Spesso non considerata come meriterebbe, Trieste offre bellezza e storia in ogni angolo.  Viverla sarà fare un viaggio attraverso il passato, le contaminazioni con un occhio al futuro e al suo dinamismo. Scopri le attrazioni migliori e viaggia con noi a bordo di una crociera Costa.
  • Cattedrale di San Giusto
  • Piazza Unità e Molo Audace
  • Castello di Miramare
  • Grotte di Postumia
  • Caffè storici
  • Faro della Vittoria
  • Tram di Opicina
  • La sinagoga
  • Risiera di San Sabba
  • Museo teatrale Carlo Schmidl

Cattedrale di San Giusto

Sul colle di San Giusto che domina la città di Trieste sorge la chiesa più importante, la Cattedrale. È il risultato dell’unificazione di due chiese già esistenti, Santa Maria e appunto San Giusto, nel nome del martire patrono della città. L’unione fu decisa nel 1300 dal vescovo Roberto Pedrazzani da Robecco e la pianta della Cattedrale fu ricostruita su cinque navate. La facciata è caratterizzata da un grande rosone che presenta una doppia ruota, a fianco della statua di San Giusto. Il campanile era in origine più alto, ma nel 1422 fu colpito da un fulmine e ridotto.

Ingloba ancora i resti di un propileo romano (l’ingresso a una grande struttura dedicata alle divinità) e del resto su questo colle si sviluppò l’insediamento romano, con un’area sacra recintata a quanto pare di notevoli dimensioni. Nella cappella del Tesoro della Cattedrale sono custodite le reliquie del santo e l’alabarda di San Sergio che è divenuta il simbolo di Trieste. A poca distanza troviamo anche la chiesetta di San Michele al Carnale e il Battistero di San Giovanni.

Piazza Unità e Molo Audace

Impossibile non restare colpiti dalla bellezza abbagliante di Piazza Unità d’Italia a Trieste, la piazza aperta sul mare più grande d’Europa. Qualcosa di unico. È anche il salotto di Trieste, centro vitale e culturale dove si passeggia e ci si incontra, dove vanno in scena spettacoli e dove si può semplicemente sorseggiare un aperitivo all’ora più suggestiva del tramonto. Già conosciuta come Piazza Grande, prima ancora intitolata a San Pietro, fu nel 1918 che prese il nome di Piazza Unità, tornato poi nel 1955 dopo un lungo intervallo in cui fu chiamata Piazza Francesco Giuseppe.

Non è stata sempre così grande: un tempo era estesa per metà, delimitata da un grande palazzo detto del Magistrato. Nel 1871 fu costruito il palazzo del Municipio con il suo caratteristico orologio al centro del torrione, sovrastato da due mori.

Tra gli edifici più eleganti svetta Palazzo dei Lloyd Triestino, in stile rinascimentale ed emblema della signoria locale, ornato da due vittorie alate che simboleggiano il lavoro e la gloria. La prefettura, proprio di fronte, ha sede nel Palazzo del Governo con i suoi mosaici e la loggia fiorentina: al pian terreno si trova il famoso Caffè degli Specchi. Nella piazza incrociamo la Colonna di Carlo VI e la bellissima Fontana dei Quattro Continenti, che celebra il glorioso passato commerciale della città.

Dalla piazza si arriva al Molo Audace, così chiamato in ricordo del cacciatorpediniere che, in rappresentanza della Marina italiana, fu il primo a entrare nel porto di Trieste dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Oggi il molo non è più l’approdo delle navi commerciali ma un luogo simbolico e romantico, tra la bellezza del mare e il fascino del centro in uno scenario indimenticabile. Da qui, ogni anno, gli spettatori seguono da posizione privilegiata lo spettacolo colorato della Barcolana, la manifestazione velica che si tiene ogni seconda domenica di ottobre e che riempie di imbarcazioni l’orizzonte davanti a Piazza Unità.

Castello di Miramare

Percorrendo la strada costiera e salendo sulla collina, il castello annuncia Trieste con un bellissimo colpo d’occhio. Appare imponente, circondato dal verde del suo parco rigoglioso e al culmine del promontorio di Grignano a picco sul golfo di Trieste. Siamo ad appena 6 chilometri dal centro storico, si tratta di una tappa d’obbligo. Fu l’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo a farlo erigere per adattarlo all’abitazione da condividere con la consorte Carlotta del Belgio. Il nome deriva dallo spagnolo “mirar el mare”, dato che l’arciduca salendo sul colle si ricordò di certi castelli che aveva ammirato sulle coste dell’Oceano Atlantico nella penisola iberica.

Le stanze di Massimiliano d’Asburgo sono oggi un museo all’interno del castello, con arredi originali e sala del trono recentemente restaurata. Parte dell’edifico ospita invece altre stanze abitate per un periodo di circa sette anni dal Duca Amedeo d’Aosta che sostituì le insegne asburgiche con le croci sabaude. Il parco si estende per 22 ettari e contiene una grande varietà di piante di tutto il mondo, portate qui da Massimiliano d’Asburgo dopo i suoi viaggi come ammiraglio della Marina austriaca. Nel verde sorge il castelletto, residenza dei reali prima che fosse terminata la costruzione del castello principale.

