Visitare la Grecia sarà un’esperienza indimenticabile. Vuoi per la sua storia, vuoi per i suoi paesaggi mozzafiato e per la sua vita frizzante e ricca di tradizioni e folclore. Tra le isole più belle della Grecia c’è sicuramente Cefalonia. Qui le attrazioni non mancano davvero. Tutte una più sorprendente dell’altra, a cominciare dalla natura. Il blu del cielo, l’azzurro del mare, i colori delle case e dei fiori. E non solo.

Il paesaggio è uno scrigno di rivelazioni. Ci sono escursioni da fare e panorami da ammirare, oltre ai tesori per antonomasia della zona: le spiagge di Cefalonia. In questo viaggio andremo però alla ricerca delle aree più affascinanti e delle attrazioni da non perdere. Argostóli, Assos, Grotta di Drogarati e molto altro. Scopri i miglior luoghi da vedere a Cefalonia con una crociera Costa.

Video di Cefalonia

Argostóli

Sono stati i Veneziani a fondare questa città nel diciottesimo secolo, stabilendo qui il centro di Cefalonia. L’ultimo potente terremoto del 1953 ha però cancellato in massima parte l’eredità architettonica della Serenissima, modificando anche l’assetto urbanistico che infatti mostra in prevalenza costruzioni in stile moderno. Sono comunque numerosi i luoghi d’interesse per chi approda qui. È proprio dal lungomare che si sviluppa la parte più frequentata e socialmente attiva della città.

Ci sono infatti i due musei, l’Archeologico e quello del Folclore, ci sono la chiesa di San Spiridione e il Faro di San Teodoro. Una tappa significativa della nostra visita coincide inoltre con il monumento che ricorda i circa duemila militari italiani della Divisione Acqui che si opposero ai nazisti poco prima della conclusione della Seconda guerra mondiale, rifiutando la resa. Furono trucidati e sepolti in una fossa comune che si trova a poca distanza dal monumento stesso. Non dimenticate di andare fino al porto: nelle ore più adatte si vedono moltissime tartarughe.

A Cefalonia nel sottosuolo negli anni si è anche sviluppato un fenomeno geologico detto i Catavothres, sono zone del territorio dove il mare scompare nel sottosuolo incanalandosi in lunghe gallerie che attraversano interamente l’isola da nord a ovest. Per anni si è trattato di un mistero senza spiegazione, finché non è stato ricostruito il passaggio dell’acqua da una parte all’altra di Cefalonia grazie all’utilizzo di un colorante.

Assos

Difficile rimanere indifferenti davanti allo spettacolo estetico del piccolo villaggio di Assos, nella parte nord-occidentale di Cefalonia, dove sul mare si estende la penisola di Erissos con le sue falesie e le rocce a picco sul mare. Ma non solo, l’architettura rappresenta al meglio lo stile mediterraneo con i colori delle case che si sposano perfettamente con l’azzurro del mare e del cielo.

Si scende seguendo una stradina fino al paesino attraversando ulivi e caprette. Si arriva a destinazione per ammirare le abitazioni ben tenute, con le buganville e le porte pitturate di azzurro. Si può fare un tuffo nella spiaggia stretta tra bar e ristoranti. Una volta superato il porticciolo si arriva alla salita verso il Castello, ben visibile dalla strada. La salita a un certo punto arriva a un bivio, sulla deviazione più lunga occorrono circa 20 minuti per arrivare a destinazione ma dall’alto lo spettacolo è assicurato.

La fortezza del 1500, o meglio ciò che ne rimane, domina il villaggio così come era stata la sua funzione principale fin dall’inizio, secondo le intenzioni dei Veneziani che la costruirono: da lì si dovevano avvistare in tempo utile gli attacchi dei pirati a quell’epoca molto frequenti. Oggi resta la bellezza del panorama osservato da una posizione decisamente privilegiata. E anche l’oasi di pace che resiste dentro le antiche mura. 

Sami

Sede del porto internazionale, situata in fondo a una baia scenograficamente spettacolare, Sami è una cittadina incastonata tra colline e mare, caratterizzata dall’atmosfera moderna e al tempo stesso di grande fascino. Da questa posizione strategica è comodo partire per escursioni organizzate nel resto dell’isola, ma merita in ogni caso una visita approfondita a cominciare dal comfort della spiaggia che divide il centro cittadino da una parte e il quartiere balneare di Karavomilos dall’altra.

