Le fortezze e le mura antiche hanno preservato una città ricca di fascino, affacciata sulla sponda opposta dell’Adriatico. A colpire sono i colori, i profumi e le mille suggestioni dettate dalle stradine strette del centro storico e dall’imponenza degli edifici.

Dubrovnik, città croata con una ricca storia, è anche famosa per la serie tv del Trono di Spade (Game of Thrones). Scopri tutta la bellezza di questo posto, tra miti e fantasia.

  • Porta Pile
  • Torre Minceta
  • Forte Bokar
  • Forte S. Giovanni
  • Museo Marittimo
  • Centro storico di Dubrovnik
  • Baia Kolorina
  • Isola di Lokrum (panoramica)
  • Spiaggia di Betina
  • Stradun
  • Monastero dei Francescani
  • Monastero dei Domenicani
  • Palazzo Sponza
  • Chiesa di San Biagio

Porta Pile

L’ingresso al centro storico di Dubrovnik ha due porte principali, una opposta all’altra, alle due estremità della strada maestra che percorre tutto il centro tagliandolo a metà. Una di queste due porte è la famosa Porta Pile, datata 1537, la più bella e affollata, passaggio obbligato per chi inizia una visita della città. Un tempo il ponte levatoio in legno garantiva che l’accesso fosse chiuso di notte ad ospiti indesiderati. La porta veniva serrata a doppia mandata, le chiavi erano consegnate al Rettore della città, un’istituzione simile al Doge di Venezia. Oggi che i tempi sono cambiati, il ponte è in pietra e rappresenta il punto di inizio della passeggiata verso il centro della città.

Si arriva così alla scalinata, alla rampa che porta al cancello interno datato 1460. La statua di San Biagio, patrono della città (leggenda vuole che abbia protetto gli abitanti dal grande terremoto del 1667), sorregge una riproduzione di Dubrovnik creata dal famoso architetto croato Ivan Mestrovic nel 1920. Oltre la porta esterna rinascimentale c’è il terrapieno tra il bastione e le mura vere e proprie, dove si apre la porta interna in stile gotico. Da qui ciò che immediatamente colpisce è la vista della Placa, la via principale che tutti conoscono come Stradun.

Due targhe commemorative in questo punto ricordano gli attacchi delle truppe serbe tra il 1991 e il 1992, l’ultima ferita che questi luoghi hanno dovuto subire e quindi faticosamente rimarginare. In un passato più lontano, fu proprio attraverso questa porta che Napoleone transitò nel 1806 per dichiarare la fine della Repubblica di Ragusa. E fu un altro punto di svolta. Da questa porta è passata la storia della città.

Torre Minceta

Le mura antiche proteggono da sempre Dubrovnik, un tempo città-stato e quindi interamente racchiusa e indipendente dentro i propri confini. Le mura sono lunghe 2 chilometri e in alcuni punti raggiungono un’altezza di 25 metri. Anche il fossato ovviamente contribuiva alla difesa della città, come le torri. Quella di Minceta è molto importante. Fu costruita con struttura quadrilatera come protezione contro gli attacchi dei turchi. La forma arrotondata è dovuta al mutamento delle battaglie e degli attacchi: le ultime modifiche furono apportate nel XV secolo. Oggi qui ha sede un museo e si tratta anche del miglior punto panoramico della zona. Si può infatti ammirare l’intera città vecchia con l’isola di Lokrum, la fortezza di Lovrijenac e sullo sfondo l’azzurro intenso del mare Adriatico.

Forte Bokar

Detta anche fortezza di Zvjezdan, si tratta di un fulgido esempio di architettura fortificata circolare, armoniosa e funzionale. Siamo sempre nella parte sud-occidentale delle mura di Dubrovnik e questo forte fu ideato dai suoi costruttori come il punto strategico più importante per la difesa della Porta Pile, l’ingresso principale a ovest. Questo punto di difesa aveva un’importanza pari a quella della torre Minceta. Una casamatta a due piani che si estende oltre le mura medievali con tutta la sua mole cilindrica, affacciandosi verso il mare.

Una parte si sviluppa su una roccia staccata dalla struttura, ecco perché furono realizzati alcuni sostegni ad arco per colmare il divario esistente. Sotto al forte continua a scorrere il mare. Il progetto originale è attribuito a Michelozzo di Bartolomeo, ingegnere fiorentino, e la costruzione fu avviata nel 1461. Dopo che i cannoni furono sistemati nel suo punto più alto, la costruzione rimase incompleta per lungo tempo, dopo un dibattito sulla reale necessità di finire i lavori. Solo nel 1570 si arrivò alla situazione attuale. 

