Il Messico ha colori forti, accesi, in bilico tra emozioni contrastanti e quasi sempre irresistibili: come lo splendore e il dramma della sua storia millenaria, quella antichissima dei popoli Maya oppure quella più recente dei conquistatori spagnoli e infine dell’indipendenza nazionale. Come la ricchezza e la miseria che ancora oggi convivono in un quadro pieno di fascino, sotto un cielo indescrivibile e bellezze naturali dietro ogni angolo.

Cosa vedere in Messico? Città del Messico, Chichén Itza e molto altro. Scopri i migliori luoghi da vedere con una crociera Costa!

  • Cozumel
  • Parco ecologico di Punta Sur
  • Città del Messico
  • Mérida
  • Uxmal
  • Chichén Itza
  • Puerto Escondido
  • Oaxaca
  • Cancun
  • Tulum
  • Treno del Cobre
  • Guanajuato
  • Cenotes dello Yucatan
  • San Cristobal de las Casas
  • Palenque
  • Teotihuacan
  • Cabo San Lucas
  • San Miguel de Allende
  • Puerto Vallarta
  • Guadalajara

Cozumel

L’isola verde e azzurra più grande del Messico è immersa nel Mar dei Caraibi a una ventina di chilometri dalla costa e dalla penisola dello Yucatan. Nella cittadina di San Miguel si concentra la maggior parte della sua popolazione, per il resto a dominare è la foresta incontaminata. Ci sono vestigia dei villaggi Maya e anche il Museo dell’Isola che ne testimonia la storia antica. L’altra grande attrazione è rappresentata dal Parque Punta Sur, l’area protetta nella zona sud dell’isola.

Anche qui si possono visitare i resti dell’architettura precolombiana: il Caracol è un edificio in pietra costruito tra il 1200 e il 1400, dedicato alla dea della nascita e dei buoni parti. Grazie alla particolare costruzione delle mura, da una fessura usciva un sibilo in caso di vento forte: era l’allarme che avvisava la popolazione di Cozumel dell’imminente arrivo di un uragano tropicale.

Un altro sito archeologico si trova a San Gervasio, probabilmente sede di una città santa dedicata alla dea Ixchel. Ci sono ancora gli affreschi sulle pareti dei santuari. Infine a El Cedral, oggi villaggio messicano dove a maggio si festeggia la Santa Croce, un tempo sorgevano idoli scolpiti in pietra ed era luogo di culto per i Maya. Oggi è ancora possibile ammirarne alcuni lungo i sentieri che si inoltrano nella foresta. Al largo di Cozumel, gli appassionati di avventure subacquee trovano un paradiso sommerso dove si estende il Mesoamerican Reef, la più grande barriera corallina del continente americano. Nell’entroterra invece, i parchi custodiscono una natura rigogliosa. E nel cuore della foresta tropicale si estende il Faro Ceralain Eco Park con la sua giungla di mangrovie.

Parco ecologico di Punta Sur

La più vasta riserva ecologica a Cozumel, nella parte più meridionale dell’isola. Ospita una grande varietà di specie indigene come alcuni uccelli esotici e una flora selvatica che non è possibile ammirare altrove. Non mancano naturalmente i coccodrilli e con loro le tartarughe marine nel loro habitat naturale. Dall’alto del promontorio dove si trova il faro si gode di un panorama davvero meraviglioso. Le spiagge di Punta Sur hanno una sabbia bianca e delicata, ottima cornice per un mare blu da esplorare in tutta la sua ricchezza, ovvero per la meraviglia della barriera corallina.

L’ingresso al parco include anche una visita allo storico faro, dove ci si arrampica per arrivare a un punto di osservazione privilegiato su tutta l’isola. Da visitare anche il museo marino, per tornare alla spiaggia si può usufruire del bus elettrico. Vedere da vicino i coccodrilli è facile grazie al tour organizzato che permette di navigare nella laguna, altra bellezza che riserva angoli naturali decisamente interessanti.

