Le grandi distese, il vento che agita i capelli, le nuvole che cambiano il tempo in un istante e il peso di una tradizione solida e ricca di mistero: il fascino delle città scozzesi a Edimburgo viene esaltato dalla bellezza dei monumenti, dei castelli e dei palazzi, del verde che riempie anche le vie del centro sempre animate da turisti e cittadini.

Arthur's Seat, Calton Hill, il Castello di Edimburgo e molto altro: si passa continuamente da una leggenda a una bellezza naturalistica, da un panorama selvaggio alla geometria di una facciata in pietra. Qui la storia rincorre ogni sguardo rivolto verso il futuro. Scopri assieme a noi le migliori cose da vedere ad Edimburgo.

Calton Hill

Domina la città e la sua linea caratteristica spicca nella visione affascinante delle vie cittadine. E quando sei arrivato nel punto più alto, puoi ammirare il panorama di Edimburgo. Luogo simbolo della capitale scozzese, la collina di origine vulcanica chiamata Calton è caratterizzata dai monumenti di ispirazione classica che non a caso le hanno fatto meritare la definizione di “Atene del nord”. Colonne a capitelli davvero inusuali a queste latitudini ma capaci al tempo stesso di caratterizzare lo scenario (visto in tanti film, a cominciare da “Trainspotting”). Ovviamente, si tratta anche del luogo ideale per tanti eventi legati alla tradizione celtica che qui si susseguono nei diversi periodi dell’anno.

I monumenti di Calton Hill incontrano il turista già all’inizio della camminata verso l’alto. Si comincia dall’Old Calton Burial Ground dove si trova la tomba del famoso filosofo David Hume, autore del Trattato sulla natura umana: la Hume Walk fu realizzata proprio su sua indicazione. Altre tappe della camminata sono la St Andrew’s House, l’Old Royal High School, The Burns Monument dedicato al famoso poeta.

Royal Mile

Quando percorri questa lunga strada ricca di storia e tradizione, ti senti esattamente al centro non solo di Edimburgo ma anche della stessa filosofia di vita scozzese. È la via che taglia tutta la città vecchia, attraversando vicoli e piazze tra il castello di Edimburgo e il Palazzo di Holyrood. È da sempre il punto di ritrovo di ogni attività, il vero centro di tutto. Così estesa da cambiare nome più volte, anche se gli scozzesi la conoscono tutti come la strada Miglio Reale.

È lunga 1814,2 metri e questa misura ha per l’appunto dato origine al cosiddetto miglio scozzese. Si sviluppa in sei zone differenti: Castlehill e Castle Esplanade dove si svolge il Tattoo Festival; Lawnmarket che ospita numerosi negozi di souvenir; High Street con la Cattedrale di Sant’Egidio, la Chiesa Tron e molti ristoranti; Canongate dove un tempo si trovava la porta della città; Abbey Stand che è anche sede del Parlamento scozzese. È questa l’arteria dove scorre da sempre la stessa linfa vitale di Edimburgo, in perfetta simbiosi con i cittadini che nei secoli l’hanno attraversata e vissuta.

Arthur’s Seat

A neanche un miglio di distanza dal Castello di Edimburgo, ecco un paesaggio montano che si innalza inaspettatamente nel centro della città. Qualcosa di incredibile: si passa rapidamente dalle viuzze della zona antica alla natura selvaggia e tipicamente scozzese della montagna.

Un piccolo mondo parallelo che si trova all’interno dell’Holyrood Park, dove le vie di salita conducono su questa vetta vulcanica in alternativa alla Salisbury Crags. Siamo su uno dei sette colli che – proprio come Roma – caratterizzano Edimburgo. Basta una passeggiata di un’ora per arrivare in cima e vale la pena affrontare l’itinerario per vivere un’esperienza davvero unica.

Perché si chiama Arthur’s Seat (la seggiola di Arturo)? Il riferimento al mitico re Artù è inevitabile e viene quasi spontaneo, non sono pochi a suggerire che forse la leggendaria Camelot aveva forse sede qui. Ma secondo un’altra versione il nome prenderebbe origine dal termine gaelico Ard-na-Said ovvero “la cima degli arceri”. In ogni caso la cima fu anticamente e originariamente abitata dalla popolazione locale.

