Le Canarie, sono tra le isole più belle della Spagna e possono vantare alcune delle spiagge spagnole più rilassanti e caratteristiche. Per quanto riguarda I’isola di Fuerteventura, c’è chi si è spinto a dire che più che un luogo sia “uno stato d’animo”. Non è eccessivamente mondana, anche se non mancano i locali e i bar dove concedersi una serata frizzante, ma è la meta ideale per rilassarsi sulla sabbia e dedicarsi agli sport acquatici. D’altronde le spiagge più belle di Fuerteventura  sono tante e variegate.

Potrete praticare windsurf e kitesurf, o potete dedicarvi a camminate interminabili in mezzo alla natura. Sfruttare i suoi estesi parchi o rimanere affascinati da i suoi tratti un po’ più selvaggi, desertici e vulcanici, che ricordano quasi il Marocco. Il verde è un colore che la rappresenta bene visto che palme, tamerici e aloe sono protagoniste della sua vegetazione e le donano un tocco rassicurante. Preparatevi a vivere un paesaggio fatto di contrasti e di forme differenti in cui il tempo è un po’ più lento rispetto alle nostre abitudini.

La natura sarò la protagonista principale ed è per questo che è una meta particolarmente ambita per chi fa trekking, sfruttando sentieri che aprono scenari solo da vivere. Sull’isola non mancheranno luoghi da cui avere una prospettiva impareggiabile e a 360°.

Ora, però, è tempo di vedere quali sono le attrazioni da non perdersi per una vacanza da ricordare.

Isola di Lobos

Se avete bisogno di un luogo di incanto, dove immergervi nella natura c’è l’Isola di Lobos, un fazzoletto di 4,5 chilometri di meraviglia, a quasi tre chilometri a nord di Fuerteventura. Un faro, nessuna strada, un ristorante in cui vi cucineranno il pesce fresco o vi faranno una paella e tanta pace. L’ultimo abitante fisso è stato il guardiano del faro. Troverete alcune case di pescatori, un centro turistico e un’area dedicata al campeggio. La zona è ideale per fare dello snorkeling e per godersi le sfumature dell’acqua. Un tempo qui ci vivevano le foche monache, ora potrete trovarci qualche esemplare di squalo martello.

L’area è un parco naturale che ospita almeno 130 specie di piante ed animali. Potete godere dei suoi tesori, facendo trekking, magari scegliendo di dirigervi a La Caldera, l’unica montagna dell’isola. Dall’alto dei suoi 127 metri di altezza vi permette di avere una vista panoramica imperdibile dell’isola. Isla de Lobos offre anche degli spazi naturali dove potrete riposarvi nel Puertito, per esempio. Vi troverete di fronte a una sorta di piscina all’aperto dalle acque chiare, tranquille e trasparenti che contrastano con lo sfondo fatto di rocce vulcaniche.

Il nome “Lobos” fa riferimento a quando vivevano nella zona numerosi leoni marini. Sull’isola non mancano le storie da raccontare e anche un pizzico di cultura. Vi nacque anche la poetessa spagnola Josefina Pla, che si fece spesso ispirare dai suoi paesaggi. A ovest dell’isola potrete raggiungere una zona di terra salina, che ha sviluppato una vegetazione unica, e che è periodicamente studiata ed è al centro di diversi progetti. Per arrivarci bisogna prendere un traghetto da Corralejo

Piscine naturali di Aguas Verdes

L’isola è anche piena di zone che regalano contrasti: questo succede specialmente nella sua parte ovest. Aguas Verdes, a Betancuria, ne è un esempio lampante, visto che a fianco di uno scenario selvaggio offre il relax e la serenità delle piscine naturali. Il mare agitato che si sfrangia nelle scogliere, e a pochi passi questi spazi verdi e immobili. Potrete godervi sei chilometri tra insenature e pozze all’insegna della bellezza.

E non sarete soli, potrete incontrare dei simpatici scoiattoli o dei granchi che fanno una capatina, mentre vi godete un bagno caldo in acque limpide e tranquille. Gli scenari davanti ai vostri occhi saranno quelli di veri e propri paradisi erosi dalle onde, che hanno scavato queste piscine dalle forme spettacolari. Aguas Verdes è il luogo ideale per godersi un momento di sole e di relax, lontano dalla confusione e dalla tecnologia, dove assaporare il silenzio e il gioco di contrasti che regala la luce soprattutto al tramonto.

