Un passato che incombe a ogni angolo di strada, una bellezza che ritorna tra la natura e gli edifici del Marocco. Tutto sembra avere un fascino speciale a Rabat, la città dei giardini, affascinante capitale: l’importante è sapere cogliere la bellezza dietro a ogni porta, nei profumi e nei suoni che riempiono l’aria. Una località magica, come la più conosciuta Casablanca.

Questa città sul mare con la sua ricca storia e palazzi maestosi è da conoscere in tutto il suo splendore. Scoprilo con una Crociera Costa!

  • Palazzo Reale
  • Mechouar
  • Mausoleo di Mohammed V
  • Torre di Hassan
  • Oudayas Kasbah
  • Chella
  • Dâr-al-Makhzen
  • Andalusian Gardens

Palazzo Reale

Quando venne costruito nel 1700 per conto del sultano Mohamed III, il palazzo valse il titolo di città imperiale per Rabat. E anche una volta ottenuta l’indipendenza dalla Francia, il Marocco mantenne in questa sede la principale residenza dei regnanti. Lo stile è tipicamente locale, con geometriche decorazioni su tutte le pareti e un esteso cortile centrale detto Mechouar, dove trova spazio anche una moschea. All’interno si trovano numerosi giardini, caratteristica comune a tutti i palazzi nobiliari del Marocco.

Fuori dal palazzo si estendono i terreni di pertinenza. Quando si arriva al palazzo in realtà sarà possibile scorgere solo la porta d’ingresso. Non aspettatevi di trovare una classica facciata elegante o titoli amante regale. Non vedrete altro che l’entrata a qualcosa di misterioso. Perché quell’accesso non è aperto al pubblico, dato che nella parte frontale della struttura si trovano gli appartamenti del Re e la sicurezza vigila sempre con massima attenzione.

Per visitare l’area – che in arabo si chiama Dar-al-Makhzen - si entra infatti da dietro, ovvero dal parco. Una volta all’interno potrete ammirare la moschea e la porta reale ma tenendo una distanza di cinquanta metri.

Mechouar

Le antiche mura della città si estendono dal Palazzo Reale fino alla Kasbah degli Oudaia. Lungo il percorso le diverse porte consentono di accedere in varie zone. Bab Essoufara è la porta che conduce al Mechouar, un immenso piazzale dove si tengono le feste in onore del re del Marocco. Dunque questi giardini servono anche da ingresso per il sontuoso Palazzo Reale. Sono curatissimi da eserciti di giardinieri in divisa blu, responsabili del loro aspetto inappuntabile, così come dei viali alberati dove sorgono gli edifici militari della città.

L’atmosfera che domina in questi giardini è speciale, specie se vi trovate ad attraversare l’area dei giardini di cicogne. Il re attraversa il Mechouar in carrozza o a cavallo per arrivare alla moschea in occasione di feste religiose o tradizionali. È proprio qui che si sono svolti i più grandi eventi della storia contemporanea del Marocco: grandi trionfi ma anche scontri e tentati assassini. Ecco perché le guardie sono inflessibili, del resto in questa area abitano non solo la famiglia reale e gli ufficiali della presidenza del Consiglio, ma anche le relative famiglie.

Mausoleo di Mohammed V

È una delle attrazioni da non perdersi: un monumento dal forte valore artistico, ma anche storico: rappresenta l’ultima dimora di tre membri della famiglia reale. Si tratta di un edificio che racchiude l’omaggio per Mohammed V, una figura importante per la storia del Marocco, un leader che si è impegnato alacremente per l’indipendenza del Marocco. Entrambi i suoi figli, il principe Abdallah e il re Hassan II, sono stato sepolti con lui. Il Mausoleo non custodisce solo le tombe, ma ospita anche una moschea.

