Templi pieni di aneddoti e tradizioni, statue di Buddha che dominano la scena, palazzi reali dove tutto sembra perfetto: un mondo magico da scoprire.

Scopri tutte le migliori cose da fare a Bangkok e dintorni! Lasciati guidare da una città dinamica e dalla forte tradizione, tra vie piene di persone e meravigliosi dettagli architettonici. Ci sarà anche la possibilità di fare numerose escursioni in Thailandia, partendo magari dalla città di Laem Chabang.

  • Wat Pho
  • Grande Palazzo Reale
  • Statua del Buddha di Smeraldo
  • Wat Arun
  • Wat Saket al Golden Mount
  • Khao San Road
  • Casa di Jim Thompson
  • Un giro in Tuk Tuk
  • China Town
  • Nei dintorni: Ayutthaya

Wat Pho

Il famosissimo Wat Pho (il Tempio del Buddha sdraiato), anche conosciuto come Wat Phra Chetuphon, si mostra ai visitatori subito dopo un altro luogo simbolo, il Tempio del Buddha di smeraldo: parliamo ovviamente di una tappa obbligata per ogni visitatore che voglia scoprire Bangkok al suo primo impatto. In questo caso è la zona dove si trovano i principali templi della città. E qui che brilla con la sua luce speciale il colossale Buddha sdraiato, lungo 46 metri e ricoperto di foglie d’oro. Insomma, è un posto da vedere. Non bisogna poi dimenticare che a Wat Pho si può avere anche un massaggio tradizionale thailandese. Questa è considerata la più importante scuola di massaggi in Thailandia, quindi si va sul sicuro. In ogni caso, il punto di maggior interesse coincide con il Buddha sdraiato.

Un’opera gigantesca: basti dire che i suoi piedi sono lunghi cinque metri, decorati con illustrazioni eseguite in madreperla e considerate di buon auspicio. Compare sempre il numero 108, come le azioni positive che hanno portato Buddha alla perfezione. Entrando si cerca la fortuna facendo cadere nelle 108 ciotole di bronzo allineate lungo le pareti, alcune monete. All’interno della struttura si consiglia caldamente di visitare anche le quattro cappelle che contengono 394 immagini dorate del Buddha, disposte su lunghe file. Nei cortili del tempio Wat Pho ci sono infine statue cinesi un tempo usate come zavorre sulle navi.

Grande Palazzo Reale

Il Grand Palace è dove migliaia di visitatori sembrano darsi appuntamento. È infatti il centro di tutti i gioielli turistici della città, un complesso di edifici nel cuore di Bangkok. Il Palazzo ha ospitato i reali dell’antico regno di Siam dal 1782 fino al 1925. Attualmente la residenza di re Bhumibol Adulyadej si trova nel palazzo di Chitralada ma al Grand Palace vanno in scena le manifestazioni ufficiali e comunque rimane l’attrazione principale di tutta la Thailandia. Siamo nel distretto di Phra Nakhon, ben 218.000 metri quadrati sono occupati dall’edificio nella sua massima estensione tra padiglioni, sale, giardini e musei.

Al centro c’è l’area Phra Maha Monthien, sede dei tradizionali edifici in stile locale compresa la casa del re. Nella zona Phra Maha Chakri troviamo i palazzi, un mix di architettura tailandese ed europea. Gli edifici più antichi sono in Phra Maha Prasat, arricchiti nel corso degli anni con nuovi dettagli ornamentali. Uno dei luoghi più conosciuti è il Tempio del Buddha di Smeraldo, mentre uno spazio esterno nella zona orientale del cortile è occupato dai giardini, all’interno invece ci sono le sale statali e quella del trono.

Statua del Buddha di Smeraldo

Eccoci al tempio più sacro di tutta la Thailandia, esattamente nel centro di Bangkok, distretto di Phra Nakhon. Ufficialmente è denominato Wat Phra Sri Rattana Satsadaram, ovvero “residenza del sacro gioiello di Buddha”. Anche questo è un complesso di edifici religiosi, all’interno del Grande Palazzo Reale. Custodisce la statua sacra del Buddha di Smeraldo. Leggenda vuole che la statua sia stata creata in India, dove il saggio (Nagasena) profetizzò che avrebbe portato grande prosperità al paese che l’avesse ospitata. Ecco perché in Thailandia gode di una grande venerazione. Il suo colore è verde scuro (il materiale è in realtà giada e non smeraldo) e raffigura Buddha in postura meditativa. Nessuno può toccare la statua ad eccezione del re della Tailandia e del principe ereditario.

Fin dal 1238, cioè dall’inizio del regno di Sukhothai, si costruiscono templi all’interno delle mura che proteggono i palazzi reali. L’antico nome della capitale, Rattanakosin, significa “città del gioiello” con riferimento alla preziosa statua, inoltre fu questo il nome dell’intero paese (Regno del Siam) fino a quando, nel 1939, fu adottato il nome di Thailandia. Wat Phra Kaew si struttura in cento costruzioni, in un’area recintata del Grande Palazzo Reale. Sono qui ospitati anche i migliori esempi di scultura, architettura e pittura buddhista.

