Più grande, più elegante e in definitiva forse più bella di quanto si possa immaginare. Bari è una affascinante città mediterranea che merita una visita, anzi una riscoperta. Perché è probabile che non ti immagini quanto sia interessante. Per vedere da vicino i suoi angoli più nascosti e rivelatori, la cultura, la religione e in generale un grande fascino.

Bari è ricca di storia e di sapori, scopri le attrazioni più belle per una giornata tra vicoli ed edifici antichi. Parti per Bari con una crociera Costa!

  • Castello Normanno-Svevo
  • Cattedrale di San Sabino
  • Basilica di San Nicola
  • Via Arcobasso
  • Bari Vecchia
  • Piazza del Ferrarese
  • Fortino di Sant’Antonio Abate
  • Lungomare Nazario Sauro
  • Teatro Petruzzelli
  • Palazzo Mincuzzi

Castello Normanno-Svevo

Difende da sempre Bari con il suo aspetto imponente a presidio dell’ingresso principale, a poca distanza dalla Cattedrale. Oggi il castello è il simbolo della città e al tempo stesso il punto di partenza per una visita nelle strette vie del centro storico. Fu costruito dai Normanni, in seguito abbattuto e poi riedificato da Federico II nel 1200, rappresenta una vivida testimonianza del periodo medievale e ospita numerose rassegne e mostre. I visitatori vi accedono superando il ponte in pietra consolidato da imponenti bastioni a difesa dell’ingresso oltre alle numerose torri.

L’antico fossato è ancora visibile, prima della cinta muraria costruita in epoca aragonese, mentre il cortile in pratica divide la fortificazione del Cinquecento da quella del periodo svevo. È un luogo che evoca potere e ricchezza, esempio del dominio longobardo durante il quale Bari divenne capitale del territorio ma al tempo stesso testimonia anche della storia normanna che ci ricollega a San Nicola e alle reliquie in questa città trasportate e ancora conservate. All’interno delle mura cittadine si trovano la Porta Vecchia e la Porta Nuova, in un contesto che si presenta come un castello nel castello, perché le mura esterne contengono le torri difensive caratteristiche del periodo medievale come anche la reggia rinascimentale.

Al contrario di quasi tutti i castelli, questa fortezza sorge ai confini della città, con una funzione quindi principalmente difensiva. Ma al tempo stesso era il centro di ogni attività, sebbene la sua imponenza abbia da sempre destato timore e un senso quindi di distacco nei cittadini che se ne sono riappropriati gradualmente. Attualmente è sede della Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici e Storici della Puglia, periodicamente ospita mostre e rassegne, inoltre gli appassionati di archeologia possono visitare al suo interno la Gipsoteca dove ammirare calchi di sculture ornamentali diffuse tra l’XI e il XVII secolo.

Cattedrale di San Sabino

L’architettura romanico-pugliese trova a Bari la massima espressione nella bellezza della Cattedrale. Fu costruita sulle macerie del vecchio Duomo bizantino distrutto dai normanni e la sua facciata trasmette già al primo impatto un’emozione speciale. È infatti in pietra calcarea levigata e pulita, appare luminosa ed elegante. Gli archetti, le lesene e il rosone dalla ghiera istoriata la arricchiscono di grazia ulteriore. Le testate del transetto, con i rosoni e le bifore, si fanno ammirare, così come la trulla (un tempo battistero, trasformato in sacrestia) e ovviamente il campanile dotato di un’alta cuspide.

L’interno è suddiviso in tre navate ed è decorato da sobrie sculture nel calcare, senza gli stucchi in stile barocco presenti fino ai primi del Novecento. Nel giorno del solstizio d’estate, ogni 21 giugno, si ripete un evento insolito. Nel pomeriggio, verso le 17, i raggi solari filtrano dai 18 spicchi del rosone centrale e si proiettano sul pavimento della navata dove vanno a illuminare, combaciando perfettamente con i suoi contorni, il rosone pavimentale che spicca al centro della chiesa.

Basilica di San Nicola

Per far capire o comunque intuire la portata storica e religiosa di questo luogo, è sufficiente rimandare alla vicenda di San Nicola, il santo patrono di Bari le cui spoglie sono conservato proprio nella basilica a lui dedicata. San Nicola è conosciuto ovunque, del resto è lui che con la sua storia avrebbe ispirato nel mondo anglosassone la figura popolarissima di Babbo Natale. La chiesa poi è aperta al rito cattolico ma anche a quello ortodosso, tanto da essere meta di pellegrinaggio da tutto il mondo. La storia indica nel 9 maggio 1087 il giorno in cui le spoglie del santo furono portate dal sacrario di Myra, nell’attuale Turchia, fino a Bari dopo che quella città fu conquistata dagli arabi.

