Il New York Times ha appena inserito la città di Copenaghen nella lista dei 53 luoghi da non perdere nel 2020, a conferma della grande attrattiva che questa magica città esercita ancora sui viaggiatori di ogni estrazione sociale o geografica. Adatta a tutti, ricca di storia e di cultura, ha un’anima gentile e regale, un’eleganza innata e tanti risvolti sorprendenti e fuori dal comune. Ecco tutti i luoghi di Copenaghen in grado di meravigliarti, che abbiamo scelto per te.

Quartiere Nørrebro

Perché partire da questo quartiere per una visita completa di Copenaghen? Perché qui, nella zona dei ponti, troviamo un ventaglio completo di proposte e per la sua anima alternativa, per la sua multiculturalità. Nørrebro può essere la meta per una giornata, ma anche per una serata, oppure semplicemente per un po’ di shopping. A prezzi più accessibili che in altre zone.

Le due vie da percorrere con attenzione sono Ravnsborggade e Sankt Hans Gade, piene di negozi di abbigliamento che offrono occasioni eleganti, vintage o di seconda mano. Dipende dai vostri gusti. Dal vestito elegante agli abiti casual, ogni possibilità e a portata di mano. E di tasca. A proposito, nei mercatini all’aperto si possono fare acquisti spendendo poco. E quando si accendono le luci della sera, è tempo di trovare un buon locale. Nørrebro è davvero speciale da questo punto di vista. Ci sono posti come il Bryghus o l’Escobar dove la lista delle birre è sconfinata. 

Parco urbano Superkilen

Ecco qualcosa di assolutamente unico, introvabile in altre città del mondo. Si tratta di un parco nel cuore del quartiere Nørrebro, come visto una delle zone più alternative e multiculturali. Un parco mai visto. È nato nel 2012 come risultato delle idee di diversi progettisti uniti sotto il nome del gruppo artistico Superflex e con il compito di celebrare le diversità.

Una striscia di terra lasciata incolta e abbandonata è stata così trasformata in un luogo pieno di colori e fantasia, con soluzioni inaspettate. Ecco Superkilen, punto di incontro per persone di ogni provenienza, dove sono presenti oggetti che provengono da una sessantina di diverse nazioni: panche da palestra della California, cartelli stradali giordani, spartitraffico olandesi.

Il colore rosso, attraversato da piste ciclabili, domina la scena della prima zona del parco. La zona nera ha una pavimentazione in toni scuri ed è dedicata all’Oriente. La zona verde (Green Park) esalta la natura e si sviluppa su un percorso tortuoso.

Jægersborg, la via dello shopping

Una piccola via residenziale che da un po’ di tempo a questa parte è diventata un gioiello di eleganza grazie alla rapida apertura di circa quaranta gallerie d’arte, diversi negozi specializzati in alimenti biologici, abbigliamento di design in stile vintage, ceramiche e gioielli, oltre a wine bar, caffetterie e ristoranti. E parliamo di luoghi speciali, di grande qualità. Questa infatti è la sede di un ristorante stellato come Relæ. E sempre in questa via ci si può fermare al The Coffee Collective per gustare un caffè di altissima qualità, risultato di una speciale tecnica di micro-torrefazione opera del leader del settore, Klaus Thomsen.

Un’altra specialità più unica che rara la propone Karamelleriet, specializzata in buonissime e inimmaginabili caramelle. Altri nomi da segnarsi sono quelli di Meyers Bakery, Ro Chokolade oltre al ristorante Manfreds e all’enoteca underground Terroiristen

Antico cimitero di Assistens

Tra i tanti angoli insoliti di Copenaghen, sempre nel quartiere multiculturale di Nørrebro a nord della città, un posto speciale lo occupa sicuramente il cimitero di Assistens. Ha un’origine antica e particolarmente cupa: fu eretto nel 18° secolo nel periodo di massima recrudescenza della peste che in quel periodo si sviluppò anche da queste parti. Oggi però al visitatore si aprono le porte di un luogo suggestivo e dominato dalla serenità e dalla maestosità del verde. Un vero e proprio parco che ospita bimbi che corrono allegramente e ciclisti che sfrecciano ovunque.