Forte S. Giovanni

Questa struttura angolare (Tvrda Sv. Ivana), in origine denominata Giro della Talpa, è stata costruita tra il 1346 e il 1557 principalmente a difesa del porto in direzione sud-est contro i pirati o altre barche nemiche provenienti dal mare. Proprio il vecchio porto era infatti la zona più vulnerabile del territorio. E per una città che basava tutto sui commerci marittimi, proteggere il porto e l’accesso ai cantieri navali, era una questione vitale. Da qui l’importanza del Forte San Giovanni e del dispositivo associato al Giro di San Luca e all’ampio frangiflutti che contribuiva a rallentare l’avanzare dei nemici esponendoli al fuoco dei cannoni.

Proprio dalla fortezza, fino alla diga Kase, gli abitanti di Ragusa tendevano delle catene che chiudevano l’ingresso al porto nelle ore notturne. La struttura si trova nella zona delle mura a sud, si affaccia direttamente sull’Adriatico. Al suo interno trovano spazio tre musei: l’Etnografico, il Museo Marittimo e anche l’Acquario. Nel primo si racconta l’epoca della repubblica marinara, ma anche dell’età del vapore, oltre che della seconda guerra mondiale e infine sono illustrate le tecniche di navigazione a vela

Museo Marittimo

Al primo piano viene esposta la storia della marina della repubblica marittima, attraverso la colonizzazione della costa adriatica. Si tratta del periodo di massima espansione. Al secondo piano si possono ammirare modelli davvero straordinari che riproducono gli ultimi grandi velieri, come i galeoni e i galeasses, imbarcazioni a vela e a rami che hanno reso celebre la flotta ragusana. Un’altra sezione passa in rassegna le navi a vapore del periodo austro-ungherese.

Ci sono oggetti di uso quotidiano come alcune casse in legno dipinte in dotazione ai marinai, una farmacia di bordo e numerosi strumenti di navigazione. In totale sono più di 4 mila oggetti relativi alla storia navale di Dubrovnik e dintorni. Interessante anche la collezione di bandiere navali mercantili e da combattimento.

Centro storico di Dubrovnik

Il cuore di Dubrovnik è qui, nella città vecchia. Un’area tutto sommato ridotta, visitabile nell’arco di una sola giornata e sicuramente a piedi. Le romantiche vie aprono scorci affascinanti tra le mura che trasudano storia. A completare il quadro, l’odore delle erbe aromatiche nell’aria assolata, il bianco delle lenzuola stese ad asciugare tra una casa e l’altra, il vociare che arriva dai locali. Questo è il quadro in cui ci si ritrova a passeggiare ammirati. Tutto il nucleo storico è circondato dai bastioni medievali.

L’accesso principale resta Porta Pile. I cancelli sono protetti dai forti Minceta a nord e Bokar a sud. La Torre è un simbolo della città, una delle strutture fortificate più belle al mondo. Bokar invece, che doveva difendere la città dagli attacchi del mare, oggi è spesso un palcoscenico per le esibizioni del Dubrovnik Summer Festival.  Entrando nella città vecchia, si ammira subito la fontana di Onofrio, punto di ritrovo di tanti giovani. Si passa poi a un esempio armonioso di architettura gotica e rinascimentale come il Monastero Francescano, spesso scenario di concerti musicali.

Tra una viuzza e l’altra si arriva inevitabilmente alla via più amata, lo Stradun. Sempre pieno di gente, ad ogni ora del giorno e perfino della notte. Seguendola si raggiungono altri simboli cittadini a cominciare dalla Cattedrale di San Biagio, ma anche Palazzo Sponza, il Palazzo del Rettore, i campanili e la colonna di Orlando: esempi meravigliosi del tardo medioevo e dell’epoca neo-rinascimentale. Dopo aver visitato i luoghi più importanti ci si può perdere nel labirinto delle vie cittadine per scoprire la bellezza di Dubrovnik fino al calar della sera e anche dopo il tramonto. Le stradine sono sempre piene di vita.  

Baia Kolorina

Uno scenario davvero suggestivo, con un valore aggiunto. Questo infatti è stato lo sfondo utilizzato per alcune scene della serie televisiva Game of Thrones (il Trono di Spade), in particolare sulla spiaggia Sulic. Il panorama roccioso, l’entrata in mare ghiaiosa, sono elementi che hanno caratterizzato alcuni episodi e saranno certamente riconosciuti dai fan che si ritroveranno a seguire lo stesso percorso. In alto, a dominare tutto, l’imponente fortezza di Lovrijenac a Pile, nel centro della città. Siamo nella bellissima Baia Kolorina, ovvero Blackwater Bay per chi si è appassionato alla serie tv di cui sopra. Un tour organizzato consente di arrivare qui anche in kayak, via mare. Sarà fantastico scoprire la baia da lontano ammirandola sotto le mura, sovrastata e protetta dalla fortezza. 