Furono alcuni marinai baresi a compiere l’impresa, anticipando i veneziani. Inizialmente la sede era quella del monastero di San Benedetto, poi si decise di costruire un nuovo edificio. La basilica è uno stupendo esempio di chiesa romanica in Puglia. La facciata ha tre portali, uno per ogni navata. Il portone principale è riccamente decorato, gli stipiti evidenziano figure in stile musulmano e due angeli di scuola bizantina. L’interno della basilica si sviluppa su una pianta a croce latina. Dalle navate laterali si può accedere alla cripta, caratterizzata da ventisei colonne con capitelli romanici, dove si trovano le spoglie di San Nicola.

Via Arcobasso

Tutti la conoscono come la strada delle orecchiette. E si tratta di una definizione particolarmente appropriata: in ogni casa di questa via le donne pugliesi realizzano squisite orecchiette ovviamente a mano con ingredienti genuini e tanta passione. Un’arte che viene esibita a vantaggio dei visitatori. Nulla è lasciato al caso. Si possono ammirare i ferri del mestiere, a cominciare dal tavoliere in legno su cui viene lavorata la pasta. Alcune tra le signore che preparano le orecchiette in questa via sono diventate autentiche star del web, con i loro consigli su come preparare orecchiette prelibate.

Anche strascinati, cavatelli e in generale la pasta fresca fanno parte di questa tradizione. Siamo nel cuore di Bari, la città vecchia che si estende dal Castello Svevo. Si entra subito in quello che è il paradiso dei buongustai. Le donne più anziane insegnano alle giovani, gli uomini trasportano il cibo o lo sporgono ai visitatori-consumatori. Mangiare qui le orecchiette, in mezzo alle immagini di santi e madonnine, ha un fascino particolare se non unico, qualcosa che unisce il sacro alla farina, la divinità alle masciare, ovvero le regine delle orecchiette.

Bari Vecchia

Per anni abbandonata è stata un po’ lasciata a se stessa. Entrare nei suoi stretti vicoli rappresentava un’avventura sconsigliata ai turisti. Oggi non è più così. Bari Vecchia è tornato ad essere il cuore pulsante della città, a due passi dal porto. Si trova tra il quartiere murattiano e il mare, ci si arriva dopo una bella passeggiata sul lungomare. Un dedalo di viuzze dove trovano spazio una quarantina di chiese e più di cento edicole votive, a testimonianza della grande fede che da sempre accompagna la storia della città. Le vecchiette fanno capolino dalle abitazioni, qualcuna è impegnata a preparare le orecchiette.

Si entra da piazza del Ferrarese e si nota subito il vecchio mercato del pesce vicino alla Sala Murat, oggi sede di mostre d’arte contemporanea. Da qui in poi non mancano i punti di interesse. Il Palazzo del Sedile, in Piazza Mercantile, è dominato dalla Colonna della Giustizia (nota localmente anche come “Colonna Infame) dove un tempo venivano abbandonati alla folla i debitori fraudolenti. Tra le chiese principali, la già citata Cattedrale di San Sabino con la sua cupola di 35 metri d’altezza, oltre alla Basilica di San Nicola che come detto ospita anche i pellegrini di rito ortodosso, in particolare quelli provenienti dalla Russia. Più avanti si arriva alla Chiesa di San Marco dei Veneziani (che nel 1002 liberarono Bari dai saraceni) e al Monastero e Chiesa di Santa Scolastica.

Piazza del Ferrarese

Questo è il punto di raccordo tra la zona del borgo murattiano e il centro storico. Uno snodo di vita cittadina. Qui ci si incontra e si passeggia, si fanno due chiacchiere oppure ci si ritrova per trascorrere momenti di relax nei locali e negli spazi culturali. In passato era conosciuta anche come Piazzetta d’Armi, dove anticamente sorgeva la Porta di Mare detta anche Porta di Lecce. L’ingresso fu costruito nel 1612, quando regnava Filippo III di Spagna e c’era necessità di aprire un varco diretto verso la città per le mercanzie che dovevano essere portate in piazza Mercantile. A caratterizzare quest’area è l’edificio del 1840 sede dell’antico mercato del pesce, proprio di fronte alla Sala Murat accanto all’abside della Vallisa.

Fortino di Sant’Antonio Abate

È un baluardo, uno dei quattro, della cinta muraria barese, attiva fino al XIX secolo. Si trova sul lungomare Imperatore Augusto, davanti al vecchio porto ovvero al Molo Sant’Antonio. Siamo su quello che è considerato il punto più alto della città vecchia, da qui è possibile godere della vista delle mura medievali guardando verso sinistra e dell’altra parte del lungomare verso destra. Il Fortino risale al 1071, fatto costruire da Roberto il Guiscardo, signore normanno, e dedicato al protettore Sant’Antonio, la cui statua in legno probabilmente campeggiava nella cappella di cui sono stati ritrovati i resti. Negli anni è stato spesso consolidato e ristrutturato. Oggi i locali al piano terra sono utilizzati dal Comune per mostre, dibattiti e incontri.

