Ricca di Storia e fascino, delizie per gli occhi e per il palato, Sorrento vi sorprenderà con le sue attrazioni, il suo colore e la sua vitalità. Partite insieme a noi con una crociera Costa!
  • Vallone dei Mulini
  • Chiesa di San Francesco
  • Museo Correale
  • Piazza Tasso
  • Sedile Dominova
  • Marina Grande
  • Duomo di Sorrento
  • Le spiagge di Sorrento
  • Gnocchi alla sorrentina
  • Il Limoncello

Vallone dei Mulini

La natura e gli scorci mozzafiato saranno protagonisti del vostro soggiorno a Sorrento. Un luogo da non perdere è sicuramente il Vallone dei Mulini, una fenditura che risale a oltre 35 mila anni fa. La sua origine si deve a una violenta eruzione e ai successivi processi, che attraverso l’azione dell’acqua, hanno inciso il basamento di tufo. Il nome fa riferimento a un mulino, di cui sono presenti ancora i resti usate per macinare il grano fino ai primi del 900. Al suo interno le testimonianze raccontano la presenza di un lavatoio pubblico dove le donne si recavano a fare il bucato e di una segheria, alimentata dalle acque che scendevano dalle colline. Qui si lavoravano diversi tipi di legno.

La valle era stata collegata con Marina Piccola e con il porto e rappresentava per la popolazione un importante punto di incontro. La costruzione di piazza Tasso decretò il termine delle attività nel Vallone. E, anzi, i lavori di riempimento del vallone, con il conseguente allontanamento dal mare, favorirono un innalzamento dell’umidità e resero invivibile l’area. Il microclima ebbe però un impatto positivo sulla vegetazione che crebbe rigogliosa.

Chiesa di San Francesco

Un complesso che non bisogna assolutamente perdere: qui troverete oltre alla chiesa, il monastero e il chiostro. La chiesa è stata costruita sul sito dell’antico oratorio e le sue sfumature barocche sono state un po’ cambiate. La facciata in marmo bianco risale al 1900, la porta intarsiata quattro secoli prima. L’interno ha una sola navata, ma tanta semplicità è arricchita da decorazioni raffinate in stucco. Sono ospitate inoltre anche una statua in legno di San Francesco e una tela che lo raffigura mentre riceve le stimmate. Nei pressi della chiesa si trova un monastero benedettino fondato nel VII secolo: ora appartiene invece ai frati conventuali che dal Quindicesimo secolo ne occupano una piccola parte.

Il piccolo chiostro risalente al 1300 è davvero un gioiello grazie alla particolare struttura ad archi che si fonde in diversi stili e ricorda i diversi restauri che ha subito nel tempo. Completano la cornice anche una particolare collocazione di fiori e piante. Il chiostro non è solo famoso per la bellezza e per la sua storia, ma è anche rinomato come luogo dove vengono ospitate rassegne, mostre d’arte ed eventi estivi.

Museo Correale

È stato definito come “il più bel museo di provincia d’Italia” grazie alla sua particolare raccolta di arti minori che abbracciano il 1600 e il 1700. La sede è un edifico ricco di fascino e di storia visto che era stata la residenza settecentesca della famiglia Correale, conti di Terranova. La collezione del museo è piuttosto ampia e si articola in 24 sale che spaziano tra reperti greci e romani, ma attraversano anche il Medioevo. Particolarmente raffinati sono gli arredi del XVIII secolo, le porcellane e le maioliche di Capodimonte. A queste si aggiungono altre manifatture di pregio che comprendono cristalli di Boemia, vetri veneziani e orologi. Non mancano esempi raffinati di oggetti di artigianato locale.

Molto interessanti anche i quadri dominati dalla Scuola di Posillipo rinomata peri suoi paesaggisti. Ci sono anche opere di Torquato Tasso. Tra i 10 mila oggetti esposti ci sono le figurine del tradizionale presepe napoletano e diversi oggetti in legno che si rifanno alla lavorazione della tarsia lignea. Alla fine vi potrete anche godere il giardino che si estende intorno al palazzo e la meravigliosa terrazza belvedere che si affaccia sul Golfo di Napoli.