La sagoma di questo edificio spicca particolarmente nel panorama con il suo colore bianco, nel mezzo del parco tutto verde e a picco sul mare blu battuto dal vento. Una bellezza inebriante che segnò lo stesso Massimiliano, morto in Messico con la nostalgia di non poter riabbracciare Miramare. Da qui la leggenda di una maledizione che colpirebbe chi soggiorna nel castello. In ogni caso si tratta di una meta molto frequentata dai turisti e dagli stessi triestini che amano passeggiare nel parco alla domenica. Qui sia arriva anche con il treno, direttamente alla storica fermata della piccola stazione di Miramare.

Grotte di Postumia

Bastano 44 minuti di auto da Trieste per superare il confine sloveno ed entrare in una meraviglia nascosta. Grotte straordinarie, con imponenti sculture calcaree. La cosa incredibile è che all’interno si può accedere anche restando comodamente seduti su un trenino sotterraneo: una soluzione particolare per un ambiente senza paragoni. Nelle grotte possiamo ammirare stalagmiti a forma di brillante prezioso oppure alcuni cuccioli di drago… La fantasia vola tra monti e fiumi segreti che si aprono in enormi sale in una vera e propria culla della speleobiologia mondiale.

Il Brillante in effetti è una roccia di cinque metri, di un colore bianco splendente, che rappresenta il simbolo di Postumia e di tutto il Carso sloveno a due passi da Trieste. L’acqua scivola lentamente sulla stalagmite depositando un sottile strato di calcite pura che colora le stalagmiti di un bianco che risplende nel buio. Qui nel 1872 fu inaugurata una piccola ferrovia, la prima al mondo in una grotta calcarea. Un percorso di 3,7 chilometri a doppio binario che scorre sotto ai meravigliosi lampadari in vetro di Murano nella cosiddetta Sala da ballo.

Caffè storici

Non è solo la meraviglia di Piazza Unità a conquistare i visitatori del capoluogo giuliano, ci sono anche i suoi meravigliosi e storici caffè. Sono in stile Liberty, arredati in legno scuro e con le insegne dorate, trasudano storia e fanno di Trieste la città del caffè, bevanda da assaporare con calma per condividere al meglio lo spirito di questa città mitteleuropea. Il caffè è così entrato nella cultura cittadina che qui esistono parole speciali per definirlo. L’espresso è solitamente ordinato come il nero, il caffè macchiato è detto il capo, mentre il caffè in bicchiere si chiama “in B”.

Il locale più antico è del 1825, battezzato Tommaseo in onore del patriota dalmata dopo l’annessione al Regno d’Italia del 1918. Si tratta di un locale frequentato da numerosi intellettuali, da Saba a Stendhal fino a Svevo. Ancora oggi è un punto di riferimento per la cultura locale, insignito dell’onorificenza di locale storico d’Italia. Altro luogo prezioso è il Caffè Torinese, aperto nel 1915 e decorato dal Debelli. Conserva gli arredi originali dell’epoca, a partire dal preziosissimo bancone Liberty. Altra tappa consigliata è quella che porta al Caffè Pasticceria Pirona, attivo da fine ‘800 e preferito tra gli altri da James Joyce che ebbe casa proprio nelle vicinanze, oltre ai locali Saba e Svevo.

È stato invece inaugurato nel 1865 il Caffè Stella Polare, simile nel suo aspetto ai locali viennesi con grandi specchiere e stucchi. Il bar ha sempre avuto un’aria cosmopolita, apprezzato dalla comunità tedesca, durante la seconda Guerra divenne sala da ballo e punto d’incontro dei militari alleati. Infine il Caffè San Marco: dal 1914 ritrovo dei giovani irredentisti, per questo motivo fu subito devastato dai soldati austroungarici. Gli arredi furono risistemati grazie all’intervento delle Associazioni generali e oggi il locale è anche libreria e ristorante.

Faro della Vittoria

Dove un tempo svettava il forte austriaco di Kessich, dal 1927 illumina il Golfo di Trieste. Ma il faro è anche un monumento commemorativo per i marinai caduti nel corso della Prima Guerra Mondiale (come da epigrafe: “Splendi e ricorda i caduti sul mare”). All’esterno è rivestito da pietra del Carso e dell’Istria in blocchi, la sua lanterna ha una portata di circa 30 miglia marine.

Ha una cupola su cui si innalza la caratteristica statua in rame della Vittoria Alata (firmata dallo scultore Giovanni Mayer) mentre alla base del faro è appoggiata l’ancora del cacciatorpediniere Audace. Tra gli altri reperti anche due proiettili della corazzata austriaca Viribus Unitis. Inutile dire che da questo punto di osservazione il panorama che si apre sul Golfo triestino è fantastico. SI trova a un’altezza di 60 metri sul livello del mare, sul colle di Gretta.

