Un richiamo indefinibile ma al tempo stesso irresistibile. Come quello dei muezzin alla sera che spesso si sovrappongono al suono delle campane. Un momento di intersezione tra vecchie culture o in questo caso religioni, quella islamica e la cattolica, che coabitano da sempre il Marocco. Per non citare i tanti rioni degli ebrei. Un paese dai mille volti, dalle tante dominazioni e immerso in una natura rigogliosa, forte di una bellezza senza limiti. 

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  • Marrakech
  • Casablanca
  • Azemmour
  • El Jadida
  • Fez
  • Rabat
  • Tangeri
  • Asilah
  • Tetouan
  • Deserto del Sahara
  • Essaouira
  • Chefchaouen
  • Agadir
  • Erfoud

Marrakech

L’antica città imperiale è un centro economico e turistico di grande importanza, con le sue moschee, i bellissimi palazzi e i giardini. Da visitare in ogni stagione dell’anno, anche nella caldissima estate, uscendo magari nelle ore più fresche. Il cuore nevralgico è piazza Jemaa el Fna, dotata di una bellezza rara. In giornata si arriva qui per fare un salto al souk, mentre al tramonto è piacevolissimo gustare un tè alla menta su una delle terrazze dei caffè che circondano tutta la piazza. Fino al pomeriggio, come detto, ospita il grande mercato all’aperto dove si compra di tutto: spremute d’arancia, stoffe, datteri, chiromanti e perfino incantatori di serpenti.

Alla sera le bancarelle lasciano il posto a danzatori, cantastorie e musicanti. Place des Epices, come suggerisce il nome, mette in mostra tutte le spezie dallo zafferano al curry. Al souk dei tintori, conosciuto come Sebbaghine, ci si imbatte invece in matasse di lana dipinta messe ad asciugare appoggiate ai muri. Uno spettacolo di colori. Dal souk a Palazzo Bahia: capolavoro di architettura marocchina che è anche oasi di pace nelle 150 stanze piene di ricche decorazioni in marmo, legno di faggio o cedro. I cortili sono ricchi di giardini lussureggianti con alberi di banano, cipressi, aranci e gelsomini.

Fuori da Marrakech da non perdere i Giardini Majorelle, dal nome del pittore francese che li ha creati in uno straordinario giardino tropicale, tutto attorno alla sua villa. La dimora, poi acquistata da Yves Saint Laurent e ribattezzata Villa Oasis, negli anni è stata un approdo speciale in Marocco per molti personaggi dell’entourage parigino della moda. Altro giardino da vedere è Le Jardin Secret, dentro la Medina e antico 400 anni. Il quartiere più in voga in città è quello di Sidi Ghanem, ex area industriale che ospita negozi di design e attira gli amanti dell’arte in tutte le sue forme. Marrakech da qualche anno a questa parte sta diventando un punto di riferimento del settore, grazie anche alla Biennale che si svolge ad aprile, occasione per mettere in mostra opere di artisti dell’area mediterranea, mediorientale e sub-sahariana. 

Casablanca

Meno di tendenza rispetto a Marrakech, la capitale commerciale del Marocco è comunque da non perdere se non altro per l’eredità coloniale della cultura francese intrecciata a quella tradizionale araba. E così accanto agli edifici in stile art deco e ai vecchi vicoli in pietra della Medina il visitatore può trovare musei, edifici imponenti e la seconda moschea più grande al mondo: l’iconica struttura intitolata a Hassan II è anche tra le poche aperte ai non musulmani. Può ospitare fino a 25 mila fedeli, con la possibilità di pregare su un pavimento in vetro da dove è possibile vedere il mare. E nel cortile possono entrare altre 80 mila persone.

Nella stessa zona, di fronte al mare, il quartiere La Corniche offre una vasta gamma di offerte gastronomiche ma anche piscine e accessi alla spiaggia. La zona nei periodi più caldi è frequentata da surfisti e in generale dagli amanti del mare, ma anche da chi semplicemente vuole concedersi una passeggiata rinfrescante sulla spiaggia. Il Morocco Mall, sempre in questo quartiere, propone un acquario al coperto completo di un piccolo squalo.

Nella parte vecchia, la Medina, perdersi nel labirinto di vicoli è facile. Qui scorre la vita quotidiana con bimbi che corrono davanti ad anziani che fumano seduti nei caffè. Da vedere la Moschea Berbera, nascosta in queste vie. Il Museo del Giudaismo è qualcosa di unico nel mondo arabo e dimostra l’influenza ebraica sulla società marocchina sottolineandone la convivenza religiosa. Il parco della Lega Araba è nella piazza che rappresenta il centro amministrativo della città tra edifici pubblici, la statua del maresciallo Lyautey e la fontana che produce uno spettacolo acquatico coreografico e musicale. La Villa des Arts è un grande museo che promuove la cultura marocchina, mentre il Palazzo del Re colpisce per la sua grandiosità.