Piazza Tasso

Il cuore turistico e vitale della cittadina, emblema di una località sempre in movimento. La piazza ha assunto la sua fisionomia attuale intorno al XIX secolo. Nei secoli precedenti era stato fatto costruire un maniero da Ferdinando d’Aragona e un’antica cinta muraria che era servita come difesa contro le escursioni dei saraceni.  A quei tempi si chiamava Largo del castello. Intitolata a Torquato Tasso a cui è dedicato anche un monumento, qui si possono ammirare diverse attrazioni, a cominciare dalla Chiesa di Santa Maria del Carmine, realizzata in stile barocco e rinomata per la sua facciata in stucco giallo e bianco.

Da non perdere c’è anche la casa Correale che si fregia anche di un cortile in maiolica. Tra le curiosità anche il Grand Hotel Vittoria, che ospitò nel 1921 il tenore Enrico Caruso. Ad accogliere i visitatori ci pensa la statua di Sant’Antonino, il patrono della città. Avrete accesso al centro storico di Sorrento e alle sue stradine ricche di botteghe artigianali, raffinate gelaterie e negozi di souvenir.

Sedil Dominova

È l’unico esempio rimasto dei sedili nobiliari, ovvero le istituzioni medievali che si occupavano della gestione della Res Publica. Vi troverete davanti a un’opera rinascimentale che è la sintesi di diverse trasformazioni che ne hanno mutato l’aspetto originario. Si tratta di una loggia chiusa ai due lati caratterizzata da scenografici affreschi. Uno dei principali rappresenta lo stemma di Sorrento attorniato dagli angeli. La loggia è sormontata da una cupola dove sono raffigurate le insegne delle famiglie

Dal 1895 la Saletta che è nei pressi della loggia, e che un tempo veniva utilizzata per riunioni o incontri che non avevano carattere pubblico, è sede della Società Operaia per il Mutuo Soccorso.

Il seggio nobiliare è stato costruito nel XIII secolo. A rendere particolarmente affascinante questo monumento ci sono due elementi: il tufo grigio e le particolari tegole gialle e verdi (“le riggiole”) che furono realizzate da un maestro napoletano. Riguardo al monumento c’è anche un altro aneddoto: sorge in una zona che si chiama “schizzariello” per la vicinanza di una fontana dove anticamente le donne andavano a rifornirsi di acqua con speciali anfore di terracotta.

Marina Grande

È uno dei più suggestivi borghi di Sorrento, capace di mantenere una propria identità, in bilico tra tradizione e un pizzico di modernità. Troverete i resti di antiche mura e una storia ricca di contaminazioni, distruzioni e seconde vite. Anticamente la cittadina è stata la culla dei cantieri dedicati alla costruzione di particolari imbarcazioni chiamate i gozzi sorrentini. Le tracce di questa pratica sono ancora visibili. A tutto questo interesse aggiungeteci anche una spiaggia che saprà conquistarvi e un insieme di vie e di cornici capace di interessare registi come Luigi Comencini e Dino Risi che decisero di girare “Pane, amore e…”

Marina Grande offrirà anche grandi passeggiate, scenari da fotografare, scoprendo magari il promontorio su cui sorgeva una meravigliosa villa appartenuta al nipote di Augusto, Agrippa Postumo. Per chiudere il cerchio ci saranno anche molti ristoranti e locali che vi faranno assaggiare una cucina unica e ricca di sapori. Questi piatti gustosi e appartenenti alla tradizione Mediterranea potranno essere gustati in meravigliosi angoli vista mare: un’occasione davvero da non perdere.

Duomo di Sorrento

Riedificato più volte durante gli anni, il duomo di Sorrento deve il suo aspetto attuale al rifacimento della facciata che è datato 1924. La cattedrale è stata dedicata ai santi Giacomo e Filippo. Rimane come unico elemento originario il portale di marmo laterale che raffigura tre stemmi: l’Arcivescovo De Angelis, la casa di Aragona e Sisto IV. L’interno, che presenta tre navate a croce latina, conserva opere raffinate e di grande valore. Le sorprese iniziano subito dalla prima cappella dove troviamo il battistero dove venne battezzato Torquato Tasso. A fianco a questo è presente un rilievo in marmo incorniciato da dodici formelle.

