Ha un fascino difficile da descrivere, qualcosa che arriva da molto lontano, più o meno quanto la leggenda delle Colonne d’Ercole e il fatto che la Terra finisse più o meno da queste parti. Ecco a voi Gibilterra.

L’aspetto più curioso, appena si arriva via terra, è quello legato all’unica strada che conduce all’ingresso della città. Di colpo si allarga in una grandissima spianata d’asfalto. Dopo qualche istante di sorpresa, ci si rende conto che quella è una pista per gli aerei. E attraversa la strada. Così, ogni tanto, la sirena comincia a suonare, i semafori scattano sul rosso e le sbarre si abbassano come fosse un passaggio a livello. Ma a transitare sono gli aerei, non il treno. Poliziotti con il megafono chiedono di sgomberare la strada: manca poco a un decollo oppure è in arrivo un aereo. Vi sembra una follia? Il problema è che gli spazi sono ridotti e l’aeroporto si trova praticamente a ridosso del centro. Non ci sono alternative.

Cosa vedere a Gibilterra? La Rocca, la storia delle "Colonne d'Ercole" e molto altro. Scopri i migliori luoghi da visitare a Gibilterra con una crociera Costa!

Le migliori cose da vedere a Gibilterra

  • Rocca di Gibilterra
  • Il Castello Moresco
  • Europa Point
  • Escursioni con i Delfini
  • The Convent

Rocca di Gibilterra

Il suo profilo, lassù in alto, ti colpisce appena da Tarifa ti avvicini a Gibilterra. Sei subito attratto da questo luogo fascinoso. Al tempo stesso però, anche la città ai suoi piedi ha il suo richiamo. Sarà perché improvvisamente si esce dall’atmosfera tipicamente spagnola dell’Andalusia e si entra in quella ordinata e tipicamente britannica. Le indicazioni stradali sono scritte quindi in inglese, le cabine telefoniche (le ultime rimaste) sono rosse, i chioschi vendono non più tapas ma fish & chips. E per le strade si aggirano i bobbies, i poliziotti in divisa stile Scotland Yard. L’unico dettaglio che non cambia è la guida, che resta a destra come in Spagna e nel resto d’Europa. La rocca si osserva bene da Grand Casemates Square, la piazza sempre piena di turisti che ammirano a testa in su il castello guardando in alto mentre sono seduti al tavolo nel dehor di un ristorante.

Da qui è inevitabile percorrere la Main Street e deviando a un certo punto si prende la Line Walla Road per fare il giro delle antiche mura e arrivare fino a Southport Gate, vicino alla locale Trafalgar Square e anche al Trafalgar Cemetary. In piazza ci si può rifocillare prima dell’ascesa alla Rocca. Per farlo si raggiunge l’Upper Rock Nature Reserve e prendendo l’Europa Road si arriva alla stazione della funivia che collega infine la città a The Rock.

Il tragitto verso la vetta è l’occasione per osservare il fantastico panorama tutto intorno. Appena si arriva a destinazione si fa conoscenza con le scimmiette che a prima vista sembrano simpatiche e inoffensive ma che, se infastidite, posso diventare aggressive e anche mordere il malcapitato turista. Ovviamente, essendo posizionata strategicamente sullo stretto, la Rocca di Gibilterra ha ricoperto negli anni un ruolo strategico molto importante. Ecco perché sulle pareti e tra le boscaglie de pendio si trovano tante postazioni che risalgono alle diverse guerre del passato. Ci sono anche alcuni tunnel scavati nella Seconda guerra mondiale, ma anche grotte e antiche residenze. Se invece si una passione per il birdwatching, questo è un luogo speciale per osservare le migrazioni degli uccelli. Al ritorno si può sempre decidere di non utilizzare la funivia e di rientrare a piedi, seguendo i sentieri che riportano alla città. È un’ottima idea perché si scende dolcemente senza troppa fatica osservando il bellissimo panorama sullo stretto e sulla città. Lungo lo stradino ci si imbatte nelle installazioni che ricordano la vita dei soldati durante gli assedi. Si chiama appunto “Gibraltar, a city under siege” e regala ad ogni visita nuova vita alle rovine dei fortini.

Scendendo, chi ha il tempo e la possibilità di raggiungere la Baia di Algeciras può avvicinare i delfini della colonia che qui vive: tra aprile e settembre numerosi tour organizzati offrono questa possibilità, partendo da Watergardens Quay o dalla vicina Marina Bay. Tra le spiagge, bellissima la Catalan Bay famosa per le caratteristiche casette di pescatori. Merita una giornata di relax al sole anche la Sandy Bay. Per concludere la visita a Gibilterra, è d’obbligo raggiungere Punta Europa, ovvero il luogo più vicino all’Africa dove è possibile immergersi in uno scenario meraviglioso. Accanto al faro, sorge la moschea di Wladystaw Sikorski. Qui si vedono passare in acqua delfini e anche balene nel periodo della migrazione.