Azemmour

Una città che ha ispirato molti artisti del Marocco nel corso degli ultimi decenni. Alcuni hanno scelto di restare a vivere in città, un luogo che risente dell’influenza artistica e cosmopolita della vicina Casablanca. La vita però segue schemi decisamente più tradizionali. L’ispirazione artistica in ogni caso non manca. La suggerisce il fascino della Medina risalente al secolo XVI e stretta tra l’Oud Er Rbia e l’Oceano. I portoghesi edificarono la città nel 1513 come uno dei riferimenti commerciali lungo la costa marocchina. Personaggio storico è Estevanico, detto il Nero: catturato e reso schiavo, divenne in seguito uno dei primi esploratori ad attraversare le terre del nord America dalla Floria alla costa del Pacifico.

El Jadida

Da tempo entrata nel patrimonio dell’umanità Unesco, esprime una raffinata eleganza nel segno di una storia molto antica. È la città fortificata di Mazagan, costruita dai portoghesi durante la loro dominazione dal 1506 al 1769. Dei cinque bastioni originari ne restano quattro. Dal bastione dell’Angelo, in particolare si domina il centro abitato con una vista eccezionale, mentre il bastione San Sebastiano è noto perché conserva ancora una cappella dell’inquisizione. L’antica Mazagan ha anche spiagge splendide che sono scenari ideali per il relax e il divertimento. A nord la spiaggia di El Haouzia ha ancora nel suo contesto il relitto di un’imbarcazione a circa duecento metri dalla riva. L’elegante spiaggia di Sidi-Bouzld accoglie molti bagnanti in estate e grazie alla corrente che arriva dalle Canarie risulta sempre refrigerante nei giorni più caldi.

Numerosi i ristoranti sul porto o lungo il vialone De Suez dove gustare l’ottima cucina locale. A proposito: una tappa a Oualidia permetterà di assaporare le ostriche (appena pescate) di fronte al mare o nei parchi della laguna dove prosperano. Tornando verso il centro di El Jadida, ci si imbatte bella cisterna portoghese, sala sotterranea costruita dai portoghesi e utilizzata come arsenale. Fuori dalla città ecco il villaggio di pescatori Moulay-Abdallahche: ospita una festa religiosa e commerciale al tempo stesso in grado di richiamare 200 mila persone e ben 15 mila cavalli.

Fez

In una fertile valle, a 350 metri sul mare, la città imperiale di Fez rappresenta una roccaforte della cultura marocchina. Divisa in città nuova o Fès el Jedid e città vecchia o Medina, chiamata anche Fès el Bali, da una parte ospita la stazione, il palazzo Reale e il quartiere ebraico, mentre dall’altra presenta un labirinto di viuzze con mercati di ogni tipo. È anche sede dell’Università più antica del mondo. Nella Ville Nouvelle si trovano i locali più belli, bar e librerie di qualità. La città antica è caratterizzata dalle maioliche blu e verdi, con palazzi, moschee meravigliose come la Karaouine. Da visitare anche il Museo di Dar Batha e il Museo Borj-Nord ma anche le Tombe Merenid, sito archeologico panoramico.

Uscendo dalla città, il paradiso naturalistico del Jardine Majorelle. Fez è come un museo a cielo aperto che unisce l’atmosfera ispanica a quella tipicamente araba. Mille cose da vedere: si può partire dalle Concerie medievali (Choara) dove ci sono enormi vasche di pietra piene di vernici. Si passa a Mellah, quartiere ebraico dove l’architettura si differenzia nettamente da quella musulmana. L‘ingresso della città è Bab Boujloud, maestoso accesso monumentale in ceramica secondo lo stile moresco dell’Andalusia.

Rabat

La capitale sa incantare il visitatore con la forza della sua antica storia. Il suo cuore è rappresentato dalla città medievale di Chellah, costruita a sua volta sui resti di un luogo pre-islamico come testimoniato dalle rovine romane. Altra testimonianza del passato, la Torre di Hassan, opera mai completata che doveva essere il minareto di una moschea. Disegni bellissimi e intricati la decorano proprio di fronte alla tomba del re Mohammad V e dei suoi due figli, dove il soffitto a foglia d’oro è una piacevole sorpresa.

