Il Vietnam riserva mille sorprese perché custodisce altrettanti tesori nascosti. Oltre che bellezze alla luce del sole. Per esempio, nell’immaginario collettivo turistico un posto importante lo occupano le spiagge del Vietnam. Ma non solo. C’è molto altro. E tanti di questi gioielli da ammirare sono concentrati nella città che un tempo era Saigon e che oggi è conosciuta con il nome del presidente che ha fatto storia, Ho Chi Minh. Tante meraviglie che è possibile osservare da vicino grazie anche alle escursioni organizzate da Costa Crociere.

Cosa vedere a Ho Chi Minh City? Musei, pagode, mercati orientali e molto altro. Scopri i migliori luoghi da visitare a Ho Chi Minh City con una crociera Costa!

  • Tunnel di Cu Chi
  • Museo delle vestigia della guerra
  • Pagoda dell’imperatore di Giada
  • Palazzo della Riunificazione
  • Museo delle Belle Arti
  • Phuoc An Hoi Quan
  • Delta del Mekong
  • Cattedrale di Notre Dame
  • Ben Thanh Market
  • Bitexco Tower

Tunnel di Cu Chi

Nel passato neanche troppo lontano del Vietnam c’è una ferita profonda, quella della guerra. Una guerra che è entrata direttamente nella vita del popolo, un evento tragico vissuto sul proprio territorio. Ma proprio questa caratteristica è stata, sul piano strategico, una carta letale per l’esercito americano. La fitta giungla, per esempio, si è rivelata come un ambiente capace di proteggere i vietnamiti e al tempo stesso di ribaltare i rapporti di forza. Grazie alla perfetta conoscenza del territorio di scontro, i soldati di casa riuscirono a pianificare una serie di aggressivi contrattacchi che alla lunga furono il segreto del successo. I tunnel proteggevano i villaggi. Funzionavano come ospedali di fortuna oltre che da centri di comando. Oggi sono stati restaurati e visitabili, convertiti in veri e propri memoriali di quella guerra.

 

I tunnel di Cu Chi erano funzionanti già dal 1940 quando la gente del luogo li utilizzava contro la dominazione francese. Furono poi ampliati e collegati in rete come rifugio e arma di difesa quando le truppe americane arrivarono a Saigon (oggi Ho Chi Minh) negli anni ’60. Si tratta di cunicoli molto stretti. Quando gli americani ne scoprirono l’esistenza e capirono la loro importanza strategica, crearono appositi reparti come i Tunnel Rats, composti da militari dal fisico minuto, in grado di calarsi nei tunnel più che altro per esplorarli e quindi distruggerli con cariche di esplosivo.

Oggi si possono visitare con guide locali che permettono ai turisti di spingersi in parte dei tunnel per capire come si muovevano i militari e le persone all’epoca. La rete si estendeva dalla capitale del Sud, Saigon, fino al confine cambogiano per 250 chilometri. Nella giungla erano nascosti dei tombini che funzionavano da accesso ai tunnel. Erano mimetizzati perfettamente nella boscaglia. Un’escursione di mezza giornata oggi permette di rivivere quella situazione.

Museo delle vestigia della guerra

Ecco che cosa ha lasciato la guerra. Il nome del museo dice tutto: “The War Remnants Museum”. Subito dopo le ostilità, nel 1975, lo avevano battezzato “Museo dei crimini degli Stati Uniti e del regime fantoccio”. Nel 1990 la definizione fu parzialmente modificata in “The Exhibition House for Crime of War of Aggression”. L’ultima denominazione è la più distaccata. Ma ciò che è rimasto dopo il conflitto non ha bisogno di troppe parole. Ed è un dolore trasversale, che non ha fatto distinzioni.

Al primo piano del museo, ci sono anche le immagini dei veterani di guerra americani rimasti contaminati dagli agenti chimici da loro stessi utilizzati per distruggere le foreste tropicali e scovare i Viet Cong. Con conseguenze a volto sui loro figli, nati anni dopo in America. E ci sono le storie dei vietnamiti come Kim, la ragazza che in una foto storica e famosissima corre nuda assieme ad altri bambini spaventatissimi in mezzo ai soldati americani.