Città del Messico

Arrivando in aereo in un’ora notturna, la sua infinita distesa di luci nel buio vi farà innamorare al primo impatto. Città immensa, meravigliosa e piena di contraddizioni. Con un fascino quasi ineguagliabile. Il Centro Historico è ovviamente la base da cui partire, caratterizzato dagli edifici coloniali eleganti e ricchi di storia. Questo è il cuore pulsante della città. Plaza della Constituciòn in particolare, sede delle istituzioni, è il centro di tutto. Una piazza enorme, senza limiti, chiamata anche El Zòcalo. In occasione di grandi eventi può contenere fino a 200 mila persone, così grande che normalmente sembra sempre un po’ vuota. Un tempo proprio qui sorgeva il centro cerimoniale dell’antica Tenochtitlàn, la capitale dell’impero azteco.

Fu con i materiali ricavati dalle rovine dell’antico Teocalli, il tempio Mayor distrutto e saccheggiato dagli spagnoli, che a partire dal 1573 fu costruita la Catedral Metropolitana che oggi domina il lato nord della piazza e che ricorda nella sua struttura la Cattedrale spagnola di Siviglia. Sul lato est della piazza ecco il Palacio Nacional, casa del potere esecutivo messicano. Sorge sulle rovine del palazzo di Montezuma, poi residenza dello spietato conquistatore Hernàn Cortés.

Da un balcone dell’edificio ogni anno a dicembre il presidente messicano parla alla nazione nel Grito de Dolores, l’atto che diede inizio alla Guerra d’indipendenza messicana nel 1810. All’interno sono visibili i dipinti murales dell’artista Diego Rivera. Al centro della piazza sventola sempre il tricolore messicano. Oltre al centro storico, meritano una visita le rovine azteche della Grande Piramide nella vecchia città di Tenochtitlàn, quelle che costituivano il Templo Mayor. La piramide più alta arriva a un’altezza di 60 metri.

Poco più lontano dal Zòcalo, ecco il Bosque del Castello di Chapultepec, un vero e immenso parco a 2325 metri sul livello del mare su una superficie di 6,7 chilometri quadrati. Il castello è sede del Museo nazionale di storia messicana, al centro di una ricca vegetazione che ospita una biodiversità faunistica molto interessante. Poco distante da qui c’è anche il Museo Nacional de Antropologia.

Nel centro storico uno degli edifici più imponenti è il grattacielo della Torre Latinoamericana, 204 metri di altezza e 44 piani. Tra i simboli della città anche il Palacio de Bellas Artes, patrimonio dell’umanità Unesco, sede dell’Opera e di esposizioni artistiche. Il palazzo è adiacente all’Alameda Central, uno dei parchi cittadini più belli e frequentati. Dal palazzo delle Bellas Artes si estende il viale Paseo de la Reforma che divide la città in diagonale, ispirato ai grandi boulevard europei. L’Angelo dell’Indipendenza è una colonna che celebra appunto la conquista dell’indipendenza messicana, mentre Plaza Garibaldi è celebre per i gruppi di mariachi che suonano con i tipici costumi.

Infine d’obbligo una visita alla casa Museo dove visse Frida Kahlo, nel coloratissimo quartiere di Coyoacàn, tra mercatini e spettacoli di mariachi e in mezzo a locali che offrono churros, tacos e tutti i piatti della rinomata cucina messicana. Fuori dalla capitale, a circa quaranta chilometri, Teotihuacan ospita la Piramide del Sole e la Piramide della Luna, assieme ad altri edifici di epoca precolombiana. Verso sud si arriva invece a Xochimilico, la Venezia del Messico nei cui canali si naviga a bordo della trajinera, equivalente delle gondole.