Il Castello Moresco

La Rocca ha sempre rappresentato un punto di riferimento fondamentale per i popoli che nei secoli sono transitati a Gibilterra: dai primi uomini di Neanderthal ai Mori, dagli spagnoli fino ai britannici. Tutti hanno cercato di dominare questo strategico territorio. Il complesso del Moorish Castle è costituito da edifici diversi, qualcosa di più di poche mura fortificate, con due sorprendenti dettagli rappresentati dalla Tower of Homage e dalla Gate House. La prima incute ancora oggi un timore reverenziale. Si pensa che il Castello Moresco sia stato edificato a partire dal VIII secolo dalla dinastia dei Marinidi e conteso dagli Alcazar spagnoli, ma non esiste una data certa.

Sappiamo che attorno al 1068 il governatore di Algeciras, un arabo, ordinò che si costruisse un forte a Jebel Tarik (l’attuale Gibilterra) per presidiare l’area e controllare le attività sull’altro lato dello Stretto. L’attuale Torre potrebbe aver fatto parte del castello e delle mura collegate all’interno delle quali si sarebbe sviluppata la città antica. Fu costruita con la “tapia”, una miscela di calce e sabbia rossa, con calcare e mattoni per renderla più solida.

Con il tempo questa divenne la fortezza principale sulla Rocca di Jebel, con il primato di torre più alta dell’intera penisola iberica. L’occupazione dei Mori fu la più lunga della storia, dal 700 al 1309 per poi riprendere dal 1320 per un altro secolo, fino al 1462. Il loro contributo alla cultura e all’economia di Gibilterra è ben documentato. Da qui gli arabi partirono alla conquista di altre aree d’Europa per più di sette secoli. Ai piedi della Rocca c’è il centro storico e da qui si arriva a La Barcina, il vecchio cantiere navale. Restano visibili alcune parti delle fortificazioni offrendo esempi meravigliosi delle architetture del periodo islamico.

Recenti scavi, sotto alla Tower of Homage a Casemates Square, hanno riportato alla luce un antico magazzino collegato al castello che avrebbe fatto parte di una banchina dove le navi moresche venivano portate per essere sottoposte a manutenzione. All’interno del parco si trovano i resti di una struttura che ha ospitato fino al 2010 una prigione sopra Landport Gate, l’ingresso settentrionale della fortezza.

Europa Point

Quando gli antichi navigatori arrivarono da Oriente nell’ottavo secolo avanti Cristo, si stabilirono propri dove sorge il faro, sulla Rocca. Furono attratti da grandi caverne marine nelle vicinanze e trovarono l’ambiente giusto per vivere. Anche i fenici e i greci arrivarono qui. La leggenda racconta che Ercole venne a prendere il bestiame di Geryon nella sua decima fatica e con la sua forza aprì lo stretto creando le Colonne che poi furono chiamate con il suo nome. Queste colonne sono visibili ancora oggi: la Rocca di Gibilterra da una parte, la Jbel Musa dall’altra. La leggenda quindi corrisponde alla realtà scientifica. Lo stretto si è aperto circa cinque milioni di anni fa, certamente fu un evento spettacolare. Quando si sviluppò quell’apertura, dove oggi si trova lo Stretto di Gibilterra, l’Atlantico sgorgò riempiendo il bacino del Mediterraneo in un centinaio di anni con un’enorme cascata.

Il Trinity Lighthouse di Gibilterra, il faro ora completamente automatizzato, è l’unico al di fuori dal Regno Unito ad essere regolato dalla Trinity House. Risale al 1841 e sorge a 49 metri sul livello del mare con un’estensione di circa 37 chilometri. La sua posizione ha un valore strategico unico al mondo, domina infatti sull’Atlantico e sul Mediterraneo per tutte le navi che transitano per lo stretto in acque che da sempre sono considerate insidiose.

La Fortezza di Harding è una batteria di artiglieria che è stata restaurata e prende il nome dall’ingegner George Harding che nel 1844 amministrava Gibilterra. Ad ogni guerra la batteria veniva ammodernata, fino all’intervento operato per la Seconda guerra mondiale quando una postazione antiaerea fu montata proprio in questa piattaforma. Nel 2010, dopo essere rimasta sepolta sotto la sabbia, la batteria di Harding è stata riportata alla luce e restaurata.