Castello di Edimburgo

Si arriva sempre in questa destinazione quando si parte per un viaggio in Scozia: è la meta più visitata, irrinunciabile quando si attraversano le vie di Edimburgo. Anche perché, passeggiando per il labirinto della zona vecchia al centro della Capitale, si tratta di una presenza costante che sembra quasi osservarti dall’alto con il compito millenario di proteggere la città.

Anzi, esattamente questo luogo vanta più di tremila anni di storia. Le prime testimonianze di insediamenti umani in zona risalgono infatti al 900 A.C. Furono poi i legionari romani ad abbinare alla rocca il nome di Dyn Eydin, cioè fortezza di Eydin che in seguito gli angli qualche anno dopo modificarono definitivamente in Edinburgh. La struttura attuale risale al XVI secolo.

All’ingresso si sale per la Lunga Scala davanti ai 6 Cannoni. A proposito: ogni giorno all’una il generale d’Artiglieria spara un colpo di cannone seguendo una tradizione che risale al 1861. Nella zona più antica si staglia la Cappella di Santa Margherita. Da visitare anche le prigioni di guerra, con una ricostruzione fedele negli scantinati del castello. 

David Hume

Sul Royal Mile si incontra la statua di David Hume, personaggio legatissimo alla storia della città e presente in tanti diversi angoli. Dal mausoleo in suo onore citato in precedenza a questa statua popolarissima. A proposito, esiste una credenza popolare secondo la quale se uno studente tocca l’alluce dell’esimio filosofo, si assicura un rendimento scolastico impeccabile con il superamento di ogni esame. Ma anche se non è uno studente, con questo gesto può sperare nella buona sorte. Non a caso l’alluce del filosofo sporge dal piedistallo lucidatissimo.

Cattedrale di Sant'Egidio

Sul Miglio Reale capita di imbattersi in quello che è il cuore religioso e storico della città. Non è solo un modo di dire: sul selciato poco oltre l’ingresso esiste una zona lastricata in cui un mosaico colorato assume la forma, appunto, di un cuore che è conosciuto come “il cuore di Midlothian” (dal nome della regione che circonda Edimburgo), talmente popolare tra gli scozzesi da aver dato anche il nome a un club di calcio cittadino, Heart of Midlothian, appunto. E in quel luogo esisteva un’inferriata oltre la quale erano reclusi i condannati a morte: i passanti avevano l’abitudine di sputare sulle teste degli sventurati. Questa stravagante usanza è rimasta, sputare a terra sul selciato del cuore di Midlothian pare che porti fortuna.

A parte questo, la St Giles’ Cathedral mostra la sua bellezza in stile gotico con maestosi archi e vetrate. È la chiesa madre del presbiterianesimo, fondata nel 1120 dalla famiglia reale scozzese e restaurata tra la fine del 1800 e i primi anni del ‘900. Bellissime le decorazioni delle finestre e alcuni monumenti all’interno dedicati a personaggi che hanno fatto la storia della Scozia come ad esempio il teologo John Knox. 

Museo Nazionale Scozzese

Se la pioggia scozzese non vi dà tregua, nessun problema: in centro città vi attende a porte aperte il National Museum of Scotland, versione aggiornata (nel 2011) dell’istituto fondato nel 1861. Oggi è uno dei musei più grandi del Regno Unito e contiene 20 mila oggetti distribuiti in 36 gallerie.

Molto bella la Grande Galleria che vi accoglie con il suo tetto in vetro curvo, luminosa e arieggiata. Ogni area offre un approfondimento accurato. In Mondo Naturale ci sono repliche di scheletri di T-Rex e Stegosaurus, in Culture del Mondo sono in mostra opere d’arte da ogni regione della Terra, in Arte e Scultura si possono ammirare opere dell’antica Grecia, in Scienza e Tecnologia le invenzioni più importanti.

