Una città cosmopolita, uno straordinario centro culturale dove nell’antichità vissero saggi, pittori, letterati, matematici. Alessandria d’Egitto racchiuse in sé la storia e la leggenda di un passato che si spinge fino ad Alessandro Magno e Cleopatra, che offre la celebre biblioteca e che regala il Faro, considerato tra le Sette Meraviglie del mondo antico. Basta solo fare una passeggiata in città per accorgersi del fascino e dell’atmosfera che emana.

Potrete spaziare tra catacombe, anfiteatri romani, forti e colonnati, il tutto allietati da un clima temperato che regala estati un po’ più fresche grazie alla brezza che arriva dal mare e inverni che sono meno pungenti di altre parti dell’Egitto. Senza dimenticare rovine subacquee, moschee e cattedrali che raccontano la sua storia di città aperta alle altre culture.

Famosa per il Faro e la sua antica biblioteca, oggi Alessandria d'Egitto ha tanto da offrire, tra lo storico e il moderno. Scopri le sue bellezze con noi.

  • Palazzo Montaza
  • Forte di Qaitbey
  • Il lungomare
  • La biblioteca
  • Colonna di Pompeo
  • Anfiteatro romano
  • Serapium
  • Catacombe di Kom es-Shoqafa
  • Museo Nazionale di Alessandria
  • Mercato Turco

Palazzo Montaza

È uno dei palazzi più storici e importanti della città e si affaccia lungo la costa Mediterranea, e rappresenta una delle residenze ufficiali presidenziali dagli Anni 70.  Il Palazzo Montaza (o Montazah) venne costruito nel 1900, unendo due stili, da un lato quello turco e dall’altro quello fiorentino, ispirandosi alle linee di Palazzo Vecchio e cercando di riprodurre in parte le atmosfere di Viareggio. L’edificio dà su un ampio parco ricco di fiori, aiuole e di palme dove ci si può rilassare in mezzo al verde. Nelle vicinanze c’è anche una spiaggia semi-privata con un ponte attraverso il quale si può raggiungere un isolotto.

Forte di Qaitbey

Sulla rovina del Faro di Alessandria, di cui parleremo più avanti, è stata costruita nel 1400 questa fortezza. Ha un’ottima posizione e si trova su una lingua di terra che dà sul porto orientale. Fu il sultano Qaitbey a decidere di utilizzare i resti del faro per creare una difesa contro i Turchi che erano una minaccia per l’Egitto. Quello che è rimasto della costruzione non è fedele al progetto originario. Dopo i bombardamenti inglesi il complesso dovette essere in gran parte ricostruito. La fortezza ha perso ben presto la sua funzione militare e oggi al suo interno si può visitare un grazioso museo navale. Al Forte si arriva attraversando una strada leggermente rialzata: qui si entra in un cortile, che oltre a un ristorante e un piccolo bar, offre alcune gallerie da ammirare.

Il punto di maggiore interesse è il torrione centrale. All’interno, dopo aver attraversato una porta di granito, si possono ammirare reperti e manufatti marittimi, tra cui diversi oggetti legati alla flotta di Napoleone. Una parte della fortezza fu trasformata in moschea (la più antica di Alessandria, ma non più dedicata al culto) e per oltre quattro secoli i bastioni furono nascosti dal minareto, fino a quando non fu distrutto dalla marina inglese.

Il lungomare

Passeggiare sul lungomare di Alessandria d’Egitto è uno dei primi modi per capirne l’essenza. La Corniche è, infatti, uno dei luoghi preferiti dai giovani per chiacchierare o la zona ideale per fare un po’ di sport all’area aperta. È una prospettiva per conoscere la zona dalla sua riva, ammirarne i palazzi, gustarne i profumi e imparare a riconoscerne i colori. Il centro storico della città è delimitato a nord da due porti e a est dal canale Mahmudya.

Qui ammirerete altri viali con edifici moderni che furono acquistati da uomini d’affari stranieri e imprenditori egiziani che avevano scelto Alessandria d’Egitto come loro residenza.

