Messina è una città da vivere per addentrarsi nella bellezza della sua arte e apprezzare il gusto delle sue tradizioni culinarie e l’ospitalità dei suoi abitanti.  Entrare nella porta della Sicilia, antica e nobile, sarà un’esperienza piena di fascino.  Un crocevia di popoli, di scambi e di contaminazioni che ha sempre permesso di valorizzare il suo carattere cosmopolita e la sua ricchezza culturale. Desiderata, strategica è stata per secoli al centro di molte contese. Luogo di creatività e dibattiti ha dato i natali a uno dei pittori italiani più apprezzati: Antonello da Messina. 

Oltre a tutto questo potrete conoscere uno dei porti più attivi d’Italia, un centro storico ricco di palazzi in stile liberty, panorami unici e una costa sabbiosa che si estende per oltre 24 chilometri. 

Scopri bene tutte le cose da fare a Messina città sullo stretto. Un itinerario completo di tutte le escursioni e luoghi migliori da trovare.

 
  • Cattedrale Normanna e Piazza Duomo
  • Centro Storico di Messina
  • Museo Regionale
  • Capo Peloro
  • Lago di Ganzirri
  • Fontana di Orione
  • Fontana di Nettuno
  • Chiesa Santissima Annunziata dei Catalani

Cattedrale Normanna e Piazza Duomo

Il Duomo di Messina, che si trova nell’omonima piazza (in cui è presente anche la fontana di Orione), rappresenta il simbolo della città. Andato più volte distrutto è stato ricostruito cercando di rispettare le sue originarie forme normanne. Fu consacrato nel 1197, ma già nel 1294 fu devastato da un incendio e modificato nel suo aspetto con l’aggiunta di statue marmoree e finestre. Pesantemente danneggiato dal sisma del 1908 e dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, della costruzione originaria non resta che il portale gotico centrale, quello sul lato destro e i due minori.

Al suo interno troverete una basilica a tre navate con 13 file di colonne. Nella parte centrale svetta la ricostruzione del mosaico del Cristo Benedicente, sotto di esso si può ammirare il Baldacchino, opera particolarmente elaborata. Se proseguite sulla sinistra troverete l’unico mosaico che è riuscito a mantenersi fino a oggi. Raffigura la Vergine sul trono con il Bambino. La costruzione è valorizzata da dodici statue che rappresentano i dodici apostoli.

L’interno della Basilica è ricco di monumenti funerari e cappelle, simbolo della ricchezza di alcune famiglie messinesi. L’opera più famosa è la cosiddetta Manta d’oro, realizzata dal celebre orafo fiorentino Innocenzo Mangani, e impreziosita negli anni da pietre preziose e brillanti. Completano i tesori da ammirare candelabri, calici d’argento e anche diversi busti.

Oltre al Duomo, sulla piazza svetta anche il campanile che si eleva per 60 metri con il suo enorme orologio meccanico. Al primo piano sono raffigurate le 4 fasi della vita: infanzia a cui seguono la giovinezza, la maturità e la vecchiaia. Più sotto ci sono sette divinità greche alla guida di un carro trainato da differenti animali che rappresentano i giorni della settimana.  Al secondo piano sono, invece, presenti le vicende più importanti della vita di Cristo. Al terzo piano è possibile ammirare il simbolo della città, un gallo ruspante, emblema della rinascita, circondato da due statue. Al quarto piano un leone stringe tra le sue zampe la bandiera di Messina.

Centro Storico di Messina

Il centro storico di Messina è affascinante e ricco di arte come quello di buona parte dei comuni siciliani. Il cuore è via Garibaldi, un’arteria elegante, raffinata e circondata da palazzi. Nelle vicinanze c’è il teatro Vittorio Emanuele, realizzato in stile neoclassico grazie a Ferdinando II di Borbone. Venne inaugurato nel 1852, e poi quasi totalmente ricostruito. La vostra passeggiata vi porterà a Piazza Italia dove troverete il Palazzo del governo, sede della Prefettura. In quella posizione anticamente si trovava un monastero benedettino.