Mérida

Dalla sua posizione centrale domina la penisola dello Yucatàn vicino al Golfo del Messico. Per lo stesso motivo rappresenta anche un’ottima base per gite di un giorno verso i siti archeologici dell’Unesco e per le riserve naturali che ospitano animali selvatici e villaggi definiti Pueblos Magicos (città magiche) come Valladolid e Izamal. Merida esprime il mix di cultura espresso dalle antiche civiltà dei Maya risalenti a più di duemila anni fa e dai conquistatori spagnoli a partire dal 1500. Le pietre dell’antica città di T’ho furono usate dagli spagnoli per erigere le alte chiese cattoliche e i palazzi coloniali. Dopo 500 anni di convivenza è nata un’identità culturale che caratterizza questa città in continuo movimento.

Ovviamente una delle principali attrattive è rappresentata dalla gastronomia. I mercati locali, come ad esempio il vivace Mercado Lucas De Galvéz e il Mercado Santiago esplodono letteralmente di frutta e verdura esotiche. Da assaggiare i peperoncini habanero piccanti e anche i chaya, simili agli spinaci. Oppure il rambutan, frutto a guscio rosso con polpa bianca dolce spesso venduta come un succo di “agua fresca”. Non mancano le arance di Siviglia, molto usate nella preparazione dei piatti tipici, mentre la huaya è un lime dello Yucatan che viene consumato con una spolverata di peperoncino.

Il Gran Museo del Mundo Maya offre una carrellata sulla storia più antica nel contesto moderno. Il Museo di antropologia e storia, ospitato in un edificio sul Paseo Montejo, espone reliquie Maya mentre al Museo di arte popolare sono consultabili opere provenienti da tutto il Messico, compresi abiti tipici e ceramiche. Il Palazzo del Governatore in Plaza Grande presenta i dipinti di Fernando Castro Pacheco, il vicino Museo di Arte Contemporanea ospita opere di Fernando Garcia Ponce.

Uxmal

A un’ora e un quarto di viaggio verso sud, troviamo la città in rovina dei Maya già passata sotto la protezione Unesco, celebre per la sua architettura lineare e per le sculture in pietre decorate. Ma soprattutto per il colore della pietra calcarea che la caratterizza e che le ha fatto meritare la nomea di Città Rosa. Nel periodo di massimo splendore, la città di Uxmal era abitata da 20 mila persone e le decorazioni degli edifici era ricche e molto eleganti, quasi a sottolineare la posizione di egemonia rispetto ad altre città. Nonostante un sistema idrico all’avanguardia, fu un periodo di siccità a determinare l’inizio della sua fine. La foresta tropicale si riprese il terreno coprendo le rovine, scoperte solo nell’800.

Molto ben conservata appare la Piramide dell’Indovino, secondo la leggenda costruita in una sola notte da un nano. La forma è davvero singolare, su base ellittica, con una scalinata ripidissima che porta all’ingresso dove una maschera di Chaac attende i visitatori a bocca aperta. Poco più bassa è la Gran Piramide, edificio solo in parte riportato alla luce. E poi il Quadrilatero delle Monache, il cui nome è conseguenza di un errore degli spagnoli che pensarono di aver trovato un convento. Si trattava invece di una scuola, forse militare. Quattro palazzi eleganti, ricchi di decorazioni in stile Puuc. Importante anche il Palazzo del Governatore, lungo un centinaio di metri. Tra questi ultimi due edifici sorge il Campo da gioco della pelota, mentre a fianco si trova la Casa delle Tartarughe, rappresentate in un cornicione decorato.

Chichén Itza

Cinquanta chilometri a est di Merida sorge Chichén Itzà, una delle città in rovina di maggior impatto del Messico. Si tratta di uno dei centri più importanti del periodo precolombiano e testimonianza di uno stile architettonico molto vario. La città ha elementi sia Maya sia Toltechi come la Piramide di Kukulkàn, conosciuta anche come El Castillo. Qui durante gli equinozi la luce del sole forma un’ombra a forma di serpente che sembra strisciare lungo le quattro scalinate della piramide. Ognuna di queste ha 91 gradini, in tutto sono 364 e se aggiungiamo l’ultimo e unico gradino che permette di entrare nel tempio, il totale fa 365 ovvero i giorni del ciclo solare. Anche qui c’è uno spazio dedicato al Juego de la Pelota, con tanto di tribune ai lati.