Il museo della guerra è uno dei luoghi più importanti della città. Trasmette il senso di terrore tipico di chi ha vissuto ciò che è accaduto. All’ingresso c’è uno spiazzo che ospita l’elicottero Chinook Ch-47, simbolo della guerra. Poco più in là, una gabbia come quelle dove venivano rinchiusi i prigionieri. Le immagini, come detto, tramandano le conseguenze sulle persone dell’uso di Napalm, Agente Orange e bombe al fosforo: gravissime mutilazioni, bimbi contaminati e condannati a una vita tremenda. La visita al museo è un’esperienza che lascia un segno.

Pagoda dell’imperatore di Giada

È anche conosciuta come la Pagoda della Tartaruga, luogo pieno di immagini e statuette straordinarie e considerato uno dei più belli a Saigon (il nome con cui prima veniva chiamata Ho Chi Minh City e che ora identifica il distretto centrale). È sempre affollata da fedeli che svolgono riti spirituali con fiori e profumi d’incenso. Si tratta di una delle pagode più interessanti del Vietnam, costruita dalla comunità cantonese e molto popolare.

La struttura del tetto colpisce subito l’attenzione, entrando nella sala principale invece si rimane abbagliati dall’imponenza dello stesso imperatore di giada, indicato come il “dio dei cieli”. È lui che decide chi potrà farne parte e chi ne resterà escluso. Simile a Confucio, ma con un’aria meno conciliante. Sulla sinistra, in un’anticamera, ecco la dea della fertilità Kim Hua e in un altro angolo il re dell’Inferno che ispira inquietudine, attorniato dai suoi servi. Il tetto è tempestato di elaborate piastrelle mentre le statue del tempio, che raffigurano personaggi della tradizione buddista e taoista, sono state realizzate in cartapesta rinforzata.

Due figure taoiste accolgono i visitatori con aria minacciosa: sulla destra, alto 4 metri, il generale che ha sconfitto il Drago Verde (sotto i suoi piedi). A sinistra il generale che ha sconfitto la Tigre Bianca (calpestata). L’imperatore di giada, in abiti lussuosi, è affiancato dai suoi guardiani, i Quattro Grandi Diamanti (Tu Dai Kim Cuong), duri e taglienti. Altre figure rappresentano divinità dispensatrici di punizioni per atti malvagi o ricompense per buone azioni. Un’altra stanzetta ospita le figure in ceramica di 12 donne in due file di 6. Ognuna rappresenta una caratteristica umana, buona o cattiva. A presiedere la stanza c’è Kim Hoa Thanh Mau. Al piano superiore troviamo Quan Am, la dea della misericordia.

Palazzo della Riunificazione

Inizialmente era il Palazzo dell’Indipendenza, ma ha cambiato nome per raccontare la sua storia aggiornata. È un palazzo in cemento bianco e vetrate di cristallo la cui facciata esprime semplicità e rigore. Fa riferimento al 1962 e all’inizio della guerra del Vietnam, ultimo atto di una crisi che era cominciata molto tempo prima. A fine ‘800 i francesi avevano preso possesso della regione di Saigon, creando una Belle Colonie, un gioiello tra i più eleganti ed esotici nelle colonie dette “d’oltremare”. Poi con la crescita del malcontento popolare ci fu l’affermazione del partito comunista di Ho Chi Minh e dei suoi guerriglieri, quindi la prima guerra d’Indocina e il paese diviso in due: a nord un regime filosovietico, a sud uno più legato alla cultura occidentale. Il golpe del ’62 distrusse il palazzo del governatorato francese e sulle sue macerie la presidenza sudvietnamita costruì il nuovo palazzo del potere.