 

Nella navata centrale restano da ammirare un pulpito molto prezioso impreziosito da due opere del Cinquecento e un trono vescovile. Nell’altra cappella c’è un raffinato crocifisso ligneo che illumina l’altare con ai lati diversi putti. Nelle vicinanze del duomo c’è il rosso campanile a 5 piani. La base e i primi tre piani con tutta probabilità si possono far risalire al 1100, mentre la parte superiore insieme all’orologio in ceramica vengono collocati dagli studiosi nel Settecento.

Le spiagge di Sorrento

La bellezza si manifesta anche nelle spiagge. Le piccole calette vi regaleranno scenari unici, con rocce che fanno da cornice e un mare blu che invoglia a fare tuffi e a dedicarsi allo snorkeling. Uno dei luoghi più affascinanti sono i Bagni della Regina Giovanna. Vi troverete immersi in una piscina di mare limpido circondata da una scogliera piena di ginestre che regalano una cornice suggestiva. I bagni sono poi circondati da una villa romana che risale al I secolo a.C. Un’altra spiaggia particolarmente apprezzata e frequentata da molti vip è quella di Scrajo: un crinale che scende verso le acque del mare cristalline perché c’è un continuo ricambio grazie all’acqua termale che arriva dalle falde.

La Baia di Ieranto è un’altra chicca. Vi troverete di fronte a un’insenatura rocciosa che fa parte di un’area marina protetta. Un mare limpido e dalle sfumature meravigliose vi farà venire voglia di tuffarvi. Si può arrivare via mare grazie a un’escursione o via terra attraversando un sentiero che passa in mezzo alla macchia mediterranea. Per chi vuole una spiaggia più vicina c’è la possibilità di scegliere tra Marina Grande e Marina Piccola: si tratta di due arenili non particolarmente estesi e di origine vulcanica.

Gnocchi alla sorrentina

La cucina è un’altra delle eccellenze di Sorrento. La sua proposta culinaria sa mescolare i gusti mediterranei alle specialità che arrivano dal mare e dalle campagne. Gli gnocchi alla sorrentina è uno dei piatti imperdibili e più diffusi della zona. Un tempo erano conosciuti come strangulaprete.  Gli gnocchi di patate vengono preparati a mano con acqua e farina e cotti in acqua bollente. Il passaggio successivo è quello di condirli con una salsa che comprende diversi ingredienti: mozzarella di fiordilatte, salsa di pomodoro un tocco di parmigiano e del basilico.  

Manca poi solo un’ultima cosa: prima di servirli gli gnocchi vengono posizionati su un pignatiello (tegame di coccio) e infornati per ottenere una gratinatura. Sono diverse le prelibatezze che bisognerebbe provare durante questa vacanza: le cozze alla sorrentina (condite con pomodori San Marzano, datterini e aglio). Tra i dolci c’è solo l’imbarazzo della scelta: delizie al limone, sfogliatelle di Santa Rosa e babà al limoncello.

Il Limoncello

Proprio il limoncello rappresenta il simbolo di Sorrento. Il re degli aperitivi e dei digestivi ha una storia ricca di aneddoti e leggende. Secondo la tradizione sorrentina si dice che le famiglie aristocratiche offrissero un po’ di quel liquore giallo ai loro ospiti già a partire dal 1900. Secondo altre versioni le origini sarebbero più antiche e risalirebbero ad alcuni pescatori che lo bevevano per non sentire il freddo dell’inverno. Mito, o invenzione, la realtà è che il limoncello è ormai una consuetudine da Nord a Sud.

La specificità di quello sorrentino è data dalla particolare tipologia di limoni. L’unicità di questi agrumi dipende da diversi elementi: il mare, il microclima, la protezione dal freddo grazie a particolari coperture che vengono messe su pergolati di palo di castagno. Un segreto nella preparazione consiste nel togliere solo la scorza superficiale del limone, mantenendo la parte bianca che regalerebbe al liquore un retrogusto più amaro. Il limoncello non viene utilizzato solo a fine pasto, ma spesso è uno degli ingredienti di un cocktail o è usato in cucina per diversi tipi di dolce.

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