Lungomare Nazario Sauro

Il personaggio ha dato il nome a piazze, banchine, scuole, caserme, dighe, porticcioli un po’ in tutta Italia. Il suo nome è legato alla storia della Marina Militare. Nel 1880 nacque a Capodistria, morì a Pola nel 1916 per pena capitale dopo l’accusa di alto tradimento della corte imperiale austriaca: amico di Gabriele D’Annunzio, aveva partecipato a una missione nella zona di Fiume, ultima di una serie di azioni clandestine seguendo i valori mazziniani per l’indipendenza democratica dei popoli. A Bari contribuì alla bonifica del litorale (a lui poi intitolato) e della città.

La via è ora una delle più note, il litorale molto frequentato e amato che affianca la Pinacoteca provinciale e unisce piazza Diaz al lungomare Perotti, permettendo una visione panoramica della costa. Vi si affacciano diversi edifici di grande importanza storica e culturale. All’inizio del lungomare, a colpire l’attenzione dei visitatori ci sono le giostrine pubbliche, a disposizione delle famiglie per svago e relax. Scivoli, rampe e altri giochi permettono ai bimbi di divertirsi all’ombra degli alberi che circondano tutta l’area mentre i genitori li osservano dalle panchine. 

Teatro Petruzzelli

Un luogo di fermento culturale tra i più prestigiosi, il quarto teatro in Italia per dimensioni. Il più grande teatro privato d’Europa. È nel cuore della città, a non molta distanza dal Palazzo dell’Acquedotto Pugliese, in via Cavour. Il suo stile umbertino si abbina al meglio al resto del borgo murattiano in cui si trova, dalla parte della Porta Nuova della città. Può accogliere fino a 1500 spettatori con una programmazione artistica affidata alla Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli. Nel 1991 un devastante incendio doloso lo distrusse quasi totalmente (risparmiando parte del foyer) e solo nel 2009 fu completata la ricostruzione. Il Petruzzelli fu inizialmente completato nel 1903 dopo la prima posa del 1898. Nel 1954 fu dichiarato monumento di interesse artistico e nel 1973 Teatro di tradizione.  

Palazzo Mincuzzi

Un simbolo di eleganza e raffinatezza, emblema dell’architettura new liberty: Palazzo Mincuzzi si trova al centro di Via Sparano, dove si innalza maestoso come simbolo di bellezza ma anche dello shopping barese. Richiama con il suo stile tanti altri palazzi presenti nelle maggiori capitali europee. La linea in effetti è ispirata ai maestosi palazzi parigini sui boulevard: stesso fasto di volute e balaustre, stessa ricchezza di elementi, stessa ardita varietà di forme. All’angolo dell’edificio, il suo ingresso sembra proiettare il visitatore in un grande spazio aperto dove i ballatoi interni sembrano i palchi di un teatro disposti su un’immensa platea.

Gli elementi decorativi rivelano una grande accuratezza, a cominciare dalla cancellata in ferro battuto, mentre è notevole la modernità di certi elementi come il pavimento del piano terra eseguito in graniglia e mattonelle di vetro. Il palazzo fu realizzato nel 1928 per ospitare i Magazzini Mincuzzi, dedicati al commercio di tessuti preziosi e merci esclusive. L’iniziativa si deve al commerciante barese Michele Mincuzzi che con l’aiuto dei figli Liborio e Giovanni decise di ampliare la sua attività. Le soluzioni tecnologiche progettate dall’architetto Aldo Forcignanò e dall’ingegnere Gaetano Palmiotto erano molto avanzate.

Non a caso il palazzo fu subito denominato “la capitale del commercio” e la famiglia inaugurò l’atelier con una grande festa aperta a tutti i personaggi baresi più influenti dell’epoca. Durante la costruzione si sviluppò una gara con il Palazzo della Rinascente per chi fosse riuscito a completare l’opera per primo. Dopo l’apparizione del 1991 nel film “La Riffa” (con l’esordio cinematografico di Monica Bellucci), nel 2001 il palazzo è stato affittato ai Benetton.

Parti per Bari con Costa Crociere

Una città del sud che guarda all’Europa e che promette sorprese ai visitatori. Dettagli eleganti si mescolano a un sentimento popolare diffuso che trova espressione in piccoli grandi eventi: per esempio nelle orecchiette di via Arcobasso ma anche nella devozione religiosa per San Nicola e non solo. Una città che merita di essere riscoperta, dalle origini normanne alle incursioni arabe, dalle chiese agli edifici storici: vieni con noi a Bari con una crociera Costa!

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