La Moschea Ibrahim-al-Ibrahim è la più a sud d’Europa e una delle più grandi in un paese non musulmano. Molti edifici d’interesse sono comunque di origine musulmana a Gibilterra, altri furono rasi al suolo durante la guerra. Durante il regno di re Ferdinando e della regina Isabella fu deciso che doveva essere annientato tutto ciò che ricordasse i legami con la precedente dominazione araba. Molte opere erette dai Mori sono comunque sopravvissute, a partire dal castello moresco. La Moschea occupa un terreno pianeggiante, al suo fianco si trova una grande cisterna sottomarina, poi diventata “il pozzo delle suore”. Quando fu conquistata dagli spagnoli nel 1462, la moschea fu convertita in fretta in un santuario dedicato a Nostra Signora d’Europa, frequentato dai marinai di passaggio, ancora oggi molto popolare tra i fedeli e meta di pellegrinaggi.

Escursioni con i Delfini

Gibilterra è conosciuta anche come "la Rocca" per la cresta calcarea che domina la vista e occupa gran parte del territorio. Ma se questo luogo per certi versi bizzarro è meglio conosciuto per le scimmie che vivono in cima alla Rocca, Gibilterra offre anche un'opportunità imbattibile per vedere da vicino le famiglie di delfini che saltano dalle acque scintillanti della Baia di Gibilterra. In posizione strategica a pochissimi chilometri dall'Africa, Gibilterra rappresenta un elemento interessante di discontinuità con le città spagnole e in particolare con le… tapas della circostante provincia di Cadice.

The Rock è uno stato britannico dal 1713, come dimostrano le classiche cabine telefoniche rosse e l'abbondanza di negozi di pesce e patatine. Lo stretto di Gibilterra è la porta d'acqua che collega l'Oceano Atlantico e il Mar Mediterraneo ed è una delle rotte di navigazione più trafficate al mondo. È anche tra le rotte più prolifiche per i delfini e il posto migliore per vedere e interagire con queste incredibili creature in tutta Europa.

I delfini si trovano lungo tutta la costa di Gibilterra, dove si nutrono di sardine, aringhe, calamari, acciughe e pesci volanti. Il caldo clima mediterraneo rende anche Gibilterra un luogo ideale per vedere una varietà di rare specie di uccelli, tartarughe e balene. Comunque il modo migliore per avvicinarsi ai delfini è avventurarsi in un’escursione con una barca turistica. È un'occasione per vedere gli animali, selvaggi e liberi nel loro habitat naturale.

E poiché i delfini sono creature così socievoli, tendono ad avvicinarsi alle barche. Gli operatori che organizzano i tour di osservazione dei delfini hanno biologi marini nel personale e tengono traccia di dove gli animali possono apparire ogni giorno, quindi le possibilità di vederli sono molto alte. Nella maggior parte dei casi, gli operatori promettono addirittura di rimborsare i soldi se nessun delfino appare. Perché sono sicuri di non deludervi.

The Convent

Questo edificio ospitò inizialmente un convento francescano, nel 1521, ma due secoli dopo si trasformò nella residenza dei governatori britannici. La sua storia è abbastanza travagliata: L’assedio del 1727 lo danneggiò molto, ma la distruzione maggiore avvenne durante il Grande Assedio (1779/83), a causa dei bombardamenti nemici sia da terra che dal mare. Il restauro iniziò dopo il Grande Assedio, ma le modifiche maggiori e più radicali furono apportate sotto l’allora governatore, il tenente generale Sir William Codrington. A lui si deve la ricostruzione della Sala banchetti e della facciata che dà su Main Street. La scala principale all'ingresso appartiene probabilmente a questo importante rinnovamento.

Il Convento e la sua cappella hanno subito nel corso del tempo molti danni, così come è capitato nei secoli al territorio di Gibilterra. Qui in particolare, le tre vetrate della sala banchetti hanno subito danni ingenti alle sue tre vetrate. Il vecchio Convento si porta con sé una o due leggende: la più conosciuta è sicuramente quella sulla monaca spagnola. Secondo la storia fu imprigionata qui in questo monastero e condannata a morte. La sua colpa? Aver tentato di fuggire con un monaco, di cui si era innamorata. Negli anni diventò così il fantasma residente del Convento.

Parti per Gibilterra con Costa Crociere

Non sai resistere al fascino inglese di un luogo sospeso tra la Spagna e il Marocco? È normale: Gibilterra non ha eguali. Qui dove l’Europa finisce (o comincia) affacciandosi tra due mari, qui dove l’Africa allunga la sua voce ammaliante, la storia si intreccia a mille leggende. Impossibile non venire a verificare da vicino fino a che punto la realtà si mescola alla fantasia. Il risultato è comunque magico: salite a bordo? Costa Crociere vi aspetta!