Esternamente è facilmente riconoscibile per il tetto caratterizzato dalle piastrelle verdi e per le pareti bianche. L’interno è stato decorato con granito e marmo bianco. Le porte e il soffitto sono stati rifiniti con diversi affreschi che richiamano motivi tradizionali e la storia del Marocco. A questo si aggiungono una serie di elementi carichi di fascino: enormi lampadari, sontuosi tappeti rossi, oltre a decorazioni che riescono a mischiare tecniche artistiche tradizionali con un pizzico di design moderno.

Torre di Hassan

Uno dei simboli di Rabat è in realtà il minareto di una moschea rimasta incompleta. Fu commissionata nel 1195 e doveva diventare il più grande minareto del mondo, i lavori però furono interrotti alla morte del califfo che l’aveva voluta, Yacoub al-Mansour. La sua altezza rimase così la metà di quella prevista: 44 metri. Realizzata in pietra arenaria rossa, ha una rampa interna che doveva permettere ai muezzin di raggiungere la cima anche a cavallo. È la più grande testimonianza del glorioso passato di Rabat.

L’esterno della torre è decorato con pannelli a griglia e colonne cilindriche in pietra formate da tamburi di diversa altezza al posto dei pilastri in mattoni. Nella spianata dove trova spazio la Torre Hassan, sorge anche il mausoleo di Mohammed V, presidiato da guardie reali talvolta anche a cavallo e che è stato costruito con materiali di assoluto pregio, tra i quali anche il marmo italiano. L’interno lascia realmente senza parole e dalla balconata si osservano le bare dei regnanti.

Oudayas Kasbah

Siamo in una vera e propria città nella città, a nord di Rabat, una dimensione sospesa nel tempo. È il quartiere fortificato che rappresenta una delle principali attrazioni della capitale. Gli Almoravidi lo costruirono nel XII secolo con il nome originario di Mehdiya, ma poi fu il termine ribat – che significa appunto convento fortificato – a prevalere dando il nome all’intera città di Rabat. In questo quartiere si insediarono i monaci-soldati che poi sarebbero andati in Spagna a combattere la Guerra Santa contro i Cristiani.

Il nome del luogo divenne allora Ribat El Fath, ovvero ribat della vittoria. E quando i musulmani vennero espulsi dalla vicina Andalusia, si rifugiarono qui. La Kasbah di oggi è nata tra fine ‘800 e inizio ‘900. Come per un paradosso, dopo essere stato sempre attaccato, adesso è il posto più tranquillo della città. Entrando si nota il monumentale ingresso in stile andaluso con il blu preponderante e le strade lastricate. Molti artisti trovano rifugio nella quiete di questa zona. Per entrare si devono costeggiare i magnifici bastioni della Kasbah fino alla porta degli Oudaia che oggi è utilizzata come saletta espositiva.

Se seguite la via Jemaa attraverserete l'intera cittadella scoprendo la più antica moschea di Rabat e poi anche un bellissimo panorama sul mare dalla cosiddetta piattaforma del semaforo. In molti descrivono la Kasbah degli Oudayas come un labirinto di vicoli tra le case imbiancate e rifinite di blu. Dalle pareti si scorge una vista meravigliosa sulla spiaggia di Rabat, sull’Atlantico, sull’estuario di Bou Regreg e su Salè. Per conoscere un po’ di storia sulla cittadella, visita l’Oudaias Craft Museum che si trova in un palazzo del XVII secolo ed espone ceramiche, vecchi corani, gioielli, strumenti musicali, tappeti berberi e abiti della tradizione.

Chella

La cittadina conosciuta al tempo dei romani come Sala Colonia è una necropoli che ospita sepolture medievali. Un sito archeologico patrimonio dell’Umanità per l’Unesco, ma anche uno spazio che accoglie vari eventi come ad esempio Jazz au Chellah, il festival internazionale di musica jazz, capace di ammaliare gli spettatori con un’atmosfera magica e incantata. Anticamente è stata una città portuale tra le più ricche dell’Impero Romano, ma nel 1154 fu abbandonata a favore di Salè. A quel punto si trasformò in terreno di sepoltura reale.