La Kasbah des Oudais è al centro di tutto, il punto più antico, con vista sul fiume e sul mare. Oggi è zona residenziale elegante. I giardini andalusi ospitano anche il Museo del Palazzo che espone reperti affascinanti di arte e cultura del Marocco. I giardini hanno fiori e arbusti tradizionali andalusi con aranci, limoni e banani. Un dolce rifugio lontano dalla folla. Tutt’altra storia allo Zoo di Rabat: è recente e suddiviso in tutti i continenti del mondo, ospita più di 130 specie animali ed è strano trovarlo al centro della città. Luogo adatto alle famiglie come il Museo di Scienze naturali mentre il Palazzo del Re è sede di numerosi uffici governativi. Un’altra via di fuga dal trambusto cittadino è ovviamente la spiaggia. La migliore è forse quella di Kenitra, cittadina famosa per il surf.

Tangeri

La sua strategica posizione, sullo Stretto di Gibilterra, l’ha resa tappa obbligata dei conquistatori di tutto il mondo e di ogni epoca. Si trova infatti nel punto in cui si incontrano Mediterraneo e Oceano e ancora oggi si scoprono segni di tutti i popoli che qui sono passati: dai fenici ai romani, dai visigoti agli arabi, dai portoghesi agli inglesi e fino agli spagnoli. La leggenda racconta che proprio sorgesse il Giardino delle Esperidi, ovvero il Paradiso Terrestre.

Città a forma di anfiteatro, adagiata su una bellissima baia. Il suo centro è il Gran Socco, piazza dalla forma irregolare con il Grand Souk che ospita un mercato pittoresco e coloratissimo. Più in alto c’è la Moschea di Sibi Bou Abib mentre a sinistra si vede la Chiesa di Sant’Andrea con giardini lussureggianti tra sobrietà anglicana e generosità marocchina. Costruita dagli spagnoli è invece la Chiesa dell’Immacolata Concezione, vicina alla Residenza del Nabib un tempo sede del rappresentante del Sultano. Da una piazza all’altra: la Petit Socco è una tappa in cui sostare prima di dirigersi, attraverso rue Jemaa el Kebir, verso la Gran Moschea che fu tempio romano e poi chiesa edificata dai portoghesi.

Asilah

Città fortificata sul mare, sulla costa nord, piccola e luminosa destinazione che offre un assaggio di Spagna pur nel contesto del Marocco. Le pareti bianche delle case sono occupate da dipinti che rappresentano una delle principali attrazioni turistiche. Sono opere che ogni anno cambiano, murales che si rinnovano puntualmente. La città è perfetta sotto ogni punto di vista per una visita in bici e ogni anno ospita il Festival di Asilah, richiamo per artisti di tutto il mondo che appunto arrivano qui per dipingere murales.

Le mura della città e i suoi bastioni sono in condizioni ancora molto buone, con due moli che si estendono sull’Oceano. La spiaggia locale è molto piccola, molti allora scelgono di allontanarsi verso Paradise Beach che tiene fede al nome, con sabbia soffice e ambiente tranquillo. Tornando ad Asilah, in zona nord ci si imbatte nella chiesa di San Bartolomeo, edificio in stile moresco tipicamente coloniale costruito dai francescani spagnoli. Una delle poche chiese in Marocco dove alla domenica si possono suonare le campane. Per chiudere, merita una visita El Hamra, torre affascinante, un altro pezzo di storia molto ben conservato.

Tetouan

A sud dello stretto di Gibilterra, troviamo un’altra destinazione tra le più apprezzate del Marocco. Ai piedi delle spettacolari montagne del Rif in una valle di aranceti e mandorleti. Gli andalusi hanno lasciato un segno nell’architettura, nell’arte e nella cucina. Oggi è il porto del Mediterraneo più importante del Marocco, con una miscela di cultura araba e spagnola. La Medina è come sempre il cuore storico, protetto da cinque chilometri di mura merlate con sette magnifiche porte. Gli artigiani esercitano antichi mestieri nel souk mentre moschee, kasbah e il palazzo Reale di piazza Hassan II evocano la grandiosità di un’era passata.

Il Museo Archeologico ospita reperti che includono la città romana di Tamuda, appena fuori Tetouan. La collezione comprende monete puniche, strumenti in bronzo, iscrizioni in pietra libico-berbera. Tra le eccellenze, un mosaico romano delle Tre grazie e una statua sumera. Dalla chiesa cattolica di Bacturia i tocchi delle campane invitano i fedeli alla preghiera assieme alla chiamata del muezzin. Il mare da qui è distante appena 20 minuti, con una miriade di villaggi di pescatori, porti e stabilimenti balneari. La baia di Tamuda ospita strutture di lusso, mentre la vicina Laguna Smir è posto di riposo per migliaia di uccelli migratori.