L’edificio ha nella facciata elementi sia classici che rinascimentali. Sempre restando in centro possiamo ammirare Palazzo Zanca, dove si trova il Municipio all’interno di un edificio neoclassico che regala affreschi raffinati sia nella Sala della Giunta che in quella della Rappresentanza. Le chiese sono un altro fattore di meraviglia nel centro di Messina. Da non perdere c’è sicuramente quella di San Francesco d’Assisi, uno degli edifici più antichi della città.

La sua costruzione probabilmente risale al XIII secolo ed esprime tutta la semplicità dell’ordine monacale e di quell’epoca. Nelle vicinanze c’è il convento dove soggiornò Sant’Antonio da Padova: fu ricostruito nel 1927, dopo che il terremoto del 1908 lo aveva raso completamente al suolo. Un altro edificio storico è la chiesa dei Catalani, di cui parleremo più avanti. La chiesa del Cristo Re, un sacrario pensato da Giovan Battista Milani, domina la città e spicca con la sua cupola. Dal suo belvedere potrete godere di una vista fantastica sullo Stretto e sulla città.

Museo Regionale

È il museo più grande del Sud Italia con i suoi 17000 metri quadrati di collezione. Oltre alla vastità delle opere presenti a colpire è il carattere interdisciplinare che le contraddistinguono. Un patrimonio pittorico e di sculture che comprende artisti celebrati come Antonello da Messina, Caravaggio, Alibrandi. Con questi artisti convivono collezioni numismatiche, archeologiche, esempi di arti decorative e arredi sacri: un totale di quasi 8mila opere. Dal 2017 è presente inoltre un nuovo spazio che è stato riconvertito a favore delle esposizioni temporanee.

Gli spazi e il percorso espositivo sono stati distribuiti e pensati in ordine cronologico con colori differenti per rappresentare le epoche artistiche. E così tra i vari esempi abbiamo il blu per il Medioevo, il verde per il primo Rinascimento, il giallo per il Rinascimento Maturo, rosso per il Manierismo, marrone per Caravaggio e rosa per l’Ottocento.

Capo Peloro

Ci troviamo proprio nello stretto di Messina dove si incontrano il Tirreno e lo Ionio. Capo Peloro rappresenta la punta nord orientale della Sicilia nella frazione di Torre Faro, un tipico villaggio di pescatori. Ed è proprio un faro a rappresentare il riferimento per i naviganti che percorrono il tratto di mare che divide la costa calabra da quella sicula. È da qui che comincia a delinearsi la catena montuosa dei Peloritani. La zona è famosa per i suoi vortici, anche se il simbolo indiscusso è il pilone.

È un traliccio dell’alta tensione ormai non utilizzato (alto 232 metri, il più alto del mondo). Rappresenta ormai un punto di riferimento indiscusso e di sera viene illuminato in un modo che lo fa risaltare ancora di più per contrasto alle acque dello Stretto. La struttura, che si erge maestosa nei pressi della spiaggia, fu costruito tra gli Anni 40 e 50.

Capo Peloro offre quindi ai turisti anche acque limpide dove cercare un po’ di relax. Qui potrete inoltre ammirare un paesaggio rassicurante ricco di fauna e flora. Potrete sempre beneficiare di una temperatura piacevole grazie anche a una leggera brezza. In questa spiaggia di sabbia mista a ciottoli, oltre a noleggiare ombrelloni e lettini e a godervi l’abbronzatura, potrete cimentarvi in vari sport acquatici. La zona è inserita all’interno della Riserva Naturale di Capo Peloro che oltre a diversi ettari di territorio comprende due laghetti: il lago di Faro e il lago Ganzirri.

Lago di Ganzirri

La successiva tappa del nostro viaggio è il lago di Ganzirri che si trova a circa 9 chilometri da Messina, nelle vicinanze di Capo Peloro. Il nome deriva probabilmente dall’arabo (Gadir) che significa palude. Nell’antichità, infatti, la zona era completamente paludosa. Le acque comunicano con il mare attraverso una serie di canali fatti costruire dagli inglesi, a partire dal 1830. Dei tre canali, uno è coperto, il secondo è scoperto, mentre il terzo collega il lago di Ganzirri al lago di Faro.