Su questa spiaggia sono state girate le scene del film “Il mandolino del capitano Corelli” e molte immagini scattate sul set fanno capolino nei locali cittadini. A proposito, sul lungomare l’offerta di ristoranti è generosa, con varietà di pasti a cifre decisamente abbordabili. Una volta terminato il pasto, e assaggiate le specialità locali, si può fare shopping nel centro, approfittando della tranquillità delle piccole vie.

Fiskardo

Non distante da Argostoli e soprattutto da Assos, il piccolo borgo di Fiskardo rappresenta un luogo assolutamente da visitare se si trascorre una vacanza a Cefalonia. Prima di tutto perché la bellezza che emana è rimasta intatta nonostante quel terremoto del 1953 che lasciò macerie in tutto il resto dell’isola e nell’arcipelago delle Ionie. Incredibile ma vero. E questo fascino delle vecchie linee architettoniche si manifesta subito, fin dall’approdo via mare nella zona del porto dove attraccano gli yacht a fianco delle barche più piccole.

Alle due estremità del porto, fanno da contorno due spiaggette di ghiaia, circondate da una folta vegetazione tipicamente mediterranea. Se poi vi state chiedendo il perché del nome Fiskardo, deriva da un condottiero normanno signore di Sicilia, Roberto Guiscardo, che proprio a Cefalonia trovò la morte in un combattimento con i Bizantini. 

Grotta e lago di Melissani

In zona, giusto a trenta chilometri da Fiskardo, si cela un’altra meraviglia naturale: la Grotta di Melissani. Anche in questo caso, la sua straordinaria bellezza si deve in buona parte al fatto che sia rimasta incontaminata per secoli. È stata infatti scoperta solo nel 1951 ed è dopo il terremoto del ’53 che è iniziata l’attività turistica con visite guidate al suo interno. Una scossa infatti fece crollare parte della parete superiore lasciando filtrare i raggi del sole che da allora danno vita a eccezionali riflessi colorati di blu.

La grotta e il lago sono due tesori inseparabili. Con una barca avete la possibilità di visitare la prima stanza del lago fino a costeggiare un isolotto sotto i raggi filtranti del sole. Nella seconda camera sotterranea, si potranno ammirare le numerose stalattiti e le stalagmiti, testimonianza di una lunga storia. Tra mezzogiorno e le due l’orario migliore per effettuare visite, quando la luce del sole è più intensa e regala le magie più belle. L’acqua che arriva dalle falde sotterranee è dolce e si fonde con l’acqua salata del mare. Per entrare nella cavità e godere di questo spettacolo unico, si può salpare da Sami, davanti all’isola di Itaca.

Skala

Se cercate una spiaggia attrezzata con tutte le comodità, siete arrivati nel posto giusto. Essendo un luogo tradizionalmente frequentato da turisti inglesi, negli anni qui sono state costruite molte strutture ricettive di grande funzionalità.

La spiaggia, tanto per cominciare, è curatissima. Ha comunque molti tratti liberi e una lunga pineta dove i bagnanti posso trascorrere le ore più calde al riparo dal sole. I numerosi ristoranti offrono pasti a buon prezzo e a poca distanza dal paese le guide segnalano una zona dove si possono visitare le rovine di una villa romana con pavimenti in mosaico in uno stato di conservazione molto buono.  

Grotta di Drogarati

Un altro terremoto, capitato però 300 anni fa, portò parzialmente alla luce anche la Grotta di Drogarati, formatasi 150 milioni di anni addietro e aperta ai turisti a partire dal 1963. Si trova a poca distanza dalla Grotta di Melissani ed è divisa in due ambienti, uno ribattezzato “balcone reale” è l’ambiente più piccolo abbellito da centinaia di stalattiti lucidissime, l’altro è invece conosciuto come “stanza dell’apoteosi” ed è un vero anfiteatro naturale dotato di un’eccellente acustica e davvero bellissimo da ammirare.

Grazie a queste caratteristiche, la seconda stanza ospita puntualmente nel periodo estivo le esibizioni musicali di diversi artisti, con una capienza di pubblico fino a 500 spettatori. Inutile dire che gli spettacoli che vanno in scena in un contesto così speciale, risultano davvero indimenticabili.

