San Pietroburgo è una delle città più belle del mondo e il fascino che deriva dalla sua grande storia è inesauribile. Ciò che colpisce immediatamente quando si visita San Pietroburgo è la sua architettura: complessa, elaborata, decisamente sopra le righe, eppure terribilmente elegante. Proprio in quei palazzi finemente decorati e nelle sue strade sono stati scritti alcuni dei capitoli più importanti della storia dell’umanità.

San Pietroburgo è inoltre la città che più di ogni altra mantiene viva la memoria di com’era la Grande Madre Russia prima della Rivoluzione e della costituzione dell’Unione Sovietica, ed è la città che rappresenta lo splendore, lo sfarzo della Russia Imperiale che condussero proprio all’epilogo che tutti conosciamo.

E’ senza dubbio anche la città dell’arte: il Museo dell’Ermitage è uno dei più importanti musei del mondo e la sua strabiliante collezione è una delle più ricche che un’istituzione museale possa vantare; San Pietroburgo è anche della cultura e della letteratura, la città in cui sono ambientati alcuni dei romanzi più belli dell’Ottocento e per questo è facile delineare itinerari letterari attraverso i quali seguire i passi dei personaggi di Tolstoj, Puskin, Gogol, e Dostoevskij, o anche quelli di questi stessi autori.

Visitare San Pietroburgo è un’esperienza davvero unica e indimenticabile, in grado di riempire di bellezza gli occhi e la mente di chi ha il privilegio di aggirarsi tra le sue strade. Ecco quali sono i posti che visiteremo e scopriremo insieme, facendo un viaggio nella storia, nella cultura e nelle tradizioni di questa magnifica città.

Sale Reali del Palazzo d’inverno

Cominciamo con uno dei simboli di San Pietroburgo, il Palazzo d’Inverno.

Iconico già dalla sua facciata verdeacqua, con le colonne bianche e gli stucchi dorati, il Palazzo d’Inverno venne fatto costruire da Pietro il Grande e doveva essere la rappresentazione della potenza dell’Impero Russo, poiché da questo palazzo lo zar governava nientemeno che un sesto delle terre emerse di tutto il mondo.

Vista la sua imponenza e visto il fatto che durante la Rivoluzione Russa venne preso come simbolo dell’oppressione del regime assolutistico degli zar, possiamo dire che Pietro il Grande riuscì decisamente nel suo intento.

Il Palazzo d’Inverno fu la residenza ufficiale degli Zar dal 1732 al 1917 e la sua struttura monumentale venne progettata da diversi architetti, di cui il più famoso fu Bartolomeo Rastrelli e le sue sale interne sono spettacolari e monumentali almeno quanto la sua facciata.

Le sale del Palazzo d’Inverno, oltre a essere delle opere d’arte da vedere di per se stesse, sono circa 350 e custodiscono tre milioni di opere d’arte su una superficie pari a 20 chilometri. E’ sbalorditivo pensare che le stesse stanze che oggi attraversiamo per ammirare manufatti di varia natura e opere d’arte, un tempo ospitavano gli zar in persona, la stessa mitica e misteriosa Anastasia, la principessa scomparsa.

E a proposito di miti, trattandosi di un’istituzione tanto importante, ce ne sono naturalmente diversi che lo riguardano. Si dice che siano diversi i fantasmi a vagare per le gallerie e le sale del Palazzo, su tutti quello di Pietro il Grande che di notte animerebbe la sua stessa statua di cera e saluterebbe chi passa di lì.

General Staff Building

A San Pietroburgo, di palazzi, prospettive e viste mozzafiato se ne intendono davvero. Il Palazzo dello Stato Maggiore (General Staff Building), non è da meno. Si tratta  di un gigantesco edificio dalla pianta semi-circolare costituito da due ali separate al centro da un arco trionfale tripartito. L’arco, a sua volta, è decorato con statue scolpite dagli scultori russi Vasilij Ivanovič, Demut-Malinovskij e Stepan Pimenov, e sono celebrative delle vittorie del popolo russo durante la Campagna di Russia.

Il palazzo era adibito a quartier generale del governo russo fino al 1918, quando Mosca divenne capitale, ma ancora oggi la sua ala ovest è sede del Distretto militare leningradese (l’ala est fa parte del complesso del museo Ermitage).

Proprio attraverso l’arco di trionfo che caratterizza questo incredibile edificio è possibile ammirare il primo scorcio della celeberrima Prospettiva Nevskij, la strada principale che attraversa tutta San Pietroburgo e che viene decantata nei “Racconti di Pietroburgo” di Nikolaj Vasil'evič Gogol.

Palazzo di Caterina, Camera d'ambra e giardini

Ci spostiamo momentaneamente da San Pietroburgo, per la precisione ci spostiamo a Puškin, a 25 chilometri dall’antica capitale russa. Il motivo? Visitare la magnifica, imponente e sublime residenza estiva degli zar di Russia, il Palazzo di Caterina.