Leggenda vuole che il capitano della squadra vincitrice dovesse porgere la testa al capitano della squadra sconfitta che poi lo avrebbe decapitato. Sembra una bizzarria, ma pare che i Maya credessero che in questo modo i vincitori avrebbero avuto un accesso diretto al Paradiso. In fondo a questo edificio troviamo il Tzompantli, il Muro dei Teschi. Nella Piattaforma di Venere, invece, è rappresentato un uomo serpente con le ali, mentre il Tempio dei Guerrieri è un’altra piramide con un altare per i sacrifici.

Puerto Escondido

Un meraviglioso sbocco sul mare per la catena montuosa che dalla Sierra Madre del Sud si muove come un serpente lungo lo stato di Oaxaca per tuffarsi nell’Oceano Pacifico. Puerto Escondido circonda una baia straordinaria, abbracciata da gigantesche formazioni rocciose. Bellezza e voglia di avventura sono le molle che muovono il turista in questi luoghi il cui spirito è stato ben rappresentato dall’omonimo film di Gabriele Salvatores. Una delle mete preferite dai messicani e dai turisti di tutto il mondo, dove confluisce la storia di civiltà millenarie con l’architettura coloniale e le tradizioni che sono rimaste vive fino ai giorni nostri.

Le spiagge di Puerto Escondido sono piene di gente, anche se in molti periodi dell’anno si svuotano e mostrano un aspetto rassicurante e tranquillo. Un angolo di paradiso impreziosito dalle lagune costiere e dalle specie animali che lo abitano: uccelli esotici e tante tartarughe. Per la sua conformazione è un punto di riferimento anche per il surf, appassionati di parapendio e di immersioni subacquee.

Oaxaca

In questo stato la biodiversità è presente ovunque, come sanno bene gli amanti del birdwatching: il 70 per cento delle più di 700 specie di uccelli del Messico è ospitato qui, in particolare nell’area montuosa intorno a Hierve el Agua dove non è difficile osservare da vicino alcuni esemplari di questa regione. Ma ci sono anche le due cascate pietrificate a catalizzare le attenzioni: sono il risultato di secoli di sorgenti fluide così ricche di calcio da risultare oggi incastonate nella pietra. E sempre nella roccia hanno trovato spazio anche due piscine naturali a sfioro, che si affacciano sul blu e il verde delle montagne.

In una delle regioni più ricche di testimonianze d’archeologia, Mitla si distingue per i mosaici intagliati che si incastrano perfettamente e lanciano il loro sconosciuto messaggio all’aldilà. Monte Albàn, sito Unesco, è stato abitato per 1500 anni dai popoli Zapotec, Mixtec e Olmec e hanno ancora intatti, oltre alle piramidi, un osservatorio e il campo da ballo che domina la valle dall’alto di 400 metri. Da non perdere il Templo de Santo Domingo in stile barocco in un giardino. La Cattedrale è il gioiello di Oaxaca, ricostruita più volte dal 1535.

Cancun

Chi non ne ha mai sentito parlare? Cancun è uno dei luoghi più celebri delle vacanze nel mondo per le sue spiagge da sogno con hotel di lusso e cucina messicana a buon prezzo. Si trova nella penisola dello Yucatan, a nord-est del Caribe messicano. Costruita per il lancio del turismo nel 1970 dal governo, da luogo disabitato che era è diventata una città che ogni anno ospita migliaia di visitatori principalmente da Stati Uniti e Canada ma anche dall’Europa. È divisa in una zona centrale e in un’altra occupata interamente dalle strutture alberghiere, dove però trovano spazio anche musei e addirittura alcune rovine Maya.