Tra gli alberi e i percorsi spiccano ovviamente le tombe dei cittadini danesi che in alcuni casi hanno lasciato un segno nella storia, a cominciare dal filosofo esistenzialista Søren Kierkegaard. Una curiosità: il suo cognome in italiano ha esattamente il significato di “camposanto”. Ci sono poi le lapidi che ricordano le sepolture del fisico nucleare Niels Bohr (uno dei padri della meccanica quantistica) e lo scrittore e poeta universalmente conosciuto per le sue fiabe, Hans Christian Andersen.

Negli anni il cimitero di Assistens è diventato un luogo molto frequentato, dove incontrarsi e fare pic-nic. Un luogo quindi da inserire nel vostro programma di viaggio. Anche perché contiene sorprese inaspettate, come la tomba dedicata a un certo Andreas Morgenrødt: sulla lapide c’è scritto che è stato un viaggiatore del tempo, nato nel 1996 e morto… nel 2064.

Distretto di Christianshavn

Stradine strette e vecchie coloratissime casette. Il quartiere di Christianshavn è uno dei più attrattivi e alla moda, uno scrigno di bellezze anche fuori dall’ordinario. Come la zona “autonoma” dove 850 persone vivono – secondo una legislazione ad hoc – in una comunità che non ha eguali nel mondo. Seguiteci.

Indicato da un’insegna in legno, l’ingresso di Christiania vi porta all’interno di un mondo parallelo. Si tratta di una comunità nata nel 1971 ad opera di alcuni hippies provenienti da tutta Europa: qui circolavano liberamente le droghe leggere e la via principale, detta Pusher Street, era caratterizzata da chioschi dove si vendeva hashish. Da qualche anno però questo commercio non esiste più: era divenuto preda di spacciatori della criminalità organizzata. In ogni caso, oggi Christania è un rione vietato alle auto e pieno di colorati murales.

Fuori da Christiania, verso il mare, ci si può riposare al Christianshavn Bådudlejning & Cafe dove è possibile anche noleggiare una barca. Pochi passi e si arriva al Museo Navale Danese sede di una collezione di navi in alcuni casi anche molto antiche.

Palazzo di Christiansborg

Oggi è la sede del Parlamento danese, degli uffici del ministro, ma in passato è stato il palazzo reale, sull’isoletta di Slotsholmen (“l’isola del potere”), nel centro storico della capitale, circondata da ponti e canali. È un edificio a tre piani con forme rococò e una facciata austera in granito oltre alla torre più alta della città (106 metri).

Nei sotterranei si trovano alcune reliquie architettoniche, le rovine di tutte le precedenti costruzioni a partire dal XII secolo. Per 350 anni è stato utilizzato come residenza reale, nel 1795 un incendio ha costretto la Famiglia Reale a trasferirsi ad Amalienborg. In ogni caso ancora oggi molte funzioni ufficiali si svolgono in questa sede.

Da visitare la bellissima Riddersalen, la sala dei cavalieri con gli arazzi che raccontano la storia della Danimarca, e la Tronsalen, la sala del trono. A destra della facciata si trova la Slotskirken, cappella di Corte in stile neoclassico che ora è utilizzata come sala dei concerti. Attraverso il Canale di Marmo si accede al Cortile del Maneggio dove si trovano le settecentesche Scuderie Reali e il Museo delle Carrozze. 

Castello di Rosenborg

Immerso nella zona più verde della città, ecco un castello che a prima vista ispira storie e atmosfere fiabesche. Sarà per i mattoni rossi delle facciate, sarà per i tetti in rame e per le torri che tendono all’azzurro del cielo con le loro tipiche guglie verdi. Il fascino di questo edificio è evidente. La costruzione risale al 1606 per volontà del re Cristiano IV, doveva essere una dimora estiva ma finì per diventare la sua residenza. E quella dei suoi successori. Il bagno aveva l’acqua corrente e tutta la struttura era elegante e confortevole.

È dal lontano 1833 che Roseborg Slot – con gli annessi Giardini del Re – è visitabile dal pubblico. Negli anni il palazzo è diventato un immenso museo ricco di oggetti preziosi e storici di ogni genere. Ci sono naturalmente anche i gioielli della Corona, il tesoro reale raccolto in quattrocento anni di regno, dal 1500 fino al 1900. Il parco è frequentatissimo d’estate per passeggiate e pic-nic all’aria aperta.