Betancuria

Situato nel centro dell’isola, è una delle più importanti località coloniali. La sua storia inizia addirittura nel XV secolo, grazie a un cavaliere normanno, Juan de Bethencourt, che per difendersi dagli attacchi dei pirati, scelse una valle interna e più riparata. La cittadina ha vissuto il suo apice nel 1700 grazie agli ottimi raccolti di cereali. Ora la sua economia dipende totalmente dal turismo.

Una camminata nel centro storico vi permetterà di ripercorrere la sua storia e quella dell’Isola. Betancuria, che è stata riconosciuta come sito di interesse storico nel 1979, regala diverse attrazioni da visitare. Tra tutte spiccano la chiesa di Santa Maria e diverse cappelle, oltre al pittoresco convento francescano di San Buenaventura. L’edificio religioso è stato costruito nell’anno di fondazione della città, il 1404. Della costruzione originaria sono rimaste la base e la torre campanaria. Alla fine del 1500 fu distrutta dai pirati, e solo nel XVII secolo fu ricostruita con diversi elementi interessanti, tra cui la fonte battesimale e il coro.

Belvedere di Morro Velosa

Per chi vuole un momento scenografico e di grande impatto, a Betancuria, si può approfittare del Belvedere di Morro Velosa. Si trova sulla vetta di una montagna, a circa 610 metri di altezza. Da qui si possono ammirare gli scorci migliori dell’isola. L’entroterra di Fuerteventura, riserva della Biosfera, appare in tutto il suo splendore. Davanti agli occhi del visitatore appariranno le dune e gli aspri paesaggi carichi di suggestioni.

Il belvedere è stato realizzato dal famoso artista delle isole Canarie César Manrique. Si tratta di un elegante edificio, con un portico costruito in legno e un pittoresco tetto con le tegole e riprende, a livello di colori, le sfumature del paesaggio. Al suo interno i turisti potranno avere informazioni sulla storia geologica dell’isola, ammirare un preciso modellino di Fuerteventura e fare una pausa caffè, in attesa di riprendere il cammino verso Betancuria, che fu l’antica capitale. Nella struttura vengono ospitate anche delle mostre ed è presente un negozio di artigianato locale.

Parco naturale di Corralejo

È un parco naturale speciale, in cui sarete immersi nell’atmosfera del deserto di Fuerteventura. Si tratta di un’estesa distesa di sabbia circondata dalle acque dell’Oceano. L’area è ricca di contrasti, nella parte nord, come abbiamo detto, c’è susseguirsi di dune, che vi regaleranno uno scenario mozzafiato e l’idea che un po’ il tempo si possa fermare. Nella parte meridionale, invece, il paesaggio cambia notevolmente ed è vulcanico: si passa così a colori rossi e ocra e a una cornice di forme meno morbide e più nervose.

Il parco è ricco di numerose specie endemiche vegetali e animali che sono protette. La distesa di sabbia, che è formata soprattutto da materiale organico di molluschi e di altri organismi marini, si estende per oltre otto chilometri e finisce in lunghissime spiagge, che regalano un momento di pace. La parte più vulcanica, che è battuta soprattutto dagli appassionati di trekking, ha tra le sue attrattive il cratere della montagna Roja (a 312 metri di altitudine), che è diviso dall’area delle dune dal “barranco de las Pilas”.

A Corralejo, cittadina piccola ma frizzante e vivace troverete numerosi locali e bar. Tra i più famosi, oltre per i prezzi a buon mercato dei cocktail e delle birre, e per essere il punto preferito di ritrovo dei surfisti, c’è il Banana bar. Un’altra sua particolarità è che si trova sulla terrazza di un edificio sul lungomare e proietta delle immagini sul palazzo di fronte. Questo rende molto più facile trovarlo.

Villaggio El Cotillo

Un villaggio che è riuscito a mantenere il suo aspetto pittoresco, le sue tradizioni, e che nel contempo è riuscito a trasformarsi. Si trova nella parte nord-ovest dell’isola. Da un lato il tempo sembra che si sia fermato, visto che i pescatori sono ancora intenti nelle loro routine quotidiane, mentre le donne li aspettano a casa in un contesto di grande tranquillità. Dall’altro stanno iniziando a nascere hotel e residence che accolgono i turisti, sempre più affascinati dalle bellezze delle spiagge.