Una camminata di una mezzoretta per entrare in contatto con i suoi palazzi e con la sua atmosfera gioviale e cosmopolita in cui ci sarà anche la possibilità di fermarsi per una pausa in uno dei locali che sorgono nelle vicinanze. Dove ora sorge Forte di Qaitbey era stato costruito il famoso faro d’Egitto, (l’antesignano dei grattacieli), uno strumento di orientamento marittimo considerato una delle sette meraviglie del mondo antico grazie anche ai suoi 120 metri di altezza. Fu distrutto da un tremendo terremoto.

La biblioteca

Ipertecnologica, si tratta della più grande e aggiornata biblioteca del mondo arabo. Ci troviamo nella parte orientale della Corniche ed è anche un punto strategico per iniziare la passeggiata in città. Difficile anche solo ipotizzare come fosse la leggendaria biblioteca di Alessandria d’Egitto. Secondo i racconti ospitava fino a 500 mila e volumi e ogni barca che entrava in città doveva consegnare tutti i manoscritti perché venissero copiati. L’antica biblioteca era il centro della cultura scientifica, artistica e filosofica e conteneva quello che era considerato tutto il sapere del mondo antico.

Fu qui che, per la prima volta, gli studiosi provarono a misurare la circonferenza del globo terrestre, disegnarono le mappe dei pianeti e delle stelle o fecero le prime autopsie per scoprire il sistema nervoso centrale. C’erano sale per la lettura, ma anche laboratori di chimica, meccanica e spazi sperimentali. Alla fine fu distrutta da un grande incendio. La nuova biblioteca è stata costruita in 7 anni, può contenere fino a 8 milioni di libri, si estende per 800 mila metri quadrati ed è collegata attraverso una passerella all’Università di Alessandria. Ha 11 livelli di scaffalature, che arrivano fino a 32 metri di altezza.

Colonna di Pompeo

La colonna si trova nel sito archeologico di Alessandria d’Egitto, nelle vicinanze del Serapeo. È alta 29 metri, in granito rosso di Assuan, ed è sormontata da un capitello corinzio. Fu battezzata erroneamente così dai Crociati che pensavano fosse stata costruita nel luogo in cui erano custoditi i resti del generale romano Gneo Pompeo Magno. In realtà, infatti, era stata eretta in onore di Diocleziano. Secondo la tradizione la colonna faceva parte di un tempio, costruito in cemento e rivestito di metalli e pietre preziosi, raggiungibile tramite una scalinata di 100 gradini. Considerata una costruzione pagana fu distrutta dalla folla guidata dal patriarca Teofilo.

Anfiteatro romano

È l’unico anfiteatro romano di cui si abbia traccia in Egitto e risale al II secolo d.C. Fu scoperto per caso durante una spedizione polacca nella zona di Kom El-Dikaa, nel centro della città. Poteva contare su un grande auditorium, che è stato sottoposto a diverse ristrutturazioni. La superficie esterna, probabilmente fu decorata con colonne situate in piani diversi. Lungo i secoli il teatro fu ricostruito e in parte ridotto, con la costruzione di una cupola che è andata perduta. Si potevano contare 16 file di sedili di marmo. Attualmente sono conservati due piedistalli di marmo e le basi delle colonne.

Serapium

Stiamo parlando di un santuario dedicato al culto di Serapide, divinità nata dalla “fusione” tra Osiride e Ade, durante il regno di Tolomeo. Secondo alcune testimonianze il tempio custodiva una statua del dio, firmata dallo scultore Briasside. Sarebbe stato raffigurato come un uomo barbuto seduto sul trono con un cesto pieno di sementi. Nella mano sinistra aveva un lungo scettro, mentre la destra era appoggiata sulla testa di un Cerbero. Scavi effettuati nei pressi della Colonna di Pompeo, nel 1944, fecero scoprire parti delle fondamenta del tempio: erano dieci placche con diverse scritte. Il santuario fu distrutto nel 391, pietra per pietra e su di questo venne costruita un’altra chiesa dedicata a San Giovanni Battista.