Princes Street Gardens

All’ombra del castello, nella zona della città nuova, si estende il polmone verde di Edimburgo. I giardini di Princes Street, creati nel 1820 dopo la bonifica del Nor Loch, sono amatissimi dai cittadini come dai turisti. Sono divisi in due su un terreno obliquo diviso dal Gothic Scott Monument, il mausoleo realizzato nel 1844 in onore dello scrittore Walter Scott. E questo è solo uno dei tanti monumenti distribuiti su quest’area verde.

A pochi passi spunta la statua dell’esploratore David Livingstone, reso famoso dalla frase «Doctor Livingstone, I presume», pronunciata da un giornalista che lo ritrovò in Africa dopo anni di ricerche. E poi ecco le statue dell’editore Adam Black e del saggista John Wilson, quella del poeta Allan Ramsay, del medico James Young Simpson e del riformatore Thomas Guthrie.

Il monumento che più colpisce l’immaginazione del visitatore è però la Fontana di Ross, realizzata in ferro lavorato e decorato, che rappresenta cinque sirene di cui quattro corrispondono ad altrettanti saperi: scienza, poesia, arte e industria. L’ultima sirena domina tutte le altre tagliandosi sulla sommità della costruzione artistica.

Holyrood Palace

Alla fine del Royal Mile sorge la residenza ufficiale della regina Elisabetta in Scozia: solitamente la regnante trascorre qui parte dell’estate. È un edificio di grande valore storico che ha ospitato anche Maria Stuarda, ultima insofferente inquilina. Proprio la sua storia, per certi versi drammatica, contribuisce a contraddistinguere il palazzo come luogo misterioso e affascinante. È stato anche lo scenario per diversi incoronamenti e matrimoni reali e nella Great Gallery, lunga 44 metri, sono esposti 96 ritratti dei membri della dinastia. 

Princes Street

Quando la città vecchia divenne sovraffollata e malsana, i cittadini più abbienti di Edimburgo iniziarono a trasferirsi nella New Town con l’idea di ricostruire case e anche abitudini. Princes Street presenta quindi un panorama sostanzialmente diverso e oggi questa via è nota soprattutto per l’abbondante offerta di negozi che propongono abbigliamento e souvenir, tra vetrine alla moda e grandi magazzini. Tra questi spiccano i Jenners, fondati due secoli fa e ancora oggi gettonatissimi. È la via del commercio, quelle delle vetrine illuminate che resistono nonostante le numerose trasformazioni architettoniche che si sono succedute negli anni. 

Old Town

Si parte dal Miglio Reale e si sale fino al Castello. Si incontrano decine di vicoli e piazzette, musei e palazzi storici, ma anche parchi. È luogo di shopping ma anche di storia, cultura e tradizione. Patrimonio dell’Unesco, si trova su un promontorio di origine vulcanica e i primi insediamenti vengono fatti risalire a un’epoca lontanissima mentre furono i Romani a tramandare per primi notizie e testimonianze del primo nucleo urbano.

Nel corso degli anni ha subito grandi cambiamenti. Dal periodo medievale in cui, stretta nelle mura di Flodden in condizioni igieniche allarmanti finì per meritare l’appellativo di “Vecchia Puzzolente”, fino allo sviluppo della New Town e dell’Edimburgo che oggi conosciamo.

La città vecchia è sede dei palazzi più importanti. Dall’Holyrood House al Castello stesso, i due estremi del Miglio Reale che è rimasta l’arteria principale della città. Qui si intersecano numerose altre vie e alcuni “close” decisamente particolari. Quello del “Cavallo Bianco” per esempio ospitava l’omonima osteria frequentata dai cavalieri che entravano e uscivano dalla città. Il fascino di quel periodo storico è rimasto intatto. Così come la bellezza delle Scotsman Steps, la scalinata i cui gradini sono composti con il marmo che arriva da diverse località in tutto il mondo.

Camera Obscura e World of Illusions

Ecco una destinazione insolita rispetto alle altre numerose attrazioni della città. Nell’ultimo tratto della Royal Mile e a pochi passi dalla spianata che conduce alla fortezza simbolo di Edimburgo, entriamo in Castlehill.