Ovviamente l’attrazione principale è rappresentata dalle spiagge. In primis le più famose come la Playa Tortugas e la Playa Caracol, una più adatta agli sport acquatici e l’altra ideale per il relax, mentre Playa Delfines è dove si organizzano tour per vedere i delfini. Tra le più apprezzate per le feste notturne, ecco Playa Chac Mool. L’offerta è infinita ed è impossibile annoiarsi a Cancun, di giorno come di notte, specialmente nei club raccolti nella zona di Forum by the Sea, dove pagando l’ingresso si ha diritto a bere quante birre si vogliono. Se invece interessa la cultura locale, il Museo Maya raccoglie molto materiale proveniente da siti archeologici della zona.

Tulum

Negli ultimi anni il turismo in questa città a sud di Cancun è aumentato vertiginosamente. I più giovani la conoscono come la città dello yoga, più che per le rovine millenarie dei Maya. C’è un’atmosfera quasi newyorkese che la anima e la fa vibrare. Si divide in tre aree. Quella del centro di Tulum, poi Beach Road North e Beach Road South. La zona a nord vanta le spiagge migliori, anche se più affollate, ed è anche vicina alle rovine antiche. La zona a sud invece esprime una filosofia zen con i suoi ristoranti vegani, le palestre di yoga e i negozi di abbigliamento in stile hippie.

Una delle spiagge più iconiche di Tulum è la Playa Paraiso con l’acqua di un azzurro intenso, la sabbia bianca e le palme. Ma il biglietto da visita di Tulum è anche la grande quantità di cenotes. Si tratta di grotte di origine calcarea che si sono formate nel tempo, erano sommerse dall’acqua e presentano stalagmiti e stalattiti. Ci sono cenotes aperte oppure chiuse e immergersi nelle loro acque è qualcosa di speciale. Erano considerati luoghi sacri dai Maya. Ma oltre a spiagge e altre bellezze naturali (per esempio le spiagge dove le tartarughe vanno a nidificare oppure la Sian Ka’an Biosphere Reserve), Tulum offre anche un’ampia scelta di locali per la movida notturna come il leggendario Papaya Playa Project.

Treno del Cobre

Il canyon del rame, detto Barranca del Cobre, è un gruppo di circa venti canyon di straordinaria bellezza che nell’insieme formano una regione molto grande e spettacolare nella Sierra Madre. Le spaccature sono profonde fino a 1500 metri e qui si alternano 5 fiumi oltre a 6 canyon principali collegati tra loro e un totale di circa 200 canyon minori. È quattro volte più grande del Gran Canyon dell’Arizona. Tutta questa zona è attraversata dalla Ferrocarril che collega Chihuahua, nell’entroterra, a Los Mochis sull’Oceano Pacifico.

Una delle linee ferroviarie più scenografiche del mondo. Percorrerla sul Treno del Cobre significa vivere un’esperienza straordinaria lungo le pareti del canyon, attraversando gallerie e viadotti al limite dell’impossibile. Il viaggio dura 13 ore per 655 chilometri con 39 ponti e 86 gallerie. Ci sono tour che permettono di seguire il percorso a tappe e in più giorni.

 

Guanajuato

Le casette colorate sembrano scivolare giù dalle colline con mille sfumature e tonalità. Il rosa fucsia si confonde con il rosso intenso, il giallo zafferano si perde nel verde lime. La città piace per questa sua immagine contrastante, dove nulla è perfettamente restaurato ma dove le attività proseguono senza sosta: non si tratta di un museo a cielo aperto. Un tempo questa città coloniale era luogo di minatori alla ricerca di argento. Ma anche di oro e di mercurio. In molti arrivarono qui dalla Spagna e dalla Francia spodestando le tribù nomadi dei Chichimecas. Poi l’inondazione delle miniere mise fine a questa avventura e la colonia di 700 abitanti divenne una città fantasma da non più di duecento persone.