El Cotillo è particolarmente frequentato dagli appassionati di surf, visto che le sue spiagge sono attraversate da forti correnti e onde alte. Per questo motivo non mancano scuole e strutture che insegnano questo sport. A volte la forza del mare ha affondato diverse barche e ha abbattuto i muri, specialmente nella zona del porto. Non mancano nel villaggio i bar e i ristorantini dove poter gustare la cucina locale, molto saporita soprattutto grazie ai piatti di pesce.

La bellezza è il filo comune di questo villaggio, che già nel suo porto ha diversi elementi caratteristici e pittoreschi. Tra gli elementi architettonici che si possono visitare c’è anche la fortezza del Tostòn, la cui costruzione fu terminata nel 1790 per difendere il paese dagli attacchi dei pirati.

Sono le spiagge, però, come detto il fiore all’occhiello. Alcune sono come quelle tropicali, con la sabbia finissima che si sfuma con l’azzurro del cielo. Tra quelle da non perdersi ci sono Playa del Castillo, Playa del Ajibe de la Cueva e Playa del Aguila. Bisogna fare attenzione alle correnti, soprattutto nella stagione invernale. Qui scoprirete un po’ il perché del soprannome che è stato dato all’isola (“Isla lenta”). Potrete dedicarvi allo sport e alla vita sana.

Montagna Sagrada Tindaya

È una montagna ammantata da un velo sacrale, motivo per cui ci fu un periodo in cui nessuno lo voleva scalare perché si pensava fosse controllato dalle streghe. Qui gli aborigeni di Fuerteventura lasciarono moltissime incisioni rupestri a forma di piede. Gli archeologi ne hanno trovate quasi 300, quasi tutte rivolte verso la cima del Teide a Tenerife o verso l’isola di Gran Canaria. Simili disegni, di cui non si è riuscito a capirne il significato, sono stati trovati anche nelle montagne del nord Africa. Si pensa che potrebbero essere degli indicatori dei punti cardinali. O che siano dei rimandi di carattere religioso.

Non sono le uniche tracce che sono state rinvenute dagli studiosi, che hanno scoperto la presenza di grotte e di una necropoli. Non è escluso che sulla vetta della montagna Tindaya avvenissero dei sacrifici umani. La montagna (formata da una roccia chiamata trachite) è alta circa 400 metri, e il suo colore cambia a seconda dell’inclinazione dei raggi solari. La zona è stata classificata come riserva naturale nel 1987, ed è habitat di diverse specie di uccelli. Essendo uno spazio protetto ogni scalata deve essere autorizzata dal governo di Fuerteventura.

L’omonimo villaggio è, invece, prettamente agricolo e ha una strada che conduce alle diverse spiagge, che sanno essere molto variegate. Nelle vicinanze c’è anche un Belvedere molto popolare, il Mirador di Vallebròn. Qui potrete godere di una vista mozzafiato, dove imparerete ad apprezzare, oltre alla montagna, la costa da est a ovest, valorizzando il silenzio quasi surreale della valle.

Belvedere di Sicasumbre

Non c’è posto migliore a Fuerteventura per osservare il cielo e la bellezza del silenzio. Siamo nel sud dell’Isola, a Pajara. In questo belvedere astronomico, che vi regalerà uno scenario magico, troverete anche dei pannelli informativi, dettagli sulla localizzazione delle stelle, oltre a un orologio solare. Da qui gli esperti e i curiosi, tra le tante stelle, potranno ammirare Spica, astro della costellazione della Vergine. Si tratta di un luogo isolato, lontano dal caos delle città. A Sicasumbre si potranno vedere anche le stelle meno luminose e i pianeti.

Per facilitare la visione degli appassionati sono stati inoltre previsti delle postazioni a cui si possono agganciare macchine fotografiche, telecamere e telescopi. La possibilità di osservare perfettamente il cielo stellato, grazie alla scarsa densità abitativa, la natura incontaminata e il basso inquinamento luminoso, ha fatto guadagnare all’isola di Fuerteventura il riconoscimento Starlight.  A Pajara, che è uno dei comuni più abitati dell’isola, oltre a hotel e residence, troverete le spiagge più grandi e rinomate di tutta Fuerteventura.