Isola di Lokrum (panoramica)

Come se non bastasse l’unicità di Dubrovnik, esiste un eden incontaminato proprio davanti alla baia di Kolorina. Scopri l’isola di Lokrum. Sarà un’avventura meravigliosa. Dieci minuti di traghetto dal Porto Vecchio e si approda in un piccolo paradiso, fatto di acqua cristallina e una fauna multiforme, tra conigli e pavoni che animano la folta vegetazione locale. Al centro un uliveto offre riposo e ombra. L’isola è davvero particolare per la conformazione e le piante che ospita. È una macchia verde nel blu dell’Adriatico. Fare snorkeling rivela una varietà sorprendente di pesci e vegetazione.

Al centro dell’isola, poi, si apre un lago salato chiamato Mar Morto. È collegato all’acqua del mare da canali sotterranei e in molti ipotizzano che si tratti di un’antica grotta rimasta scoperta. La roccia levigata delle falesie circostanti accompagna verso spiagge caratterizzate da scogli e ghiaia, riparate e protette. Si può girare a piedi per esplorare l’isola seguendo quello che è stato definito il Cammino del Paradiso, perché va in salita e trasmette la sensazione di ascendere dal verde verso l’azzurro del cielo.

In effetti, il sentiero porta al Fort Royal con le sue scale che conducono alla parte più alta dell’isola da dove si apre un panorama straordinario. L’epoca del forte è dei primi anni dell’800, quando imperversavano le truppe napoleoniche. Attualmente ospita l’Accademia croata delle Arti e delle Scienze oltre al Museo di Scienze Naturali.

Le origini portano comunque a epoche più lontane, intorno all’anno Mille, quando sorge un monastero benedettino poi convertito in abbazia. In seguito, nel 1500, la proprietà passa all’arciduca Massimiliano d’Asburgo, che fece dell’ex monastero una lussuosa residenza estiva con tanto di giardino botanico ancora oggi visitabile. A fine ‘800 la struttura viene acquisita da Rodolfo d’Asburgo, figlio della famosa principessa Sissi, ovvero Elisabetta di Baviera che restituisce la proprietà ai monaci ma solo per un breve periodo.

Numerose leggende aggiungono un fascino speciale all’isola: ad esempio quella secondo cui Riccardo Cuor di Leone si rifugiò qui rientrando dalla Terza Crociata. Si narra anche della maledizione dei benedettini cacciati dall’abbazia. E si arriva fino alla serie tv di Game of Thrones, Il Trono di Spade, dove il chiostro dell’antico monastero è apparso nella sequenza dell’incontro tra Daenerys e gli Eterni.

Spiaggia di Betina

Ecco un altro luogo decisamente romantico, con una spiaggetta isolata davanti alla Grotta nascosta tra la villa Seherezada e la spiaggia Gjivovici. Il suo nome deriva dal soprannome dello scienziato Marin Getaldic. La si può raggiungere in barca, in kayak, oppure nuotando, per trovare uno spazio ombreggiato protetto dalle rocce e dall’alta volta della grotta. Comunemente è considerata un approdo romantico per coppie di innamorati, perché sembra davvero di essere nel contesto di una favola.

C’è anche un percorso che scende dalle rocce ma è d’obbligo affrontarlo con l’attrezzatura giusta. L’acqua è limpida, anche se il fondale roccioso e la profondità variabile richiedono attenzione. Ma lo scenario è unico e non solo d’estate. In altre stagioni essendo meno affollata, la spiaggia appare ancora più bella.

Stradun

Un’ampia via lastricata che brilla sotto la luce del sole e si illumina al chiaro di luna: è la strada che caratterizza principalmente Dubrovnik. Gli abitanti la chiamano Stradun, un nome veneto che deriva ovviamente dall’italiano “strada”, memoria del secolo abbondante trascorso dalla città sotto l’egida della Repubblica di Venezia. La via Placa è l’arteria principale, parte dall’ingresso della zona antica a Ploce e arriva fino al secondo ingresso principale di Porta Pile.

Sembra, nell’insieme, un enorme blocco di marmo bianco contornato da case in stile rinascimentale. E dire che il terremoto del 1667 e un grande incendio successivo hanno anticamente distrutto o danneggiato alcune costruzioni. Ma la bellezza è rimasta intatta. Nelle strade secondarie collegate allo Stradun è facile trovare luoghi speciali. Sono piccoli locali, ristoranti o caffetterie. Posti in cui assaggiare il vino locale o piatti raffinati.