Il tempio Phra Ubosot, che custodisce appunto la statua di smeraldo è davvero maestoso con le sue decorazioni coloratissime e preziose. Un tempo la statua del Buddha veniva portata in giro per la città ma la tradizione fu interrotta per il timore di danneggiamenti. Resta viva invece la cerimonia della vestizione del Buddha di Smeraldo ad ogni cambio di stagione.

Wat Arun

Un tempio che colpisce l’immaginazione di ogni turista è sicuramente Wat Arun, maestoso nella sua bellezza che emerge dalla riva del fiume Chao Phraya, nel rione popolare di Thonburi, quindi luogo frequentatissimo dai fedeli. Volete sapere il suo nome completo? Preparatevi: si chiama Wat Arunratchawararam Ratchaworamahavihara. La prima cosa che si nota osservandolo da lontano sono le sue guglie, i prang. Quella centrale, la più alta, è stata ampliata negli anni passando dai 16 metri iniziali agli 81 attuali. Ai quattro lati ripide scalinate permettono di raggiungere i tre livelli delle balconate e salirle sarà un po’ come essere trasportati su una nuvola per effetto degli stucchi bianchi.

Alla prima terrazza troviamo una serie di cariatidi che raffigurano le divinità Yaksa e le scene di vita del Buddha intervallate dalle famose statue dei Kinnara, esseri per metà uomini e metà uccelli. Nella seconda balconata le cariatidi diventano scimmie, nella terza – molto piccola – trovano spazio quattro nicchie con quattro statue del dio Indra, divinità guerriera indù, che cavalca l’elefante a tre teste chiamato Erawan. Da qui si può ammirare uno splendido panorama completo sul rione di Thonburi e su Chao Phraya fino a scorgere tutta Bangkok.

Wat Saket al Golden Mount

Un altro punto di osservazione privilegiato sulla città, dall’alto della collinetta artificiale da cui si eleva Golden Mount, ovvero Phu Khao Thong, attrazione turistica e altro simbolo di Bangkok. Fuori brilla la cupola dorata, dentro è conservata una reliquia importante di Buddha. Un tempo il Monte Dorato era il punto più alto, ma ancora oggi con i grattacieli si tratta comunque del posto migliore da dove godere della vista a 360 gradi su tutto il territorio. Osservando a ovest, si vede l’isola di Rattanakosin con il Grand Palace, Wat Phra Kaew e Wat Arun. Lì vicino ecco War Suthat, l’altalena gigantesca e le guglie dorate di Loha Prasat. Verso est invece si ammira lo skyline dei grattacieli di Siam e Silom.

Il tempio risale all’epoca di Ayutthaya ed era conosciuto con il nome di Wat Sakae. La struttura originaria crollò sul terreno morbido e nei decenni successivi quelle macerie crearono la collina, poi rafforzata, sulla quale Re Rama IV completò il nuovo edificio. Da notare che il moderno Wat Saket fu costruito all’inizio del XX secolo in marmo di Carrara. La collina ora è avvolta da due grandi scalinate a forma di spirale, una è utilizzata per salire e l’altra per scendere. Lungo il percorso si incontrano giardini fioriti, cascate e una terrazza piena di campane con il grande gong che secondo la tradizione si suona esprimendo un desiderio.

Nella grande stanza c’è anche l’angolo dell’oracolo, dove bastoncini numerati promettono di prevedere il futuro. Si tratta di una tradizione ricorrente in molti templi. Accanto alla collina troviamo Wat Saket, complesso molto meno visitato dove però sono conservate le scritture buddiste e si trovano le residenze dei monaci. Ogni anno a novembre qui è ospitato un festival con lanterne colorate, bandiere e bancarelle per una settimana.

Khao San Road

La strada del “riso macinato” si chiama così perché un tempo questo era il viatico del riso, il centro dell’attività. Il primo albergo aprì per ospitare gli impiegati che arrivavano dalla provincia, poi ne seguirono altri quando la via divenne “la strada religiosa” per la presenza di molti negozi di accessori per monaci. Oggi ovviamente il commercio ha raggiunto dimensioni molto maggiori e l’offerta è stata estesa al turismo. Ci sono ristoranti di ogni dimensione, nuovi alberghi e villette sul fiume. Siamo sempre nella zona di Rattanakosin, nel centro storico di Bangkok. Le attrazioni non mancano.

Si comincia dal Monumento alla democrazia per continuare con il Memoriale del 14 ottobre (quando nel ’73 le proteste contro la dittatura di Thanom Kittikachorn furono soffocate nel sangue), il Forte Phra Sumen con l’ultima torre delle storiche mura cittadine, il Parco Santichaiprakan, la Galleria d’arte Sunset Street, il Tempio Wat Bowonniwet con una bellissima immagine di Buddha che risale al 1375, il Tempio Wat Chana Songkhram.

