando l’Exchange 106 le ha superate di poco. Le Torri Petronas, tuttavia, detengono tuttora il record d’altezza in qualità di torri gemelle più alte del mondo.

È difficile non restare affascinati di fronte ai due giganti di Kuala Lumpur. Scopriamo insieme tutte le curiosità legate alla storia delle Torri Petronas, concentrandoci su:

Costruzione e architettura

La progettazione dell’impresa risale ai primi anni Novanta del secolo scorso, ma è solo a partire dal 1995 che le Petronas Twin Towers furono effettivamente in cantiere. La costruzione durò tre anni, sotto la stretta supervisione dell’architetto argentino César Pelli, il quale si aggiudicò questa responsabilità vincendo un concorso indetto dalle autorità di Kuala Lumpur. Le torri gemelle dovevano diventare il nuovo centro propulsore del business malese.

Il progetto di quest’ultimo prevedeva che la pianta di ogni torre riproducesse un preciso schema geometrico, ispirato all’iconografia islamica: esso comprende due figure squadrate, simbolo della materialità del mondo, sovrapposte in modo tale da formare l’immagine di una stella, a sua volta iscritta in una circonferenza, metafora della diffusione dell’Islam. Con la decisione di impiegare una tale iconografia (conosciuta come Rub’ al-Hizb, croce a otto punte) per il progetto delle Torri, Pelli ha incluso in esse le virtù di unità, armonia, stabilità e razionalità da essa incarnati.

L’interesse verso la tradizione, inoltre, si ritrova anche nel design esterno delle torri, che richiama alcuni tipici motivi malesi, usati nell’artigianato e nella tessitoria locale, pur integrandoli nello stile altamente innovativo della nuova Malaysia, tecnologica e all’avanguardia. In questo modo, Pelli è riuscito nell’impresa di tradurre in architettura la cultura malese e la fede islamica: si può dire dunque che le Torri Petronas, con i loro 88 piani, siano il connubio perfetto tra il passato e il presente del Paese, ora tra i più ricchi del Sudest asiatico.

César Pelli

Una menzione a parte merita il geniale architetto che ha reso possibile una simile opera di ingegneristica: César Pelli, argentino, laureato in architettura alla Universidad Nacional di Tucumán, è considerato uno dei geni internazionali del settore.

Dopo aver contribuito alla modernizzazione urbanistica dell’Argentina, diventando direttore dell’organizzazione governativa di social housing OFEMPE, Pelli si è costruito carriera di tutto rispetto, approdando negli Stati Uniti, dove ha ricoperto molteplici incarichi accademici ed è stato insignito della Medaglia d’Oro dall’American Institute of Architects.

Più recentemente, inoltre, Pelli è stato uno dei principali responsabili della riqualificazione urbana del quartiere milanese di Porta Garibaldi: artefice del progetto di piazza Gae Aulenti e della Torre Unicredit, il nome di César Pelli è dunque risaputo anche in Italia. La sua recente dipartita non impedirà che la sua memoria non venga testimoniata dalle sue creazioni.

Caratteristiche delle torri

Oltre alla caratteristica pianta a stella di otto punte, omaggio ai concetti di armonia e unità della religione islamica, la peculiarità delle Petronas Towers si nasconde nelle loro fondamenta. Come tutti i grattacieli e gli edifici dall’altezza imponente, infatti, anche le torri gemelle di Kuala Lumpur godono di fondamenta ben radicate. Anzi, poggiando su un gran numero di pali in calcestruzzo armato lunghi dai 60 ai 120 metri, le Torri Petronas possiedono le fondamenta più profonde al mondo.

Una tale opera di ingegneristica è stata dettata dal clima malese: i forti venti della capitale, infatti, hanno richiesto  una resistenza mai vista prima: durante la fase di progettazione era stata vagliata anche l’ipotesi di una struttura in acciaio, ma la proposta fu scartata perché troppo onerosa, trattandosi di un metallo di importazione. La scelta del calcestruzzo armato rappresenta invece un investimento su un materiale 100% di provenienza locale.

L’acciaio è stato invece utilizzato per l’esterno delle torri, insieme al vetro delle sue 32.000 finestre e l’alluminio, utilizzato sapientemente per schermare i raggi solari e orientarli in modo da conferire alle torri un aspetto simile a quello di una pagoda.

