La bellezza incomparabile di Venezia solitamente non lascia spazio, nell’immaginario turistico collettivo, ad altre cartoline che non siano quelle consuete della Laguna, dei canali che si insinuano tra gli antichi palazzi, dei ponti e dei merletti oltre che naturalmente delle gondole. E invece – come sanno bene i veneziani – esiste una meraviglia ulteriore, rappresentata dalle numerose spiagge presenti sulle tante isolette tra la Laguna e il mare Adriatico.

Spiagge che hanno una storia antica, oltre a un valore aggiunto che deriva dalla natura molto spesso incontaminata con flora e fauna autoctone, la sabbia fine e dorata, le caratteristiche dune e le pinete ricche di ombra e frescura. E ristorantini dove gustare le ricette veneziane a base di pesce fresco. Se programmiamo una gita e pensiamo a cosa fare e cosa vedere a Venezia non possiamo non prevedere un breve trasferimento in barca o vaporetto per un approdo tanto esotico quanto a portata di mano.

Quali sono le spiagge più belle di Venezia e dintorni? Il Lido, la spiaggia del Cavallino e molte altre. Scopri le migliori spiagge di Venezia con una crociera Costa!

Spiaggia del Lido di Venezia

Un’isola sottile che per circa dodici chilometri si allunga con le sue spiagge tra la Laguna e il mare Adriatico, delimitata alle estremità dai porti di San Nicolò e Malamocco, collegata a Venezia e dotata di strade, con una pineta di trenta ettari alle spalle del mare e la Bandiera Blu che spesso premia la pulizia delle acque. Ma anche un luogo abitato fin dall’antichità, amato da poeti e scrittori come per esempio Mann e Byron, frequentato negli Anni 20 da intellettuali e nobildonne. L’atmosfera è ancora speciale, tranquilla ed elegante. Qui le folle arrivano solo nel periodo del Festival del Cinema e per il resto regna una confortevole pace.

Ville liberty e spiagge bianche, con passeggiate che si distendono sui Murazzi edificati nel Settecento a difesa del mare. Un posto di grande fascino che negli anni si era lasciato sopraffare dal tempo e dall’abbandono, ma che ultimamente è stato rilanciato e che punta al turismo di qualità tra cultura e sostenibilità ambientale in un panorama straordinario per risorse naturali e artistiche, a dieci minuti da Piazza San Marco e a quaranta minuti dal terzo aeroporto d’Italia.

Una visita a Malamocco potrebbe sorprendervi. Il primo nucleo storico di Venezia, principale accesso mercantile alla laguna, fu capitale del Ducato fino al IX secolo quando iniziò il suo declino dovuto anche alla erosione costante del mare, così che si decise di spostare il governo della città a Rialto. In quello che un tempo fu il primo palazzo del Podestà, viene oggi ospitata un’esposizione di reperti archeologici. Una specie di piccola Venezia fuori dalla folla. Ci sono calli, casette antiche coloratissime e il porticciolo dove magicamente il tempo si è fermato.

Spiaggia Sottomarina, Chioggia

Nei secoli la conformazione di questa spiaggia si è trasformata. Un tempo era ricoperta di foresta e probabilmente si presentava come una striscia di terra tra laguna e campagna veneta. Dopo la conclusione della guerra di Chioggia, fra le rivali Genova e Venezia, tutta Sottomarina rimase distrutta e disabitata. Per la ricostruzione si sarebbe dovuto attendere fino al 1700, con l’imponente opera dei Murazzi a protezione dell’intero bacino lagunare.

Oggi Sottomarina gode di una spiaggia che arriva oltre le foci del Brenta e fino all’Adige. In alcuni tratti la profondità dell’acqua raggiunge anche i 300 metri mentre la sabbia è generalmente apprezzata per la sua fine qualità. La ventilazione moderata e costante rende la spiaggia molto adatta alle cure basate sulle diverse elioterapie, oltre che per la possibilità di abbronzarsi.

E sull’ampia battigia bimbi e grandi passeggiano tranquillamente. Inoltre il lungomare di circa due chilometri ospita numerosi alberghi con vista mare e accessi diretti alla spiaggia che, assieme ai locali d’intrattenimento, contribuisce a creare una tipica atmosfera vacanziera. Il centro si sviluppa su tre piazze principali: piazza Europa, piazza Todaro e piazza Italia.