L’origine è comunque antecedente ai romani, risale ai fenici. Gli scavi hanno fatto emergere un agglomerato molto grande. Resta uno dei luoghi più suggestivi di Rabat, ingentilito da alberi da frutta rigogliosi. Il portale principale è straordinario tra i bastioni turriti che lo proteggono. Lo stile romanico poi si fonde con gli elementi tipici degli Almohadi e dei Merenidi, accompagnando il visitatore fino alle rovine della città romana con i resti dell’Arco di Trionfo, del Tempio di Giove e della piazza principale.

Questo giardino che si estende sulla riva sinistra dell’estuario di Bou Regreg è davvero divertente da esplorare. Se non altro perché racchiude in sé diversi strati di storia marocchina a partire dai Fenici che in questo luogo crearono una postazione di grande valore commerciale e strategico più o meno 2500 anni fa. Gli arabi musulmani presero il sopravvento a partire dal VII secolo. Ed è nella sezione musulmana che si trova la tomba del sovrano marinaro Abu al-Hasan ibn Othman ovvero il sultano nero, colui che un tempo regnava sull’intera area del Maghreb. La tomba è ai piedi di un minareto in pietra ed è ornata con piastrelle in zellige.

Dâr-al-Makhzen

Così è definita l’area del Palazzo Reale, protetta da una cinta muraria e da una sorveglianza molto attenta. È vietato anche solo avvicinarsi alle porte e una volta all’interno (dopo i controlli) quello che si può fare è camminare lungo i viali che ospitano gli uffici amministrativi e governativi verso l’ingresso della residenza reale.

Si può ammirare – anche se a distanza - la magnificenza della sua struttura, residenza ufficiale dei reali marocchini. Sultani e re alaouiti hanno abitato a Rabat dal regno di Mohammed Ben Abdallah. Il complesso fu testimone della nascita di Hassan II nel 1929 e del matrimonio di Maometto VI con la principessa Lalla Salma non più tardi del 2002. In realtà qui si può entrare, a differenza di tutti gli altri edifici reali marocchini, basta esibire il proprio passaporto.

Andalusian Gardens

Come detto, l’antica cittadella è una delle cose più interessanti da visitare a Rabat. Al suo interno i giardini andalusi si trovano appena fuori Bab Oudaia, la gigantesca porta costruita nel 1195, imponente e decoratissima. Scendendo le scale si arriva a questa meraviglia. Sono ombreggiati, hanno fontane e portici, anche tanti gattini che qui trovano riparo. Ovviamente si trovano piante che erano usate nella Spagna musulmana e sono stati recuperati anche i sistemi di irrigazione e nel complesso la filosofia dei giardini di quell’epoca. L’orto è circondato da mura e le arcate sono piene di rampicanti che sembrano disegnare motivi di quelli stesso periodo.

Il rilancio di tutta l'area è stato ultimato circa sette anni fa, con il nuovo Jardin d’essais botaniques su una superficie di 17 ettari nel cuore della città. In totale ospita 650 specie di piante: basse siepi di bosso, alberi di arance oppure palme da dattero, rose e ibisco rosso. Bellissimo poi passeggiare sotto le pergole intrecciate con viti. Il progetto fu firmato da Maurice Tranchant de Lunel durante il protettorato francese.

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Un mosaico di attrazioni da vedere, ricche di fascino e di storia. Un passato che torna in ogni angolo attraverso palazzi, moschee, e mausolei. Rabat è una citta da non perdere, per la magia che regalano i suoi quartieri, ma anche per quell’atmosfera sempre in bilico tra tradizione e ricerca della modernità Troverete una città viva, frizzante, creativa che saprà conquistarvi anche con una ricca proposta culinaria. E allora perché non approfittarne e decidere di salpare insieme a noi?

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