Sky-bridge

Tra le caratteristiche che distinguono le Petronas Towers dalle altre torri gemelle progettate in tutto il mondo c’è lo Sky-bridge, una passerella aerea che permette di passare da una torre all’altra a ben 170 metri da terra. Il ponte è formato da due livelli, uno dedicato unicamente agli inquilini e un secondo riservato alle centinaia di visitatori che quotidianamente salgono sulle torri in cerca di forti emozioni. Originariamente, tuttavia, la sua funzione era dettata a motivi di sicurezza più che di turismo: prima di diventare un punto di osservazione panoramica, infatti, esso era infatti pensato per essere una via di fuga in caso di incendio.

Con i suoi 58,4 m di lunghezza, lo Sky-bridge collega il 41° e il 42° piano delle torri, ma non presenta collegamenti rigidi con nessuna delle due: esso è dunque libero di muoversi. Ai turisti, per motivi di sicurezza, sono concessi 15 minuti di tempo per attraversare il ponte e scattare qualche fotografia, prima di proseguire nella salita all’observation deck.

Gli ascensori

Esplorare le Petronas Towers richiede l’utilizzo di ben 29 ascensori a due piani per torre, con una capienza massima di 52 persone ciascuno. A questo numero, si aggiungono poi i 10 ascensori dirigenziali che sono in grado di percorrere tutti gli 88 piani delle torri in meno di 90 secondi.

Gli ascensori sono divisi per zone, per consentire un flusso continuo di turisti ed evitare file o ingorghi: due gruppi formati da 6 ascensori a due piani sono adibiti al trasporto verticale tra i livelli 1-23 e 1-37, mentre un terzo gruppo di 5 ascensori è diretto alla Sky Lobby.  Per raggiungere l’observation deck, i passeggeri prendono devono prendere un altro apposito ascensore.

Informazioni e orari di visita

Un’informazione fondamentale per chiunque abbia in programma una visita alle Torri Petronas riguarda la disponibilità dei biglietti. I posti giornalieri per l’ingresso alle torri, infatti, è limitato: prenotare in anticipo, anche vista la grande richiesta del pubblico, risulta perciò imperativo. In questo modo si eviteranno le chilometriche code che ogni giorno si formano immancabilmente all’ingresso della biglietteria.

Le Torri sono aperte al pubblico dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 21:00. Il biglietto intero per gli adulti ha un costo di 80 ringgit malaysiani, che corrispondono a circa 20 euro, mentre il biglietto ridotto viene 30 ringgit (ossia 7,50€). I bambini al di sotto dei 3 anni entrano gratis.

È tuttavia doveroso ricordare che il venerdì la struttura rimane chiusa nella fascia oraria che va dalle 13:00 alle 14:30, in concomitanza con l’ora di preghiera musulmana. Anche in prossimità delle feste nazionali dell’Hari Raya e l’Aidiladha le Petronas sono chiuse al pubblico.

Da dove osservarle al meglio

Per quanto la vista della capitale malese dall’alto delle Petronas Towers sia mozzafiato, lo skyline di Kuala Lumpur non è completo senza le due torri gemelle. Le torri sono visibili fin dall’aeroporto, grazie alla loro altezza prodigiosa, ma il punto per poter godere dello spettacolo di luci da loro offerto – imperdibile soprattutto nelle ore serali – è il KLCC Park, un giardino che circonda il centro commerciale Suria Mall KLCC. Nella pace del parco, perfetto per rilassanti passeggiate costeggiando i numerosi laghetti che ne fanno parte, potrai goderti della vista migliore delle due giganti di Kuala Lumpur.

Cosa vedere a Kuala Lumpur

Con i suoi 7 milioni di abitanti, Kuala Lumpur è la città più grande della Malesia, nonché una tra le città asiatiche più visitate del mondo.

Le attrazioni della capitale malese, perciò, vanno ben oltre le Petronas Tower: energetico mix di modernità e tradizione, culture diverse e differenti tradizioni culinarie, la città è una meta da non perdere. In particolare, sono particolarmente consigliati un giro in barca sul fiume Selangdor, immersi tra le lucciole delle mangrovie circostanti, e la visita alle caratteristiche Batu Caves, il tempio indù più popolare della Malesia.

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