Museo del Queso Majorero

Ci spostiamo nella parte centrale dell’Isola, nella struttura del Molino de Antigua, un ambiente di oltre 500 metri quadrati potrete scoprire i tesori caseari e la cultura del bestiame locale. Ad aiutarvi ci saranno diversi pannelli informativi che vi faranno conoscere, in particolare, la capra majorera, e il suo habitat naturale.

Non solo teoria, però. Avrete la possibilità di fare un tour dove sono previste diverse degustazioni. Il formaggio Majorero ha di solito una forma cilindrica, un peso che può variare da 1 a 6 chilogrammi e un’altezza che spazia tra i 6 e i 9 centimetri. Il suo gusto è forte e intenso, una vera esperienza per il palato in tutte le varietà, che sono tre: stagionato, semi-stagionato e dolce.

Scoprirete l’evoluzione dei caseifici della zona e la storia della denominazione di origine del formaggio Majorero, imparando a conoscere gli strumenti di lavoro e soprattutto le tecniche con cui viene preparato La struttura è organizzata in aree tematiche e presenta uno spazio dedicato agli assaggi e una parte dedicata all’attività didattica. Tra le sezioni da visitare anche quella dedicata proprio all’isola di Fuerteventura, con un focus sulla flora e la fauna caratteristiche. Potrete inoltre visitare gli splendidi giardini e il negozio di artigianato e di prodotti del settore agricolo-zootecnico.

Museo ecologico de La Alcogida

La cultura è ancora protagonista a Tefir, nel centro-nord dell’Isola. La caratteristica principale del museo de La Alcogida è che si tratta di una struttura “vivente”. Il visitatore potrà entrare a contatto con gli artigiani, carpirne i segreti e il loro modo di lavorare in diretta. L’ecomuseo è formato da sette case che sono state ristrutturate e che ripercorrono in maniera simbolica i diversi stili presenti nell’isola.

Dalla casa sobria, fino alle magioni dei nobili a più piani e ricche di decorazioni e stili. Il museo dà la possibilità di scoprire la vita del contadino, le sue fasi e le sue tappe, in più dedica anche informazioni sulla flora e sulla fauna dell’isola. Una sezione è dedicata anche agli aspetti più quotidiani della vita artigiana, come la raccolta dell’acqua, i forni del pane, i pagliai o gli antichi cortili.

Penisola di Jandia

Stiamo parlando della penisola che si trova nella parte più a sud dell’isola di Fuerteventura. In origine si trattava di un isolotto separato dall’isola, ma nel corso dei secoli la sabbia trasportata dal mare e dal vento ha unito la penisola a Fuerteventura. Ed è stata una fortuna visto che qui si trovano i 25 chilometri delle spiagge più popolari e rilevanti. Tra gli arenili da non perdere ci sono Barlovento, Stotavento e playa de Cofete

La zona, già dal 1987, è diventata un parco nazionale, che occupa oltre 140 chilometri quadrati. Qui si alternano alle spiagge delle zone vulcaniche che sono l’habitat di una vegetazione unica e di diverse specie di uccelli. Sono molto numerosi anche gli insetti, le lucertole e una particolare specie di tarantola. L’area è particolare, soprattutto per i contrasti dei suoi paesaggi, che alternano in pochi chilometri dune sabbiose, rocce, paesaggi vulcanici in un mischiarsi di colore e forme.

Parti per Fuerteventura con Costa Crociere

Piscine naturali, spiagge, scorci meravigliosi e anche diversi musei. Un’isola arida che però sa sorprendere e che può essere attraversata grazie alla bicicletta, con cui scoprirete sentieri che vi lasceranno senza fiato. Troverete sfumature di colori mai viste, dal rosso al nero, al verde delle piantagioni di aloe presenti nei vulcani che sonnecchiano. Fuerteventura offre davvero la possibilità di vivere una vacanza rilassante e colorata.  Lungo la costa troverete oltre 150 spiagge, aggiungeteci anche l’esuberanza del cibo spagnolo, la simpatia di una serata diversa in cui sorseggiare un cocktail in amicizia, e il vostro quadro sarà completo. Non resta che prepararsi a partire per le Isole Canarie: Fuerteventura vi aspetta.

Parti con Costa Crociere