Spiaggia del Cavallino

Il contesto è più selvaggio, quindici chilometri di sabbia dorata con una serie di dune che separano la spiaggia da una vastissima pineta dove trova spazio il parco turistico pieno di campeggi. La caratteristica principale è rappresentata da una ricca varietà di fauna e di flora. Trovano ospitalità uccelli migratori come il frattino, ma anche piante tipo giunchi, salici e orchidee selvatiche. A dominare la scena è sicuramente la pineta, il riparo naturale che offre ombra e frescura dove il pino marittimo la fa ovviamente da padrone ma dove possiamo trovare anche pini domestici, pini neri e d’aleppo, tamerici e olivi di Boemia.

L’acqua è di un azzurro intenso, che fa innamorare, più avanzi e più ti lascia immergere nel suo fresco intenso. Ideale per fare il bagno. Si arriva in spiaggia percorrendo la strada che si distende sulla diga da Punta Sabbioni, con vari accessi che permettono di raggiungere l’arenile attraversando la boscaglia di conifere e latifoglie. La spiaggia è raggiungibile anche dal lato opposto, entrando dal Lido di Jesolo. 

Spiaggia Ca' Roman

Un percorso lastricato di traversine in legno che introduce alla spiaggia in tinte pastello. Il biglietto da visita della spiaggia di Ca’ Roman è un’immagine irresistibile che lascia pregustare momenti di grande relax. E non solo. Il luogo è un gioiello naturalistico tra la Laguna di Venezia e il Mare Adriatico, rimasto praticamente inalterato nel corso del tempo.

Così qui sopravvivono i caratteristici habitat fatti di dune che troviamo solo a questa latitudine prima di scendere sulle coste del sud, marchio di fabbrica di quest’atmosfera tipicamente mediterranea in un contesto che pure, nell’entroterra che dista pochi chilometri, diventa subito continentale.

La diga costruita nel 1911 ha contribuito a modificare l’aspetto del litorale fino a determinare un avanzamento dell’arenile. Un processo, questo, che prosegue ai giorni nostri. Per la sua valenza naturalistica, questa spiaggia ha ottenuto il riconoscimento come Sito di importanza comunitaria (SIC) e inoltre Zona di Protezione Speciale (ZPS). Una medaglia attribuita con pieno merito, basta pensare anche alle quasi 200 specie di uccelli rientrati nell’ultimo censimento, dal martin pescatore al gabbiano corallino (sempre presenti sull’isola), dal gruccione (in estate) allo sparviero (in inverno), fino ai rari esemplari di fratino e fraticello.

Spiaggia della Brussa, Caorle

Un altro incanto naturalistico, situato al centro dell’oasi di Valle Vecchia. La Brussa è caratterizzato da una lunga spiaggia di sabbia di circa quattro chilometri, a metà tra Caorle e Bibione. Ci arriviamo seguendo la strada che parte dal Castello di Brussa e che arriva alla strada sterrata all’ingresso della zona naturale, prima della spiaggia. L’ambiente è decisamente selvaggio, addirittura allo stato brado in certi punti. Arrivando in auto l’approdo è rappresentato da un parcheggio per moto, auto e camper, dove sono presenti bagni chimici e docce. Una passeggiata in legno vi conduce al mare.

La spiaggia non è che la minima parte di tutte le meraviglie naturalistiche che questa zona può offrire ai visitatori, nell’oasi – in parte paludosa – della Vallevecchia, territorio riqualificato con migliaia di piante e alberi per circa 70 ettari di bosco. Lì nel cuore verde troviamo lepri e daini, gabbiani reali e oche selvagge. Non a caso il birdwatching è un’attività molto di moda tra i turisti che approdano in questa zona.

Tipici della Brussa, i casoni sono pittoresche capanne locali con una struttura basata su canne di bambù, legno, paglia e argilla, che fino a cinquant’anni fa erano ancora abitate dai pescatori e che adesso vengono utilizzate come magazzini oppure semplicemente come attrazioni turistiche. Ogni stagione ha il suo fascino, nella Brussa. E non è la spiaggia l’unica meta. C’è anche il Museo di Vallevecchia e ci sono tanti bei percorsi da seguire a piedi oppure in bicicletta.