La costruzione di questo palazzo iniziò nel 1717 per volere di Caterina I - dal quale prende il nome - ma i lavori per ultimarlo si protrassero per molto tempo, e videro il susseguirsi di diverse imperatrici e, con loro, anche diversi architetti e stili architettonici: dal rococò flamboyant di Rastrelli voluto da Elisabetta, con i suoi 100 chili d’oro per la facciata e innumerevoli statue e stucchi, si passa allo stile palladiano voluto da Caterina II che con questo fece rinnovare gli interni di un’ala intera del palazzo.

A proposito di interni, la parte interna del palazzo più famosa e senz’altro di impatto è la cosiddetta enfilade, ovvero l’Infilata Dorata: si tratta di una serie di stanze che si trovano una dopo l’altra e che sono tra loro comunicanti; ognuna di queste sale è uno spettacolo di dipinti, dettagli finemente decorati, oro e colori, e la serie culmina con la Camera d’Ambra.

La Camera d’Ambra è uno spettacolo difficile da descrivere a parole. Vi diciamo soltanto che è considerata l’ottava Meraviglia del Mondo e le sue pareti sono interamente ricoperte da oro, specchi e da sei tonnellate di ambra naturale. La Camera d’Ambra è così preziosa che durante la seconda guerra mondiale venne trafugata, e venne ricostruita in seguito. Venne infatti riaperta al pubblico solo nel 2003!

Un altro luogo da non perdere sono i giardini del palazzo, un vero e proprio parco caratterizzato da due stili molto riconoscibili, al punto che si può dire che il parco sia diviso in due parti: il vecchio giardino in stile classico, e il nuovo giardino in stile inglese.

Reggia di Peterhof e Giardini Inferiori

La Reggia di Peterhof fa parte delle Sette Meraviglia della Russia, e a buona ragione: questo complesso di giardini e palazzi venne edificato per volere di Pietro il Grande tra il 1714 e il 1723, e funse da residenza imperiale fino alla Rivoluzione d’Ottobre.

La reggia conta cinque palazzi, tre parchi e diverse fontane. Il Gran Palazzo è il palazzo principale di tutto il complesso, è sfavillante e imponente - come del resto lo sono anche gli altri palazzi dove c’è lo zampino dell’architetto Rastrelli - ed è quello all’interno del quale ci sono le sale di rappresentanza, come per esempio la ricchissima sala del trono.

Montplaisir e Palazzo Marly servivano per gli ospiti, il primo era il luogo dove lo zar riceveva chiunque gli facesse visita, mentre il secondo, che aveva sempre funzione di dependance per gli ospiti, si ispira al capanno di caccia del re di Francia. 

Troviamo poi il Padiglione dell'Ermitage che è situato sul Golfo di Finlandia e che venne progettato come sala da pranzo privata dove lo zar poteva mangiare e intrattenersi con i suoi amici più intimi, e il Cottage, una tenuta romantica che risale ai primi dell’Ottocento fatta costruire dallo zar Nicola I per sua moglie Aleksandra.

Anche i giardini meritano di essere raccontati e visitati. Sono tre, e sono il Giardino Superiore, il Giardino Inferiore e il Giardino di Aleksandra. Il primo è un parco alla francese molto curato, pieno di fontane e situato in un’area pianeggiante; il Giardino Inferiore è anch’esso un giardino alla francese dove si possono ammirare molte fontane preziose, ma qui prevalgono le aree più selvagge di vero e proprio bosco; il Giardino di Aleksandra infine, è un giardino lussureggiante in prevalenza boscoso che ospita il romantico Cottage neogotico di cui dicevamo prima.

La Reggia di Peterhof ha una peculiarità: non solo si può raggiungere via terra, come tutti i palazzi e le regge che conosciamo, ma è accessibile anche dal mare. Dal Palazzo d’Inverno partono degli aliscafi che attraversano il fiume Neva e costeggiano il Golfo di Finlandia fino ad arrivare a palazzo. 

Il Museo dell'Ermitage

Il Museo dell’Ermitage è uno dei musei più grandi, importanti e famosi del mondo. Questa immensa istituzione mondiale è così grande che spesso molte persone restano confuse riguardo la sua estensione.