La bellezza è davvero diffusa. Diverse le collezioni d’arte aperte ai visitatori, a cominciare da quella composta da vetri soprattutto veneziani per proseguire con la collezione di porcellane. Le stanze rapiscono gli sguardi con gli affreschi del soffitto e la bellezza dei mobili d’epoca. La camera degli specchi segue il modello francese dell’epoca, la Grande Galleria è una sala detta anche Sala dei cavalieri decorata e illuminata per feste e banchetti. Non manca ovviamente il trono dell’incoronazione.

Giardini del Castello di Rosenborg

Fuori dalle camere del castello, l’altro tesoro è rappresentato dai Giardini del Re (Kongens Have), i più antichi della Danimarca che ogni anno sono visitati da ben 2,5 milioni di turisti. L’attrazione principale è quella del Giardino Barocco, dove una serie di percorsi floreali formano un labirinto fino a raggiungere una casetta estiva dalla forma ottagonale.

Il Padiglione di Ercole, invece, si ispira all’eroe della mitologia greca con una sua statua inserita tra due colonne in stile toscano a fianco delle rappresentazioni marmoree di Orfeo ed Euridice. Sono tre sculture realizzate dall’italiano Giovanni Baratta e che furono acquistate da Federico IV nel corso di un suo viaggio in Italia, con tappa a Firenze nella bottega dell’artista, nel 1709.

Fontana di Gefion

Uno dei simboli della città di Copenaghen, un monumento prima ancora che una fontana. Situata vicino alla chiesa di Sant’Alban (l’unica chiesa anglicana), si tratta di una tappa inevitabile per ogni turista. Avrebbe a che fare con la leggenda di Gefjun, dea della vegetazione e della fertilità, che chiese al re di Svezia una parte del suo regno: ottenne la Selandia che, gettata sotto la Svezia, divenne l’isola maggiore della Danimarca mentre il buco creato originò il lago Mälaren.

Lo scultore danese Anders Bundgaard l’ha realizzata in bronzo nel 1908, commissionata per il cinquantesimo anniversario di fondazione della Carlsberg, la birra nazionale. In Inverno rimane spenta per evitare danni da congelamento dell’acqua. Ma se avete intenzione di visitare la statua della Sirenetta non potete che imbattervi in questo monumento che, nel contesto della zona di Kastellet, regala giochi di luce e di colori nelle diverse ore del giorno e della sera.

Castello di Amalienborg

Qui abita la famiglia reale con la regina Margherita II di Danimarca, in un complesso formato da quattro palazzi stile rococò affacciati su una piazza ottagonale dove svetta la statua equestre del re Federico V. Si percepisce subito, a prima vista, l’atmosfera speciale che caratterizza questo luogo ricco di storia: si avverte la regalità, l’ordine, la compostezza.

La piazza ospita il monumento di Federico V fu progettata nel 1749 assecondando l’esigenza di edificare un grande giardino su cui affacciare un quartiere residenziale, intitolato Frederiksstaden. Quei quattro palazzi erano destinati a quattro divere famiglie dell’aristocrazia, ma dopo che il palazzo di Christiansborg andò in fiamme, Cristiano VI li acquistò tutti e trasferì in quella sede la residenza reale.

I quattro edifici sono il palazzo di Cristiano VII, destinato ad accogliere visite ufficiali, il palazzo di Cristiano VIII che fino al 2004 ha ospitato il principe Federico di Danimarca, il palazzo di Federico VIII residenza di Ingrid di Svezia fino al 2000, il palazzo di Cristiano IX che dal 1967 ospita il sovrano Federico IX. La Guardia del Corpo Reale vigila sul castello dal 1658 e con un po’ di fortuna si può assistere alla cerimonia del Vagtparade, il cambio della guardia.

Statua della Sirenetta

Si ispira a una delle fiabe più popolari firmate da Hans Christian Andersen, quella che racconta la storia della figlia del re del mare innamorata di un bel principe terrestre, ed è diventato il simbolo della Danimarca. Scolpita da Edvard Erksen nel 1913, fu commissionata da J. Carl Jacobs, il munifico proprietario della fabbrica di birra Carlsberg.