Spiaggia di Pellestrina

Il contorno è così bello da avere un ruolo fondamentale su quest’isola che è una lingua di terra sospesa tra la laguna e l’Adriatico per undici chilometri. A caratterizzarla sono i tanti piccoli borghi colorati con le case che si affacciano sull’acqua, alcuni ristorantini di pesce, il lungomare per le passeggiate e quaranta ettari di oasi protetta. Ci si può arrivare in motonave da Chioggia, oppure Venezia in vaporetto fino al Lido poi coprendo un breve tratto di strada in autobus e infine con il traghetto fino a Santa Maria del Mare.

Esplorare l’isola in bici oppure a piedi (ma ci sono anche gli autobus) è semplice, basta percorrere la strada che costeggia i Murazzi e che unisce i villaggi di pescatori, ortolani e merlettaie. Un ambiente raccolto, con l’aria salmastra che si mescola all’odore delle grigliate di pesce. Il porto di San Pietro in Volta presenta la bellezza di una chiesa settecentesca, le case basse, orti e vigne. Più a sud, a Portosecco, le merlettaie intrecciano i loro fusi davanti agli usci delle case.

Il borgo di Pellestrina, con le sue case del ‘500, è diviso in sestieri che prendono il nome dalle quattro famiglie che qui furono inviate dal podestà di Chioggia dopo che i Genovesi distrussero l’isola a fine ‘300. Il piccolo museo della Laguna Sud racconta con foto e filmati la più recente storia dei Murazzi e dell’alluvione del 1966. E nella tradizione dell’isola un posto importante lo ricopre la lavorazione dei merletti, quello a fusello è tipico proprio di Pellestrina.

C’è poi la cucina, con le prelibatezze a base di pesce fresco, e ci sono le feste: la cerimonia della Madonna dell’Apparizione, che è celebrata ad ogni agosto anche con una regata, e la sagra di Santo Stefano, patrono di Portosecco, che colora il borgo e porta in processione la statua lignea del santo.

Spiaggia di Punta Sabbioni

Se cerchi una spiaggia libera, senza vicini di ombrellone a pochi centimetri e senza “disturbatori”, allora il posto giusto è qui, nel parco turistico di Cavallino-Treporti, dove si estende una spiaggia di 15 chilometri larga e profonda, con tanto spazio per fare ciò che si vuole in assoluta libertà: giocare o fare sport, prendere serenamente la tintarella, sviluppare lunghe passeggiate sulla battigia oppure leggere un buon libro. Tutto questo è possibile in un contesto che garantisce intimità e riservatezza in un ambiente naturale che negli anni è rimasto immutato, anche selvaggio.

Alle spalle della spiaggia, infatti, spuntano le dune e la flora straordinaria, tipica del luogo, che fa da antipasto alla fitta vegetazione nell’interno, una pineta rigogliosa e ombreggiante dove è massiccia la presenza dei pini domestici e marittimi. La qualità dell’acqua è puntualmente premiata con la Bandiera Blu e, nonostante la natura incontaminata, sono presenti chioschi, carretti dei gelati e anche un ristorantino. Tutta l’area è accessibile anche a famiglie con cani al seguito: possono anche fare il bagno. E per finire, da qui è comodo imbarcarsi per una visita a Venezia: c’è tutto lo spazio che serve per lasciare l’auto negli ampi parcheggi.

Spiaggia del Bacan

Sull’isola di Sant’Erasmo, a un chilometro dal Lido e dalla sua bocca di porto, tra mare aperto e laguna dal fondale basso, un paio di secche si aprono e si rimpiccioliscono come conseguenza delle maree. La più famosa di queste secche è sicuramente quella conosciuta come El Bacàn, spiaggetta meravigliosa, abitata da fauna endemica, meta da sempre ambita soprattutto dai veneziani che negli anni, generazione dopo generazione, arrivano qui con una breve traversata in barca. In generale, è appunto considerata “la spiaggia dei veneziani”, per il legame affettivo che va oltre la bellezza del luogo. Lunga appena un chilometro, è una spiaggia scelta da sempre soprattutto per il primo bagno estivo, oppure quando ancora è primavera: silenzio, quiete e barchini ormeggiati vicino alla riva, posto sicuro per gli isolani ma anche per chi ha saputo carpire questi “segreti”.