Cominciamo quindi provando a fugare ogni dubbio. Il Museo dell’Ermitage non è collocato nelle stanze di un palazzo: la sua collezione occupa cinque edifici principali, che sono il Palazzo d'Inverno, il Piccolo Ermitage progettato da Jean-Baptiste Vallin de la Mothe e da Jurij Velten, il Grande Ermitage (conosciuta anche come il Vecchio Ermitage) progettato da Jurij Velten, il Nuovo Ermitage dell’architetto Leo von Klenze e il Teatro dell'Ermitage progettato da Giacomo Quarenghi, e in più parte di altri edifici il Palazzo dello Stato Maggiore, il Museo della Porcellana, il Palazzo Menshikov, l'esposizione permanente presso la reggia di Strelna e il deposito di Staraja Derevnia. Uno studio ha calcolato che sarebbero necessari otto anni per visitare interamente la collezione dell’Ermitage dedicando un minuto a ogni opera, e, a questo punto, questi numeri non ci stupiscono affatto!

Ma come ebbe inizio questa immensa collezione di opere d’arte? Fu Caterina la Grande la fondatrice di questo museo. Si fece costruire un piccolo eremo (petit ermitage) dove ritirarsi per stare tranquilla e iniziò a decorarlo con opere d’arte che acquistava in Europa. Nel corso degli anni, la sua collezione si arricchì di numerosissimi pezzi - su consiglio di Diderot acquistò in Europa circa 2000 dipinti - al punto che divenne impossibile tenerli in un solo palazzo.

La collezione dell’Ermitage è composta oggi da 3 milioni di opere, tra le quali spiccano i nomi di Caravaggio, Paul Cézanne, Leonardo da Vinci, Raffaello, Antonio Canova, Edgar Degas, Paul Gauguin, Henri Matisse, Claude Monet, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Rembrandt, Rubens, Tiziano, Vincent van Gogh e Velázquez.

Fortezza dei Santi Pietro e Paolo

San Pietroburgo ha una sua fortezza, la Fortezza dei Santi Pietro e Paolo che venne fatta costruire strategicamente durante la Grande Guerra del Nord. Fu Pietro il Grande in persona a porre le prime pietre per costruire la fortezza!

La Fortezza è situata sull’Isola delle Lepri lungo il fiume Neva. E’ decisamente un luogo molto pittoresco, ma è anche un luogo pieno di storia. Durante il periodo del Terrore rosso l'isola fu il teatro di sanguinosi massacri, al punto che si pensa che ci siano addirittura migliaia di corpi sepolti lì risalenti a quel tragico periodo.

Parlando di sepolture, molti membri della famiglia Romanov sono sepolti nella Fortezza dei Santi Pietro e Paolo, per l’esattezza nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Un fatto curioso a questo proposito riguarda la sepoltura dello zar Nicola II e della sua famiglia: le salme furono trasportate e sepolte nella cattedrale soltanto nel 1998, ben ottant’anni dopo la loro morte.

La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo è molto importante per la città di San Pietroburgo: la sua guglia dorata alta circa 120 metri è un elemento caratterizzante dello skyline della città e l’angelo sulla sua cima che tiene in mano una croce ne è uno dei simboli più celebri e importanti. Un altro fatto curioso riguarda proprio questo angelo: nel 1997 i restauratori trovarono un biglietto nelle pieghe del vestito della statua; il biglietto era stato lasciato da coloro che avevano restaurato l’angelo circa quarant’anni prima, che si scusavano per aver svolto un lavoro poco accurato.

La chiesa è oggi un museo, ma dal 2001 vengono di nuovo celebrate alcune cerimonie religiose.

Cattedrale di Sant'Isacco

Continuiamo il nostro giro di San Pietroburgo passando per uno dei suoi luoghi più iconici, la cattedrale di Sant’Isacco. Famosa per la sua gigantesca cupola dorata e per le 112 colonne di marmo rosso che ne decorano la facciata, la cattedrale di Sant’Isacco è una gioia per gli occhi in ogni sua parte.

La cattedrale contiene più di 400 sculture, numerosi bassorilievi, dipinti e affreschi e i suoi interni sono completamente rivestiti di 14 tipi diversi di marmo. Non solo: per decorarla sono stati usati altri 43 tipi di pietra, in alcuni casi anche semipreziosa, come la stupenda malachite verde brillante usata per costruire le colonne. E’ proprio per questi elementi che si è guadagnata il nome di “museo di mineralogia”!

Tornando a parlare della cupola invece, possiamo dirvi che si tratta di una delle cupole più grandi del mondo e che la sua realizzazione fu una vera sfida ingegneristica: è infatti una sorta di matrioska composta da tre parti diverse messe una sull’altra i cui interstizi sono riempiti con circa centomila vasi vuoti di terracotta (una soluzione ideale in termini di isolamente termico e acustico della cattedrale).

La cupola esterna è di metallo e lamiere di rame, e deve la sua colorazione dorata a un procedimento molto particolare, oltre che molto nocivo (circa 60 persone morirono per colpa degli effluvi tossici provocati dalla doratura della cupola): ogni lamiera veniva ricoperta da un composto di oro unito al mercurio, e per poi essere riscaldato a fiamma viva finché lo strato d’oro non si fissava sul rame in modo solido. Vennero utilizzati circa 100 chili d’oro per dorare tutta la cupola, ma addirittura 400 per la costruzione complessiva della cattedrale. 

Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato

Forse la chiesa più famosa e simbolica di tutta la città. La sua costruzione iniziò nel 1883 per volontà di Alessandro III: dispose che fosse eretta una chiesa nel luogo esatto in cui, due anni prima, suo padre Alessandro II fu assassinato dalle esplosioni degli ordigni lanciati da due militanti di Narodnaja Volja mentre attraversava l’alzaia in carrozza.

Il luogo esatto dell’assassinio è oggi segnato da un preziosissimo altare incastonato con topazi, lazurite e altre splendide pietre di grande valore. Ma tutta la chiesa è di per se stessa un gioiello prezioso. E’ ricoperta praticamente nella sua totalità da mosaici (oltre 7000 metri quadrati in tutto!), ceramiche dipinte, vetro colorato, e smalti di mille colori; se tutto ciò non fosse già abbastanza, cinque cupole si aggiungono agli ornamenti di questa chiesa, cupole che a loro volta sono incrostate di pietre preziose.

La facciata esterna è altrettanto variegata. Non ha nulla a che vedere con le chiese neoclassiche o al massimo barocche che ci sono nel resto della città; si riconosce distintamente l’influenza dell’architettura medievale russa e infatti ricorda molto la celeberrima cattedrale di San Basilio di Mosca.

Questo luogo così prezioso non fu sempre rispettato come meritava: durante l’assedio della città venne utilizzato come magazzino per le verdure, poi come obitorio, e alla fine della guerra, prima di essere riportato al suo odierno splendore venne usato come magazzino per un teatro lirico che si trovava nei paraggi. 

Cattedrale di Kazan

Concludiamo questa breve rassegna delle chiese di San Pietroburgo con un’ultima importantissima cattedrale, completamente diversa da quelle viste finora.

Stiamo parlando della cattedrale di Kazan, iconica almeno quanto le precedenti grazie al suo imponente colonnato corinzio che conta 112 elementi in un emiciclo che funge di fatto da facciata alla Prospettiva Nevskij.

Può essere che questo monumentale colonnato con la sua cupola vi sia familiare: ricorda infatti nientemeno che Piazza San Pietro a Roma. Questa può sembrare una coincidenza quantomeno bizzarra per la cattedrale di una città ortodossa, ma non si tratta affatto di una coincidenza (né è bizzarra): l’imperatore avviò la costruzione della cattedrale di Kazan nel 1801 con il preciso intento di dare concretezza al suo desiderio di unire la chiesa ortodossa a quella cattolica, ignorando le voci contrarie che si levavano dalla chiesa ortodossa stessa la quale non vedeva di buon occhio l’idea di costruire nell'allora capitale dell'impero russo la replica di un edificio di culto cattolico.

La cattedrale di Kazan è dedicata alla Madonna di Kazan', una delle madonne più venerate in tutta la Russia. 

Teatro Mariinsky

La sua facciata verde menta incorniciata da stucchi bianchi è inconfondibile e sul suo palco hanno debuttato alcune delle più importanti opere liriche e balletti della storia. Stiamo parlando del Teatro Mariinsky, che in epoca zarista era il teatro imperiale di San Pietroburgo e che oggi ospita opere, balletti e concerti della compagnia stabile.

Come abbiamo accennato, sono molti i grandi della storia le cui opere sono state mostrate al pubblico per la prima volta proprio tra le sue mura: su tutti, il Teatro Mariinsky vanta le prime assolute de “La bella addormentata”, “Lo schiaccianoci” e “Il lago dei cigni” di Tchaikovsky.

Oggi il Teatro Mariinsky mette in scena opere, balletti e concerti di grande pregio: nella prossima stagione, per esempio, sono in cartellone la “Turandot”, il “Don Chisciotte”, e “Les Noces. Le Sacre du printemps” di Igor Stravinsky.

Monastero e cimitero di Aleksander Nevsky

Concludiamo il nostro giro della splendida di San Pietroburgo con il luogo che forse più di ogni altro rappresenta il nucleo culturale della città. E’ infatti nel Monastero intitolato al principe Aleksander Nevsky che i membri della famiglia Romanov ricevettero la propria istruzione.

Il Monastero Nevsky è un complesso che comprende circa una decina di edifici di cui il principale è la cattedrale neoclassica della Trinità, costruita dall’architetto Ivan Egorovič Starov, e tre cimiteri.

Inoltre, in uno dei tre cimiteri annessi al Monastero Nevsky sono sepolte alcune delle personalità di maggiore spicco della storia della letteratura, come Dostoevskij, Giacomo Antonio Quarenghi, Tchaikovsky, ed Eulero.

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