Si trova all’ingresso della zona portuale, sul molo di Langelinie vicino al Kastellet. Le dimensioni sono piccole (appena 125 centimetri), più di quanto si possa immaginare ammirando la statua in fotografia, eppure la Sirenetta esprime un messaggio poetico che si avvicina all’indole gentile dei danesi. Ecco perché ne è diventata il simbolo. 

Kastellett

A pochi passi dalla Sirenetta, ecco un’altra tappa imperdibile nel nostro percorso a Copenaghen. L’antica fortificazione che oggi mostra tutta la sua bellezza tra alberi, mura fortificate, ponticelli, vecchi mulini. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale ospito il quartier generale dei tedeschi, oggi invece è la casa del Ministero della Difesa danese.

Una classica cittadella militare circondata da un fossato che segue sorprendentemente un tracciato a forma di stella, in mezzo a numerosi salici e le tipiche casette con i tetti rossi. Nel periodo estivo qui si tengono i concerti della Banda Militare. In questa area ci sono anche diverse chiese, un mulino a vento e i cinque bastioni da dove è possibile osservare la città fino al mare con il suo porto: uno spettacolo degno di nota.

Proseguendo la visita a Kastellett, possiamo vedere anche la Casa del Commando, i Magazzini Sud e Nord, la già citata Fontana di Gefjon, la Polveriera, il Museo della Resistenza e per concludere la Prigione, dove per oltre trent’anni rimase recluso il pirata inglese John Norcross.  

Parco Churchill

Nell’atmosfera molto inglese del Churchillparken è naturale che il protagonista sia proprio lui, Winston Churchill. Allo statista inglese – e al governo britannico che con le sue truppe contribuì a liberare la Danimarca dal nazismo - è infatti dedicato un busto (ad opera di Oscar Nemon) al centro del parco che porta il suo nome vicino ad Amalienborg e al Kastellett. In questa zona si concentrano tutti i simboli di Copenaghen e alcuni tra i luoghi più amati in assoluto dai danesi. Nello stesso parco si trova anche la Vakyrie, la suggestiva statua in bronzo realizzata nel 1910 dall’artista Stephan Abel Sinding.

Giardino di Amalia

Ciò che lo rende famoso è la suggestiva vista sul mare, ma non solo. Ovviamente si tratta di un bellissimo parco apprezzato anche per le fontane, l’area del porto e la residenza di Amalienborg. Nel 1983 è stato donato alla città di Copenaghen dalla Fondazione Møller, è stato ideato dall’architetto belga Jean Delogne mentre le fontane e le statue sono formate dall’artista italiano Arnaldo Pomodoro.

Chiesa di Holmen

La storia della parrocchia di Copenaghen chiamata Holmen è davvero singolare, perché la sua prima destinazione fu quella di essere una fucina di ancoraggio a partire dal 1563, poco prima dell’adattamento a chiesa navale voluto da re Cristiano IV. Da allora il suo prestigio è cresciuto anno dopo anno e oggi si tratta di un altro luogo di grande valore simbolico per i danesi.

Qui sono andate in scena le nozze tra la regina Margherita di Danimarca e il principe Henrik. Qui sono sepolte personalità come il compositore Niels Wilhelm Gade e qui sono conservate alcune opere d’arte, ad esempio le realizzazioni di Bertel Thorvaldsen e Karel van Mander. 

Giardini di Tivoli

Entriamo nel parco divertimenti più antico del mondo. Anzi, per la precisione il più antico è un altro parco danese, il Dyrehavsbakkenm fondato nel 1583 mentre per quanto riguarda i Giardini di Tivoli, sono stati inaugurati nel 1843: ospitano giostre, ristoranti, alberghi e quando il tempo è clemente, tanti spettacoli all’aperto. Non manca ovviamente la ruota panoramica, ma vi troverete anche giochi di ultima generazione.

Isola del potere

Un’isoletta nel porto di Copenaghen, in pieno centro, che porta il nome dei diversi castelli o palazzi che sul suo territorio negli anni sono stati costruiti: dal primo castello cittadino voluto dal Vescovo Absalon nel 1167 all’attuale palazzo di Christiansborg. Così per tutti questa è sempre stata Slotsholmen, l’isola del castello, ovvero del potere. Il Governo danese ha stabilito qui la sua sede fin dai tempi del Medioevo.