Fragata e monastero di S. Gerasimo

In questo piccolissimo villaggio nella valle di Omala, il calendario religioso di Cefalonia prevede – nel primo weekend dopo Ferragosto – la Festa della Robola. Precede la stagione della vendemmia ed è dedicata al vino bianco locale, di colore giallo paglierino e un sapore intenso. Una festa tipica che vi farà entrare nello spirito della Grecia.

Tra Fragata e il villaggio di Valsamata, a circa 400 metri sul livello del mare, sorge il monastero più famoso di Cefalonia, fondato nel XVI secolo. È detto anche Monastero della Nuova Gerusalemme ed è meta conosciutissima di pellegrinaggi. Il santo patrono di Cefalonia visse da eremita in una grotta a Lassi per sei anni come ultima stazione scelse proprio l’altipiano di Omalon, dove fondò il monastero.

Le chiese che lo compongono sono due: la prima è più antica e custodisce le reliquie di San Gerasimo, l’altra invece è di epoca più moderna e risale al periodo della ricostruzione successiva al terremoto del ’53. Ci si arriva attraversando un giardino antico che forma un viale lastricato e pieno di pozzi destinati a raccogliere l’acqua piovana. Nei mesi di agosto e ottobre, quando ci sono le ricorrenze dedicate al santo, si registra il massimo delle visite.

Monastero di Sant'Andrea

Una delle chiese più belle si trova a dieci chilometri da Argostoli, vicino alle rovine del castello di San Giorgio, non lontano dal villaggio di Peratata. La ricostruzione successiva al disastro del 1953, rappresentò anche un’occasione che portò alla riscoperta di alcune opere d’arte che erano state coperte con la calce dagli inglesi nel 1832.

Furono tre suore benedettine a riedificare la chiesa nel 1579 dopo un periodo di abbandono. E anche attualmente la struttura ospita un convento di suore. Merita una visita il Museo Ecclesiastico Bizantino, al suo interno. Interessante anche una reliquia descritta come “i resti sacri del piede destro dell’apostolo Andrea”.

Sono due le ricorrenze che vengono celebrate in questa chiesa: il 30 novembre per l’apostolo Andrea e il venerdì di quella che viene chiamata “diakeninismou”, la settimana che segue la Pasqua ortodossa, in cui si ricorda Zoodochou Pigi, l’altra protettrice del monastero. 

Monte Ainos

Una delle caratteristiche esclusive di Cefalonia sta nella sua conformazione: oltre alle bellissime spiagge affacciate su un mare meravigliosamente azzurro, nell’entroterra svetta più di una montagna oltre i mille metri di altitudine. Il Monte Ainos (pronuncia: Enos) arriva, per esempio, a quota 1628 metri.  Attorno a questo luogo sono nate anche tutta una serie di leggende legate al luogo, tra cui quella secondo cui anticamente in questa zona abitasse un drago, che la gente locale descrisveva come una creatura terribile che spuntava dalle rocce grigie.

In generale, si tratta di uno dei monti più alti di tutta la Grecia e l’intera area che lo circonda è stata dichiarata protetta grazie all’istituzione del Parco Nazionale di Cefalonia, che si estende per oltre 1200 ettari. Al suo interno infatti si possono riscontrare presenze uniche come ad esempio una specie autonoma di abete chiamato Abies Cephalonica, diffusissimo sulle pareti della montagna a partire dagli 800 metri di altitudine.

Notevole anche la biodiversità della fauna, tra cui diverse specie di uccelli migratori, tartarughe e anche una colonia di cavalli allo stato brado. Il Parco è molto curato, con indicazioni chiare per i percorsi da seguire che permettono agli escursionisti di arrivare fino alla vetta.

Tour panoramico nei pressi di Myrtos

La bellezza abbagliante di questa conosciutissima spiaggia è pari a quella di Zante, la famosa “regina” delle isole Ionie. E il motivo principale di tanto fascino – che negli anni è rimasto intatto, nonostante la frequentazione di migliaia di turisti – sta nel fatto che l’unico accesso possibile prevede un percorso tortuoso tra la campagna e lungo il pendio verso il mare.

Si tratta di una stradina lunga circa due chilometri che riserva lo spettacolo di un panorama straordinario a chi ha l’intraprendenza di affrontarla. Il camino attraversa il villaggio di Divarata e prevede alcuni tornanti in discesa, ma alla fine la fatica sarà più che giustificata. La spiaggia è meravigliosa, non per niente una delle più fotografate al mondo.