Tram di Opicina

Un’altra peculiarità triestina è rappresentata dalla linea tranviaria interurbana panoramica. Ovvero della tramvia che collega Villa Opicina a Piazza Oberdan. La sua caratteristica, unica in Europa, riguarda soprattutto un tratto in fortissima pendenza dove le vetture salgono e scendono avvalendosi di un particolare impianto funicolare.

La linea fu inaugurata nel 1902. Collega la città con l’altopiano carsico a 329 metri sul livello del mare per complessivi 5 chilometri di lunghezza. Il punto più panoramico coincide con la fermata all’Obelisco intitolato a Francesco I d’Austria, da dove si sviluppa la suggestiva passeggiata della Strada Napoleonica. Ovviamente il valore storico è molto importante: in occasione dei novant’anni dall’inaugurazione, celebrati nel 1992, era stata rimessa in funzione la carrozza numero 1, la più vecchia vettura tranviaria ancora in funzione in tutto il mondo. 

Il servizio fu sospeso nel 2012 dopo un deragliamento senza conseguenze e ripreso nel 2014. In seguito, un altro stop nel 2016 ha nuovamente fermato la marcia del tram. Ma l’opinione pubblica fa grande pressione per una riapertura. Trieste non può rinunciare al Tram di Opicina.

La sinagoga

Eccoci al secondo più grande edificio di culto ebraico d’Europa dopo il tempio di Budapest. Questo dato è già sufficiente a indicare l’importanza economica e culturale che la comunità degli ebrei triestini aveva saputo raggiungere agli inizi del ‘900, perfettamente integrata nel tessuto sociale della città. La sinagoga fu inaugurata con un grande concerto di musica sacra nel 1912. Purtroppo, già negli anni successivi, questo luogo di culto divenne testimone dei drammatici eventi che portarono alla promulgazione delle leggi razziali (nel 1938) e di quanto accadde durante la Seconda Guerra Mondiale.

Negli anni Quaranta il tempio subì gli attacchi degli squadristi fascisti, mentre i nazisti successivamente lo occuparono trasformandolo in deposito di libri e opere d’arte. Tornò a nuova vita nel giugno del 1945 e nel recente 2012 è stato festeggiato il suo primo centenario. Sono due gli ingressi alla sinagoga, uno principale con torre quadrangolare che lo sovrasta ed è su via Donizzetti, utilizzato per le festività più importanti.

Esiste poi un accesso secondario dal loggiato di via San Francesco. La pianta del tempio è rettangolare con cupola centrale affiancata da semi-cupole e cupolette minori, la sala di preghiera è suddivisa in tre navate che culminano in un’abside. Nella struttura rientrano anche un oratorio, gli uffici, la biblioteca, l’archivio storico e il mikveh, ovvero la vasca per le abluzioni di rito.

Risiera di San Sabba

L’edificio era stato costruito nel 1898 per la pilatura del riso, ma a partire dal 1943 gli occupanti nazisti lo trasformarono in un campo di detenzione di polizia (Polizeihaftlager). Serviva per smistare i deportati razziali e politici verso Germania e Polonia. I prigionieri lasciavano in questa sede anche i loro beni, inoltre molti detenuti trovavano qui la loro fine, tra partigiani e altri fermati italiani, sloveni e croati.

Nel 1944, infatti, entrò in funzione anche un forno crematorio. Il complesso della Risiera è diventato monumento nazionale nel 1965 e dopo una ristrutturazione nel 1975 è stato adibito a Museo civico. Sono rimaste intatte le 17 celle, una mostra permanente racconta l’orrore vissuto tra quelle mura. La sala delle Croci espone alcuni tra i beni strappati agli ebrei triestini in quell’epoca.

Museo teatrale Carlo Schmidl

Tutta la storia del teatro e della musica a Trieste a partire dal Settecento fino ad oggi: in questo museo troviamo un’ampia serie di oggetti significativi. Dai costumi ai gioielli di scena, dalle locandine degli spettacoli alle fotografie e alle stampe d’epoca, dalle medaglie ai dipinti, oltre naturalmente agli strumenti musicali e ai manoscritti originali.

Nelle sale eleganti del primo piano troviamo invece il racconto degli edifici teatrali in città e i ritratti dei principali interpreti musicali e teatrali nel corso di circa due secoli. Un’altra tappa da aggiungere alle altre bellezze triestine.

Parti per Trieste con Costa Crociere

Se per caso siete tra coloro che di Trieste e del suo fascino mitteleuropeo hanno solamente sentito parlare, questa è l’occasione per colmare la lacuna. Ne varrà la pena. Passeggiare per Piazza Unità e dintorni significa riassaporare un tempo perduto, di cui però resta qualcosa tra i caffè e le strade di questa città di confine ma convintamente legata alla storia d’Italia. Approfitta della nostra proposta e sali a bordo di una crociera Costa!

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