Museo Nazionale

Per avere una panoramica su ben 14 mila anni di storia danese, si deve fare un salto all’interno di Palazzo Prinsen dove si trova il Museo Nazionale. La collezione su quattro piani e migliaia di pezzi catalogati offre una visione completa sulle origini di un intero popolo.

Tra i reperti più importanti ci sono i Corni d’oro di Gallehus, il primo trovato nel 1600 da una contadina, il secondo un secolo dopo nella stessa zona. Nel 1800 i corni furono rubati. Fu un orefice a confessare il furto e venne rinchiuso in galera per 37 anni. Da allora diverse copie sono state create e a loro volta rubate. Gli studiosi fanno risalire questi oggetti alle tribù dello Jutland. Altro oggetto di valore nel museo, il Calderone di Gundestrup: sulla superficie contiene riferimenti di diverse culture da tutto il mondo.

Borgo marinaro di Dragør

Un piccolo villaggio di pescatori con casette tutte gialle sull’isola di Amager. D’estate si riempie di fiori e assume un aspetto decisamente romantico. Oltre al porto, ci sono due piccoli musei: uno è dedicato alla tradizione marinaresca, l’altro a quella contadina.

Ci sono i resti di un’antica foresta, si vede il ponte che conduce in Svezia e sulla costa si possono ammirare i mulini a vento. Un posto tranquillo dove eventualmente fermarsi per riposare prima di rientrare nel centro di Copenaghen.

Distretto Indre By

Tra i numerosi e pittoreschi quartieri di Copenaghen, il Borgo di Indre By rappresenta sicuramente il cuore della città, il suo volto più intimo. Non mancano i bar e i ristoranti ed è quasi inevitabile perdersi nel suo intreccio di strade e vicoli, di canali e parchi.

Comunque è un ottimo punto di partenza per iniziare una visita cittadina. Si può partire dal Giardino botanico, con la più vasta collezione di piante in Danimarca. Si prosegue dal Centro di Design Danese con ben cinque piani di mostre. E sarà bellissimo camminare sulla Strøget, la strada pedonale più lunga al mondo.

Biblioteca Reale

L’imponente struttura cubica e scura – che cambia colore di giorno - è la parte esterna e più moderna dell’edifico che, completato nel 1906, contiene quasi 5 milioni di libri e 6 milioni di manoscritti. Da quando re Federico III nominò il primo bibliotecario nel lontano 1653 (cioè 362 anni fa) la biblioteca è punto di riferimento irrinunciabile.

Il Diamante nero (la sua forma ha suggerito questa traduzione) è l’altra parte della struttura, collegata da tre corridoi. Ogni parte del museo è visitabile. Tra i manoscritti conservati spicca il libro evangelico e cristiano che riporta la data del 1060.

Designmuseum Danmark

L’inimitabile fascino del design è nella magia del museo che espone le più importanti opere di famosi designer. In precedenza è stata la sede del primo ospedale pubblico danese. Ospita mostre permanenti ma anche esibizioni temporanee. Il marchio di Poul Henningsen, Kaare Klint e Arne Jacobsen è riscontrabile sul design e sull’architettura ed è quanto emerge dalle mostre, alcune delle tante.

Birreria Carlsberg

La più famosa danese al mondo è la birra Carlsberg e la sede della fabbrica dove viene prodotta è diventata meta di un vero e proprio pellegrinaggio. Gli elefanti abbelliscono la struttura e contribuiscono a renderla del tutto particolare, così come la parte adibita all’antica residenza del fondatore J.C. Jacobsen, la splendida villa e l’immancabile giardino interno. Tra le curiosità che offre il tour guidato all’interno della fabbrica, la possibilità per il visitatore di creare la propria birra preferita scegliendo l’aroma più personalizzato.

Parti per Copenaghen con Costa Crociere

La Sirenetta non è che uno dei tanti simboli di una città dal fascino irresistibile perché discreto, legato alle bellezze naturalistiche e alla storia principesca, oltre che alla serenità che ne pervade l’aria. Merita un viaggio!

Parti con Costa Crociere