Spiaggia degli Alberoni

A proposito di spiagge amate dai veneziani, in graduatoria ai primi posti c’è sicuramente anche Alberoni. Non è facile da raggiungere – serve un’ora di viaggio tra vaporetto e autobus – ma attraversare quella pineta fresca e profumata, ha il potere di far rifiorire dolci ricordi infantili. Ultimo lembo del Lido di Venezia, abitato in inverno da una ventina di persone, d’estate diventa spiaggia frequentatissima e molto apprezzata.

Un’oasi dall’aria un po’ hippy, con la vista che gode del panorama nonostante le navi mercantili che attraversano la bocca del porto di Malamocco oppure nonostante le gru e i cantieri infiniti del Mose. Ma sono tutti particolari che non fanno altro che ricordare quanto sia fragile la bellezza di Venezia. Le dune e i pini, oltre ai silenzi della spiaggia libera e l’aria del mare, danno il nome a questa oasi tutelata dal Wwf, dove trova spazio anche l’unico campo da golf della provincia. Ma nell’aera protetta nidifica ancora il fratino e troviamo – su 160 ettari – le dune pioniere, bianche e grigie con praterie aride e tappeti di muschi.

Nel mare antistante vivono le tartarughe marine. Alcuni stabilimenti meritano una sosta attenta: ad esempio agli storici Bagni Alberoni il regista Luchino Visconti ha girato le scene del famosissimo film “Morte a Venezia”. Oggi in questo stabilimento sono da apprezzare le petunie, gli oleandri e i girasoli che ornano la spiaggia, assieme ai fili di conchiglie appesi fra gli alberi.

Spiaggia di Bibione

Spazio per tutti, a Bibione. Con otto chilometri di spiaggia e oltre 300 metri di larghezza, ogni stile è rappresentato. Divertimento nel rispetto dell’ambiente. Bibione infatti è stata la prima spiaggia a creare la “no smoking area” dal mare fino alla prima fila di ombrelloni. Inoltre mare pulito e spiaggia sicura sono state promosse con la Bandiera Blu, mentre il turismo ecosostenibile è stato comprovato dalla certificazione europea ambientale Emas. Viene definita spiaggia doc: la sua sabbia è nata sulle Dolomiti Friulane ed è stata trasportata a valle dal fiume Tagliamento.

Ma Bibione (il secondo lido in Italia per numero di presenze) rappresenta soprattutto una grande attrazione turistica, in concorrenza con Jesolo e Lignano, caratterizzata però da un maggiore orientamento verso le esigenze delle famiglie. I turisti qui sono di ogni età e arrivano da tutto il mondo, in particolare dai paesi di lingua tedesca. Tra le sue spiagge, quella di Pluto è attrezzata per i cani con corsi gratuiti di educazione cinofila o agility dog.

Numerosissimi gli eventi estivi. A maggio partono i raduni sportivi: molto amata la beach volley marathon così come il basket camp, il beach rugby, beach tennis, fino al raduno mondiale di Bibione kayak. Tra le altre iniziative, il Jolly Roger, nave pirata che organizza giri in laguna e feste per bambini. E poi le terme di Bibione: centro termale di recente costruzione, fondato su fonti minerali a 400 metri di profondità.

Spiaggia di Laguna del Mort di Eraclea

Sul litorale di Eraclea troviamo un tratto di mare rimasto separato dalle acque dopo la deviazione del fiume Piave. Nel 1935, infatti, il corso dell’acqua straripò in un canale artificiale andando a sfociare nell’attuale estuario a Cortellazzo. Restando isolato dal mare, l’alveo si trasformò in una piccola laguna di assoluto interesse ambientale e faunistico. 

Quindi tutta l’area è caratterizzata da acque basse e tranquille, con fondali bassi e pieni di fitoplancton, dove vivono mitili, passere di mare e sogliole. Durante le loro migrazioni, qui fanno tappa uccelli come garzette, tuffetti e rondini di mare. Tra le specie floristiche, le più caratteristiche e diffuse sono le piante tolleranti al sale (alofite). Tutto il territorio è ancora oggetto di una disputa burocratica tra i comuni di Eraclea e Jesolo, originata proprio dalla deviazione del fiume Piave che ha modificato territorio e giurisdizioni. 

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