Oggi si guarda al futuro: oltre 50 mila sono gli studenti iscritti all’università, principalmente per i corsi d’arte: non potrebbe essere diversamente nella città natale di Diego Rivera, il pittore messicano famoso anche per il suo impegno politico. A proposito di cultura, da visitare il Museo Iconografico del Quijote, dedicato a Don Chisciotte, eroe del romanzo di Miguel de Cervantes le cui statue sono presenti ovunque a Guanajauto.

Cenotes dello Yucatan

La parola deriva da un termine Maya – dz’onot – che significa occhio nella terra, come la rete di queste grotte inondate di acqua dolce. Nello Yucatan se ne contano circa 10 mila. Grotte di origine calcarea che raccolgono l’acqua piovana nei periodi di piogge abbondanti, simili a laghi oppure lagune, spesso collegate all’Oceano con una mescolanza di acqua salata. Tra i cenotes più particolari, figura quello di Ik Kil vicino a Chichen Itza. È una grotta che sprofonda per 25 metri ed è larga 60 metri. Altro cenote che merita di essere visitato è Noh-Moson, pieno di ficus. Oppure, vicino a Playa del Carmen, da non perdere Dos Ojos, diviso in due e chiamato così perché nell’insieme appare come due enormi occhi.

San Cristobal de las Casas

Per arrivarci bisogna affrontare parecchie curve ma una volta a destinazione non si potrà che essere felici per la bellezza. La temperatura, dall’alto dei suoi 2100 metri, è ideale di giorno e di notte. La regione è quella del Chiapas, il territorio considerato forse più povero del Messico. Qui la rivolta zapatista trovò radici solide, proprio a San Cristobal venne letta per la prima volta la dichiarazione dei diritti del movimento che faceva capo a Emiliano Zapata. Calle Real de Guadalupe e la Plaza 31 de Marzo sono i luoghi più importanti e vissuti della città, molto belli da attraversare e vivere. Nelle vicinanze, troviamo la scalinata che porta alla Iglesia de Guadalupe in cima alla collina che domina la città, così come il Cerro de San Cristobal. Da visitare anche il Templo de Santo Domingo con la sua facciata in stile barocco, il Museo de Textile Maya con manufatti tessili, il Museo de la Medicina Maya e Na Bolom, casa storica per la tutela delle civiltà native.

Palenque

Ci si avventura nei meandri della cultura Maya, nel suo misticismo, scoprendo Palenque e i suoi centri cerimoniali al tempo stesso maestosi e misteriosi. Il percorso che conduce alla città antica, nella giungla Maya protetta dall’Unesco, è interrotto (piacevolmente) dalle cascate, fino all’area archeologica di Toninà. E in direzione sud-est attraverso la Selva Lacandona, si scoprono altre rovine di assoluto valore, come Bonampak e Yaxchilàn. Ci si ritrova così nel cuore della foresta dove non è raro ricevere il sonoro benvenuto della scimmia urlatrice del Guatemala con il suo caratteristico richiamo e magari guardando a terra si potrà intravedere un’orma del leggendario giaguaro. E concedersi una nuotata nelle acque delle cascate cristalline sarà davvero entusiasmante. 

Teotihuacan

A circa 40 chilometri da Città del Messico, sorge il sito archeologico di Teotihuacan con le famose Piramidi del Sole e della Luna. Luogo simbolo delle civiltà pre-ispaniche, presuppone un viaggio temporale oltre che geografico. La fondazione risale all’anno 100 Avanti Cristo, fin dall’inizio fu un centro religioso di grande importanza per tutte le alture messicane.

Gli Aztechi lo identificarono come il luogo “dove vengono creati gli dei”. La strada che dalla capitale messicana porta qui rivela un paesaggio in continuo cambiamento, dalle baraccopoli alla maestosità delle due meraviglie di un tempo perduto. La Piramide del Sole è l’unica su cui si può salire fino in cima. Nel vialone che porta alla seconda piramide, lungo “la strada della morte” si possono ammirare gli altri monumenti: la Ciudadela e il tempio degli Quetzalcòatl.

