Si chiama CoDe - Costa Design Collection. E sarà il primo museo a bordo di una nave da crociera. Uno spazio espositivo di 400mq dedicato al design Made in Italy di ieri e di oggi, dalla moda ai trasporti, che vi accoglierà proprio nel cuore della nave. Il modo migliore per presentarvi Co.De? Farci raccontare tutto in anteprima da chi l'ha pensato: Adam Tihany, direttore creativo di Costa Smeralda e designer del museo, e Matteo Vercelloni, già professore di Storia di design al Politecnico di Milano e firma di prestigiose riviste di settore italiane e internazionali, che ne ha curato la collezione.

"Il museo sarà diviso in cinque sezioni, Memorabilia, Moda, Trasporti, Design d'Arredo, Oggetti per la Tavola, e ogni pezzo esposto avrà il suo racconto."

Una sfida progettuale unica nel suo genere

"Come il museo che espone con orgoglio il patrimonio culturale di una grande città internazionale, Co.De rappresenterà la più autentica essenza di Costa Smeralda, ospitando quel meglio dell'Italia che ha ispirato la sua nascita e realizzazione". Così Adam Tihany celebra la straordinarietà di una collezione pronta a stupirvi per il suo contenuto… e per la sua unicità architettonica, perché anche da questo punto di vista Co.De ha rappresentato una sfida progettuale senza precedenti. Il museo è stato infatti posizionato al ponte 7, attraverso il quale si raggiunge la zona di ristorazione principale della nave. Un ambiente che è parte integrante dell'esperienza di crociera, che risponde al desiderio di renderlo raggiungibile e visitabile con facilità dagli ospiti. Ma uno spazio chiuso avrebbe bloccato il flusso delle persone in movimento lungo il ponte. La soluzione? "Abbiamo creato uno spettacolare e memorabile percorso - spiega il Direttore creativo di Costa Smeralda - che passa attraverso un tunnel in acciaio inox illuminato dall'interno. Il tunnel è composto da una serie di anelli divisi tra loro, che creano delle aperture che gli ospiti potranno attraversare per esplorare gli spazi espositivi allestiti su entrambi i suoi lati".

La collezione: un "ritratto per oggetti" del gusto italiano

Con il curatore Matteo Vercelloni andiamo alla scoperta della collezione, cominciando dal principio che ha ispirato la nascita di Co.De: "L'abbiamo pensato come una camera delle meraviglie che attraverso i pezzi esposti delineasse un appassionante ritratto per oggetti del gusto e dello stile italiani. Il museo sarà diviso in cinque sezioni, Memorabilia, Moda, Trasporti, Design d'Arredo, Oggetti per la Tavola. Ogni pezzo esposto avrà il suo racconto: l'anno in cui è stato creato, il nome del progettista, l'azienda che l'ha prodotto, se è ancora in produzione… E tutti questi racconti, insieme, creeranno anche un'affascinante 'storia fatta di tante storie', che costituisce un altro aspetto unico del design italiano".

In mostra la vitalità del design italiano

Entriamo nel cuore di Memorabilia, sezione che si preannuncia tra le più emozionanti: "Conterrà degli oggetti che sono nella memoria e spesso nelle case di ogni italiano e non solo", racconta il curatore, "dalla caffettiera napoletana alle bocce, dal burattino di Pinocchio al vasetto della Coccoina, la colla che si usava a scuola nata nel 1927 ". E accanto a questi oggetti di uso quotidiano, ci saranno i pezzi iconici che hanno fatto la storia del design italiano dagli anni Trenta a oggi. "Mi piace sottolineare che l'85% di questi pezzi è ancora in produzione e acquistabile, e questo testimonia la vitalità del design italiano, che è indipendente dalle mode. In mostra vedrete prodotti fatti negli anni Cinquanta, che si comprano oggi e sono di una modernità assoluta. O addirittura prima, come la scarpa da tennis Superga, disegnata nel 1925, ancora oggi indossatissima".

Una collezione di stile

"Se parliamo di storia del Made in Italy è naturale parlare anche di moda", spiega Vercelloni introducendo la spazio del museo dedicato alle grandi firme italiane. "Con i curatori della sezione Roberto Dassoni e Augusta Grecchi abbiamo trovato nei negozi di modernariato una serie di capi originali - dalle camicie di Ferrè ai pantaloni di Armani - che a partire dagli anni Cinquanta raccontassero la nostra moda, e che saranno esposti su dei manichini. Ma ci sarà anche una passerella virtuale, con la sfilata di una modella in video su grandi schermi verticali che indosserà celebri capi, creando l'effetto di una sfilata permanente della moda italiana degli ultimi decenni".

Dalla Vespa alle navi Costa

Allestire la sezione del Museo dedicata ai trasporti è stata una sfida particolarmente impegnativa. "Nel secondo dopoguerra", spiega Vercelloni, "i trasporti erano un settore importantissimo del design italiano: il treno Settebello, la Lambretta, la Vespa, le auto, le biciclette, i transatlantici… Ci siamo chiesti come esporre tanta bellezza ammirata in tutto il mondo in uno spazio limitato, e abbiamo trovato la soluzione. Accanto ai pezzi unici in dimensioni reali come il Ciao, la Vespa, il Mosquito e le biciclette Bianchi, Cinelli e la Graziella, ci sarà infatti un diorama (un plastico tridimensionale, ndr) lungo 12 metri, che ci permetterà di esporre contemporaneamente, in scala ridotta, automobili leggendarie, i treni più celebri e le grandi navi bianche, dalla Michelangelo alle navi Costa, naturalmente. Siamo certi che sarà la parte del museo più apprezzata dai bambini!"

E per finire, tutti al cinema!

I contenuti multimediali saranno di casa non solo nella sezione moda, ma lungo tutto il percorso della mostra, con uno sguardo privilegiato sul design italiano visto attraverso il grande schermo, ovvero il cinema. "Proprio così", conferma Vercelloni, "con Roberto Dassoni abbiamo selezionato e montato insieme degli spezzoni di film celebri per far vedere in modo leggero come il migliore design italiano sia entrato nella nostra realtà quotidiana. Per esempio, ci sarà il Ragionier Fantozzi alle prese con la mitica poltrona Sacco, Gregory Peck e Audrey Hepburn sulla Vespa in Vacanze Romane, una serie di pezzi di design che appaiono nella serie di 007 con Sean Connery…".

CoDe è pronto dunque a farvi vivere un lungo e appassionato viaggio attraverso quello che Adam Tihany ha definito "il meglio del meglio dell'Italia". Un museo, conclude Matteo Vercelloni, "non inteso in senso classico, ma come uno spazio emozionale, aperto, divertente e piacevole da esplorare, che permetterà ai visitatori italiani di riconoscere anche la propria storia, e a quelli stranieri di apprezzare la qualità del design italiano nel tempo".