Passeggiando non potrete fare a meno di notare una facciata di specchi e poi la vostra immagine riflessa e deformata. Ma non commettete l’errore di credere che si tratti semplicemente della solita attrazione per bambini: la Camera Obscura è adatta, anzi consigliata, a un pubblico di tutte le età dove si gioca, ci si diverte e si impara. È una stanza circolare con un tubo che scende dal centro del soffitto: quando i raggi del sole filtrano all’interno, uno specchio e tre lenti fanno la magia di proiettare immagini meravigliose. Nel resto dell’edificio sono ospitate cento e più installazioni con effetti ottici e giochi di luce obiettivamente difficili da descrivere. Merita una visita attenta! 

Degustazione Scotch Whisky

Sempre nella magica zona del Castello di Edimburgo, a questo punto i più grandi (e sobri) possono concedersi l’esperienza di un viaggio particolare nel mondo del whisky, eccellenza tipicamente scozzese. Il tour organizzato si conclude sempre con l’assaggio in uno speciale bicchiere che rimane a disposizione come ricordo. La scelta varia tra diversi percorsi, ogni esperienza offre la possibilità di conoscere meglio come nasce e viene creato un buon whisky, con quali tempistiche e quali ingredienti. Anche questo serve per conoscere meglio Edimburgo e la Scozia.

Grassmarket

L’immancabile Castello è sullo sfondo del mercato che da circa 500 anni anima il centro della città. Sede dello scambio di bestiame ma anche di esecuzioni pubbliche. Uno dei luoghi caratterizzati da maggiore povertà, meta degli immigrati che arrivavano dalla vicina Irlanda. Oggi è una meta turistica da non mancare perché regala emozioni variopinte.

È infatti immersa in una ambientazione pittoresca piena di colori, di vibrazioni, ricca di vitalità. Paradiso dei mercatini indipendenti, di artigiani ma anche designers, inoltre ospita alcuni dei migliori ristoranti della città oltre che i più vivaci bar della zona e anche gli alberghi più convenienti a dimensione famigliare. 

Cimitero di Greyfriars

Se pensate di esservi fatti un’idea della Edimburgo più misteriosa, gotica e un po’ inquietante, allora non avete ancora visto questo particolare cimitero. Premesso che non è l’unico in città ad avere un fascino spettrale e che la Scozia è terra di spiriti e misticismo, una passeggiata in questo angolo della città non ha comunque eguali per le leggende che lo accompagnano.

Nascosto dalla piazza di Grassmarket, di giorno è un bellissimo giardino dei ricordi. Ci sono lapidi secolari ormai ricoperte dal muschio, con l’erba che quasi nasconde nomi e immagini. Si tratta di un parco molto verde ideale per la pausa pranzo. Il suo nome significa letteralmente Frati Grigi come la vecchia comunità francescana della stessa epoca del cimitero: XVI secolo.

Qui la scrittrice J.K. Rowling ha trovato ispirazione per il suo Harry Potter, un mix di mistero e terrore, raccontato sotto forma di favola. Di notte in effetti il cimitero è considerato luogo di poltergeist, attività paranormali, verificate anche nel corso degli ultimi anni da studiosi e religiosi. Insomma, è il posto giusto per gli appassionati di fantasmi e affini. Venite con noi?

Mary King’s Close

Tra il 1500 e il 1600 in Scozia, come in Europa, si svilupparono le peggiori epidemie di peste. E in questo vicolo, riaperto al pubblico solo nel 2003, vivevano gli abitanti più poveri e più esposti alla malattia. Gente che attendeva la morte come unica liberazione da povertà e malattia.  Ancora oggi le storie drammatiche di quell’epoca, narrate in un tour organizzato, suscitano disperazione.

Non ci sono attori che si fingono fantasmi, non si incontrano figuranti, ma il silenzio, l’umidità e il buio contribuiscono a immergere il visitatore in un’atmosfera fuori dal tempo. Meglio non scendere qui se soffrite di claustrofobia o se siete facilmente suggestionabili. Altrimenti, fate pure: sarà un’altra esperienza da brividi.