Con pochi minuti di viaggio in auto ci si può poi concedere una bella escursione alla Gola di Sarakina. Per attraversarla poi ci vuole circa un’ora. È un’esperienza emozionante, in alcuni punti della traversata ci sono corde a cui tenersi, passaggi più rischiosi, ma si tratta di una fantastica camminata nell’acqua fresca che scende a valle.

Villaggio di Agia Efimia

Un tempo era villaggio di pescatori, oggi è una nota località turistica. Il porto attrezzato costituisce un punto di partenza verso una delle tante meravigliose calette isolate dove si può arrivare solo via mare. Il paese invece è caratterizzato da vie strette e un grande palazzo centrale in stile veneziano. La spiaggia più famosa, in ciottoli bianchi, è Paradise Beach, un nome un programma, che vi permetterà si gustare di un’esperienza caraibica in uno scenario da cartolina e con un clima ideale.

Lungo la banchina del porto si svolge quasi tutta l’attività cittadina. Qui sono presenti diversi locali, compresi un paio di cocktail bar che restano aperti fino a tarda ora e dove è possibile ascoltare musica.

Nei pressi di Agia Efimia troverete una taverna che riporta lo stesso nome e offre specialità locali. Non lontano da qui si può visitare il monastero Thematon, che si trova a poca distanza dal villaggio ed è immerso in un’atmosfera rilassante. Basti pensare che si trova a 600 metri sul livello del mare, completamente nel verde. Per raggiungerlo si può usare un sentiero da cui potrete godere di scorci che vi toglieranno il fiato. Un altro modo per godere dell’escursione è quello di affittare una jeep nelle vicinanze e salire con maggiore comodità.

Castello di San Giorgio

La prima roccaforte costruita dai Veneziani sull’isola, sulla base della prima costruzione edificata dai Bizantini, ha subito da poco un consistente restauro che l’ha riportata agli splendori di un tempo. Salire in alto fino al castello significa anche poter ammirare uno splendido panorama. In particolare, al tramonto, quello delle spiagge di Trapezaki e Avithos. La sua storia inizia dal 1100. Si tratta di un maniero bizantino, che è stato più volte restaurato, cambiando anche ruolo. Le mura hanno una data: furono realizzate nel 1504 grazie ai veneti. Negli ultimi anni ci sono stati diversi progetti di ristrutturazione e il castello ha riacquisito la sua possanza e il suo fascino originale.

Posizionato sopra il paese di Peratata, per un certo periodo in cui è stato animato da persone e attività, ha ospitato la capitale di Cefalonia ma nel 1757 è stata Argostoli ad assumere questo ruolo. All’interno sono conservate alcune opere del periodo post-bizantino e sono visibili anche i resti di un ponte che risale al periodo della dominazione francese. Non mancano neanche le rovine di un’antica chiesa cattolica intitolata ad Agios Nikolaos (San Nicola). Una leggenda ha poi sempre fatto riferimento a un tunnel che collega il castello alla città di Argostoli, ma non è mai stato individuato. 

Monumento ai Caduti della Divisione Acqui

Alla fine della penisola di Argostoli e sulla strada verso Lassi, un cartello segnaletico indica il luogo dove è stato eretto il monumento ai caduti italiani della Divisione Acqui, poco distante dalla fossa comune dove vennero sepolte le salme dei soldati. Non vollero arrendersi ai tedeschi e decisero di combatterli sperando nell’intervento degli americani, proprio sul finire della Seconda guerra mondiale. Ma gli alleati non arrivarono in tempo e la reazione nazista fu rapida e spietata: in due giorni gli italiani (circa duemila secondo le ultime ricostruzioni, anche se le cronache del tempo indicano un numero molto superiore, addirittura 9 mila) furono tutti fucilati.

File di cadaveri furono ammassate sulle strade, l’odore del sangue era ovunque. Pochissimi riuscirono a mettersi in salvo. Il monumento ha dimensioni notevoli e riporta su sei targhe i nomi di tutti i caduti. E anche le cifre: ufficiali 26, sottufficiali e soldati 1250. Fucilati: ufficiali 155, sottufficiali e soldati 5000. Dispersi in mare: sottufficiali e soldati: 3000. Una pagina tra le più drammatiche della storia.

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