Tutto per entrare nello spirito magico della vecchia Ragusa, dove il passato incontra il presente. Lungo lo Stradun si ammirano meraviglie come la Fontana d’Onofrio il cui nome deriva dal napoletano Onofrio della Cava che ebbe il merito, nel ‘400, di portare l’acqua in centro città. Tra i palazzi in stile barocco, spicca la Colonna d’Orlando, antico monumento che racconta le gesta del cavaliere salvatore della città secondo una leggenda dell’VIII secolo. Una destinazione inevitabile conduce alla Cattedrale dell’Assunzione di Maria. Passeggiare tra tante meraviglie è qualcosa di esclusivo.

Monastero dei Francescani

A una delle due estremità dello Stradun, troviamo il Monastero francescano di Brace. Si tratta di uno storico edificio che nel tempo ha rivestito un’importanza strategica nella vita sociale e culturale della città. L’ordine dei francescani lo abita dal lontano 1317. Al suo interno c’è una ricca biblioteca, dove non mancano alcuni manoscritti sopravvissuti a tante distruzioni, fino alla guerra nell’ex Jugoslavia. Resiste al tempo anche una delle farmacie più antiche d’Europa, gestita ininterrottamente dai frati nel corso di oltre sette secoli. Non mancano, a impreziosire tutto il contesto, opere di pittura e scultura su tutto l’edificio, ornamenti che hanno contribuito a far entrare anche il monastero nella lista dei patrimoni Unesco.

Monastero dei Domenicani

La storia dei domenicani a Ragusa comincia nel 1225, anche se il monastero e la chiesa furono completati solo nel 14° secolo. Tutto il complesso era all’interno delle mura cittadine, così si spiega il suo aspetto austero e lineare. La chiesa è in stile gotico, il campanile si sviluppa su tre livelli che corrispondono a tre diversi periodi di ispirazione: quello romanico, quindi gotico e barocco. L’interno della chiesa è strutturato su una sola navata caratterizzata dalle numerose decorazioni barocche, tra le quali si distingue una crocifissione dipinta su legno e posta sopra all’altare, realizzata da Paolo Veneziano. Il museo ospita dipinti notevolissimi firmati dai maestri di Ragusa tra il XV e il XVI secolo oltre a diversi manoscritti medievali miniati, 210 incunaboli (i primi libri stampati), gioielli e oggetti d’arte.

Palazzo Sponza

Questo palazzo del ‘500 fu realizzato originariamente per ospitare la sede della dogana, ma ben presto divenne la Zecca con tesoreria di stato e relativa banca. Attualmente invece ospita gli Archivi di Stato, con una collezione di manoscritti dal valore inestimabile e di un’epoca che risale a oltre mille anni fa. Un edificio davvero bellissimo, caratterizzato da una perfetta commistione tra diversi stili, principalmente il gotico e il rinascimentale.

Sembra accogliere i visitatori con un ampio portico a sei colonne e al primo piano svela le finestre tardo-gotiche con vista sulla città. Al secondo piano lo stile delle finestre diventa rinascimentale e troviamo una nicchia che contiene la statua di San Biagio. All’interno, da visitare è anche la Sala in memoria dei difensori di Dubrovnik con una toccante rassegna fotografica dedicata ai giovani caduti durante la guerra tra il 1991 e il 1995.

Chiesa di San Biagio

La chiesa barocca di San Biagio rappresenta una delle principali attrazioni turistiche della città. È dedicata al protettore della Repubblica di Ragusa, identificato in seguito dagli slavi del periodo medievale con il dio pagano Vales. La costruzione risale al 1715 e fu realizzata dall’architetto veneziano Marino Gropelli sulle rovine della chiesa romanica ai tempi danneggiata da terremoti e incendi. Il modello a cui si ispirò è la chiesa veneziana di Sansovino di San Maurizio. La chiesa ha una sola navata con pianta a forma di croce greca inscritta, l’abside è al centro di due sacrestie e al centro una cupola. Davanti al portale campeggia la rampa di scale, la facciata è suddivisa in quattro parti da altrettante colonne in stile corinzio.

Sulla parte superiore si notano il timpano semicircolare e la balaustra con tre statue, sempre opera del veneziano Gropelli. All’interno la volta a botte ha decorazioni barocche. L’altare maggiore, in marmo bianco e policromo, ha una nicchia dorata e una statua in argento del patrono San Biagio, unica a salvarsi dal terribile incendio del 1706. Il paliotto della cupola infine è decorato con le immagini di due angeli che scostano una tenda davanti a un medaglione.  

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