Cabo San Lucas

Non si tratta solo di starsene comodamente in spiaggia stringendo un bicchiere di marguarita, sono tantissime la attività da svolgere a Cabo San Lucas, a Baja Paraiso dove il Pacifico incontra il mare di Cortes nel luogo conosciuto come “la fine del mondo”, e dove rocce fanno da contorno a una delle tante meraviglie naturali del Messico: El Arco. Si tratta di un arco di roccia che “salta” verso il mare e dà uno straordinario benvenuto ai visitatori. Trascorrere una vacanza al Cabo significa immergersi per fare snorkeling, andare a vedere le balene, giocare a golf in uno scenario maestoso.

San Miguel de Allende

A un’ora d’auto da Guanajuato, il panorama diventa più verde. La città, su 2 mila metri di altitudine, è ricca di giardini e circondata da una maestosa riserva naturale, il Charco del Ingenio. Sembra un luogo senza tempo. Ma la scena artistica è vivace e si sviluppa attorno al Centro Cultural Ignacio Ramirez, scuola di Belle Arti, oppure per le gallerie come Fabrica La Aurora. Il centro della vita sociale è Plaza Allende, conosciuta come El Jardin, tra edifici coloniali e porticati dove di sera si esibiscono i mariachi. Sullo sfondo la Parroquia de San Miguel Arcangel, simbolo della città con la sua spettacolare facciata neogotica. Per il resto ci si può perdere nelle vie strette che portano ai mercatini pieni di suoni e colori come Plaza de la Soledad, magari per bere un aguamiel (succo fresco d’agave) oppure un bicchierino di tequila. In collina si raggiunge il Santuario di Jesus Nazareno in Atotonilco, altro sito Unesco.

Puerto Vallarta

Una delle città messicane che più colpiscono nel profondo. C’è un’alta concentrazione di turisti, in quello che viene definito un paradiso per gli appassionati delle feste che nella notte sconfinano fin dopo l’alba. Non saranno a portata di mano le spiagge più belle in assoluto, ma una volta che le trovi, sei ripagato in pieno. La baia di Banderas è riparata dalla catena montuosa della Sierra Madre, garanzia di clima ideale. La lussuosa Marina mette in mostra yacht e servizi di alta fascia, mentre il quartiere Cinco de Diciembre si estende dalla spiaggia alla collina in un mix di tegole rosse sui tetti, ciottoli nelle strade e alberi viola di jacaranda.

Guadalajara

Nel cuore dello stato di Jalisco, città natale di alcuni simboli messicani come la tequila e i mariachi, la seconda città del Messico è forse la più rappresentativa di un popolo intero. Nel mese di settembre va in scena la festa dell’indipendenza messicana e anche il Festival internazionale Mariachi, ma qualunque momento è adatto: il clima è favorevole tutto l’anno nella città dell’eterna primavera.

La visita parte sempre dal centro storico, magari da Plaza de Armas dove svetta tra gli altri edifici storici il Palacio de Gobierno. Oppure da Plaza Guadalajara dove si può ammirare la facciata inconfondibile della cattedrale a due punte, con la caratteristica combinazione di tonalità del giallo. Fuori da Plaza Liberacion troviamo il Teatro Degollado con il mosaico che rappresenta le nove muse sulle robuste colonne corinzie. L’Hospicio Cabanas è patrimonio Unesco con alcuni murales di José Clemente Orozco e in zona merita un’occhiata il Mercado San Juan de Dios, il più grande mercato coperto di tutta l’America Latina. E questa è la porta per il magico mondo delle specialità culinarie messicane.

Parti per il Messico con Costa Crociere

Ora che avete l’acquolina in bocca, vi state già immaginando come potrà essere un viaggio in Messico. Salendo su una nave Costa Crociere questo miraggio diventa realtà. Che cosa aspettate? Benvenuti a bordo.

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