Charlotte Square

Altro luogo designato patrimonio Unesco: fu l’architetto Robert Adam nel 1791 a disegnare la piazza più elegante della città nuova. Si nota l’armonia delle facciate eleganti e pulite, anche se la scomparsa prematura dell’architetto interruppe i lavori e lasciò come conseguenza una discontinuità nello stile.

Gli edifici sono occupati dal Trust scozzese, società che si occupa della conservazione dei siti e dei monumenti della regione. Sono in stile georgiano e nel corso del tempo hanno ospitato molti residenti vip attratti dall’esclusività di Charlotte Square. 

Dean Village

Un altro luogo assolutamente speciale, sulle sponde del fiume Leith, regala al visitatore qualcosa di inaspettato nel contesto cittadino. Siamo ancora una volta a pochi minuti dal centro, in una piccola valle che racchiude un villaggio bellissimo. Il ponticello sul fiume e le abitazioni costruite in pietra quattro secoli fa rappresentano un biglietto da visita di grande impatto.

Un tempo Dean Village divenne luogo di grande produzione con una decina di fabbriche dotate di mulini ad acqua. Poi arrivò la crisi e, a partire dagli anni ’60, la ricostruzione e la trasformazione in area residenziale molto ambita.

Il Water of Leith, oltre che identificare l’omonimo fiume, è l’area verde che circonda il piccolo villaggio. Ed è perfetta per camminate rilassanti a contatto con la natura. Ci sono cigni, anatre, aironi e oltre ottanta specie di uccelli. Ci sono visitatori in bicicletta oppure a cavallo. Nei pressi meritano un’occhiata anche la Galleria d’Arte Moderna di Scozia e il cimitero di Dean.

Giardino botanico Reale di Edimburgo

Una sorprendente distesa di verde vicinissima al centro, 72 acri di terreno dedicato al Royal Botanic Garden, il grande giardino che custodisce piante e fiori di rara bellezza. Anche la storia di questa eccellenza risale a circa quattrocento anni fa e in tutti i questi lustri si è guadagnato una fama internazionale.

Fare il tour all’interno è come compiere un eco-giro del mondo, partendo dall’imponente serra in vetro chiamata Glasshouses e ammirando varie bellezze. Ad esempio la palma più alta del Regno Unito, oppure la Calotta Cinese, lo stupefacente Giardino delle Rocce o la gigantesca sequoia del Woodland Garden.

 

La struttura è sempre aperta, in ogni stagione, con un ricco calendario di eventi e tour guidati. Si tratta quindi di un’esperienza legata non solo allo spettacolo naturalistico ma anche ad altro. Ovviamente c’è spazio per acquistare oggetti di artigianato ma anche piante e fiori.

Nei dintorni di Edimburgo: Parco nazionale di Pentland Hills

Una volta visitata la città, l’occasione di trovare altre magnifiche sorprese appena fuori dal centro urbano è irrinunciabile. Basta salire in auto, magari portandosi dietro una coperta, qualche panino e la birra come fanno gli abitanti di Edimburgo. Oppure prendendo la linea 44 a Princes Street e viaggiando una mezz’oretta. La meta sono le Pentland Hills, parco meraviglioso.

Il paesaggio merita. Muretti in pietre dalla lunghezza sterminata a fare da contorno, distese di campi d’orzo e più in alto, coltivazioni di erica colorate di viola. Insomma i dettagli tipici della campagna scozzese.

Ai margini del parco impossibile non notare i cottage con tetti di paglia che qui furono costruiti già a partire dal 1200. Fino agli ’60 sono rimasti incustoditi e lasciati in rovina, poi finalmente restaurati per volontà del Consiglio di Edimburgo. Ora in auto non si può raggiungere il villaggio di Swanstone, che li ospita, in auto ma solo a piedi. 

Parti per Edimburgo con Costa Crociere

Gli ingredienti per un viaggio indimenticabile ci sono tutti. Un po’ di mistero mescolato al fascino antico che non guasta mai. Edimburgo promette meraviglie: è arrivato il momento di partire…

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