Casa di Jim Thompson

L’architetto americano collaborò con l’Esercito statunitense all’operazione di liberazione della Thailandia. Dopo la guerra, rimasto a Bangkok, avviò un’attività imprenditoriale che favorì nettamente la diffusione della seta thailandese nel mondo, nel frattempo aveva sviluppato la sua passione per il collezionismo raccogliendo un’importante selezione di opere d’arte buddiste. Scomparso nel 1967 durante un viaggio di Malaysia, ha lasciato una casa composta da sei abitazioni tradizionali provenienti da diverse province e risalenti a due secoli prima. Oggi la casa, sopraelevata e con giardini, è aperta al pubblico e permette di conoscere l’arte e l’architettura legate alle tradizioni locali. Siamo nel distretto di Pathumwan e la casa di Thompson è diventata un museo cittadino.

Un giro in Tuk Tuk

Che cosa è un Tuk Tuk? Si tratta di un taxi a tre ruote, con il tetto ma scoperto ai lati, un posto per il guidatore e dietro tre per i passeggeri. È molto popolare in quasi tutta l’Asia. Affascina i turisti perché coloratissimo e decorato, assolutamente caratteristico. Ma fate attenzione prima di salire a bordo: spesso gli autisti li guidano a tutta velocità nel traffico e nelle stradine locali. Se ne trovano tantissimi all’uscita del Palazzo Reale, ma non solo. Certo, se cercate efficienza, comfort e sicurezza, dovrete utilizzare un altro mezzo. Non è raro assistere a scene in cui si vede l’autista scendere dalla sua postazione per spingere il mezzo in panne, magari con ospiti a bordo. Di sicuro la corsa in Tuk Tuk sarà emozionante e adrenalinica.

Meglio avere un’assicurazione di viaggio, se si vuol fare questa esperienza. Il prezzo è generalmente basso, magari da contrattare, mettendo in conto anche possibili soste obbligate presso negozi di fiducia dell’autista. Ma un giro su questo mezzo è d’obbligo a Bangkok, per sfrecciare sulle strade della capitale in un tripudio di luci e colori, specie di notte. Meglio utilizzarlo per spostamenti brevi, evitando l’ora di punta sia per il rischio di incidenti e sia per evitare il picco di smog. Di grande successo negli ultimi tempi il tour gastronomico in Tuk Tuk dopo il tramonto: una bellissima opportunità per esplorare i quartieri e la loro offerta di street food locale, vedendo i posti nascosti della città e quelli preferiti dagli abitanti di Bangkok.

China Town

Il quartiere cinese di Bangkok rappresenta una delle attrazioni principali per i visitatori. Gli edifici sono imponenti e ricchi di fascino, illuminati da insegne al neon coloratissime, ma nei vicoli tra le case non mancano i luoghi più tradizionali e alcuni piccoli templi confuciani nascosti da secoli nella loro zona tranquilla. Probabilmente l’atmosfera di questo rione è molto simile alle Chinatown che troviamo un po’ in tutto il mondo, ma qui troviamo qualche dettaglio che fa la differenza. Prima di tutto dal punto di vista dell’offerta gastronomica. Il numero di ristoranti è incredibile e un fattore costante è rappresentato dalla qualità a basso prezzo. Ecco quindi un buon motivo già sufficiente a rendere obbligatorio un tour da queste parti.

A fianco dei locali che propongono i piatti più popolari come l’anatra alla pechinese, ce ne sono anche altri con una cucina a metà tra la cinese e la thailandese. Il mix di sapori è assolutamente straordinario, Chinatown è anche il posto giusto per fare shopping. La vocazione commerciale degli immigrati ha prodotto una serie di negozi e centri d’avanguardia in questo settore, soprattutto dalle parti di Sampend Avenue. Il settore della bigiotteria e gioielleria a prezzi convenienti si trova a ThaiDee Plaza.

Tra i mercati all’aperto i più conosciuti sono forse Nakom Kasem e Sampeng Lane, su una stretta e molto estesa via pedonale che ospita anche un mercato della frutta e verdura. Non mancano ovviamente le rinomate a antiche farmacie cinesi. Per il cibo all’aperto si può scegliere That Malai, mentre per vedere i coccodrilli si può fare un salto al tempio Wat Chakrawat.

Nei dintorni: Ayutthaya

L’antica capitale si trova a meno di ottanta chilometri a nord di Bangkok. Le sue imponenti rovine risalgono ai quattro secoli in cui è stata la città più importante del Siam. Il palazzo reale di Bang Pa-in con i suoi splendidi giardini è ancora in condizioni eccellenti. Definita la Venezia d’Oriente, è stata dichiarata nel suo sito archeologico patrimonio dell’Umanità per l’Unesco. Numerosi i palazzi fortificati intorno alle mura cittadine e, fuori, i forti adagiati sui corsi d’acqua. Il Palazzo Vecchio comprende diverse costruzioni importanti, come ad esempio Wat Phra Si Sanphet inizialmente usato come cappella reale, oppure come Wihan Phramongkhon Bophit che è una grande statua di Buddha in bronzo, infine il Wat Ratchaburana, tempio che si trova vicino al ponte Pa Than.

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