Catacombe di Kom es-Shoqafa

Eccoci arrivati in un sito archeologico che entrò di diritto tra le sette meraviglie del mondo antico. Si tratta di una necropoli, costituita da una serie di statue, tombe e decorazioni che provengono da diverse culture. Farete un viaggio che vi porterà a riflettere sulla cultura e sul culto della morte dai faraoni dell’Antico Egitto, passando per il Mondo Arabo, alle influenze ellenistiche, per terminare con le contaminazioni dell’Impero Romano. Alcune statue appartengono al periodo egizio, altre sono riconducibili alla Roma Antica. Per arrivare alle tombe si deve scendere una scala che era utilizzata per trasportare i cadaveri.

La prima “sezione” che si visita è quella che comprende gli Imperatori adottivi Romani. Il sepolcro fu usato ininterrottamente fino IV secolo: poi cadde completamente nel dimenticatoio, fino al 1900. La scoperta di questo tesoro si dovrebbe a un asino che ci cadde accidentalmente dentro. I sarcofagi presenti nelle catacombe sono tre, insieme ci sono resti animali e di altri uomini che vennero sepolti successivamente. Fra questi ci sarebbero le vittime di Caracalla, ossia i cittadini di Alessandria che vennero uccisi dall’imperatore. La struttura si sviluppa su tre livelli. Il secondo è decorato da numerose sculture e alcuni fregi. La contaminazione comprende acanto e fiori di loto, divinità egizie e abiti greco-romani.

Museo Nazionale di Alessandria

Si trova al centro della città e su tre piani raccoglie tutta la storia di Alessandria d’Egitto. All’interno di un sontuoso palazzo italiano (appartenuto a un commerciante di legname egiziano) preparatevi a un viaggio nel tempo, immergetevi nei quattro periodi della storia egiziana. A corollario ci sarà anche un’importante esposizione di gioielli reali e di monete antiche. La storia verrà raccontata attraverso delle sale con i colori relativi al periodo che rappresentano. Un percorso in cui potrete ammirare oltre 1800 oggetti.

La storia, che parte dalle umili origini di Alessandria in epoca faraonica, fino al periodo dello sviluppo e della crescita con Alessandro Magno, arriva al periodo islamico. I reperti sono esposti secondo un ordine cronologico, mentre alcuni manufatti sono custoditi all’interno di particolari vetrine sospese. Nel seminterrato è stato costruito un laboratorio audiovisivo in cui si può fare una visita virtuale, ammirando gli oggetti da diverse angolazioni e prospettive. Quello che era il vecchio garage dell’edificio è diventato una sala conferenze dove è stato collocato un teatro all’aperto che di solito viene usato per spettacoli serali.

Mercato Turco

Il mercato si trova nell’affascinante quartiere Anfushi, la vecchia zona turca che non venne interessata dai progetti di ristrutturazione del 1800. Si tratta di un quartiere variopinto e un po’ sovraffollato. La cornice è costituita da raffinati palazzi ed edifici. Lungo la strada principale si affaccia questo enorme mercato. Bancarelle con ogni sorta di genere alimentare, sapori, profumi di incenso e un vociare continuo e ininterrotto, con i venditori che cercano di contrattare e di attirare i passanti con offerte. Troverete di tutto: frutta, ortaggi, pesce, carne. Sono anche presenti bancarelle che vendono spezie, incensi e tessuti nonché oggetti di artigianato che possono rappresentare un’ottima opportunità per un ricordo o un souvenir.

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Alessandria d’Egitto non vi parlerà solo attraverso il suo passato quasi mitico, ma vi colpirà anche per il fermento che la pervade. Ed è così che potrete notare il design dei suoi palazzi e la vita frizzante che si anima nel lungomare e che prosegue nei caffè liberty, nei mercati tradizionali o nelle bancarelle di libri dei viali commerciali. Una città ricca di gusto nei suoi ristoranti di pesce che si affacciano nel Mediterraneo. Un soggiorno che vi offrirà cultura e relax, un viaggio in un passato mitico e in un presente tutto da scoprire insieme a noi durante la vostra prossima crociera.

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