Quando ci fu l’inaugurazione del 1966, i conflitti interni al paese avevano già causato dodicimila vittime. L’esercito del Nord sfondò gli accessi del palazzo nel ’75 e da quel momento il palazzo ospitò le trattative per la riunificazione del Vietnam, avvenuta nel mese di novembre dello stesso anno. Ora è aperto al pubblico e all’interno lo stile è diverso a quello lineare della facciata: l’ostentazione è più evidente, l’eleganza lascia spazio al materialismo. La sala delle udienze ne è un esempio. Due zanne d’elefante posizionate all’ingresso, diventano le lingue di due dragoni in legno. La scrivania presidenziale è in lacca rossa con broccati d’oro, vasi cinesi, tende in raso e animali impagliati. Al piano superiore lo stile sobrio torna a dominare. Dalla facciata è stata da tempo rimossa l’immagine monumentale del padre della patria, Ho Chi Minh. Ora trovano ampio spazio alcune pubblicità di prodotti occidentali.

Museo delle Belle Arti

Trova ospitalità in una bellissima residenza in art déco che un tempo apparteneva a un ricco mercante cinese appassionato d’arte. Il palazzo fu realizzato nel 1929 mescolando uno stile architettonico cinese e francese. Le vetrate ricche di colori appaiono ormai sbiadite ma all’interno le scalinate in marmo e le mattonelle sulle pareti non hanno perso la loro lucentezza e lo splendore di un tempo. La mostra di dipinti fa rivivere le emozioni storiche di un’intera nazione. Ci sono statue in pietra del VII secolo e tele su cui sono raffigurati paesaggi vietnamiti davvero spettacolari.

Numerosi ovviamente i dipinti che evocano la guerra, alcuni dei quali realizzati da bambini. E si possono anche acquistare. Al primo piano sono conservate opere dei più rinomati artisti locali come Trinh Cung, Diep Minh Chau e Do Quang Em. Moltissime opere raffigurano eroi con la bandiera vietnamita, bambini con il fucile in mano, carri armati e armi. E tantissimi ritratti dello “zio Ho”, il presidente Ho Chi Minh. Al secondo piano troviamo manufatti storici molto rari: incisioni in pietra che raffigurano Buddha e Vishnu, così come gli esempi di arte indiana. In definitiva il museo offre al visitatore l’occasione di conoscere meglio il Vietnam e la sua gente, oltre alla storia che hanno attraversato.

Phuoc An Hoi Quan

Una pagoda deliziosamente immersa nel verde e che all’interno si apre a una “fiammata” di rosso, oro, verde e giallo. Si tratta infatti di uno dei templi maggiormente colorati della città e mirabilmente ornati di ogni bellezza. Interessanti, in particolare, gli elaborati ornamenti rituali in ottone, le armi, le sculture in legno sugli altari, le pareti e le colonne, con le lanterne sospese in aria e le bobine d’incenso. E poi innumerevoli statuine che compongono le scene in ceramica che decorano il tetto.

All’ingresso, sulla sinistra, troviamo a grandezza naturale la figura del cavallo sacro di Quan Cong. Quando si decide di partire per un viaggio la tradizione vuole che si venga qui a fare un’offerta prima di accarezzare la criniera della stata equina e di suonare la campana che tiene al collo. Dietro all’altare maggiore, in mezzo ai bracieri di incenso in pietra e ottone, ecco la statua di Quan Cong a cui è dedicato il tempio. Altri santuari sono quelli in omaggio a Ong Bon, ovvero il guardiano che presiede la felicità e la ricchezza, e a Nam Ba Ngu Hanh.

Delta del Mekong

Il dodicesimo fiume più lungo del mondo percorre oltre quattromila chilometri dalla sorgente prima di raggiungere il Vietnam. Attraversa la Cina, il Myanmar, il confine tra Laos e Thailandia tagliando la Cambogia. Ma che cos’è in definitiva il delta del Mekong? È una rete di affluenti nel Vietnam sud-occidentale, tra Ho Chi Minh City e la Cambogia. Il fiume parte dall’Himalaya prima di completare la sua lunga corsa e questo può spiegare in parte perché le sue acque siano tanto torbide. La vita ruota attorno a quelle acque, dai famosi mercati galleggianti alle vaste industrie agricole. Un’incredibile varietà di frutta e fiori cresce nella regione, oltre al bestiame. Qualcuno ha quindi definito il delta del Mekong come il cesto di riso del Vietnam, perché fornisce sostentamento a milioni di persone.