Il lago ha una larghezza di circa 250 metri e una lunghezza di 1,7 chilometri. La sua profondità massima è di 7 metri. La zona è legata ad attività tradizionali che rimandano alla tellinicultura e alla mitilicultura e per questo è stata riconosciuta come bene di interesse etno-antropologico.

Fontana di Orione

È uno dei monumenti principali di piazza del Duomo: la sua realizzazione risale al 1553, anno in cui si celebrò il primo acquedotto cittadino, e vuole celebrare Orione, il cacciatore fondatore della città, e che viene rappresentato in compagnia del suo fidato cane Sirio e con lo scudo crociato di Messina. Le quattro figure sdraiate alla base rappresentano i fiumi Tevere, Nilo, Ebro e Camaro (le cui acque furono convogliate per realizzare l’acquedotto).

 

Le vasche centrali sono sostenute da alcune figure mitologiche. L’opera venne commissionata allo scultore toscano Montorsoli (allievo di Michelangelo) dal Senato cittadino. Per collocare la mastodontica fontana si decise di demolire la chiesa di San Lorenzo. L’edificio venne ricostruito dallo stesso Montorsoli, utilizzando linee rinascimentali, poco distante, ma crollò durante il sisma del 1783.

Fontana di Nettuno

La Fontana del Nettuno rappresenta la seconda realizzata da Montorsoli, allievo di Michelangelo. Si trova nelle vicinanze di via Garibaldi e raffigura il dio in tutta la sua maestosità. Al centro dell’opera vi è il dio che impugna con forza il suo tridente, dando le spalle al mare. Un gesto simbolico con cui verrebbe quasi offerto il mare (e la sua ricchezza) al popolo messinese. Sotto Nettuno, fra le onde si vedono Scilla e Cariddi in mezzo a quattro cavallucci marini che simboleggiano l’oceano.

Le sculture, che sembrano quasi uscire da una vasca, poggiano su un piedistallo che ha tra le decorazioni lo stemma della città e le grandi aquile che simboleggiano la Spagna con lo stemma imperiale sul petto. L’orlo della vasca grande è interrotto da quattro vasche più piccole che si inseriscono negli angoli. Il monumento è completato da numerose iscrizioni.

Chiesa Santissima Annunziata dei Catalani

Un altro esempio del meraviglioso patrimonio artistico e storico di Messina: questa chiesa fu realizzata nel XII secolo, sembra sui resti di un edifico pagano dedicato a Nettuno. Durante la lunga parentesi saracena fu convertita a moschea per tornare nuovamente al culto cattolico. La chiesa è una basilica a croce latina e ha tre navate.

La facciata può contare su tre porte, sopra quella centrale è presente uno stemma catalano che ha la forma di un rombo.  Nel sottosuolo c’è una cripta che è costituita da diversi locali e si snoda sotto il transetto: quello più grande ha una forma rettangolare, un altare rustico e una volta in muratura. È una delle poche chiese che è riuscita a uscire indenne dai terremoti e dai bombardamenti. Davanti alla chiesa si trova il monumento in bronzo realizzato per celebrare don Giovanni d’Austria durante la battaglia di Lepanto combattuta contro i Turchi.

Parti per Messina con Costa Crociere

Un clima caldo, una cucina verace, un patrimonio artistico e culturale da fare invidia a molte città. Ma anche uno spirito guerriero che le ha permesso di affrontare tutte le difficoltà lungo la sua storia (guerre, rivolte, terremoti e alluvioni). Messina merita di essere conosciuta e apprezzata. E allora regalatevi una vacanza variegata ricca di stimoli e di opportunità. Un viaggio che magari comprenda anche un meritato relax in spiaggia, a contatto con la natura. Scegliete la vostra prossima meta per la crociera e godetevi il divertimento insieme a noi.

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