Deserto del Sahara

Il più grande deserto caldo della terra rappresenta in assoluto una delle mete più affascinanti al mondo. Un viaggio incredibile, luogo di misteri e grandi numeri dove si può, con un safari sahariano, conoscere le tradizioni berbere e vivere l’emozione di una notte sotto un cielo carico di stelle che risplendono. Lo si può attraversare a bordo dell’Oriental Express, il treno del deserto. Sulle orme di James Bond, sedendo nel vagone di una locomotiva storica si viaggia da Oujda nella pianura di Angand fino a Bouarfa, dove sembra davvero di arrivare ai confini del mondo. E capita anche di dover spalare la sabbia dai binari. Tra le dune si passa a Merzouga, incrociando le tribù del deserto per bere magari un tè con i beduini. Passando poi da Erg Chebbi, le Gole del Dades e la Valle del fiume Ziz.

Essaouira

La sua sensazionale Medina l’ha resa famosa. Più delle mura bianche e cangianti e più della kasbah. Così bella che l’Unesco l’ha inserita tra i monumenti patrimonio dell’umanità. Ha un sapore europeo, i francesi ne fecero un perfetto esempio di architettura militare. Si chiamava infatti Mogador, piccola fortezza, il porto che da sempre collega il Marocco con l’Europa. Le coste sono spazzate da brezze oceaniche e in molti la raggiungono per volare cin il surf sulle sue onde. Destinazione ideale per un soggiorno all’insegna di storie, arte e avventura.

Chefchaouen

Chi ama la storia se ne innamorerà. Ma anche chi apprezza trekking, cibo e shopping. Città adorabile, ai piedi delle montagne del Rif, una cascata di case dalle pareti blu armonicamente inserite nel paesaggio naturale. Ecco perché è la “città blu”. Le tante immagini che i turisti in questi anni hanno pubblicato su Instagram e altri social ne ha fatto aumentare a dismisura la popolarità, ma la Perla Blu resta una città tranquilla e pittoresca. Le dimensioni contenute permettono una visita in giornata. Nel centro del paese del resto capita di scoprire la cascata del fiume Ras el Maa, una meraviglia che si raggiunge a piedi.

Agadir

Ai piedi del monte Atlante e davanti a una delle baie più belle del mondo, Agadir sorge sull’Oceano in un’atmosfera rilassante e coinvolgente ed è appoggiata su una spiaggia amplissima. Il clima è sempre ventilato, l’aria è ricca di iodio e il sole splende quasi tutti i giorni dell’anno. Di sera la temperatura scende, di giorno diventa calda specialmente dalla tarda primavera. Una delle maggiori attrattive, spiagge a parte, è quella del Suk, il mercato di Agadir con 6 mila negozi che offrono ogni genere di merce in un contesto di colori e voci realmente unico. Prima di entrare, ci si deve preparare ad essere fermati in continuazione dai venditori che offrono i loro prodotti con maniere gentili ma insistenti.

Il lato migliore di Agadir è però quello della natura desertica, con piccoli ruscelli tra le rocce all’interno di scenari incantati. Dal villaggio di Immouzer si sale alle omonime cascate, quelle con le pareti imbiancate dal calcare, in una zona celebre anche per la produzione di miele.  Un’esperienza esaltante può essere quella del tour in quad. Si parte quasi sempre dal piccolo villaggio di Lmzar per esplorare orizzonti che forse non vi aspettate. Straordinaria, a questo proposito, la vista che si gode dalla Plage Sidi Toual sullo spettacolo dell’Oceano Atlantico. E il percorso transita tra alberi di argan, dromedari, capre e pastori.

Se è vero che l’acqua non è tra le più limpide davanti ad Agadir, basta spostarsi appena fuori dalla città per scoprire luoghi incantati ovvero spiagge incontaminate, dove il mare è stupendo: Aghround, Aourir, la famosa Banana Beach che Jimi Hendrix aveva scelto come la sua preferita oppure la spiaggia di Tfnit. Per conoscere invece meglio la cultura di Agadir, ecco la Medina di Polizzi, villaggio culturale fuori dal centro, in una magnifica foresta di eucalipti, realizzato dal maestro siciliano Coco Polizzi nella ricostruzione dopo il terremoto del 1960. Comprende una trentina di botteghe artigiane gestite da giovani che portano avanti la tradizione.

Erfoud

Vicino al confine con l’Algeria, alle porte del deserto, spesso una nuvola di sabbia la avvolge fino alle vie del centro. Sono le tempeste di vento che ne spezzano talvolta l’equilibrio tranquillo. Due sono le attrazioni principali: il Festival dei datteri e l’industria del marmo. Ma in primis c’è il deserto ed Erfoud è la base da cui partire. Da provare qui il piatto tipico della Kalia, stufato di montone o capretto cucinato con 40 spezie differenti e servito con uova, prezzemolo e verdura.

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