Per i turisti il fiume fa venire alla mente i mercati galleggianti e le gite attraverso i tunnel naturali. Una gita di un giorno è meglio che niente, ma l’ideale sarebbe dedicare al delta due giorni di visita. La città più frequentata è My Tho: oltre al mercato sull’acqua ci sono imponenti pagode e frutteti da non perdere. Can Tho è la città più grande della regione e ospita il mercato di Cai Rang, un vero spettacolo per le centinaia di barche piene di ogni varietà di frutta oltre a un abbagliante assortimento di fiori.

In centro ci sono alloggi confortevoli e una vita notturna vibrante. Soc Trang ospita la più vasta presenza di khmer fuori dalla Cambogia, quindi presenta una cultura diversa da altre città. Le pagode Clay e Bat ne sono un esempio con le loro linee intricate. La riserva della biosfera di Can Giò è sotto tutela Unesco per le foreste di mangrovie e gli ecosistemi. Da Rac Già infine si arriva facilmente all’isola di Phù Quoc, altro scrigno di bellezze naturali.

Cattedrale di Notre Dame

Una delle poche roccaforti cattoliche in Vietnam, costruita ovviamente dai francesi alla fine del 1800 con mattoni rossi provenienti da Marsiglia. Il Vaticano le ha conferito lo status di Basilica nel 1962. Ha due campanili che contengono sei campane di bronzo e un tranquillo giardino nel pieno centro del Distretto 1 di Ho Chi Minh City, ovvero Saigon. Una statua della Vergine Maria si trova di fronte alla stessa cattedrale, milioni di visitatori arrivano al suo cospetto anche perché si dice che abbia pianto lacrime autentiche nell’ottobre 2005.

Ben Thanh Market

È il luogo ideale per acquistare articoli di artigianato locale, prodotti di marca, oggetti di arte vietnamita e altri souvenir. Non mancano le bancarelle alimentari dove assaggiare la cucina vietnamita in stile street-food oppure semplicemente per rinfrescarsi con una bevanda fredda quando le contrattazioni durano un po’ troppo… Il mercato è grande, a volte difficile da esplorare, da evitare sicuramente nella parte più calda della giornata. Quando scende la notte, i ristoranti intorno al perimetro del mercato aprono le porte creando un’atmosfera unica con l’aria che si riempie di profumo di noodles fritti al wok, pesce alla brace e carne.

Gli chef cucinano davanti agli avventori con una gamma infinita di scelte. Per fare affari al mercato meglio andare al mattino, per acquistare articoli in bambù, vestiti, prodotti elettronici, spezie e frutta che profumano pesantemente l’aria. Ben Thanh è uno dei monumenti più antichi di Saigon e mostra un aspetto autenticamente vietnamita. Ecco perché è da non perdere. 

Bitexco Tower

Alta 262 metri, si staglia al centro del quartiere finanziario di Ho Chi Minh Ciity e offre ai visitatori un’impareggiabile vista della città dal suo Sky Deck. È stata progettata dall’architetto americano Carlos Zapata, in 68 piani che ospitano uffici, negozi, ristoranti e un eliporto. Compare nella lista prestigiosa dei 20 grattacieli più importanti e di maggiore impatto visivo al mondo. L’attrazione principale è rappresentata dallo Sky Deck dove ci sono anche box interattivi con touchscreen che mostrano informazioni sui punti di interesse. Il ponte di osservazione riservato al pubblico al 49esimo piano è raggiungibile utilizzando uno dei sedici ascensori che raggiungono qualsiasi livello entro 35 secondi. La torre è ormai famosa anche per la Bitexco Vertical Run che copre 178 metri in altezza con l’ultimo record fissato a 4 minuti e 51 secondi dal tedesco Thomas Dold.

Parti per il Vietnam con Costa Crociere

Una cultura che si scopre un po’ alla volta, tanti tasselli colorati da mettere in ordine. Ma una volta definito il quadro complessivo, apparirà la visione di insieme su un paese straordinario. Con la sua storia spezzata e poi ricostruita, con il suo misticismo, i colori e i tanti odori. Insomma una meta fuori dall’ordinario che potrete raggiungere assieme a Costa Crociere!

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